L’AQUILA – Negli studi di Radio L’Aquila 1 Alberto Orsini ha presentato “Tranquilli. Il processo alla commissione Grandi rischi dopo il terremoto a L’Aquila del 6 aprile 2009“.
Si tratta della cronaca giornalistica di quello che, per quasi dieci anni, è stato il processo penale più importante nel contesto delicato e difficile del post-terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, con esplosivi risvolti mediatici e giudiziari a livello nazionale e internazionale. Sette scienziati di fama, parte dell’organo scientifico consultivo della Presidenza del Consiglio, sono stati messi alla sbarra per omicidio dalla Procura del capoluogo abruzzese con l’accusa di aver rassicurato la popolazione e sottovalutato il rischio sismico a soli cinque giorni dal terremoto distruttivo che provocò 309 vittime, 1.500 feriti e 100 mila sfollati.
In questo volume, selezione degli articoli dell’autore per AbruzzoWeb.it, si trovano cronache minuto per minuto delle udienze, con le toccanti deposizioni dei familiari delle vittime, approfondimenti delle carte giudiziarie e delle tre sentenze, ritratti dei principali protagonisti. Il volume è arricchito da preziose testimonianze sotto forma di prefazioni, nonché da una sezione fotografica. Una riflessione articolata sui temi – a tutt’oggi di stretta attualità – della prevenzione delle catastrofi naturali, della comunicazione prima, durante e dopo le emergenze, nonché del delicatissimo concetto di colpa.
Gli scienziati della Cgr sono stati imputati di omicidio colposo e lesioni, e assolti in via definitiva nel 2016, tranne una condanna passata in giudicato per l’ex vice capo della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, a 2 anni di carcere.
Alla tranquillizzazione, smentita quasi del tutto dalle sentenze, ma percepita e ribadita da decine di cittadini, fa riferimento il titolo dell’opera, abbinato in copertina a uno dei simboli metaforici più dolorosi del processo: il bicchiere di vino da poter bere, come ipotizzato dal giornalista Gianfranco Colacito in una domanda a De Bernardinis durante un’intervista prima della riunione, a cui quest’ultimo rispose positivamente, mettendo in atto proprio in quel momento, secondo tre gradi di giudizio, la rassicurazione.











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