L’AQUILA – Ospite negli studi di Radio L’Aquila 1 Claudio Panone ha presentato il suo ultimo libro “Eppur si muove” uscito in occasione del dodicesimo anniversario del sisma del 6 aprile 2009 e dedicato alle vittime dirette ed indirette del sisma.
L’autore da tecnico ingegnere presso la Soprintendenza ai B.A.A.A.S. prima e da docente di scuola superiore poi ha maturato interesse professionale per questo tipo di eventi e poi ne è stato poi toccato direttamente da cittadino. Tesi di fondo del volume è che la prevenzione sismica è da decenni “materia nota” ma sottovalutata.
“La storia sismica del territorio aquilano avrebbe dovuto insegnare a convivere consapevolmente con una non trascurabile potenzialità di questo territorio, ossia l’elevata sismicità che, periodicamente, nel passato, si è manifestata e che continua a coinvolgerlo, se non sconvolgerlo, con vari terremoti.” scrive Claudio Panone nell’introduzione “…l’attività sismica non deve essere intesa come un’anomalia, una “malattia” di un organismo “sano”, piuttosto come una componente imprescindibile per la continua evoluzione di un pianeta “maturo”…Il terremoto non si può prevedere, però, è verosimile poterselo aspettare in determinate zone e con una certa ricorsività.”
L’ing. Panone sottolinea poi come “La transizione dalla “cultura dell’emergenza” a quella della prevenzione costituisce un passaggio che in Italia stenta ad avvenire: sebbene la storia ci abbia insegnato in più occasioni che “prevenire è meglio che curare”, l’approccio obsoleto del “rattoppo” a danno avvenuto impedisce, di fatto, al principio di prevenzione di concretizzarsi. Affinché questo possa avvenire, è necessario che si agisca trasversalmente, integrando gli ambiti di intervento tecnico-scientifico, economico, politico, socio-culturale.” Non resta che sperare che il prima possibile ci sia una “costruzione dal basso di una vera e propria “cultura della sicurezza”, in grado di stimolare, in una società consapevole, azioni virtuose… Ciò chiama in causa, in modo più profondo, il senso civico: basti pensare a norme e sanzioni, anche severe, che oggi risultano spesso vane a causa della continua ricerca di deroghe ormai insita nel modus operandi italiano. In definitiva, la prevenzione, oltre a costituire un impegno necessario, può e deve rappresentare per l’Italia una sfida culturale, di rivoluzione profonda del modo di pensare e di agire.” (Valentina Panone).












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