L’AQUILA – Leggiamo sgomenti la presa di posizione del segretario regionale della Lega, nonché deputato, Giuseppe Bellachioma, che si erge a “difesa” del ministro dell’Interno Matteo Salvini, nei confronti niente di meno della magistratura: “Se toccate il capitano vi veniamo a prendere sotto casa”.
Un’affermazione gravissima che intendiamo stigmatizzare senza indugio, e che assume contorni preoccupanti se a pronunciarla è un parlamentare della Repubblica; arrivare a minacciare la magistratura è sintomo evidente di una situazione incancrenita, in cui gli esponenti della Lega sentono di poter dire e fare qualsiasi cosa pur di assecondare il culto del leader, leader che non esita a utilizzare il ruolo di ministro dell’Interno, che imporrebbe equilibrio e responsabilità, per strizzare l’occhio e assecondare da mesi gli istinti e le reazioni di pancia di una parte dell’elettorato, per lucrare consenso.
E’ evidente che Matteo Salvini e il suo movimento, attraverso l’esercizio dei ruoli di governo di loro competenza, stiano minando giorno dopo giorno le regole che disciplinano il funzionamento dello Stato e che ne rappresentano la garanzia di tenuta democratica.
L’uscita di Bellachioma è l’effetto di una propaganda perenne e ogni giorno più pericolosa. Facciamo appello a tutte le forze politiche progressiste e moderate, chiedendo loro di agire in difesa dello Stato democratico e delle sue regole, che impongono naturalmente il rispetto dell’autonomia della magistratura e dei diritti umani. E’ necessario uno scatto d’orgoglio, anche da parte delle forze moderate del centrodestra, di fronte a una deriva che lascia presagire scenari preoccupanti analoghi a quelli che abbiamo tragicamente conosciuto meno di un secolo fa, quando il disorientamento e il bisogno di protezione furono anticamera dell’autoritarismo e delle persecuzioni.










