
L’AQUILA – “I partiti del centrodestra aquilano si sono sfidatati a duello in Consiglio comunale, una sede istituzionale, per un vero regolamento di conti riferiti alla gestione della Asl 1 da parte del manager Testa ed agli interessi clientelari, che ruotano intorno alla sanità. Nulla che fosse di pertinenza del Consiglio e nulla che riguardasse la risposta migliore da dare alla grave pandemia che da un anno terrorizza anche il nostro territorio”.
Così Lelio De Santis, capogruppo di Cambiare Insieme-Italia dei Valori.
“Le accuse violente dell’on. D’Eramo e quelle più ovattate del Sindaco Biondi al manager Testa – aggiunge – hanno rappresentato il punto decisivo di uno spettacolo indecoroso, che ha utilizzato la sanità pubblica per conseguire solo risultati politici o partitici. Nel momento più difficile della vita politica nazionale, in cui il Presidente Draghi invoca unità ed amore per il Paese, nella nostra città la politica continua la guerra per il potere, uno contro l’altro armato nella stessa maggioranza, regionale e comunale, fregandosene dei bisogni della gente e dell’emergenza sanitaria. Il manager Testa è stato nominato dal Governo regionale di centrodestra che ora lo combatte e gli addebita ogni responsabilità. Se ci sono ragioni serie, chi lo ha nominato lo può rimuovere, ma se non lo fa è perché forse egli non si è prestato alle pressioni della politica”.
“La sanità e la gestione dell’emergenza sanitaria – ammonisce De Santis – non possono tollerare interferenze o condizionamenti politici, peggio partitici, che rischiano di ritardare l’azione e l’efficacia delle strutture sanitarie. La nomina del dr. Alfonso Mascitelli, già Direttore dell’ Agenzia regionale sanitaria, a Direttore sanitario della ASL appare come la prova del rifiuto dell’ingerenza della politica in scelte di esclusiva competenza del Manager. Le scelte fatte saranno da tutti valutate sulla base dei risultati e delle risposte urgenti al dramma della pandemia. È arrivato momento di farla finita con la vecchia abitudine di ritenere il mondo della sanità solo come mucca da mungere”.











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