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Confartigianato: Dopo la Caserma degli Alpini, la Banca d’Italia, la Camera di Commercio, ecc. Teramo rischia di perdere anche l’Università.

Pubblicato da Redazione
giovedì, 22 Dicembre 2016 - 15:03
in Politica
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TERAMO: – La Confartigianato di Teramo in una nato esprime preoccupazione per la spoliazione della città di Teramo. Così dice la nota: CONFARTIGIANATO IMPRESE TERAMO è stufa di assistere ad incontri televisivi nei quali prevalgono le sfide politiche tra Regione e Comune di Teramo a solo danno dei cittadini e delle imprese Teramane. Ci chiediamo, ma la politica in che mondo vive? Non vede che le imprese hanno bisogno di lavorare altrimenti sono costrette a chiudere le loro attività? Noi non ci schieriamo, a noi non interessa se serve o non serve questa opera, per noi resta una richiesta dell’Università di Teramo e quindi, a nostro avviso, va rispettata, e comunque non possiamo permetterci di perdere un’ opera a COSTO ZERO per la città di Teramo. Serve una svolta.

Abbiamo già avuto modo di evidenziare che, nel Masterplan Abruzzo, la provincia di Teramo è stata fortemente penalizzata rispetto alle altre Province e abbiamo constatato anche che, su oltre 1 miliardo e 500 mila euro disponibili, la provincia di Teramo ne riceverà solo circa 190 milioni, vale a dire il 14% delle risorse, e nessun politico si è lamentato, quindi, rischiamo di perdere anche i 10 milioni previsti per la realizzazione della Cabinovia.    

Vogliamo ricordare che grazie all’attuale Rettore dell’Università di Teramo che, con molta professionalità e intuizione, sta cercando anche di riportare nella nostra città le altre Facoltà presenti in provincia di Teramo e in Abruzzo, che ha rilanciato l’ Università teramana con aumenti di iscrizioni che oggi superano abbondantemente i 10.000  iscritti, purtroppo, da tanti anni, Teramo non riesce, come avviene in altre città universitarie, a mettersi a disposizione dell’Università per risolvere tutti i problemi evidenziati da sempre dai vari Rettori che si sono susseguiti negli anni e, per ultimo, da D’Amico. Ricordiamo alcune delle richieste più importanti:

  1. Il raggiungimento delle facoltà: come avviene in tutte le stazioni ferroviarie, all’arrivo del treno in stazione, i ragazzi dovrebbero trovare la coincidenza con il mezzo pubblico che li porti a destinazione;
  2. Un Campus per il tempo libero;
  3. Una Casa per lo studente;
  4. Locali come, Sale da ballo, Teatro, Discoteche, dove incontrare amici e insieme divertirsi, tutto questo per evitare che il venerdì sera lascino, quasi tutti, Teramo per ritornare nei loro luoghi di provenienza a trascorrere il sabato e la domenica;
  5. e per ultima la Cabinovia.

I giovani, oltre allo studio, vogliono anche divertirsi. Tanta economia persa per il comune di Teramo che, piano piano, sta andando verso la deriva e di conseguenza verso la morte della città di Teramo e di tante attività commerciali e artigianali.

Può darsi che i nostri politici non si accorgano di tutto questo e ci mettano riparo in tempo, invece di stare a litigare sulla realizzazione della cabinovia o su altri progetti ?

Alle imprese servono gli appalti di cui ormai, da anni, si sono perse le tracce. Ricordiamo che i posti di lavoro per i cittadini vengono creati dalle imprese, che l’economia di un paese cresce se le imprese vendono i loro prodotti in Italia e nel mondo, che le imprese contribuiscono, in modo pesante, versando tasse esorbitanti e contributi per i dipendenti, alle spese dello Stato Italiano, delle Regioni, Province e Comuni   .

Nella città di Teramo invece di agevolare le iniziative, proposte anche dalla nostra Associazione, come quella di realizzare un BORGO ARTIGIANO nel nostro Centro Storico , come quella di riportare, dopo tanti anni a Teramo, l’Antiquariato, visto il grande successo che lo stesso ha continuamente nel Centro Storico di Ascoli Piceno, ostacolano le nostre iniziative, in particolare anche la realizzazione delle nostre Mostre Mercato dell’Artigianato, visti i costi elevati dell’occupazione del suolo pubblico, come pure la mancata fornitura dell’illuminazione notturna agli ambulanti e per finire, il non poter soddisfare le tante richieste dei partecipanti alle stesse nel voler esporre i propri prodotti su Corso San Giorgio che da quasi un anno, record assoluto, è chiuso per la realizzazione della nuova pavimentazione.

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