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Festival della Partecipazione, una carta per i diritti dei cittadini nella ricostruzione post-sisma

Pubblicato da Redazione
sabato, 13 Ottobre 2018 - 17:28
in Eventi
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L’AQUILA – Scrivere una carta con le linee guida per una nuova politica pubblica della ricostruzione, dello sviluppo e del rilancio economico dei territori colpiti dai terremoti, valorizzando il ruolo e il diritto alla partecipazione dei cittadini. Parte dall’Aquila un percorso che mette insieme, per la prima volta, i protagonisti degli eventi sismici degli ultimi 40 anni.

Le prime esperienze e le prime proposte sono state messe a confronto al Festival della Partecipazione, in un workshop a numero chiuso – le cui conclusioni sono state poi presentate in un evento pubblico svoltosi all’Auditorium del Parco – al quale hanno partecipato rappresentanti di comitati e associazioni, cittadini, sindaci ed ex amministratori provenienti da Friuli Venezia Giulia, Irpinia, Umbria, Marche, Abruzzo, Emilia Romagna e Lazio. A dirigere e coordinare i lavori, il comitato scientifico del Festival – composto dall’ex ministro Fabrizio Barca, direttore del Forum Diversità Disuguaglianze; da Giovanni Moro e Emma Amiconi di Fondaca (Fondazione per la cittadinanza attiva) – e Sara Vegni, responsabile resilienza per ActionAid Italia.

“Dopo una catastrofe” afferma Sara Vegni “c’è sempre un enorme attivismo civico. La sfida è quella di far rimanere questo impegno costante nel tempo. Come si fa? E’ quello a cui vogliamo provare a rispondere, partendo dalla consapevolezza che non si possono ricostruire dei territori senza avere cittadini e cittadine dentro i processi decisionali. Sono loro, i cittadini, che devono essere i reali protagonisti dei cambiamenti che si trovano a vivere dopo una catastrofe. Oggi” prosegue Vegni “è stata una giornata importante, storica: per la prima volta, dei testimoni privilegiati dei sismi degli ultimi 40 anni hanno accettato l’invito a sedersi intorno a un tavolo per dar vita a un confronto alla pari sui diritti che devono essere riconosciuti a tutti coloro che hanno vissuto questo trauma. L’idea, ambiziosa, è di iniziare a scrivere delle linee guida dal punto di vista dei cittadini su quello che deve essere il loro ruolo”. Il punto di partenza è uno studio comparativo sugli ultimi sei grandi terremoti succedutisi dal 1976 a oggi (Friuli, Irpina, Umbria/Marche, L’Aquila, Emilia, Centro Italia) redatto dall’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del Cratere (Usrc) e dal Gran Sasso Science Institute.

“Abbiamo messo a confronto” spiega l’ingegnere Raffaello Fico, Responsabile dell’Area ricostruzione privata del Cratere sismico dell’Usrc “i diritti dei cittadini prendendo in considerazione tre criteri: governance, pianificazione urbanistica e i parametri della ricostruzione privata, ad esempio il tipo di contributo concedibile o la sua titolarità. Abbiamo messo tutti questi dati dentro alcune tabelle senza dare, però, giudizi valutativi, lasciando che fossero i lettori a trarre le conclusioni e a fare le loro riflessioni. Si tratta, ovviamente, solo di un primo passo. Ci sarà un’ulteriore evoluzione di questo studio in vista del decennale del terremoto”.

“L’assenza di una metodologia codificata” dichiara Fabrizio Barca “o di un ufficio per la ricostruzione e lo sviluppo, così come esiste un ufficio di Protezione civile per le emergenze, fa sì che ogni volta che c’è un terremoto i diritti dei cittadini vengano soddisfatti in modo diverso”.

Riappropriazione dal basso dei beni inutilizzati: il caso virtuoso di Calascio

Nell’ambito del Festival, si è svolto anche un incontro dal titolo “Beni comuni: il protagonismo delle comunità nel riuso di edifici inutilizzati”, dove sono state messe a confronto diverse esperienze di riappropriazione dal basso di beni inutilizzati e di governo di beni comuni.

Tra le best practices citate, ce n’è anche una che riguarda il comune di Calascio, dove un progetto capitanato da Cittadinanzattiva, che si è avvalsa, per l’occasione, dell’aiuto e della collaborazione di altre due associazioni – Borghi autentici d’Italia e il team di giovani architetti YOUrbanMOB – e dell’amministrazione comunale, ha permesso non solo di recuperare un edifico pubblico che era andato in disuso – la vecchia scuola elementare – ma di dare anche nuova linfa all’economia del paese e al turismo che interessa la Rocca. Tutto è partito dalla riorganizzazione del servizio navetta che collega il borgo al famoso castello medievale.

“In passato” spiega il responsabile del progetto, Raniero Maggini di Cittadinanzattiva “il servizio partiva dall’inizio della strada alla base della Rocca, senza un minimo di tracciabilità e trasparenza. Noi abbiamo spostato il capolinea della navetta nella piazza al centro del paese, vicino la scuola, che era stata ristrutturata dopo il terremoto ma che non era più utilizzata perché nel frattempo non c’erano più bambini che la frequentavano. Grazie a un accordo quadro firmato con il sindaco Ludovico Marinacci, abbiamo ottenuto in comodato d’uso gratuito alcuni locali della scuola, dove abbiamo allestito un info point e una biglietteria, nei quali oggi lavorano, regolarmente contrattualizzati, cinque ragazzi tra i 16 e i 20 anni, tutti residenti nel paese. Contestualmente, abbiamo indetto una nuova gara per l’assegnazione del servizio navetta, selezionando, tra le 12 aziende che hanno partecipato, quella che aveva fatto l’offerta migliore. Tutto ciò ha portato a un significativo aumento delle presenze turistiche nel paese e a un maggiore afflusso di clienti nelle attività commerciali che si trovano ai lati della piazza”. L’obiettivo della riorganizzazione del servizio navetta e del nuovo info point allestito nella vecchia scuola, spiega Maggini, è anche quello di razionalizzare e rendere meno caotici gli accessi alla Rocca. Secondo una stima fatta da Cittadinanzattiva, infatti, nell’ultima stagione estiva, il castello di Calascio è stato visitato da circa 80mila persone. Solo nella settimana di Ferragosto, ha calcolato l’associazione, si è arrivati a sfiorare le 10mila presenze giornaliere. “ Va bene il turismo che fa vivere questi paesi” dice Maggini “ma occorre anche che ci sia rispetto dei luoghi”. Il “progetto Baronie”, così è stato ribattezzato, ha avuto così tanto successo che Cittadinanzattiva ha già firmato altre due intese analoghe con i comuni di Castel del Monte e Castelvecchio Calvisio. In particolare, con l’amministrazione di Castel del Monte, è stato siglato un accordo per effettuare uno studio di fattibilità per il riuso e la gestione dell’ex impianto ovino di San Marco.

Il Festival della Partecipazione è promosso da ActionAid e Cittadinanzattiva, con il contributo di SlowFood Italia. Main partner dell’evento è Roche Italia. Acqua ufficiale del Festival è Ferrarelle. Partner: Aboca, Novartis, Sanofi, Novamont, Mediaset, Sky, Whirpool. 

Main Media Partner: La Repubblica. Media partner: Il Salvagente, Vita.

Con il contributo di: Fondaca, Forum Diseguaglianza Diversità, Gssi, Metis, Uisp.

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