L’AQUILA: – Il ‘Mia Casa d’Abruzzo’, di cui e’ coordinatore regionale l’ex parlamentare Pio Rapagna’, chiede le dimissioni di assessori e consiglieri regionali indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta manipolazione di fatture per viaggi istituzionali. Rapagna’ “contesta duramente” il Consiglio regionale e la maggioranza poiche’, “di fronte ad una situazione di grave disorientamento, non sentono il dovere di approvazione, per motivi di necessita’ ed urgenza, di una legge regionale di indirizzo, di regolamentazione e di controllo sulla ricostruzione dell’Aquila, degli alloggi pubblici e privati e per la messa in sicurezza antisismica di quell’ingente patrimonio abitativo pubblico costruito in zone ad alto rischio sismico ed idrogeologico. In un tale contesto – prosegue l’exm parlamentare – e’ stato scandaloso il disinteresse del Consiglio regionale, della Giunta e dell’assessorato competente, rispetto ad una drammatica emergenza e insicurezza abitativa di migliaia di famiglie abruzzesi, a tutele e sostegno delle quali la maggior parte dei presidenti, dei consiglieri e degli assessori regionali, oggi sotto inchiesta da parte della magistratura con gravi e pesanti accuse, ‘non hanno voluto’ esaminare e approvare una legge regionale per l’accesso alla prorieta’ della abitazione, sia attraverso il ripristino del ‘riscatto graduale e sociale’ degli alloggi ex-Gescal e di edilizia residenziale pubblica e sia utilizzando il ‘risparmio popolare’ per dare un’ abitazione stabile e dignitosa a tutti coloro che non possono acquistarla ai prezzi ‘maggiorati’ del mercato immobiliare”. Il Mia Casa d’Abruzzo, “chiede e si aspetta le dimissioni dei presidenti Chiodi e Pagano, degli assessori e dei capi-gruppo consiliari coinvolti nell’inchiesta in corso, anche perche’, come si legge sull’ordine del giorno della seduta invernale di martedi’ prossimo del Consiglio, nemmeno questa volta e’ stata inserita l’approvazione della legge ad hoc sulla ricostruzione dell’Aquila”.










