L’AQUILA – “La conoscenza dell’esito della riunione della Grandi Rischi ha influenzato in modo determinante la decisione di Ilaria Rambaldi di rimanere all’Aquila, e di non fare rientro a Lanciano”. E’ quanto si legge nella sentenza di primo grado del tribunale dell’Aquila sulla Grandi Rischi a firma del giudice Marco Billi, riguardo alla posizione di Ilaria Rambaldi, morta nel crollo della casa di via Campo di Fossa. Non solo: nel dispositivo si legge anche che durante le scosse “Ilaria era scesa in strada per qualche minuto” ma che nel complesso era tranquilla e si rifiutò di tornare a casa perchè come hanno ricordato i testimoni “lei rifiutò spiegando che si sentiva comunque tranquilla dopo la riunione del 31.3”, ossia la riunione della Grandi Rischi.
Nella sentenza più avanti si specifica che “È stato accertato infatti che Ilaria aveva molto paura del terremoto, abbandonava immediatamente in luoghi chiusi e che aveva spostato il suo letto sotto una trave per avere una protezione continua anche di notte. In occasione della forte scossa del 30.3 2009 Ilaria dopo essersi istintivamente riparata sotto la scrivania, è immediatamente uscita da casa con la sua amica Valeria ed è rimasta per tutto il pomeriggio all’aperto”.
Ma c’è un altro passaggio decisivo che spiega il comportamento della ragazza: “Quanto concerne il comportamento tenuto dalla vittima dopo aver avuto conoscenza dell’esito della riunione della Commissione Grandi Rischi, si rileva che la decisione di non rientrare al Lanciano venne presa da Ilaria solo dopo aver conosciuto l’esito della riunione della Commissione Grandi Rischi. Ilaria aveva ricevuto il messaggio tranquillizzante secondo il quale la situazione era normale, c’era uno scarico continuo di energia, non ci si dovevano aspettare scorse di tipo distruttivo ed era necessario adattarsi ad una situazione scomoda ma tipica di una zona sismica e scelse di non seguire la madre a Lanciano ma di rimanere all’Aquila”.











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