
L’AQUILA: – di Giorgia Manilla – Subire un furto nella propria casa può generare effetti psicologici molto profondi, paragonabili a quelli riscontrati nelle popolazioni colpite dal terremoto. Alla base c’è un’origine comune: si vive il senso di una violazione subìta in un luogo che si considerava protetto.
Nella cultura occidentale, la casa assume sempre un valore simbolico forte, di intimità, protezione e custodia di noi stessi e di ciò che ci è più caro, di sacralità. Chi è vittima di un furto vive una violazione della propria intimità. Naturalmente le conseguenze emotive sono diverse se il furto è solo a fini predatori o è invece accompagnato da un’aggressione, ma il trauma è comunque significativo.
Il danno psicologico non è mai dato dalla perdita economica, ma dalla percezione di un vuoto esistenziale, di una perdita improvvisa. Per questo in alcuni casi il trauma è paragonabile a quello vissuto dai terremotati. Ci si sente impotenti ed incapaci di tenere la situazione sotto controllo.
Gli oggetti che custodiamo in casa hanno valore in relazione a ricordi, affetti, dicono qualcosa di noi e solo per noi. Vedere i segni di un’intrusione, di spazi frugati o lasciati vuoti è un avvenimento che ci costringe a un distacco forzato, brutale. In alcuni casi si elabora un furto con meccanismi simili a quelli che si innescano dopo un lutto.
E’ importante sottolineare che le persone rispondono agli eventi traumatici in modo diverso: dipende dalla personalità, dalla resilienza, dallo stile di coping e dal supporto sociale.
Spesso ci vuole molto tempo per sentirsi nuovamente al sicuro nella propria abitazione. Dopo aver subito un furto si possono provare sensazioni di forte vulnerabilità, ansia, angoscia, possono presentarsi incubi notturni collegati, può capitare di controllare in modo ossessivo di aver chiuso porte e finestre per la paura dei ladri. Se queste sensazioni permangono a lungo è probabile che stia insorgendo un Disturbo Post Traumatico da Stress.
Le fasi emotive che si vivono dopo un furto sono:
Shock e Incredulità
Subito dopo un evento traumatico, come un furto, è estremamente comune provare sentimenti di shock e incredulità. La mente fatica a ri-organizzare l’evento traumatico. L’incapacità di elaborare quello che è successo in caso di furti è solitamente breve.
Rifiuto
Il rifiuto non significa che non si accetta l’evento; significa che si rifiutano di accettare le proprie emozioni e le proprie preoccupazioni. Si evita di parlare dell’argomento e ci si dimostra forti all’esterno. Questo comportamento, in realtà, prolunga gli effetti negativi del trauma.
Tristezza
Dopo aver accettato l’evento negativo, è probabile provare un forte senso di tristezza. E’ sconvolgente sentirsi violati nella propria casa, spesso vengono rubati oggetti di valore o con un valore sentimentale insostituibile, la tristezza fa emergere il senso di perditaRabbia
Una volta che si attiva il dolore della perdita, può emergere anche la rabbia. E’ normale voler incolpare qualcuno per il danno subito e desiderare giustizia. Ma la rabbia, che permette di reagire, può diventare negativa se non viene elaborata. Questa emozione non cambia il passato, non elimina i ladri e non restituisce la refurtiva, può invece essere la spinta verso comportamenti funzionali al superamento del disagio.
Paura
La fase della paura è normalmente la più intensa e la più difficile. I propri spazi intimi e personali sono stati invasi. La casa è normalmente il luogo sicuro, il luogo degli affetti. E’ inquietante sentirsi violati nel proprio spazio e perdere i propri oggetti. E’ frequente, per le vittime di furto, provare forte ansia o avere paura di rimanere soli nella casa che è stata derubata.
Superare l’esperienza traumatica di un furto non è semplice e tanto meno rapido. Si ha necessità di un tempo adeguato al singolo individuo al fine di elaborare le tante emozioni che vengono attivate ed agite a vari livelli.
Certamente è fondamentale chiedere aiuto. Il sostegno può essere trovato in modi diversi: chiedendo consigli alle forze dell’ordine, chiamando amici, familiari, vicini da casa o, nel caso in cui i sintomi siano troppo forti, uno psicologo.
E’ necessario non avere paura di chiedere aiuto ad altri per ricevere supporto emotivo e rassicurazioni, ciò non significa essere fragili ma semplicemente darsi la possibilità di rendere più gestibile l’emozione condividendola.
Rispetto a ciò è rilevante dare spazio alle emozioni, ovvero non minimizzare l’evento e non farsi condizionare da frasi di circostanza come: “Meno male che non eri a casa” o “Sei stato fortunato, non ti hanno distrutto i mobili”. Essere stato vittima di un’esperienza scioccante, ci mette nelle condizioni di provare ed esprimere sentimenti negativi. Se si hanno figli piccoli è importante rassicurarli e parlare con loro a lungo dell’evento, lasciarli esprimere le emozioni e le loro paure, accogliendole, contenendole senza essere giudicanti.
In tal modo si creano le migliori condizioni per reagire alle paura stessa. E’ normale provare sentimenti di ansia e paura, ma questi non devono prendere il controllo della nostra vita. Per evitare di subire passivamente l’evento ci possiamo attivare per sentirci più al sicuro in futuro per installare elementi di sicurezza nella casa, come allarmi o porte blindate, o più semplicemente iscriversi ad un corso di autodifesa…
E’ molto utile dopo aver subito un furto prendersi cura della casa e di sé stessi. Sistemare e pulire la casa, aggiustare eventuali danni, ripristinare l’ordine e riportarla in un stato di decoro ci aiuta, lentamente, a sentirla nuovamente la nostra tana. Talvolta il furto può diventare un’occasione per migliorare la casa e sistemare quegli spazi che rimangono per anni da definire.
Infine, tornare e mantenere la routine che, a causa dell’evento per qualche giorno, è stata interrotta. Riprendere le abitudini di sempre ci aiuta a diminuire la soglia di timore facendoci riprendere in mano il controllo totale della gestione delle nostre giornate.
In questi casi più si evitano le situazioni che ci spaventano, più la paura aumenterà.










