lunedì 11 Maggio 2026 - 17:21
Radio L'Aquila 1
banner 300x39
banner acquista aquilano copia
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Sport
  • Scuola
  • Arte
  • Varie
  • La Dieta sono io
  • Podcast
  • Palinsesto
  • Contatti
  • Ascolta
  • La nostra storia
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Radio L'Aquila 1
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Sport
  • Scuola
  • Arte
  • Varie
  • La Dieta sono io
  • Podcast
  • Palinsesto
  • Contatti
  • Ascolta
  • La nostra storia
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Radio L'Aquila 1
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Il volto umano del Gran Sasso e della Maiella

Fra miti, realtà, misteri e magie, il volto umano del Gran  Sasso e della Maiella in un Canto

Pubblicato da Redazione
martedì, 13 Dicembre 2022 - 15:49
in Ambiente, Cronaca, Eventi, Varie
Spread the love

L’AQUILA – di Camillo Berardi – La  “Maiella Madre”, la montagna materna degli abruzzesi, custode di paesaggi maestosi di rara bellezza, è stata culla di civiltà e culture antichissime, di cui restano ancora oggi innumerevoli vestigia e testimonianze; incerta, però, è l’origine del nome, per la quale si rimanda alla dotta letteratura specializzata; non possiamo, invece, passare sotto silenzio la relazione etimologica di natura popolare, legata al culto della dea Maia.

Secondo questa derivazione, coerente alla primordiale sacralità dei monti, la Maiella, con i suoi meandri magici e misteriosi, è la montagna sacra a Maia.

La mitologia classica ci fa sapere che la gigantesca Maia, fiorente fanciulla dalle stupende trecce bionde, era la maggiore e la più bella delle sette Pleiadi, figlie di Atlante e di Pleione.

Maia fu amata da Zeus in una grotta del monte Cillene in Arcadia e da questa relazione nacque Ermete, unico figlio della dea.

Il mito di Maia ha dato origine ai più bei racconti abruzzesi, molti dei quali assumono grande efficacia e diventano quasi “reali”, quando possono essere confrontati, ancora oggi, con l’orografia dei luoghi, con la storia e con le tradizioni. Essi accendono ed infiammano la fantasia popolare e rinverdiscono memorie antiche e credenze ancestrali, aiutando a scoprire le origini della nostra civiltà.

Fra le tante novelle che legano la Maiella al culto della dea Maia, quella scritta in versi dal poeta Mario Lolli è, certamente, una delle più toccanti e suggestive: “La leggenda della gigantesca Maia“. La fiaba racconta che la bellissima gigantessa Maia fuggì dalla Frigia per portare in salvo l’unico figlio, un gigante stupendo, ferito gravemente in una battaglia e inseguito dal nemico. Con una zattera sdrucita attraversò il mare e riuscì ad approdare nei pressi del porto dell’antica città di Ortona – “Orton”- dopo un tragico naufragio. Qui, temendo di essere raggiunta dagli inseguitori, prese in braccio il gigante ferito e continuò la sua fuga attraverso forre selvagge ed impervie giogaie, scalando il Gran Sasso, dove una caverna nell’aspra roccia offrì un rifugio ai due fuggitivi.

Nell’antro rupestre la diva Maia cercò, e sperò, di mantenere in vita l’adorato figlio con l’amore materno, ma dopo qualche tempo il giovane morì, lasciando la ninfa in un’angoscia infinita.

Per vari giorni pianse disperatamente accanto al corpo del figlio e, poi, lo seppellì su una vetta del monte superbo.

Ancora oggi, a chiunque osservi il Gran Sasso, da levante verso ponente, appare chiaramente la sepoltura del giovane: infatti, la Vetta Orientale del Corno Grande, in uno scenario maestoso e incantevole, incarna le sembianze di un gigantesco volto umano assopito nel riposo eterno; conosciuto sin dall’antichità come “Il gigante che dorme”, il “ciclope di pietra” si staglia nel cielo, nel superbo dominio di un paesaggio grandioso.

In virtù di un magico incanto, in un seducente miracolo della natura, il “gigante di pietra”, osservato da un’angolazione diversa, si trasforma in una leggiadra e prosperosa donna supina dalle chiome fluenti, chiamata “La bella dormiente”.

Nei silenzi magici delle aeree cime del Gran Sasso, in uno scenario grandioso e fantastico, la ninfa Maia e l’adorato figlio si “fondono” in uno straordinario connubio affascinante e suggestivo, di colossale magnificenza; senza più distinguersi, realtà e fantasia si amalgamano in una simbiosi incantevole che non ha eguali altrove.

Dopo la morte del gigante, Maia non ebbe più pace. Sconvolta, in preda alla disperazione, cominciò a vagare sui monti e neanche i suoi congiunti più cari riuscirono a frenarne il pianto disperato.

Il cordoglio e l’angoscia furono talmente grandi, da stringere il cuore della povera madre, fino a farla morire.

I fedeli e i congiunti della dea, con cortei imponenti, raggiunsero Maia sull’erta giogaia, portando vesti ricche di ori e di gemme, ghirlande di fiori e di erbe aromatiche, vasi d’oro e d’argento, e, dopo averla adornata con i loro preziosissimi doni, la seppellirono sulla maestosa montagna di fronte al Gran Sasso, che, da quel giorno, in sua memoria, fu chiamata Maiella.

Il nome “Monte Amaro”, dato alla cima più alta, sembra voler dare risalto al dolore di Maia, a testimonianza di un affetto e di un amore senza confini.

I maestosi scenari del Gran Sasso e della Maiella, nel “Cuore Verde d’Europa”, sono stati i luoghi prìncipi e fascinosi, eletti dal mito, dove si è svolta “La leggenda della gigantesca Maia”, scritta da Mario Lolli e incarnata superbamente dalla fisicità dei luoghi e dei paesaggi. Il racconto, ispirato al tema mitologico, in un viaggio straordinario e attraente sui nostri monti, porta il lettore e l’appassionato della montagna in un nuovo mondo magico e commovente, di grande ricchezza poetica ed umana. La “fabula”, coinvolgente sposa coerentemente l’intera storia dell’Abruzzo, dalle antiche origini preelleniche, ed in essa domina la devozione filiale degli abruzzesi per la “Maiella Madre”, tempio imponente sacro a Maia, protagonista di una struggente vicenda.

Ho avuto l’onore e il piacere di musicare i versi della leggenda, scritti con sensibilità profonda dal poeta Mario Lolli, ed è nata una melodia semplice e spontanea, scandita da un ritmo che evoca delicatamente l’incedere del corteo funebre.

Seguono i versi commoventi della fiaba originale scritta dal poeta Mario Lolli:

La leggenda della gigantesca Maia (versi di Mario Lolli – musica di Camillo Berardi)

Racconta una vecchia ed amara leggenda
che Maia, la figlia d’Atlante, stupenda,
scampata al nemico fuggì dall’oriente
con l’unico figlio ferito e morente.
Raggiunto d’Italia un porto roccioso,
sfruttando le forre e il terreno insidioso,
condusse il ferito, vicino al trapasso,
in alto lassù sopra il monte Gran Sasso.

 A nulla giovaron, nell’aspra caverna,
le cure profuse da mano materna:
al giovane figlio volò via la vita
lasciando alla madre una pena infinita.
E proprio quel monte d’Abruzzo nevoso
racchiuse la salma all’estremo riposo.        

 Il grande dolore di Maia la diva
escluse al suo cuore la gioia istintiva;
non ebbe più pace, non valse l’apporto
dei propri congiunti a darle conforto.
Sommersa dal lutto, sconvolta dal dramma,
non ebbe più pianto, non era più mamma.
Di vivere ancora non ebbe coraggio:
si spense nell’ultima notte di maggio.

Un mesto corteo con fiori per Maia
salì a seppellirla in un’altra giogaia,
rimpetto alla tomba del figlio adorato
strappato alla madre dal barbaro fato.
E quella montagna, al cospetto del mare,
d’allora MAIELLA si volle chiamare.

 Finale
“AMARO”  ebbe nome la vetta maggiore
per dare risalto al materno dolore.

 Nel video di seguito riportato le immagini dei maggiori vertici dell’Appennino

Print Friendly, PDF & Email

Articoli Correlati

Eventi

Festa della Musica nell’Oasi di Fontecchio

Pubblicato da Redazione1
lunedì, 11 Maggio 2026 - 11:35
97ª Adunata Nazionale Alpini: gli Abruzzi sfilano a Genova
Eventi

97ª Adunata Nazionale Alpini: gli Abruzzi sfilano a Genova

Pubblicato da Redazione1
lunedì, 11 Maggio 2026 - 11:28
Ditonellapiaga in concerto a L’Aquila
Eventi

Ditonellapiaga in concerto a L’Aquila

Pubblicato da Redazione1
venerdì, 08 Maggio 2026 - 18:11
L’Aquila, torna la settimana universitaria
Eventi

L’Aquila, torna la settimana universitaria

Pubblicato da Redazione1
mercoledì, 06 Maggio 2026 - 20:44
Convegno Nazionale su Ecografia Ginecologica, il 9 maggio all’UnivAQ
Eventi

Convegno Nazionale su Ecografia Ginecologica, il 9 maggio all’UnivAQ

Pubblicato da Redazione1
mercoledì, 06 Maggio 2026 - 20:37

Lascia il tuo commento

abruzzo che spettacolo 1
abruzzo che spettacolo_350x300_05
abruzzo che spettacolo 3
abruzzo che spettacolo 2

Radio L'Aquila 1 supporta RSL​

Radio L'Aquila 1 supporta Meteo D'Aosta

Iscriviti alla newsletter

Archivio news

–

Partner

  • Contatti
  • Economia
  • Home
  • Home
  • Live Streaming
  • Live Streaming
  • Newsletter
  • Palinsesto
  • Pillole di libri
  • Podcast
  • Storia di Radio L’Aquila 1
  • Tempo Reale
Privacy Policy

© 2010 ... 2025 - INFOMEDIA GROUP s.r.l. - Sede legale e operativa: Via Giuseppe Saragat n. 24 (Zona Industriale di Pile) - 67100 L'AQUILA
RADIO L'AQUILA 1 - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale dell'Aquila al n. 205/1982 - Registrazione al R.O.C n. 12606/2005
Partita IVA 01446050666 - Tel.: +39 0862 311013 - Fax: +39 0862 028025 - E-mail: rl1@rl1.it
Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione: rl1@rl1.it - 0862 311013

  • Contatti
  • Economia
  • Home
  • Home
  • Live Streaming
  • Live Streaming
  • Newsletter
  • Palinsesto
  • Pillole di libri
  • Podcast
    • Il Buon Giappo si vede dal mattino
    • La Dieta sono io
  • Storia di Radio L’Aquila 1
  • Tempo Reale
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati