
L’AQUILA – “Durante la fase acuta della pandemia, i restauri non si sono fermati. Archeoclub d’Italia a livello nazionale, Sabato 9, Domenica 10 e Lunedì 11 Ottobre aprirà al pubblico Chiese e presenterà per la prima volta opere davvero importanti che sono state restaurate grazie alle nostre campagne. Dunque da Sabato 9 Ottobre a Lunedì 11 si terrà in tutta Italia “Chiese Aperte” con eventi in tutta Italia”. Lo ha annunciato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia.
“A Messina, in occasione di “Chiese Aperte”, Domenica 10 Ottobre la grande possibilità di vedere due tele del tardo 500 “La Pietà” e la “Madonna con Bambino” ubicate nella Chiesa della Madonna della Mercede in San Valentino a Messina. Si tratta di due tele restaurate di recente, grazie ad Archeoclub d’Italia sede di Messina e che per la prima volta saranno mostrate al pubblico, dopo il restauro. Sabato 9 Ottobre, alle ore 17, presso il Palacultura “Antonello da Messina” le tele verranno presentate alla stampa. L’intervento di restauro era iniziato a fine 2019 – ha dichiarato Rosario Santanastasio – quando Archeoclub d’Italia sede di Messina riuscì ad ottenere l’autorizzazione da parte della Soprintendenza BBCCAA di Messina. Il restauro è stato eseguito dal restauratore Davide Rigaglia e le tele sono state sottoposte anche ad analisi in microscopia ATR, XRF, sezioni stratigrafiche del Dipartimento di Chimica dell’Università di Bologna”.
Ed in Puglia a Molfetta l’apertura della Chiesa di San Pietro – Domenica 10 Ottobre dalle ore 10.

“CHIESE APERTE XXVII EDIZIONE, anche in Puglia. A Molfetta (BA) in Puglia, la sede locale dell’Archeoclub “Giuseppe Maria Giovene” organizza l’apertura straordinaria e la visita guidata alla CHIESA DI SAN PIETRO “Tra conchiglie e fiori alla scoperta di un gioiello barocco nel Centro antico di Molfetta” a cura di Isa de Pinto, guida turistica e socia Archeoclub. L’attuale struttura barocca rappresenta il terzo rifacimento dell’antichissima Chiesa – ha continuato Santanastasio – citata nel 1176. L’appuntamento è per Domenica 10 Ottobre dalle ore 10. Nel secondo Cinquecento accanto alla Chiesa sorge il Monastero delle Monache Cistercensi e poi nel Settecento, a seguito di un violento terremoto, si gettano le fondamenta della nuova chiesa barocca. L’edificio in pietra locale è incastrato nei vicoli stretti della centro antico medievale e presenta una bellissima facciata curvilinea, lesene con capitelli di ordine composito, decorazioni “a conchiglia”, piccole nicchie ornate di festoni e motivi floreali, un portale di ingresso con motivi floreali, sormontato da un cartiglio. L’interno ad una navata unica è a pianta ellissoidale absidata. Sugli altari due pregevoli tele raffiguranti “Madonna con Bambino e Santi” e “Adorazione dei Magi”, attribuite a Saverio Porta e la suggestiva “Flagellazione” di Nicola Porta. Preziosa è la statua lignea della Madonna del Carmine attribuita allo scultore napoletano Francesco Verzella (sec. XIX)”. ORARI DI VISITA, DOMENICA 10 OTTOBRE 2021: MATTINA primo turno ore 10.00, secondo turno ore 11.00 / POMERIGGIO primo turno ore 17.00, secondo turno ore 18.00”.
Nel Lazio a Terracina – Piazza del Municipio. Studi recenti ricondurrebbero la pala della Madonna con il Bambino e il Redentore in trono, a Roberto d’Oderisio seguace del Giotto. La pala è situata nella Cattedrale di S. Cesareo a Terracina e la vedremo per la prima volta dopo il restauro del 2020! Appuntamento Domenica 10 Ottobre dalle ore 10.
“Domenica 10 Ottobre saremo alla Cattedrale di S. Cesareo a Terracina. La pala, dipinta su due facce sulle quali sono raffigurati da un lato la Madonna con Bambino e dall’altro il Redentore in trono, era stata considerata, dalla storiografia artistica del Novecento, un prodotto locale di cultura laziale e riportata ad un periodo compreso tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento. Studi recenti hanno invece ricondotto l’opera all’attività matura e tarda di Roberto d’Oderisio, seguace di Giotto, il maggiore fra i pittori napoletani del Trecento, e all’influenza della cultura angioina nel Lazio meridionale.
La Madonna col Bambino in dono è situata nella Cattedrale di San Cesareo – ha spiegato il Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia, Rosario Santanastasio – ed è stata restaurata nel 2020, in piena pandemia. Si tratta di dipinto su tavola, realizzato a tempera e oro

La Cattedrale di Terracina, dedicata a S. Cesareo, martire nel 251 d.C., fu edificata sui resti tuttora visibili del tempio maggiore dell’antico Foro Emiliano. Essa ha conosciuto almeno tre importanti fasi di trasformazione, connesse alla storia della città. Infatti, all’edificio di età carolingia vanno riferiti sia i resti scultorei erratici pertinenti all’arredo liturgico della chiesa, sia i resti del chiostro altomedievale recentemente scoperti nel Vescovado. All’XI sec. risale la completa ristrutturazione della chiesa e la sua riconsacrazione (24 novembre 1074), ad opera del vescovo Ambrogio. Pochi anni dopo, il 12 marzo 1088, nella Cattedrale avvenne l’elezione di papa Urbano II, banditore della Prima Crociata e primo pontefice eletto fuori Roma. L’edificio romanico venne completato, tra la fine del XII e la metà del XIII sec., dal campanile, dal portico e dal ricco arredo liturgico. Tra il XVIII e il XIX sec. la Cattedrale conobbe una nuova rinascita e una profonda trasformazione: a questa fase appartiene l’attuale aspetto settecentesco dell’edificio, dichiarato Monumento Nazionale dallo Stato nel 1893”.
Lunedì 11 Ottobre dalle ore 10, apertura della Chiesa di San Michele Arcangelo a Formello, sul percorso della Via Francigena con restauri in corso e dai risultati sorprendenti.
“E’ una costruzione nel XIII sec, rimaneggiata nel XVII, contenente interessanti affreschi rinascimentali in corso di restauro.
L’interno, a navata unica (m. 9,00 x18,00 circa), mostra importanti interventi barocchi, datati al 1630, consistenti in cinque altari a edicola, con pregevoli decorazioni a stucco. Sulle pareti e sull’abside, celato da una scialbatura di età moderna – ha dichiarato Rosario Sant’Anastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia – si sta sorprendentemente recuperando un ricco e raffinato apparato decorativo ad affresco, databile tra il XV e il XVI secolo. Gli interventi di restauro, promossi dal 2016 dalla Sede di Formello di Archeoclub d’Italia e sostenuti dal mecenatismo dei Soci e da sponsor privati, d’intesa con la proprietà ecclesiastica, sotto la supervisione della Soprintendenza competente, hanno finora permesso di recuperare numerosi dipinti ad affresco: Madonna con Bambino e Santi (controfacciata), Santa Lucia (navata sx), Angeli adoranti, storie dell’Arcangelo Michele e Miracolo del Gargano, (abside) Madonna della Misericordia (navata dx).

Le operazioni di recupero sinora attivate costituiscono un primo stimolante assaggio della ricchezza di questo importante monumento religioso a lungo trascurato; la prosecuzione dei restauri promette altri rinvenimenti, che permetteranno una ricostruzione storico-artistica completa delle varie fasi decorative e uno studio approfondito delle devozioni legate alla storia della Comunità formellese”.
A Ausonia straordinaria visita alla Chiesa rurale di S. Marino.
“In occasione di “Chiese Aperte”, Domenica 10 Ottobre, la sede “Latium Novum” di Archeoclub d’Italia di Cassino, condurrà in visita alla Chiesa rurale di S. Marino. L’interessante costruzione è ubicata su di un piazzale sostenuto da possenti mura, fuori dal centro abitato, alle falde del monte Fammera, nel territorio di Selvacava nel comune di Ausonia.
Risalente, presumibilmente, ai sec. XIII – XIV, sarebbe stata edificata sui resti romani. Sorge in un’area archeologica interessante per reperti di antiche tombe – ha concluso Santanastasio – e di mura poligonali. L’edificio faceva parte dell’antico convento di S. Marino (sec. XI).
Notizie documentate si hanno a partire dal 1427 (Chiesa rurale di S.Marino).
La chiesa edificata secondo i dettami dello stile romanico, ha pianta rettangolare con tetto a due falde ed una piccola abside rotonda su piano rialzato. Al centro della facciata, si erge la possente torre campanaria sorretta da quattro pilastri con archi a tutto sesto, che definiscono, quasi, un piccolo atrio. E’ suddivisa in cinque ordini da una semplice e particolare decorazione in laterizi con, al centro delle pareti, una serie di monofore con coronamento a mattoni, disposti a raggiera”.











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