
SCOPPITO – La sfida verso un futuro sostenibile e inclusivo, che passi attraverso una filiera agroalimentare centrata sulla qualità, la tutela della salute e della biodiversità, la costruzione di una cultura del cibo coerente con i bisogni delle persone e del pianeta. Sono i temi di cui si discuterà stasera, giovedì 29 luglio, a Capitignano (AQ) durante la sesta tappa di Storicampus: il festival che porta in otto comuni della provincia dell’Aquila un variegato programma di spettacoli, concerti, proiezioni cinematografiche, degustazioni, incontri pubblici, laboratori per i bambini e una mostra che racconta le bellezze e l’identità dei luoghi.
Ospiti della serata, alle ore 21.00 nella piazza del Municipio, saranno Silvia De Paulis, Rita Salvatore, Alfredina Gargaglione ed Enrico Rosati, vale a dire gli esponenti aquilani di Slow Food: l’associazione fondata 35 anni fa da Carlo Petrini che promuove su scala globale un modello agricolo sano per le persone e per l’ambiente.
«Già nel 2017, durante il congresso internazionale della nostra associazione a Chengdu, in Cina, è emersa l’idea che la vera svolta stia nel garantire a tutti del cibo sano, pulito e giusto – spiega Rita Salvatore, portavoce di Slow Food L’Aquila – La sindemia che stiamo attraversando, con le conseguenze sul piano sanitario, ambientale, sociale ed economico che comporta, rende il cambio di paradigma ancora più urgente. E questo nel contesto italiano significa guardare con più attenzione alle aree interne, al loro patrimonio di prodotti e tradizioni gastronomiche da tutelare anche a beneficio della coesione sociale di questi territori».
Un argomento di grande attualità la governance del cibo, come dimostra il vertice Onu sui sistemi alimentari che si è appena concluso a Roma, dove la sostenibilità, l’equa distribuzione delle risorse e la sovranità sono state chiamate più volte in causa come chiave per la ripresa globale dopo la pandemia. Come può calarsi tutto questo nei piccoli comuni d’Abruzzo? A Storicampus gli esponenti di Slow Food proveranno a rispondere insieme ai venti giovani creativi che tornano nelle zone percorse dal festival dopo l’esplorazione poetica e multimediale che avevano realizzato nell’edizione 2019: da questa esperienza è nata una mostra in 24 pannelli, tre per comune, che sarà visitabile anche a Capitignano oltre a un recital con musica dal vivo a cura del Teatro Lanciavicchio.
«Storicampus rappresenta un primo passo nella direzione di una nuova centralità delle zone interne – riprende Rita Salvatore – visto che si basa sulla narrazione dei territori e sull’ascolto delle comunità che vi abitano, in particolare dei giovani, favorendo un passaggio di conoscenze utili alla cura dei luoghi attraverso le diverse generazioni».
Come ad ogni tappa completano il programma di Storicampus le degustazioni narrate a cura delle aziende locali che presenteranno, in collaborazione con Slow Food, la gastronomia tipica delle comunità aquilane. Infine, nella notte, le proiezioni sulle facciate del paese con le immagini di questa esperienza che punta a valorizzare le risorse ambientali, storiche e culturali di un territorio che merita di essere conosciuto nella sua identità più profonda.











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