
RIGOPIANO: – Ora i morti accertati sono 24, l’hotel di Rigopiano è un’immenso cantiere che di ora in ora fa emergere nuove vittime. Nella notte sono stati recuperati i corpi senza vita di tre uomini, e questa mattina i vigili del fuoco hanno estratto all’interno della struttura crollata i corpi di due donne e di un altro uomo, non ancora identificati. Tra le vittime recuperate l’amministratore del Gran Sasso Resort Roberto Del Rosso. “Viveva praticamente lì, non lo abbandonava mai” dicevano a Contrada Mirri, l’avamposto più vicino all’hotel. Fino a sei, sette anni fa era in società con i fratelli. Poi si è preso tutto e aveva ristrutturato il resort con la piscina, la spa, il centro benessere. Tra i corpi recuperati nella notte c’è anche quello di Alessandro Riccetti, il ragazzo ternano di 33 anni, receptionist al resort. Oltre a Del Rosso e Riccetti nelle ore precedenti erano stati identificati anche i corpi di Paola Tomassini, Stefano Feniello, Marco Vanarielli e Pietro Di Pietro.
Il bilancio ufficiale delle vittime sale così a 24, il numero dei dispersi scende a 5. Undici le persone finora in salvo. Ieri sei corpi sono stati portati all’ospedale di Pescara per gli accertamenti medico legali e l’identificazione e sono state riconosciute dai familiari: si tratta di Alessandro Giancaterino, Gabriele D’Angelo, Sebastiano Di Carlo, Nadia Acconciamessa, Barbara Nobilio e Linda Salzetta.
E intanto risponde alle polemiche la funzionaria della prefettura che aveva ignorato l’allarme sulla valanga, la telefonata disperata di Quintino Marcella, definendola una “bufala” inventata da imbecilli. “Ci saranno modi e tempi per chiarire tutto. L’importante è avere la coscienza a posto, e io ce l’ho. Tutto il resto, le polemiche di questi giorni, non m’interessano”. Replica così, in un colloquio con Repubblica. “Mercoledì ero appena rientrata in ufficio da una malattia. Prima è scoppiata l’emergenza neve, poi quella del sisma. C’era bisogno di gente nell’unità di crisi e ho dato la mia disponibilità”. “Il mio compito – precisa – era rispondere alle chiamate dall’esterno”. Anche quella di Marcella, amico e professore del cuoco Giampiero Parete che si era salvato per puro caso alla slavina perchè era andato in auto a prendere un analgesico per la moglie e aveva cominciato a chiamare tutti per avvertire della tragedia in corso nell’albergo. Quintino Marcella aveva risposto subito e a sua volta aveva comimciato a chiamare tutti i numeri del pronto intervento, inclusa la prefettura. “Non devo dare spiegazioni a lei…- risponde la funzionaria al giornalista -. Nella sala operativa eravamo in tanti, non c’ero solo io”.
(da repubblica.it)










