L’AQUILA – Il 6 aprile è stato vissuto intensamente all’I.I.S. Da Vinci Colecchi dell’Aquila. La mattina è iniziata con l’incontro di una rappresentanza di studenti nell’aula magna della sede Da Vinci, in collegamento a distanza con tutte le classi dell’istituto, con Federico Vittorini intervistato da Fabio Iuliano. Tanti gli spunti di riflessione proposti con leggerezza e profondità, una lezione sulla memoria e sul valore del ricordo e sul senso del futuro.
“Indirizzare il ricordo nel lutto fine a se stesso è sbagliato, bisogna trasformarlo in qualcosa di utile. Piangere e basta non dà senso nemmeno al dolore. Bisogna ricordare bene, ricordare con gioia e maturità e far sì che quello che è accaduto non accada più. …noi ragazzi qui apprezziamo l’apertura di 5 metri in centro o di un locale come non accade altrove. La musica è stata la migliore terapia di questi anni”.
Sul Parco della Memoria, dove quest’anno per la prima volta è arrivato il corteo della notte del 5 aprile, Federico Vittorini ha condiviso un pensiero al ricordo delle difficoltà che ne hanno accompagnato la costruzione “Ogni monumento ricorda qualcosa spesso di brutto ma deve essere vissuto con gioia. Dopo due anni di ricordo dentro casa, di non condivisione, ieri è stato molto bello. Fare comunità è costruttivo”.
E ancora, pensando ai nuovi luoghi di aggregazione post sisma “In questi anni ci siamo dedicati più ai sorrisi che alle lacrime. Piazza Chiarino ci ha accolto con dolcezza, c’è sempre una bella luce”.
Una classe della sede Colecchi, in rappresentanza dell’intero istituto, ha presenziato alla manifestazione che si è tenuta nel Parco della Memoria ed un’altra ha partecipato alla commemorazione presso il monumento in memoria delle vittime della scuola del sisma 2009 alla presenza di tutte le Dirigenti Scolastiche dell’Aquila.











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