L’AQUILA – di Paola Retta – Chi di noi non ha mai avuto voglia, in un momento di rabbia, sconforto o frustrazione, di spaccare qualsiasi cosa gli capitasse sottomano?
Oppure, con scarsa lucidità, di dare un furente pugno sul tavolo o contro il muro?
Un gesto autolesionista piuttosto diffuso, perché, spulciando su internet i siti di consulti medici online, viene fuori che domande tipo “Cosa succede se dai un pugno al muro?”, “Come capire se si ha una frattura alla mano?”, “Come si cura la contusione delle nocche?” sono domande frequenti.
Da qualche anno un rimedio, prima di correre al Pronto Soccorso con le dita rosse e gonfie, c’è. Si chiamano Rage Room o Anger Room e sono le stanze del combattimento e della rabbia. O meglio, le stanze dove combattere la rabbia sotto forma di oggetti da distruggere. Nate in Giappone e negli Stati Uniti, sono arrivate pochi anni fa anche in Italia. Aperte a tutti, permettono di sfogare stress e aggressività, ma ovviamente non a mani nude.
Ma in cosa consistono esattamente?
Semplicemente di una vera e propria stanza insonorizzata in cui è lecito rompere, spaccare e distruggere, dalla tecnologia alle suppellettili, dalle stoviglie ai giocattoli, dalle cianfrusaglie alle orribili bomboniere, tutto quanto si trovi a tiro. La Rage Room è già dotata di oggetti da fracassare, gentilmente e felicemente offerti da volontari che vogliono liberarsene donandoli per una giusta causa, ma se il cliente arrabbiato vuole portare qualcosa da casa, un servizio di piatti particolarmente sgradito, un vecchio e brutto mobiletto, un finto vaso Ming, una stampante antidiluviana che funziona solo se ne ha voglia, può farlo. Il servizio offre in dotazione armi come mazze da baseball, ferri da golf, piedi di porco, martelli, sbarre ed altri oggetti utili allo scopo e a preservare mani e nocche da traumi e fratture ed un kit protettivo con guanti, caschetto tuta e mascherina.
Il set di oggetti da distruggere è a scelta del cliente, da cinque a più di trenta manufatti, così come lo è la musica che può fare da sottofondo, Rock. Heavry metal, Grunge, Pop, Classica. Il trattamento, da soli o in compagnia, è considerato rivitalizzante ed è comprensivo anche di video da condividere e rivedere. Si possono portare parenti, amici, colleghi, purché il gruppo non sia formato da più di tre persone. Il gioco dura 15 minuti ma tanto basta per spaccare quelle “buone cose di pessimo gusto” di cui parlava Guido Gozzano nella poesia “L’amica di nonna Speranza”.
In Italia si trovano a Milano, Torino, Genova, Roma, Napoli, Bari e
Nei Paesi Orientali il prezzo varia in base a quanto si vuole andare oltre: insomma, chi ha bisogno di fare danni incredibili a oggetti parecchio costosi o voluminosi paga di più. Per l’Italia vale lo stesso concetto. A Milano, per esempio, il costo è di 30 euro per il pacchetto base, cioè con 20 oggetti piccoli come piatti e bicchieri, più uno medio come vasi, sedie o utensili, televisori, stampanti. Il pacchetto premium costa invece 40 euro e include 30 oggetti piccoli e 2 medi, mentre quello deluxe, per i più iracondi, da 50 euro prevede 40 oggetti piccoli e 3 medi.
Sono disponibili anche pacchetti speciali dedicati a compleanni, addii al celibato o nubilato, addirittura per divorzi e anche team-building, nonché gift card da regalare ad ogni occasione.
Le statistiche dicono che gli oggetti più richiesti sono quelli tecnologici e che la clientela è in maggioranza femminile.
Il fenomeno delle stanze della rabbia è stato analizzato anche dagli psicologi. Due le valutazioni: chi le giudica effettivamente utili per sfogarsi e liberarsi dallo stress, chi le considera una forma di organizzazione dello sfogo di rabbia a fini commerciali. Di fatto, chi ci è stato, si è sentito alleggerito dalla tensione. È ritenuta, comunque un’attività ludica che va bene per chi è padrone di sé, ma non per chi porta dentro una rabbia costante; un sentimento, in questo caso, che andrebbe indagato e gestito con strumenti leciti grazie ad un aiuto psicologico professionale.
La Rage Room va presa come un gioco e non come terapia, ma reprimere le emozioni negative, fa comunque male alla salute, e sfogarsi con una sessione ogni tanto è quindi un toccasana per buttare fuori tutto e ripartire, in un certo senso, ripuliti.
Magari sarebbe un’idea imprenditoriale da importare anche qui in città.











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