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Articoli filtrati per data: Febbraio 2019 - Radio L'Aquila 1

L'AQUILA - Per la Prosa programmata da ACS Abruzzo e Molise Circuito Spettacolo, sarà in scena al Teatro Comunale di Atessa venerdì 22 febbraio alle ore 21 e al Teatro Comunale di Orsogna sabato 23 febbraio stessa ora, Così è (se vi pare) tratto dal romanzo di Luigi Pirandello, regia Antonio Silvagni, Teatro Lanciavicchio - Teatri d’Abruzzo – TSA, una messa in scena che, pur rispettando il testo pirandelliano, intreccia il passato agli accadimenti abruzzesi dell’aprile 2009: il terremoto della Marsica del 1915, che per Pirandello era un pretesto per azzerare certezze e fisionomie, e un non luogo da cui far emergere la critica alle sicurezze preconfezionate, diventa ora punto di partenza per un’inchiesta sul profondo dissidio tra verità e realtà, tra le ostentate certezze dei salotti televisivi e l’eterna fragilità dell’esistenza.

la sventura che deve rimanere nascosta perché solo così può valere il rimedio che la pietà le ha prestato’ e che tutti volgarmente cercano di denudare e violentare nell’opera di Pirandello, diventano la dignità violata e il dolore trasformato in spettacolo dei mezzi di informazione che vedevano i terremotati involontari e inconsapevoli protagonisti di show televisivi. Questa la spinta più importante per la drammaturgia dello spettacolo, che mantenendo pressoché inalterato il testo di Pirandello, sostituisce al salotto borghese di inizio XX secolo, il post moderno salotto televisivo di inizio XXI secolo e inserisce un prologo e due intermezzi dedicati allo spaesamento subìto dalle vittime del terremoto, ai fantasmi che ha creato e allo scempio fattone dai media.



Biglietteria Prezzo biglietto: 18€

Teatro Comunale Atessa

Largo Municipio 1

Tel. 0872.850421

Teatro Comunale Orsogna

Piazza Mazzini 1

Tel. 334.6652279

Pubblicato in Musica e Spettacolo

L’AQUILA - All’Aquila si apre il nuovo corso della chirurgia robotica applicata al trapianto di rene. Nei giorni scorsi, infatti, è stato effettuato il primo intervento su un uomo residente nel Molise a cui è stato impiantato il rene donatogli dalla sorella. Il robot segna una svolta importante nell’attività della trapiantologia non solo dell’Aquila ma della Regione perché alza l’asticella della qualità della chirurgia, riduce la sofferenza del paziente e accelera i tempi di attesa. L’avvio al San Salvatore dell’utilizzo del robot ‘da Vinci’ nel trapianto di rene (uno dei pochi centri in Italia a praticarlo con l’ausilio di questa tecnologia) è stato illustrato questa mattina all’ospedale di L’Aquila nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato, tra gli altri, il manager della Asl, Rinaldo Tordera, la rettrice dell’Università dell'Aquila, Paola Inverardi, il sindaco Pierluigi Biondi, il prof. Francesco Pisani, direttore del centro regionale trapianti Abruzzo e Molise e il dr. Luigi Di Clemente, direttore del reparto urologia. L’applicazione del robot chirurgico, tra i grandi vantaggi, presenta quello della precisione che nessuna abilità manuale, anche del professionista più esperto, può eguagliare. L’uso dei bracci meccanici nel campo dei trapianti di rene è l’ultima delle applicazioni del robot da Vinci, acquistato dalla Asl ed entrato in funzione oltre un anno fa: è stato utilizzato prima nell’ urologia e, a seguire, in altri ambiti tra cui, recentemente, nella chirurgia d’urgenza addominale (fegato e pancreas). In poco più di un anno sono stati 200 gli interventi compiuti con robot nelle diverse specialità.

Come avviene il trapianto di rene col robot?  L’organo viene prelevato dal donatore per via laparoscopica (con piccole incisioni anziché apertura totale) attraverso il fianco, senza entrare nella cavità addominale e poi estratto con un’incisione di pochi centimetri  nella regione inguinale. Con questa tecnica mininvasiva si riducono di molto i danni biologici rispetto alla procedura tradizionale. Contemporaneamente alla fase di estrazione del rene dal donatore una seconda equipe interviene con robot sul ricevente per preparare la sede in cui reimpiantare l’organo. Tramite un’incisione di 5 centimetri sopra al pube il rene prelevato viene posizionato all’interno della cavità addominale, lateralmente alla vescica.  Il robot chirurgico consente di eseguire queste procedure con movimenti molto precisi e con maggiore rapidità, grazie anche alla visione delle immagini molto ingrandita rispetto alle dimensioni normali. Con il ricorso ai bracci meccanici in sala operatoria, in virtù della mininvasività dell’intervento, il paziente ha tempi di recupero molto veloci perché il danno biologico, legato al trapianto, è molto ridotto.

Pubblicato in Varie

L'AQUILA - Il divieto di transito ai mezzi pesanti sulla A24, nella tratta compresa tra gli svincoli di Assergi e Colledara/San Gabriele, sta creando disagi fra i docenti pendolari che ogni giorno viaggiano tra L’Aquila e Teramo. La disposizione, dovuta secondo la società che gestisce l’autostrada a “urgenti e inderogabili attività di monitoraggio”, riguarda i mezzi con massa superiore a 3,5 tonnellate, compresi quindi i pullman della Tua.

“Per raggiungere il posto di lavoro”, affermano alcuni docenti aquilani, “siamo costretti ad utilizzare i nostri mezzi, senza poter usufruire dell’abbonamento per l’autobus già acquistato, con conseguenti aumenti di spesa a nostro carico. Inoltre, a causa degli improvvisi restringimenti di carreggiata, legati ai cantieri autostradali presenti, viaggiamo quotidianamente nel pericolo”.

Il divieto, scattato lunedì, dovrebbe durare fino a venerdì.

Pubblicato in Cronaca

L’AQUILA – di Giustino Parisse - Goffredo Palmerini, 71 anni, dopo 30 anni in consiglio comunale ha lasciato la politica e oggi è uno scrittore, operatore culturale, con forti legami con le comunità abruzzesi all’estero e attento osservatore delle vicende aquilane.

Goffredo, lei è nato a Paganica, cosa ricorda della sua infanzia e come si viveva nel paese di Gioacchino Volpe ed Edoardo Scarfoglio?

Sono nato nel 1948. Mio padre Vinicio era tornato un anno e mezzo prima dalla prigionia in Germania, portato là dai tedeschi dall’Albania. Nel campo di prigionia pesava 39 chili, rischiò anche l’esecuzione. Al suo rientro a Paganica aveva conosciuto Graziana, sua figlia nata nel 1943, e riabbracciato sua moglie Lina, mia madre. Rimessosi in forze riprese l’attività di fabbro ferraio, come molti della stirpe Palmerini, arrivata a Paganica a metà Settecento. Aprì la sua bottega prima a Valle d’Ocre, dove ogni mattina si recava in bicicletta, poi nel ’52 a Paganica, l’anno in cui nacque mio fratello Corradino. Ho avuto un’infanzia felice, in una famiglia cementata da valori spirituali ed etici. Una famiglia umile come tante, in una Paganica di contadini e artigiani che viveva le ristrettezze del dopoguerra. In quegli anni si comprava al negozio d’alimentari portando un taccuino con la copertina nera dove Marietta annotava man mano la spesa. Si pagava due volte l’anno, dopo le fiere di Pasqua e Ognissanti. I contadini vendevano qualche animale e i raccolti e andavano a pagare il conto, anche al fabbro. E’ stato così per la mia famiglia, finquando mia sorella non entrò in fabbrica, alla Marconi poi Siemens. Solo allora, nei primi anni ’60, cominciò a girare qualche lira in più mentre l’Italia s’avviava al miracolo economico.

Quali sono stati i suoi studi e poi il percorso lavorativo?

Dopo le elementari a Paganica, frequentai all’Aquila le medie (Mazzini) e le superiori (Itis), diplomandomi nel 1967 chimico industriale. Furono d’aiuto le borse di studio che ebbi per meriti scolastici. Andai subito militare negli alpini per liberarmi dell’obbligo e poter cercare lavoro. Che presto arrivò, vincendo un concorso per Capo Gestione nelle Ferrovie. Mi assunsero a Verona nel 1972, poi andai a Trento. Vi restai un anno. Lavorai poi 3 anni a Roma, nel Servizio Sanitario presso la Direzione Generale FS, chimico nel laboratorio di bromatologia e igiene industriale. Girai tutta Italia in quegli anni, con compiti ispettivi negli impianti ferroviari sull’igiene degli alimenti e degli ambienti di lavoro. Intanto m’ero iscritto a Giurisprudenza alla Sapienza, ma nel 1975 lasciai Roma e gli studi universitari dopo l’elezione al Consiglio Comunale dell’Aquila e il trasferimento nella nostra città. Ho tuttavia sempre nutrito interesse per gli studi giuridici e umanistici, che da allora assiduamente curo. All’Aquila lavoravo in stazione e facevo il consigliere comunale con molto impegno. Ho concluso il percorso lavorativo come dirigente del Polo amministrativo dell’Aquila.

Lei è stato vicesindaco del Comune dell'Aquila e per quasi 30 anni in consiglio comunale. Come nasce la sua passione per la politica?

Fu precoce, a 20 anni ero già segretario della sezione Dc a Paganica.  L’impegno politico era nato dagli stimoli sociali del Concilio Vaticano II e dal pensiero di Maritain e Mounier. Furono mio riferimento figure come Dossetti, La Pira, Moro e altri esponenti della sinistra democristiana. Tutta la mia esperienza è stata ispirata ai valori del cattolicesimo democratico. Con altri della mia generazione abbiamo vissuto all’Aquila un’appassionata stagione politica, anche nelle istituzioni, insieme a Luciano Fabiani e Achille Accili. Al mio primo mandato consiliare nella sindacatura di Ubaldo Lopardi, durante il quale fui capogruppo Dc, ne sono seguiti altri 5, salvo l’interruzione dal 1990 al 1994. Intensi quegli anni e ancor più dal 1980, stretto collaboratore del sindaco Tullio de Rubeis e assessore per l’intero quinquennio. Ricordo con orgoglio la rinascita della Perdonanza, la scelta dell’Aquila per la Scuola Ispettori della Guardia di Finanza, le visite di Giovanni Paolo II e del Presidente Pertini, e altri importanti traguardi. Come pure ricordo della sindacatura di Enzo Lombardi, dopo un avvio travagliato, il proficuo lavoro per la città. Non ero consigliere negli anni difficili delle inchieste giudiziarie. Ma nel 1994, in sostegno di Attilio Cecchini candidato sindaco, tornai in consiglio nel Ppi. L’anno dopo, mutate le condizioni politiche, entrai vicesindaco nella giunta guidata da Antonio Centi. Ho avuto con Centi un forte rapporto di collaborazione. Importanti progetti in quegli anni e numerose le opere avviate. Non sempre però si raccolgono i frutti dell’impegno. Nel 1998 infatti vinse il centrodestra guidato da Biagio Tempesta. Con Tempesta sindaco sono sempre stato capogruppo d’opposizione, fino al 2007, quando decisi di chiudere la mia lunga esperienza a Palazzo Margherita. Sento i quasi 30 anni al servizio della comunità aquilana come il più grande onore. Dai banchi della maggioranza come della minoranza, senza spirito di fazione, ho cercato d’operare solo nell’interesse generale. Il giudizio sta agli aquilani. Credo però d’aver vissuto un’esperienza straordinaria, attento al dialogo costruttivo, nel rispetto degli avversari, nella ricerca del bene comune, in un confronto sempre leale.

Cosa trova di diverso fra la politica dei suoi tempi costruita su contatti umani, manifesti, volantini, comizi e quella di oggi che viaggia per lo più sui social.

Oggi è tutto “liquido”, come direbbe Baumann. Mi preoccupa il fatto che buona parte della classe politica ormai da anni non guardi al futuro, con scelte coraggiose di lunga prospettiva. Si preferiscono misure effimere, per raccogliere consensi immediati. I grandi riferimenti ideali sono smarriti, difetta il senso dello Stato e delle istituzioni, cresce l’imbarbarimento del linguaggio a scapito d’un serio confronto sui problemi del Paese. Nella società della comunicazione virtuale conta più vellicare gli istinti che rispondere alle difficili sfide del futuro. Ai contatti umani d’un tempo si preferiscono i social, importa apparire più che essere. Ma così la distanza tra paese reale e paese legale s’allarga, lo si vede dalle astensioni dal voto. Pur senza generalizzare e sperando il meglio, perché figure politiche di spicco pure ci sono, gira tuttavia tanto piccolo cabotaggio e pochi Statisti. Quelli di cui avremmo disperato bisogno per risalire la china e riportare l’Italia a crescere, ad assicurare un domani per i nostri figli.

Negli ultimi anni lei ha pubblicato molti libri che raccolgono reportage e articoli pubblicati da giornali di tutto il mondo, soprattutto quelli che fanno riferimento alle comunità italiane all'estero che lei ha visitato più volte. Come è percepita l'Italia dai nostri connazionali, cosa chiedono. C'è nostalgia?

Nel 2007, per servire in altro modo la nostra città, scelsi l’impegno giornalistico per comunicare singolarità e bellezze dell’Aquila e dell’Abruzzo. La passione per la scrittura, che avevo già da ragazzo, l’ho finalmente potuta esercitare nelle collaborazioni con le agenzie internazionali e con la stampa italiana all’estero. Diverse decine, in Italia e nel mondo, sono le testate con le quali collaboro. Oltre 50mila le pagine a mia firma uscite finora sull’Aquila, l’Abruzzo, l’Italia. Parlano di fatti, eventi, personaggi e tradizioni della provincia italiana. Molto presente il tema dell’emigrazione, le nostre comunità all’estero e il loro valore. Vado a conoscerle, racconto le loro storie, i successi, ma anche le sofferenze e le discriminazioni subite prima della loro integrazione. I nostri emigrati non sono più quelli partiti con la valigia di cartone descritti negli stereotipi. Hanno sofferto pregiudizi e stigmi nella prima generazione dell’emigrazione. Poi i loro figli si sono man mano integrati nelle società d’accoglienza, si sono fatti apprezzare, godono ora la stima e il prestigio che si sono meritati in ogni campo. Sono nelle università, nelle imprese, nel mondo dell’arte, dell’economia, della ricerca, nelle istituzioni e nei governi, talvolta con ruoli di preminenza. Chiedono di essere conosciuti e riconosciuti, perché in Italia spesso non si ha piena consapevolezza del valore delle nostre comunità all’estero. La storia della nostra emigrazione non è ancora entrata nella grande Storia d’Italia. Sovente la conoscenza del fenomeno migratorio, anche nelle istituzioni, si limita alla patina, con tutti gli equivoci che non aiutano a capire che i nostri connazionali all’estero sono una risorsa, i più motivati ambasciatori dell’italianità nel mondo. Se hanno nostalgia? No. Forse solo la prima generazione di emigrati ne ha sofferto, ma l’integrazione nei Paesi d’accoglienza l’ha ormai fortemente mitigata.

Lei è un attento osservatore della realtà locale oltre che un operatore culturale. A dieci anni dal sisma che idea si è fatta della ricostruzione materiale e sociale dell'Aquila?

Sulla ricostruzione materiale si può dare un giudizio nel complesso positivo, ma a due facce. Soddisfacente per la città, meno per le frazioni. Come alterno è il giudizio sulla ricostruzione privata e quella pubblica, quest’ultima assai lenta. Sulla qualità si sarebbe potuto correggere e migliorare, invece d’appendersi al “com’era e dov’era”. Ha ragioni da vendere monsignor Orlando Antonini. E’ infatti mancata un’idea complessiva di ridisegno urbano, anche con l’inserimento di architetture “firmate” fuori dal centro storico. L’unica eccezione, l’Auditorium di Renzo Piano, non è stata una scelta della città ma della Provincia di Trento. Non aggiungo parole sulla “abitazione equivalente”, consentita ovunque e dannosa, molti aquilani hanno lasciato L’Aquila per altre città. Mi auguro infine una rinascita sociale e morale della nostra comunità, che deve ritrovare il senso profondo del vivere insieme. Fraternità sociale, impegno civico, etica delle responsabilità, cultura, amore per la città, dedizione al bene comune: questo occorre per scrivere il futuro dell'Aquila nuova. Non solo più bella di prima, ma anche migliore di prima. A ciascun aquilano è affidata una parte di questo impegno.

Trent’anni in politica, riconoscimenti per l’attività editoriale

Goffredo Palmerini è nato a Paganica il 10 gennaio 1948. Sposato con Anna Maria Volpe, ha due figli: Alessandro e Federico (sacerdote). Per quasi trent’anni è stato amministratore comunale. Scrive su giornali e riviste in Italia e sulla stampa italiana all’estero. E’ in redazione presso numerose testate giornalistiche, collaboratore e corrispondente della stampa italiana all’estero: America Oggi (Usa), La Gazzetta (Brasile), i-Italy (Usa), La Voce (Canada), La Voce d’Italia (Venezuela), Mare nostrum (Spagna), L’altra Italia (Svizzera), La Voce alternativa (Gran Bretagna). Collabora inoltre con le Agenzie internazionali AiseInformComUnica. Ha pubblicato con One Group i volumi “Oltre confine” (2007), “Abruzzo Gran Riserva” (2008), “L’Aquila nel Mondo” (2010), “L’Altra Italia” (2012), “L’Italia dei sogni” (2014), “Le radici e le ali” (2016), “L’Italia nel cuore” (2017), Grand Tour a volo d’Aquila (2018). Nel 2008 gli è stato tributato il Premio Internazionale “Guerriero di Capestrano”. Nel 2014 ha ricevuto il premio speciale “Nelson Mandela” per i diritti umani. Vincitore del XXXI Premio Internazionale Emigrazione (sezione Giornalismo), gli sono poi stati conferiti, sempre per l’attività giornalistica, il Premio internazionale “Gaetano Scardocchia”, il Premio nazionale “Maria Grazia Cutuli”, il Premio internazionale “Fontane di Roma”. Da molti anni svolge un’intensa attività con le comunità italiane all’estero. Studioso di emigrazione, è componente del Comitato scientifico internazionale e uno degli Autori del “Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo” (SER-Migrantes, 2014) e membro di prestigiose istituzioni culturali.

 

 il Centro il 16 febbraio 2019

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L’AQUILA - La Deputata Dem Stefania Pezzopane chiama a raccolta elettori e militanti per le primarie del 3 marzo “Sono onorata di guidare la lista “Abruzzo per Martina” in Provincia dell’Aquila. E sono grata a tutti, perché mi hanno voluto dare questo onore e questa responsabilità. La nostra mozione in questa Provincia è partita davvero da zero, visto che la gran parte del gruppo dirigente, si è collocato immediatamente a sostegno del candidato Nicola Zingaretti.

E nonostante questo squilibrio abbiamo avuto dagli iscritti un grande riscontro, ben superiore alla media nazionale e regionale. Ora facciamo, con spirito positivo e costruttivo il secondo round, che vedrà chiamati a votare anche i nostri elettori ed i cittadini.

Sono alla guida di una bellissima lista molto nuova e ricca di talenti ed esperienze. Nella lista infatti dopo di me, ci sono degli splendidi compagni di viaggio”.

Nella lista Abruzzo per Martina in Provincia dell’Aquila, dopo Stefania Pezzopane, al secondo posto c’è Simone Cococcia, di Carsoli, 25 anni, che Frequenta la facoltà di giurisprudenza presso l'Università di Teramo sede di Avezzano. Da sempre appassionato di politica dichiara “Ho deciso di impegnarmi in prima persona per aiutare il PD a risollevarsi e proporre un nuovo progetto alternativo al governo 5 stelle-lega.”

A Cococcia segue Valentina Di Benedetto, 34 anni, Avvocato civilista e penalista Foro di Sulmona, componente del Comitato per le Pari Opportunità COA di Sulmona, Assistente di cattedra in Diritto Processuale Civile università di Teramo  che dichiara “Sono da sempre impegnata per la tutela dei più deboli (delle donne e dei minori in caso di violenze domestiche, dei padri separati privi di una tutela adeguata),sono stata consulente per promuovere un disegno di legge in materia di anzianicidio,  sono legale per molte Associazioni locali e nazionali a tutela dell'ambiente e degli animali, fermamente convinta da sempre di poter offrire il mio umile contributo umano e professionale”.

In lista segue Giovanni Tuzi, 45 anni, sposato da 15 anni con 3 figlie, consigliere comunale in carica, già assessore al Comune di Balsorano e consigliere provinciale. “Sono un Imprenditore nel campo delle infrastrutture ferroviarie con funzioni in area legale e commerciale, impegnato dal 1990 nei Ds e poi nel Pd.”

“Una lista di persone di diverse generazioni ed esperienze sociali e professionali e rappresentative di tutti i territori della Provincia, - aggiunge Stefania Pezzopane - che sono felice ed orgogliosa di guidare”.

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L'AQUILA - Giro di boa per la rassegna di teatro Strade 2019, che porta in cinque spettacoli al Nobelperlapace di San Demetrio ne' Vestini (L'Aquila) alcune tra le proposte più interessanti del teatro italiano.

Dopo i sold out di "Vecchio principe" e "Mia madre è un fiume", il 24 febbraio (ore 18) lo spazio aquilano aprirà il sipario a "Sulla morte senza esagerare", una co-produzione Teatro dei Gordi e Tieffe Teatro Milano. Lo spettacolo, ideato e diretto da Riccardo Pippa, di e con Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti Matteo Vitanza, è inserito nel progetto nazionale Mind the gap della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano.

Mind the Gap, presente in Strade per il secondo anno consecutivo, vuole creare una rete teatrale tra il mondo della produzione e il mondo della distribuzione mettendo in relazione soggetti di programmazione e i teatri con progetti la cui autorialità sia in capo di un diplomato o diplomata della "Paolo Grassi", tra le scuole di arte drammatica più importanti del Paese.

Sulla morte senza esagerare è un omaggio alla poetessa polacca Wisława Szymborska. Affronta il tema della morte in chiave ironica e divertente attraverso un uso non convenzionale delle maschere (realizzate dalla scenografa Ilaria Ariemme). Le figure si muovono con verità e leggerezza su un tessuto drammaturgico originale.

Nel 2015 lo spettacolo ha vinto all'unanimità il premio alla produzione Scintille, e nello stesso anno ha fatto incetta di premi (Premio speciale, Premio della giuria "Allievi Nico Pepe" e premio del pubblico) al premio nazionale Giovani realtà del teatro, indetto dall'Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe di Udine.

"Come abbiamo fatto negli ultimi anni, anche in questa dodicesima edizione di Strade abbiamo scelto alcune novità rilevanti del panorama italiano, tra quelle che promuoviamo o ospitiamo in residenza – afferma il direttore artistico della rassegna, Giancarlo Gentilucci – lo spettacolo del 24 febbraio sarà una di queste, inserito in un progetto della Paolo Grassi di Milano di cui siamo orgogliosi e contenti di far parte".

I biglietti in prevendita per Sulla morte senza esagerare sono disponibili presso il Polarville in via Castello all'Aquila.

Al termine dello spettacolo sarà offerto al pubblico, come sempre, un aperitivo nel corso dell'incontro post-spettacolo con gli artisti. Questa volta l'occasione sarà speciale: in collaborazione con la "Fondazione Italiana Sommelier Abruzzo Centrale", infatti, ci sarà una degustazione dei vini dell'azienda vinicola Vigne di More, di Adriana Tronca a Goriano Valli (L'Aquila).

Per info 348.6003614, info@artiespettacolo.org o le piattaforme social di Arti e Spettacolo.

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L'AQUILA - Una mostra internazionale 'Natura e spiritualità' celebra Carl Borromaus Ruthart, pittore che si fece monaco celestino, dal prossimo 27 febbraio fino al 31 maggio 2019 al Museo Nazionale di Danzica (Polonia), città natale del pittore: trenta dipinti tra bozzetti per il ciclo realizzato per la basilica di Santa Maria di Collemaggio dell'Aquila, ritratti di celestini, paesaggi e nature morte, restaurati per l'occasione grazie al concorso di associazioni e di fondi ministeriali, assieme a molti altri in prestito da diversi musei europei. Ad annunciarlo il direttore del Polo Museale dell'Abruzzo, Lucia Arbace, tra i curatori della mostra.
"Dopo anni di successi - spiega - come pittore del genere 'cacce', Carl Borromaus Ruthart si fece oblato e poi monaco celestino". La mostra celebra "un artista di grande valore, ammiratissimo e conteso dai collezionisti d'arte del suo tempo, assai apprezzato ancora oggi". (ANSA)

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ROMA – “Oggi a Roma ho incontrato tutte le Regioni per avviare, insieme al Ministro Costa, una cooperazione rafforzata con la Commissione europea. Questo strumento è stato già efficacemente adottato per accelerare la spesa dei fondi strutturali europei e sono certa che aiuterà a mettere a sistema tutte le risorse programmate per la prevenzione e il contrasto del dissesto idrogeologico, ma che hanno natura diversa.” Così in un post su Facebook il ministro per il Sud Barbara Lezzi.

“Si tratta sia di fondi nazionali sia di fondi europei - spiega il ministro - che, insieme, possono arrivare fino a 9 miliardi di euro. Risorse ingenti con le quali è possibile realizzare un massiccio piano di investimenti contro il dissesto idrogeologico. Ringrazio per la disponibilità le Regioni che hanno contribuito costruttivamente alla stesura di questo impegno. Ora si tratta di rispondere alle loro richieste che sono tese, quasi tutte, a semplificare gli adempimenti burocratici e a supportare gli enti locali nella progettazione degli interventi. Sul tavolo del Presidente del Consiglio – conclude Lezzi - c'è già un ottimo piano redatto dal Ministro Costa che va in questa direzione, ma gli spunti odierni saranno utilizzati per migliorarlo ulteriormente.”

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L'AQUILA - "Il Consiglio comunale svoltosi ieri, dopo due mesi di vacanza per elezioni regionali, esaminati i primi punti all’o.d.g. riguardanti mozioni ed interrogazioni presentate da Consiglieri di minoranza, si è sciolto per mancanza del numero legale, fatto ormai che si ripete sovente. Non erano previsti atti o delibere da parte della Giunta, a dimostrazione che l’attività amministrativa è da tempo fortemente rallentata, con la maggioranza e gli Assessori impegnati, prima nella preparazione della campagna elettorale, poi nelle elezioni, ora nell’attesa della distribuzione degli incarichi da parte del Presidente eletto, Marsilio, fregandosene dei problemi della città che aspettano le dovute risposte". Così in una nota Lelio De Santis, consigliere comunale dell'Aquila di Avanti Abruzzo-Italia dei Valori.

"Purtroppo, il Comune dell’Aquila è diventato non il fine di un impegno politico, ma solo il mezzo per approdare a livelli istituzionali più gratificanti e meglio remunerati! Oggi, alle già note difficoltà gestionali e politiche, si aggiunge l’assenza di Assessori perché eletti in Regione o defenestrati dal Sindaco, che impedisce il funzionamento dell’Esecutivo ed una vera azione amministrativa. Lo stesso Consiglio comunale - aggiunge - è da tempo improduttivo e, senza le proposte dei consiglieri comunali volenterosi di minoranza, potrebbe essere sciolto per mancanza di argomenti da discutere ed approvare.

Mi permetto di rappresentare con forza questa situazione insostenibile, comprensibile ma ingiustificabile, perché non voglio essere complice da consigliere comunale di questo vuoto amministrativo, al di là del doveroso impegno del sindaco, che i cittadini alle prese con i tanti problemi irrisolti non meritano, e che lascia spazio a polemiche assurde, come quelle sulla cultura, strattonata di qua o di là come fosse una bella donna, e non invece un valore identitario e decisivo per la rinascita della città".

"L’auspicio è, pertanto, che la maggioranza consiliare definisca subito il suo assetto interno e che il Sindaco ricostituisca una Giunta di persone all’altezza del compito, con qualità e competenze, per aprire una nuova e positiva fase politica, che indirizzi la vita amministrativa dagli annunci alle realizzazioni, a cominciare dalle priorità, come il Prg, le opere pubbliche, il Progetto Case, la ricostruzione pubblica", termina De Santis.

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L'AQUILA - “Apprendiamo che il sindaco Biondi avrebbe auspicato le dimissioni di alcuni vertici degli enti culturali regionali, nello specifico della presidente del Tsa, sulla base dello spoils system. Ritengo fuori luogo una simile ingerenza: i vertici si nominano, o si rimuovono, sulla base di merito, competenza e risultati raggiunti, e non per appartenenza partitica". Così in una nota il senatore del M5S Primo Di Nicola.

"La cultura - aggiunge - deve rimanere fuori da tali sistemi, chiedere di cambiare i vertici secondo criteri di lottizzazione partitica è anomalo e rappresenta una visione della cosa pubblica vecchia e molto lontana dai concetti meritocratici che dovrebbero essere sempre tenuti presenti. Quest’anno ricade il decennale dal sisma dell'Aquila, e per questo auspichiamo un clima costruttivo tra enti della cultura e le istituzioni per far sì che questa sia l'occasione per una riflessione sulla rinascita culturale della città".

"Ci auguriamo, pertanto, che il neo Presidente Marco Marsilio non segua tali meccanismi da vecchia politica, l’Abruzzo non ne ha davvero bisogno”, termina Di Nicola.

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