
L’AQUILA: – “Quello che sta accadendo in questi mesi nel complesso sportivo di Santa Barbara, gestito dalla cooperativa Verdeaqua Smile, ha dell’inverosimile. Ragazzi costretti a subire decisioni che riguardano la loro vita, senza che nessuno tenga in considerazione la loro opinione, senza che nessuno tenga conto ciò che accade realmente ogni giorno in quell’impianto comunale, atleti trattati come burattini i cui fili vengono manovrati a piacimento dall’amministrazione comunale”. E’ quanto denuncia l’associazione 99 sport L’Aquila che tra l’altro si chiede: “Per quanto ancora lo sport, in questa situazione di completo degrado, potrà continuare a dare lustro alla nostra città? E per quanto ancora i nostri ragazzi riusciranno a sopportare le costanti manovre politiche che continuano a gestire le loro vite? E’ con amaro dispiacere che constatiamo che è l’amministrazione stessa che costringe i nostri ragazzi a spostarsi altrove per cercare realtà che li possano sostenere nella costruzione di un futuro sportivo, ma anche e soprattutto sociale. Sono i ragazzi il futuro della nostra città ferita; perché l’amministrazione comunale non li protegge, non valorizza il loro talento, non rafforza il loro attaccamento alla città sostenendo i loro sogni? Perché lo sport nella nostra città non ha diritti?”.
“L’assegnazione degli spazi acqua – spiega la 99 sport L’Aquila – e’ stata rielaborata ed inviata alle varie associazioni in data 30 novembre 2016 dalla dirigente Enrica De Paulis; assegnazione che avrebbe dato la possibilità a tutte le associazioni presenti nell’impianto, di portare avanti in maniera adeguata l’attività della stagione sportiva in corso, o perlomeno di riuscire a gestire in maniera equa e dignitosa il proprio progetto didattico-sportivo in relazione al numero di atleti, al reale impegno della vasca. Purtroppo però nella giornata del 2 dicembre, l’amministrazione comunale ha rivalutato nuovamente l’assegnazione degli spazi acqua, sospendendo l’assegnazione precedentemente deliberata e facendo ripiombare nel baratro l’associazione 99 sport L’Aquila e tutti i suoi atleti e iscritti, costretti a nuotare in condizioni disumane con una media di 15-20 atleti per corsia”.
“Più volte – continua la nota – gli organi competenti dell’amministrazione comunale sono stati invitati a verificare e controllare personalmente l’attività svolta nel centro dalle varie associazioni di nuoto, allo scopo di constatare che tutte le società potessero svolgere in maniera dignitosa la propria attività, nelle modalità, negli orari e nei giorni stabiliti dalla delibera. Delibera che dovrebbe regolamentare e tutelare l’assegnazione e l’attività svolta dalle associazioni sportive. Parlare di regole e tutela, in tutta questa situazione, sembra quasi un’utopia eppur con due piscine comunali ci dovrebbe essere spazio per tutti a maggior ragione per i meritevoli”.
“Sono circa tre mesi – spiegano dall’associazione – che in maniera estremamente faticosa, si cerca di pianificare la stagione sportiva (ormai nel pieno del suo corso) per cercare di garantire agli atleti il progetto didattico-sportivo che meritano. Ragazzi eccezionali che ogni giorno subiscono in silenzio e con grandissima educazione, che guardano al futuro con grande fiducia, ma quanto ancora dovranno sopportare questa situazione di continua incertezza? Siamo qui, tutti, spettatori immobili di fronte a questo triste spettacolo che ci vede, non volendo, protagonisti. I nostri ragazzi che oggi subiscono inermi tutte queste decisioni discutibili che li riguardano, domani saranno gli stessi a non sentirsi appartenenti alla nostra città, avendo bene a mente quello che l’amministrazione ha fatto per loro”.
“E’ arrivato il momento – sbotta la 99 sport L’Aquila – che qualcuno inizi ad assumersi le proprie responsabilità”.










