
L’AQUILA: – “Crediamo che sia opportuno, visto il continuare dello sciame sismico, che non esclude ulteriori picchi di magnitudo, passare dalle soluzioni adottate nel 2009 alla demolizione. Siamo disponibili a sopportare tutti i disagi legati alla demolizione, ma almeno sapremo che in tempi più che brevi i nostri figli potranno ritornare a fare tutte le attività di laboratorio, e non saranno costretti a cambiare scuola”. Così in una nota indirizzata, tra gli altri, al premier Matteo Renzi, i genitori degli studenti dell’Istituto superiore “Da Vinci-Colecchi” dell’Aquila, che si sono costituiti in comitato all’indomani dell’ordinanza con la quale il sindaco Massimo Cialente ha imposto lo sgombero di alcuni locali lasciando di fatto la scuola senza laboratori, parte essenziale della didattica.
La decisione, dettata dall’aggravamento delle condizioni del corpo centrale del plesso, già inagibile dal 2009 e che incombe sulla parte bassa dell’edificio che ospitava i laboratori degli indirizzi alberghiero, manutentori e odontotecnici, ha già fatto insorgere studenti e insegnanti, capitanati dalla dirigente Serenella Ottaviano, che temono che alla decisione di sgomberare la struttura non segua una tempestiva demolizione che possa ripristinare le condizioni di sicurezza tali da consentire la regolare ripresa delle lezioni.
“Abbiamo scelto questa tipologia di scuola per i nostri figli per una serie di ragioni che comprendono la presenza di un corpo docenti molto qualificato, con lunga esperienza e riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale e la presenza di laboratori ben attrezzati e funzionali all’acquisizione di alte professionalità – spiegano nella nota – ormai presupposti essenziali per inserirsi nel mondo del lavoro”.
“Nel post-sisma del 2009 è stato costruito un Musp che doveva essere provvisorio – ricordano – ma ad oggi non esiste un progetto e un investimento per la costruzione della nuova scuola. Il sindaco con una ordinanza del 10 novembre ha imposto per ragioni di sicurezza, la chiusura dei locali adibiti a presidenza, segreteria amministrativa e laboratorio, fino ad una ‘indefinita’ messa in sicurezza della stessa palazzina che noi consideravamo sistemata dopo i lavori del 2009. Si stanno facendo miracoli per continuare a garantire i servizi dirigenziali e ammnistrativi ma i laboratori sono chiusi, e si è fermata tutta l’attività didattica professionalizzante. A questo punto l’Istituto professionale si trasforma nell’ennesimo liceo”.
“È evidente che il presidente della Provincia e il sindaco di L’Aquila devono assumere questo problema di edilizia scolastica come prioritario – ammoniscono i genitori – devono trovare tutte le risorse necessarie, devono riunire urgentemente gli organismi tecnici e prendere una decisione per la messa in sicurezza della palazzina”.










