
L’AQUILA: – “In attesa del ‘sondaggio’ di Forza Italia, il dibattito sul futuro candidato di Centrodestra si è un po’ arenato. Anche il Centrosinistra – dopo il referendum – ancora non ha deciso se a L’Aquila utilizzerà o meno lo strumento delle primarie. Intanto il tempo passa, maggio si avvicina e l’anti-politica si fa sempre più forte. Ho già avuto modo di spiegare perché le primarie (e non da oggi) siano uno dei migliori strumenti per rigenerare il rapporto tra cittadini e politica. Allo stesso tempo ne ho sottolineato i limiti, in assenza di una norma chiara che le regolamenti. E’ quanto sostiene Salvatore Santangelo, giornalista professionista ed esperto di politica internazionale e di storia del novecento che aggiunge: “Proviamo a fare un passo avanti definendo un serie di regole che, se condivise, possono permettere una sana e onesta competizione.
1) Indicazione di un collegio di saggi – dove siano rappresentate tutte le forze che partecipano – che sovraintende alle diverse fasi (presentazione delle candidature, voto e scrutinio);
2) chiara definizione del corpo elettorale. Secondo me dovrebbero partecipare solo maggiorenni e cittadini comunitari. Cioè coloro che effettivamente porteranno poi all’elezione del sindaco. Una scelta un po’ restrittiva rispetto ai sedicenni e ai migranti regolari attualmente previsti nelle primarie del Pd, ma ciò rende più facile il meccanismo di controllo tramite l’iscrizione alle liste elettorali;
3) equilibrata distribuzione dei seggi sul territorio comunale. A L’Aquila ne servirebbero almeno tre per accontentare tutti i partecipanti.
4) sottoscrizione di un manifesto programmatico per dissuadere gli elettori ‘opportunisti’ o ‘infiltrati’.
Si tratta di una griglia davvero minima che non scontenta nessuno e che può permettere la realizzazione in modo sereno di questo interessante strumento di partecipazione”.
“Forza Italia – si chiede Santangelo – deve rinunciare al suo sondaggio? Certamente no, ma mi sembra che gli equilibri della coalizione siano fortemente cambiati, quindi la situazione ottimale dovrebbe essere quella di un candidato che – forte del consenso registrato dalla ricerca demoscopica – sfidi nelle primarie di coalizione le espressioni delle altre forze partitiche (Noi con Salvini e Fratelli d’Italia) o di aggregazioni civiche che non si riconoscono nel centrosinistra”.
“Il ragionamento – termina – vale anche al contrario per l’altra coalizione. Chiaramente tutti i partecipanti si impegnano a sostenere il vincitore”.










