L’AQUILA – Abruzzo ed economia circolare.
Arriveranno a breve le prime risorse europee del Recovery Fund, il grande progetto che deve aiutare l’Unione a risollevarsi dal disastro creato dalla pandemia sia a livello economico che sociale. All’Italia saranno assegnati più di 200MLD di euro, e per l’Abruzzo regione green si tratta di una importante opportunità da cogliere. Molte risorse sono destinata a promuovere nuove forme di produzione e di consumo, modelli più sostenibili, più green, più rispettosi dell’ambiente.
E’ il momento dell’economia circolare, un termine che noi economisti utilizziamo per definire un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo. Un modello di sviluppo che trae ispirazione dai processi biologici dei viventi: in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma e viene riutilizzato. Per oltre 100 anni lo sviluppo è stato pianificato come modello lineare, misurandolo con il PIL (Prodotto Interno Lordo). Il mondo è esausto. Il pianeta è impoverito e devastato. Il clima è cambiato, in peggio. Il mare, la terra, l’aria sono sempre più inquinati. I divari tra ricchi e poveri sono sempre più vergognosi. Il modello lineare di accumulazione capitalistica va cambiato, perché lasciar fare il mercato finirà per distruggerci.
Una regione a vocazione “verde” come l’Abruzzo potrà trarre enormi benefici dalle risorse europee del Recovery Fund destinate a modificare l’attuale modello distruttore di risorse verso un modello più sostenibile. I maggiori obiettivi dell’economia circolare sono l’estensione della vita dei prodotti con la produzione di beni di lunga durata, la riduzione della produzione di rifiuti, il riuso degli scarti, l’impiego di energie rinnovabili in luogo dei combustibili fossili, la riduzione di emissione di CO2 nell’atmosfera, la diffusione della banda larga e dei servizi digitali per ridurre la mobilità, eccetera.
Nell’economia circolare i rifiuti non esistono. I componenti di un prodotto sono progettati col presupposto di adattarsi all’interno di un ciclo dei materiali, progettato per lo smontaggio e riproposizione. I nutrienti biologici possono essere semplicemente compostati. I nutrienti tecnici (polimeri, leghe e altri materiali artificiali) sono progettati per essere utilizzati di nuovo con un dispendio di energia minimo. Il rifiuto di una produzione diventa la materia prima per un’altra. Nulla si spreca e tutto si riutilizza.
L’Abruzzo è la regione più verde d’Europa, se applichiamo indicatori come gli ettari di boschi o di aree protette o di specie animali e vegetali presenti sul territorio. L’applicazione di buone pratiche di economia circolare andrà ad esaltare anche la vocazione turistica delle nostre bellissime aree interne oltre che della costa. Già oggi la nostra regione vanta moltissime buone pratiche di economia circolare e tanti giovani sono impegnati in produzioni nuove, a basso impatto ambientale ed alta intensità di occupazione. Le nostre università sono all’avanguardia su questo nuovo modo di produrre e di vivere. Produciamo tessuti dalle bucce della frutta, funghi dagli scarti del caffè, medicinali dagli scarti del luppolo, coloranti naturali dalle vinacce, carta dalle fibre vegetali esauste, eccetera. Approfittiamo del Recovery fund per dare un impulso decisivo a modi di produrre sostenibili che sono l’unico futuro possibile e che porteranno a tanto nuovo lavoro per chi vorrà impegnarsi in quella che potremmo chiamare la transizione dal fossile al solare.
Economia circolare come esaltazione delle vocazioni tipiche dei nostri territori e come un moderno ritorno all’antico, ma senza le privazioni patite dai nostri antenati. I nostri nonni usavano tutto, rispettavano l’ambiente e non sprecavano nulla. Ora dobbiamo tornare a rispettare la natura con un nuovo modo di produrre e consumare che porta pure tante opportunità di lavoro.












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