L’AQUILA: – L’Associazione Inquilini Assegnatari – Mia Casa d’Abruzzo, in occasione della festività del Santo Natale, vuole ricordare mai 7 anni ed otto mesi dal terremoto del 6 aprile 2009, vuole “ricordare” alle Istituzioni della Regione Abruzzo ed ai soggetti attuatori della ricostruzione, che solo a a L’Aquila più di mille abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica non sono state ancora ricostruite e, per conseguenza, più di mille famiglie non possono ritornare nelle loro case.
E’ sconfortante constatare che questa della “non ricostruzione” si sta configurando sempre più come un vero e proprio scandalo, poiché a L’Aquila, per la ricostruzione, sono arrivati contributi economici pubblici e privati e aiuti di ogni genere: eppure, oggi, quello che vediamo, è lo spettacolo desolante di un preziosissimo patrimonio abitativo pubblico lasciato nel degrado più assoluto.
La posta in gioco a L’Aquila è “altissima” ed è l’avvio dei lavori di ricostruzione “pesante” di 1.053 abitazioni pubbliche, di proprietà dell’ATER, del Comune dell’Aquila e di ex-Inquilini IACP ed INCIS, lasciate in abbandono: questo è il punto! Questo è l’impegno che bisogna mantenere: iniziare la ricostruzione di “tutte” le abitazioni!
Che speranza si può dare alle famiglie sfollate dei recenti terremoti che hanno distrutto interi Paesi e abitazioni del centro Italia e della Provincia di Teramo, di ritornare al più presto a casa, se a L’Aquila c’è questo esempio scandaloso di “non ricostruzione” proprio della Edilizia Residenziale Pubblica Regionale e Comunale, dopo sette anni ed otto mesi trascorsi dal terremoto
Abbiamo chiesto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di intervenire e sollecitare l’avvio e la conclusione della ricostruzione pubblica. Nei prossimi giorni, lo inviteremo a fare una visita nei quartieri popolari, a L’Aquila e a Teramo, per “vedere” di persona gli effetti sconfortanti della “non ricostruzione”.
Un ruolo fondamentale spetta alla Regione Abruzzo, dopo un lungo e clamoroso disinteresse manifestato durante tutta la fase dell’emergenza e della gestione commissariale, che si è chiusa ormai da quattro anni: ed è proprio per questo, che il Mia Casa d’Abruzzo ha invitato il Presidente del Consiglio regionale e il Presidente della Regione nonché Vice Commissario delegato per l’Abruzzo alla “nuova” ricostruzione a convocare congiuntamente una “Conferenza di Servizio”, con l’ATER, il Provveditorato alle Opere Pubbliche, il Comune dell’Aquila, gli uffici tecnici competenti e le Organizzazioni Sindacali degli Inquilini, per “rimuovere e superare” le cause dei ritardi e della “non ricostruzione”.
Purtroppo, con tutto il rispetto per i partiti ed i movimenti politici presenti nelle Istituzioni elettive e legislative della Regione Abruzzo, a partire dal Consiglio regionale, di maggioranza e di opposizione, è molto amaro constatare che, in merito alla ricostruzione delle abitazioni, in particolare della Edilizia Residenziale Pubblica, non si è ancora capito bene quale è stato nei sette anni e otto mesi trascorsi, e qual’è in questi giorni, il loro contributo alla risoluzione dei problemi ed al superamento dei ritardi burocratici e tecnici accumulati dal Provveditorato alle Opere Pubbliche, dall’ATER e dal Comune dell’Aquila.
Il Movimento Inquilini e Assegnatari – MIA CASA d’Abruzzo, insisterà ogni giorno per la “ricostruzione” e la messa in sicurezza sismica di “tutti” gli Edifici delle Case Popolari delle 5 ATER di L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e Lanciano e di “tutti” i Comuni ad alto rischio sismico.
L’impegno è stato durissimo e tenace ed è iniziato il 6 aprile 2009, e in pochi mesi riuscì ad ottenere l’approvazione della Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3803 del 15 agosto 2009 con lo stanziamento di 150 milioni di euro per la riparazione e ricostruzione della Edilizia Residenziale Pubblica dell’ATER e del Comune dell’Aquila.
Pio Rapagnà – ex Parlamentare










