L’AQUILA – “No, respingiamo l’accusa: la polemica non è grottesca. LA FLC CGIL non discute i fondi ma la loro destinazione, quanto meno irrispettosa della nostra memoria collettiva”.
Inizia così la controreplica di Miriam Anna Del Biondo, segretaria generale della FLC CGIL L’Aquila, al sindaco del capoluogo Pierluigi Biondi e all’assessore comunale alle Opere pubbliche, Vito Colonna, intervenuti a loro volta definendo una “polemica strumentale e grottesca” la posizione espressa dal sindacato relativa alla destinazione dei fondi per le scuole erogati dal ministero per l’Istruzione.
“In questo periodo – spiega – fondi sulla scuola ne stanno arrivando ed altri sono destinati ad arrivare anche in misura copiosa nei prossimi anni., in virtù del PNRR e dei fondi europei per la ripresa. Si tratta di fondi aggiuntivi, volti a migliorare una situazione esistente e non a sostituirsi all’ordinario. Se la situazione esistente è ancora emergenziale, come nel caso delle scuole aquilane, qualsiasi misura di miglioramento è surrettizia ed ha la funzione di tamponare una condizione mai affrontata all’interno di un progetto cittadino organico e strutturale.
L’arrivo di fondi aggiuntivi non deve farci distrarre da quelli che sono gli atti dovuti dell’ordinaria gestione in capo al governo centrale e alle sue emanazioni (vedi enti locali). Riteniamo inoltre sia esercizio del diritto di cittadinanza collaborare a definire l’utilizzo dei fondi pubblici. Apprendiamo che il noleggio (perché neanche di acquisto si tratta) di tensostrutture e gazebo è stato deciso previa consultazione con i dirigenti scolastici. Comprendiamo la difficoltà dei dirigenti scolastici che si trovano da anni a dividere pani e pesci e sono stati chiamati a gestire un’ulteriore emergenza dovuta al coronavirus, in un sistema disfunzionale. Lo hanno fatto con estrema puntualità e senso del ruolo che ricoprono”.
“Se il Comune dell’Aquila vuole negare l’evidenza del fatto che a distanza di dodici anni la maggior parte delle scolaresche sono ancora ospitate nei MUSP dovrà saperlo argomentare includendo risposte dovute anche ai comitati che da anni lavorano dal basso per la definizione della ricostruzione degli edifici scolastici di competenza. Crediamo sia incontrovertibile negare che la ricostruzione dell’edilizia scolastica in questo comune sia nebulosa e che una serie di piani più volte modificati non abbiano ancora visto al luce.
Credo sia incontrovertibile – termina Del Biondo – il dato di fatto che manca una centralità della scuola nella ricostruzione post sismica. Riteniamo inoltre che la ricostruzione delle scuole aquilane, se vi fosse stata la capacità di guardare in prospettiva, avrebbe potuto avere valore esemplare in termini di innovazione didattica ed ecologica ed invece, dopo dodici anni, abbiamo bisogno di tensostrutture per le attività didattiche all’aperto (all’aquila, una delle città più fredde d’Italia) e per l’adeguamento di spazi inadeguati. Abbiamo un’idea di città. Continueremo a perseguirla”.











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