L’AQUILA: – «La decisione di chiudere le scuole a L’Aquila rasenta la follia. Inaccettabile che dopo tutti questi anni gli istituti scolastici non siano a norma antisismica. Chiuderle fino al 31 gennaio, ma se la scossa arrivasse il 1° febbraio?».
L’interrogativo lo pone attraverso il suo sito ufficiale Pietro Serra, presidente nazionale di Alternativa Futura per l’Italia, che commenta duramente le decisioni e dichiarazioni prese nella città de L’Aquila.
«Mi chiedo cosa abbiamo ereditato di quel 6 aprile 2009. A che serve ogni anno commemorare i defunti se poi non si ricostruisce bene e le vittime potrebbero essere i nostri familiari o amici? E soprattutto, se esiste un rischio reale, perché non evacuare la Città?», incalza. E prosegue: «La sensazione è che ciascuno porti acqua al suo mulino. Tutto per scaricare le responsabilità che questa situazione richiede. Quasi una ripicca nei confronti di chi ha allarmato. Lo avete fatto? Chiudo le scuole e me ne lavo le mani. Quel che sarà, sarà. Ma è un fatto che ogni sciame ha tempi diversi ed è improbabile che si arresti in pochi giorni».
Il leader dell’AFI non ha gradito nemmeno le dimissioni del vice presidente della Commissione Grandi Rischi, così come le rassicurazioni dell’Ingv, del geologo Moretti e previsioni di Giampaolo Giuliani: «Per loro va tutto bene. Come sempre. E non poteva mancare Giuliani con i suoi comunicati contraddittori. Se non accade nulla, non l’aveva detto. Se succede, l’aveva previsto. Eppure qualcuno ricorda una previsione prima del sisma di Amatrice del 24 agosto? O di quello a Norcia il 30 ottobre? Oppure quelli ancora più vicini a L’Aquila il 18 gennaio, appena 10 giorni fa?».
E conclude: «Trascorrono a L’Aquila giornate di ordinaria follia. Resterà da capire chi è stato il più folle».










