CAGNANO AMITERNO – Si è svolto giovedì 1 ottobre a Cagnano Amiterno il primo consiglio comunale dopo le elezioni del 20 e 21 settembre. Doveva essere un momento di festa e congratulazioni per la riconferma del Sindaco, invece è stato un consiglio sottotono. Pochi i cittadini e pochissima la partecipazione emotiva nonostante il pieno rispetto delle regole del distanziamento sociale.
Lo riferisce in una nota il gruppo di minoranza “Cagnemo Cagnano”.
Convocato non attenendosi ai giorni richiesti per i consigli straordinari come da normativa (essa infatti prevede che per la convocazione siano 3, invece le notifiche e le pubblicazioni su albo pretorio sono arrivate solo 24 ore prima e nemmeno a tutti i consiglieri in maniera conforme ai regolamenti!!) ha visto inizialmente i ringraziamenti del Sindaco eletto, Iside di Martino, a tutta la popolazione. A seguire l’appello al quale risultava assente perfino il terzo membro della minoranza il Sig. Fainelli candidato alle elezioni alla carica di Sindaco.
Fatti gli adempimenti di rito – continua la nota – arriviamo al momento saliente del consiglio: la comunicazione della nuova Giunta che vede la frazione di S. Giovanni non avere più nessuna presenza nell’organo collegiale. Altro momento di difficile gestione per la nuova maggioranza nonostante la giustificazione “elettorale” del Sindaco. Una Giunta che nella storia decennale di questo comune è stata sempre basata sulla rappresentatività del territorio, e non sulla premialità dei voti! Cinque anni fa questo era il pensiero del sindaco, prendiamo atto che oggi è cambiato! Forse perché nelle frazioni di S. Giovanni e S. Pelino la sua Lista non ha raccolto il consenso sperato. Non vogliamo pensare che queste scelte siano frutto di una “ripicca”, ma una giunta che non rappresenta appieno tutte le realtà territoriali, sicuramente non avrà vita facile.
Nonostante ciò vogliamo comunque fare i nostri migliori auguri di buon lavoro al Consiglio Comunale e alla nuova Amministrazione ribadendo che il nostro sarà un contributo fattivo e collaborativo, ma certamente meno passivo e silenzioso del gruppo di minoranza della scorsa legislatura.











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