L’AQUILA – Il libro di Claudio Panone “Eppur si muove”, dedicato alle vittime dirette ed indirette del sisma, è risultato finalista alla ottava edizione (2021) del Premio di Poesia e Narrativa “La Pania” (sezione saggistica) di Molazzana (Lucca).
La cerimonia di premiazione si terrà domenica 5 settembre presso il Parco della Rimembranza di Molazzana.
Le motivazioni dalle quali scaturisce questo lavoro muovono dall’interesse nei confronti del tema della prevenzione sismica che l’autore ha maturato in ambito professionale (da tecnico ingegnere presso la Soprintendenza ai B.A.A.A.S. prima, e da docente di scuola superiore poi) e che ha continuato a manifestare anche da cittadino toccato direttamente da questo tipo di eventi.
Il cuore del libro ripercorre queste esperienze, anche con il supporto della documentazione tecnica elaborata nell’ambito di esse, al fine di evidenziare che la prevenzione sismica è da decenni “materia nota” ma sottovalutata.
In questo senso, è risultato utile e doveroso approfondire la trattazione attraverso il racconto del terremoto del 2009 a L’Aquila (di cui vengono narrate le tappe salienti, dalla gestione dell’emergenza alla ricostruzione), dopo averlo contestualizzato nell’ambito della storia sismica del territorio aquilano.
Proprio quest’ultima avrebbe dovuto insegnare a convivere consapevolmente con una non trascurabile potenzialità di questo territorio, ossia l’elevata sismicità che, periodicamente, nel passato, si è manifestata e che continua a coinvolgerlo, se non sconvolgerlo, con vari terremoti. Anche di quelli più recenti si parla nel testo.
Pur non avendo questo libro velleità di trattato di carattere prettamente tecnico-scientifico, è parso indispensabile, ai fini di una effettiva comprensione degli eventi in termini di causa-effetto, partire da una descrizione del terremoto: che cos’è, come si manifesta e, soprattutto, come si possono limitare i suoi effetti.

Dunque, è il tema della prevenzione quello che l’autore vuole sottintendere sin dal titolo, anzi, più precisamente, quello della mancata prevenzione che, in molti settori, è ormai consuetudine sebbene l’Italia sia simultaneamente uno dei Paesi del Mediterraneo con la più elevata attività sismica e uno dei maggiori detentori di un patrimonio artistico, architettonico, storico preziosissimo e al contempo fragile. Per di più, è anche prassi che, a valle di un evento, ci si racconti che “però già si sapeva!”. Andando, quindi, inevitabilmente al dunque, ossia al 2009: se “si sapeva”, perché nulla è stato fatto in termini di prevenzione? La prevenzione sismica è l’attività volta ad evitare, o a ridurre al minimo, la possibilità che si verifichino danni conseguenti ad eventi sismici. In prima battuta, tale finalità è perseguibile attraverso l’individuazione e lo studio delle zone di territorio soggette a rischio sismico. La pericolosità sismica del nostro Paese è nota da decenni, eppure spesso sottovalutata. Basti pensare al fatto che il P.R.G. di L’Aquila (risalente al lontano 1975) individuò, per l’espansione della città, la zona di Pettino, interessata da una faglia importante e da una particolare situazione geologica. Poi, occorre operare attraverso la predisposizione di norme, programmi e piani per l’esecuzione di interventi su edifici e infrastrutture, nonché attraverso azioni finalizzate alla formazione di operatori e all’informazione/formazione della popolazione.
Strategie di prevenzione più efficaci farebbero non solo risparmiare decine di miliardi di dollari, ma salverebbero decine di migliaia di vite … Costruire una cultura della prevenzione non è semplice. Mentre i costi della prevenzione devono essere pagati oggi, i suoi benefici si potranno vedere solo in un futuro lontano.











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