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Articoli filtrati per data: Aprile 2019 - Radio L'Aquila 1

L’AQUILA - Nei giorni della commemorazione del sisma del 6 aprile 2009, Gran Sasso Acqua spa, società partecipata che gestisce il servizio idrico, contribuisce al ricordo e alla memoria con le testimonianze di chi, fin dalle prime ore dell’alba, fu subito a disposizione per aiutare le persone e tamponare le perdite idriche. Sperando nella rinascita del capoluogo, delle frazioni e dei paesini oggi desertificati dai parecchi distacchi e pochissimi nuovi allacci.

Antonello Martellucci era il caposquadra: “Erano saltati i distretti suddivisi in allacci, fognature, perdite e acquedotti, dove serviva andavamo, non c’era orario, dalla mattina presto alla sera tardi la reperibilità era continua” ricorda “ci coordinavamo con la Dicomac ed il Com nell’ex sede dei Vigili urbani. A Paganica si era rotta la conduttura del Gran Sasso in parecchie parti staccati tubi di 4 o 5 centimetri. Tanti pianti, tutto buio, solo sirene, sembrava una guerra, con il cappello e la barba lunga mi faceva male vedere tanta distruzione. Era una giungla dovevamo tamponare le tante perdite, con l’aiuto dei colleghi di Avezzano, d’Abruzzo e d’Italia, chiamavamo chiunque per dare una mano. Dormivo sul rimorchio del trattore, l’acqua usciva dalla terra, dovunque, dove non arrivavamo con l’auto, per gli smottamenti e le strade sterrate e crollate, continuavamo a piedi. La famiglia non la vedevo quasi più, dopo gli allacci dei campi fu la volta del G8, sigillammo i pozzetti con una serie di interventi per presidiare gli acquedotti lungo la strada da fare come collegamento all’aeroporto di Preturo per far atterrare i grandi della Terra. Ci occupammo in seguito degli allacci e fognature dei Progetti case e Map ed ancora dei Musp”.

C’era con lui Emiliano De Nuntiis: “Il direttore Melaragni era in ufficio alle 8.30, facemmo un primo giro di ricognizione, con Ermando attraversammo il Corso, via XX Settembre con la Casa dello Studente Onna e Tempera dove un cumulo di macerie ci impedì di procedere. Era tutto surreale, mai vista tanta distruzione e tanta acqua, era intanto urgente riparare le macroperdite”.

“Eravamo in cinque - ricorda Ermando Sallusti - tamponare l’acqua del Gran Sasso era un macello. Siamo stai lì otto ore solo per chiudere le saracinesche i danni erano torrenziali, solo un giro ogni quarto d’ora per controllare la pressione. La Panda aziendale era il lasciapassare andavamo al Com, all’asilo comunale, a prendere notizie e ovunque a chiudere i rubinetti tra le macerie, l’acqua alla Banca del Fucino si chiudeva alla Torretta. Poi gli allacci dell’acqua e le fogne a tutti i campi, quattro tipi di allacci diversi, l’ospedale civile, l’acqua provvisoria ad Onna. Ogni frazione aveva il campo e poi gli allacci al Progetto case e map ed ai musp, ad ognuno una zona, eravamo impegnati giorno e notte. Apprendevamo le notizie da una tv fuori gli uffici, facevi colazione da un parte, il pranzo al campo dove ti trovavi, le file, non avevamo i soldi per la benzina i bancomat erano inagibili lavoravamo tra le scosse, su Corso Federico II la gente camminava stralunata mi ricordo una trave in cemento enorme per terra, mi ricordo Onna, decisero poi di vietare l’accesso in centro storico, chiunque ci chiamava intervenivamo anche dove le case non esistevano più ma le persone ci chiedevano di chiudere l’acqua ed i rubinetti. Rifarei tutto come allora”, conclude Sallusti.

“Ringrazio tutti i dipendenti della Gran Sasso Acqua per la dedizione, la cura e la disponibilità con cui lavorano sul territorio, tra cantieri, sottoservizi, nuovi allacci, problemi, danni e riparazioni nella carenza di personale e soprattutto per la grande umanità e vicinanza alle persone che quotidianamente dimostrano”, dichiara il presidente  della Gran Sasso Acqua spa, avv. Fabrizio Ajraldi.

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L'AQUILA - Si chiama '3.32' e si riferisce all’ora tragica della notte del 6 aprile 2009, in cui avvenne il tragico terremoto che sconvolse L’Aquila, in una notte che rimarrà per sempre nella storia del nostro Paese.

A comporre la canzone, in ricordo dell'immane tragedia che provocò 309 vittime, 1.600 feriti e oltre 65.000 sfollati, Alberto Ludovici, conosciuto come 001 BEST, in onore della sua città natale che oggi "pian piano sta ricominciando a vivere".

La canzone avrà una distribuzione internazionale, su tutte le piattaforme digitali, a partire da sabato 6 aprile 2019, giorno dell'anniversario della tragedia.

L'arrangiamento del brano, eseguito dallo stesso Ludovici, contiene influenze di Rock Psichedelico, Black Music e Heavy Metal, pur mantenendo una buona orecchiabilità. L'artista definisce la sua intera produzione musicale con la sigla Sppr, Symphonic Psychedelic Pop Rap, e la presenta come la convergenza definitiva tra Rock, Rap e Pop.

La canzone, interpreta poi in maniera psichedelica gli istanti di terrore del terremoto, con una prima parte molto agitata e psichedelica dove la voce ripete ossessionata questo numero 3.32. Insieme agli strumenti, si possono ascoltare terribili suoni con i quali l’artista intende rappresentare la sconvolgente esperienza del terremoto, in una sorta di Guernica uditiva.

L'intermezzo è scandito da un Rap aggressivo e dall’incalzare delle dinamiche accompagnate da virtuosismi di chitarra elettrica.

Infine l’imponente conclusione della canzone presenta armonie più solari e solenni insieme ad un messaggio ottimista di coraggio, serenità e speranza.

La copertina del singolo è allo stesso tempo tragica e ottimista.

Scattata dallo stesso artista, raffigura l’imponente puntellamento della storica Scuola Elementare "Edmondo De Amicis", che si trova nel centro della città. Il musicista ha ritoccato poi digitalmente l'immagine al fine di far intravedere la scritta “3.32” tra i ferri, con tecniche ispirate ai lavori Storm Thorgerson, un disegnatore celebre per le sue illustrazioni legate alla musica.

La scelta di questo inquietante soggetto metallico vuole dapprima trasmettere un messaggio di questo genere: "Siamo ancora intrappolati in questa terribile gabbia del terremoto". Tuttavia, in alto a sinistra è possibile intravedere un cielo azzurro, come fosse vicina la prospettiva di un periodo più sereno, di rinascita e sollievo.

Ludovici sabato 6 aprile, giorno di uscita del singolo, non parlerà del suo brano sui suoi canali social, nel rispetto del lutto cittadino.

Per maggiori informazioni sul brano e l'artista visitare la pagina Facebook di 001 BEST al'indirizzo www.facebook.com/sppr.music.

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ROMA - “Cosa ne sarà dei 560 lavoratori impiegati al Contact Center Multicanale Inps-Equitalia dell’Aquila che rischiano di essere penalizzati nella transizione contrattuale seguita alla procedura di gara per l’affidamento della fornitura del servizio? Si tratta di una situazione gravissima. Di Maio dovrebbe preoccuparsi di chi si aggiudica le procedure con ribassi di gara che si scaricano sulle spalle dei lavoratori. A dieci anni dal terremoto che ha segnato il capoluogo abruzzese, i suoi abitanti e il suo tessuto industriale, non abbiamo bisogno delle passerelle degli esponenti di governo o di proclami social, ma di soluzioni concrete per mantenere i livelli occupazionali in un territorio che, ad oggi, fatica a rialzarsi”.

Così Stefania Pezzopane, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, che ha presentato un’interrogazione al ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

“Il Rti che si è aggiudicato la procedura, di cui è mandataria la Comdata - spiega la deputata Dem - ha, come previsto dal bando, garantito il rispetto della ‘clausola sociale’, ovvero ha assicurato che tutti i lavoratori saranno riassunti ai medesimi livelli occupazionali e salariali, senza procedere a trasferimenti in altre sedi. Tuttavia, dalle prime indiscrezioni, non sembrerebbe orientato in questo senso. È del tutto evidente che sarebbe gravissimo qualsiasi tentativo di eludere la clausola sociale. A preoccupare è inoltre il fatto che il ministero del Lavoro abbia convocato lo scorso 29 marzo un tavolo con la Società, le Regioni e le sigle Sindacali per la tutela di 225 persone delle sedi di Pozzuoli e Padova della stessa Comdata e non abbia ancora avviato un tavolo di contrattazione con il Rti aggiudicatario, per capire la modalità di applicazione della clausola sociale. Peraltro in tale incontro la Comdata ha dichiarato che l’acquisizione della commessa Inps potrà consentire salvaguardia e riassorbimento del personale di Pozzuoli. Premesso che tale salvaguardia sia un fatto positivo, è evidente che però potrebbe inciderebbe in maniera negativa sulla corretta applicazione delle clausole sociali. Parliamo di 560 persone nella sola città dell’Aquila su 2.600 persone che in totale oggi gestiscono il servizio di contact center: numeri ben diversi - conclude Stefania Pezzopane - dalle 225 unità per cui il ministero si è affrettato a convocare la Comdata”.

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L’AQUILA - di Goffredo Palmerini«Immota manet. Così è scritto sul gonfalone della città. “L’Aquila resta ferma, immobile”. Almeno questo avviene nello spirito della sua gente, riservata e dignitosa anche di fronte al disastro che la colpisce. Da secoli questa la sua indole, aliena dall’ostentazione del dolore, intima nell’elaborazione dei propri lutti. Invece non sono rimasti fermi palazzi e monumenti, case e chiese, alle scosse del serpe che il 6 aprile si è agitato terribilmente nel suo ventre, che si agita ancora. Quella notte del 6 aprile, nel cuore d’una notte stellata e chiara di luna, L’Aquila ed i meravigliosi borghi del suo circondario sono stati squassati dal terremoto per lunghissimi, interminabili secondi, oltre venti. L’ho vissuta l’esperienza, meglio non descriverla. Mi resta nel profondo la sensazione dei primi minuti, delle prime ore della sopravvivenza. Mi si è impressa nella mente l’atmosfera irreale, sospesa, allucinata, che aleggiava sulle case distrutte nel centro storico della mia Paganica, un bel paese di oltre cinquemila abitanti a 9 km dall’Aquila. Lì sono nato e vivo. L’hanno indicato subito come l’epicentro del sisma. Abito in periferia. La mia casa è stata costruita trent’anni fa, in cemento armato. E’ davvero strano che la tua casa, per antonomasia rifugio che ti dà sicurezza, d’improvviso diventi una minaccia. Ti si sovverte il mondo, la vita. Dopo la scossa delle 3 e 32, la corrente elettrica mancata, guadagnata l’uscita calpestando oggetti e stoviglie rotte, con i miei di famiglia siamo andati subito via da casa, per luoghi più aperti. Abbiamo transitato accanto al centro antico di Paganica. La settecentesca chiesa della Concezione con la facciata in bilico, squarciata, in parte crollata, ha fatto il giro del mondo, in quello stato. Lì vicino la parrocchiale di Santa Maria Assunta, impianto duecentesco riadattato nel Seicento, dall’esterno non sembra aver avuto grossi traumi, ma sarà solo un’impressione. Contrastano con il cielo, d’un colore livido, il profilo delle case e la fuga scomposta dei tetti che s’inerpicano verso il Colle, quartiere alto dove imponente domina la chiesa di Santa Maria del Presepe costruita sul sito del castello distrutto nel 1424 nella guerra dell’Aquila che sconfisse Fortebraccio da Montone. […] ».

Fu questo fu l’incipit del lungo racconto che scrissi all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009, una testimonianza raccolta da molte testate della stampa italiana all’estero. Dieci anni sono passati da allora. Oggi è il giorno del ricordo di quella notte sconvolgente, quando il terremoto squassò L'Aquila e 55 altri comuni, sconvolgendo le vite delle popolazioni del cratere sismico. La città capoluogo d'Abruzzo fu lacerata, paralizzata nei suoi servizi, mutilata e ferita nel suo straordinario patrimonio d'arte e d'architetture, uno dei centri storici più preziosi e vasti d’Italia. 309 le vittime. Di loro faremo sempre memoria. A loro va il nostro raccoglimento, la nostra preghiera muta, rispettosa dei familiari rimasti con la lacerazione perenne del cuore.

In questo primo decennale molti saranno i bilanci, le analisi, i giudizi. Sulle condizioni dell’Aquila, sullo stato della ricostruzione materiale e sociale, sugli obiettivi raggiunti, su quelli ancora lontani, sui ritardi, sui problemi, sulle criticità. Com’è comprensibile, molte saranno le voci che giudicheranno questi 10 anni, tanti i servizi giornalistici e gli speciali televisivi, le testimonianze, gli approfondimenti scientifici sui terremoti e sulla prevenzione sismica. Le analisi certamente riferiranno sui risultati finora raggiunti nella ricostruzione dell’Aquila e degli altri centri, sulle innovazioni ardite e sulle tecniche d’avanguardia che stanno restituendo una città sicura - caso di studio per molte università italiane e straniere -, tra le più sicure d’Europa. E tra le più belle città d’arte, diventata sin da quel 6 aprile di dieci anni fa città patrimonio del mondo, come universale è il messaggio di pace e di perdono che da otto secoli essa custodisce nel dono della Perdonanza, il primo giubileo della cristianità, e nell’eccezionale magistero di papa Celestino V.

Ma l’attenzione dei media si concentrerà soprattutto sugli errori, sui ritardi e sulle occasioni mancate nei dieci anni trascorsi dal quel tragico 6 aprile del 2009. E’ giusto che sia così. Ho grande rispetto e gratitudine per questa attenzione scrupolosa verso la nostra città. Aiuta a tenere accesa sempre una luce su ogni aspetto della nostra rinascita. Molte le analisi già svolte in questi giorni che precedono il 6 aprile, alcune rigorose, altre meno per il retaggio di consumati stereotipi, sovente lontani dalla realtà. Mi asterrò, in questa circostanza, da valutazioni e da personali giudizi nei confronti dei governi che si sono succeduti e delle amministrazioni che hanno guidato la Regione, gli enti locali e in particolare la Città capoluogo. Ho avuto l’onore di servire L’Aquila per quasi un trentennio, nelle funzioni di consigliere, assessore e vicesindaco, fino al 2007. So quanto peso gravi sulle spalle di ogni amministratore civico che con serietà e coscienza si mette al servizio della propria comunità. Figurarsi quale sia la responsabilità e l’immane onere di doverlo fare in situazioni tragiche ed eccezionali, dopo un terremoto come quello del 2009, i cui precedenti similari per gravità, nella storia della città che tanti ne ha subìti, furono quelli del 1703, 1461 e 1349.

Vorrei invece tornare oggi con il pensiero, quantunque nella tristezza degli eventi di cui facciamo memoria - le cui immagini restano nitide come fossero di qualche giorno fa -, non solo al ricordo del dolore di quei giorni tremendi, ma anche dell’affetto immenso che ci circondò. Non possiamo non rammentare, con profonda gratitudine, l’abnegazione, la solidarietà, l’impegno straordinario e generoso dei Vigili del Fuoco e delle decine di migliaia di Volontari giunti da ogni parte d'Italia, organizzati nelle associazioni che resteranno per sempre nel nostro cuore (Alpini dell’ANA, Croce Rossa, Protezione Civile delle varie Regioni italiane, Misericordie, Caritas, e tante altre ancora), delle Forze dell'Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza), dell'Esercito. Una gara di affettuosa premura verso la popolazione dell’Aquila e dei borghi colpiti dal sisma.

Non potremo mai dimenticare questa che è stata una pagina splendida, l’immagine della più bella Italia, quella del Volontariato e della Solidarietà. Come pure non dimenticheremo mai l'amore e la solidarietà di tutti gli Italiani nel mondo - in particolare degli Abruzzesi e delle loro associazioni -, espresse con innumerevoli gesti di grande valore morale e di significativa generosità. In questi anni, visitando le nostre comunità all’estero nelle Americhe, in Australia, in Africa e in tutta Europa, il mio primo e preminente pensiero è stato sempre quello di ringraziare tutti i nostri connazionali dal profondo del cuore, come semplice cittadino ma anche a nome dell’intera comunità aquilana (quando si è stati amministratori civici lo si rimane moralmente per sempre). Li ho ringraziati per l’affetto, la vicinanza, la tenerezza profonda dei gesti d’aiuto e di solidarietà nei giorni e nei mesi del dopo terremoto. Tantissimi italiani sono venuti a soccorrerci. Un numero impressionante a trovarci nei mesi e negli anni successivi al sisma. Tanti ci hanno poi accolti ed ospitati, per qualche giorno di serenità, dal Trentino alla Sicilia, dal Piemonte alla Puglia, dalla Lombardia alla Sardegna, dal Friuli alla Calabria. Un’Italia premurosa e materna, fortemente unita nei suoi abitanti dalle Alpi fino a Lampedusa. In ogni dove sempre con il cuore aperto, come aperto e generoso è sempre il cuore dell’Italia in occasione delle calamità che ci colpiscono, esaltando in ciascuno il senso della comunità nazionale e della fratellanza tra italiani. Serve ricordare queste fatti, sono davvero educativi per i tempi complicati che stiamo ora vivendo, quando sembrano affermarsi i messaggi più beceri, egoisti e lontani dalla nostra umanità.

Vorrei anche qui ricordare l'attenzione di tanti Paesi del mondo di fronte alla nostra tragedia, alcuni dei quali ebbero occasione di verificare direttamente le lacerazioni inferte dal sisma al patrimonio architettonico e artistico dell’Aquila nel luglio del 2009, quando la città ospitò i capi di Stato e di governo nelle riunioni del G8 e G20. Alcuni degli Stati più potenti al mondo s’impegnarono meritoriamente a restaurare dei monumenti, altri hanno generosamente contribuito con donazioni a comuni, università e ospedali, per costruire opere di pubblica utilità o ricostruire importanti emergenze architettoniche. Qualche Stato non ha dato seguito alla promessa solennemente assunta. Orbene, grazie alle risorse assicurate dal governo nel 2013 con un impegno pluriennale, i centri colpiti dal terremoto stanno risorgendo dalle macerie, la ricostruzione sta andando avanti. L’Aquila tornerà più bella di prima.

In questi anni difficili la comunità aquilana ha dato un grande esempio di dignità e di resilienza. Come nei secoli passati, dopo gli altri terremoti che sconvolsero L’Aquila, anche questa volta ce la faremo. Nella tragedia è emersa la parte migliore della nostra gente, l’indole forte e tenace. Ma non possiamo tuttavia nasconderci che ha messo in luce, in una ridotta minoranza, anche i lati peggiori del comportamento umano, piccole e grandi miserie morali. C’è pure da registrare che sul "cantiere più grande d'Europa", come è stato definito, hanno girato e girano anche altri interessi poco chiari, che tuttavia Magistratura e reparti dedicati della polizia giudiziaria, con un assiduo efficace e penetrante controllo, vanno man mano scoprendo, inquisendo i sospettati, rinviando a giudizio e condannando i responsabili dei reati. Fenomeni contenuti, tuttavia, rispetto alla dimensione economica della ricostruzione. Non aggiungo altre considerazioni su questa parte un po’ squallida delle vicende legate alla gestione dell’emergenza post sismica e alla ricostruzione.

Un pensiero ancora sento di esprimere sulla ricostruzione morale, sulla rinascita d’un nuovo senso della comunità degli aquilani. La ricostruzione materiale è in corso, andrà comunque avanti con tempi più o meno soddisfacenti. Ma la cura che più ci preme riguarda la ricostruzione morale delle lacerazioni interiori delle persone, poco o per nulla apparenti, conseguenti al terremoto. Tralasciamo riferimenti più puntuali a studi scientifici e sociali, che pure in questi anni sono stati prodotti. Mi sembrano illuminanti al caso alcuni spunti che traggo dal messaggio per il decennale dell’arcivescovo dell’Aquila, Cardinale Giuseppe Petrocchi, ieri uscito sulla stampa.

Inizia con queste parole l’intenso messaggio agli aquilani del Cardinale Petrocchi: «Per la decima volta, quest’anno, sentiremo i rintocchi della campana che ricordano i 309 “martiri” del terremoto. Facciamo memoria di tutte le vittime di quella immane tragedia; le stringiamo a noi con un unico abbraccio e, al tempo stesso, le chiamiamo per nome: una ad una. La “notte crocifissa” del sisma ha suscitato lunghi giorni di dolore, ma anche ha acceso la luce di una graduale “risurrezione”, più forte della furia devastante del sisma. Le lacrime versate si sono rivelate feconde, ed hanno generato una abbondante fioritura di fraternità e solidarietà. La ricorrenza – che celebriamo con raccoglimento e volontà di ricostruzione “integrale” – ci obbliga a fare, insieme, una seria revisione. Per questo, non parlerei di “terremoto”, ma di “terremoti”, non solo perché abbiamo avuto nuove repliche telluriche (nel 2016 e 2017), ma anche perché il sisma è un evento complesso e multiforme, difficile da cogliere nella sua distruttiva “globalità”. Quando sono venuto a contatto con gli effetti demolitivi delle scosse, mi sono accorto che, accanto alle macerie “visibili” (materiali), c’erano pure quelle “invisibili” (spirituali); allora ho cominciato a parlare diterremoto dell’anima”, che costituisce l’altra faccia (quella meno esplorata) della storia del sisma. […]».

Sarà questo l’impegno più arduo cui dover assolvere, pensando alla parte più fragile della nostra gente. E ancora l’altro rilevante impegno di pensare anzitutto al futuro delle nostre giovani generazioni, che nella città ricostruita e nel suo territorio debbono poter trovar modo d’esprimere il loro talento, in opportunità di lavoro e di costruzione di nuove famiglie. L’Aquila ricostruita nelle sue case, nei suoi palazzi, nei suoi monumenti, negli uffici e nelle fabbriche, dovrà riaccogliere la sua gente, che vi torna a vivere con la speranza di un futuro. Nel decimo anniversario del sisma, quindi, oltre alla gratitudine per la vicinanza affettuosa che abbiamo avvertito, vogliamo essere aperti alla speranza di futuro per la nostra comunità. Certo augurandoci una più sollecita ricostruzione materiale, che sconta più d’un ritardo specie nella ricostruzione pubblica, ma soprattutto nella speranza operosa d’una forte ricostruzione sociale e morale della nostra comunità. Una comunità che deve ritrovare il senso profondo del vivere insieme con i valori antichi del Bene comune, quello che nei secoli ha fatto e mantenuto grande L'Aquila. Fraternità sociale, rispetto, impegno civico, etica delle responsabilità, cultura, creatività, attaccamento alla propria terra, amore per la propria storia e gratuita dedizione al Bene comune sono i riferimenti per disegnare il nostro futuro, il futuro dell'Aquila nuova, non solo più bella di prima, ma anche migliore di prima. Questo ricordo, con il forte senso di speranza e di futuro, è il modo migliore per ricordare le 309 vittime del terremoto dell'Aquila.

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L'AQUILA - I festeggiamenti per l’80° anniversario della fondazione del Corpo nazionale si sono spostati all’Aquila dove, il 3 aprile, i Vigili del fuoco sono scesi in piazza, stringendosi attorno ai cittadini a 10 anni dal terremoto che ha devastato il capoluogo di regione e diversi altri comuni.

Per tutta la giornata i mezzi di soccorso di ieri e di oggi sono stati esposti nel piazzale antistante l'Emiciclo, alla villa comunale. Qui i più piccoli si sono cimentati in un percorso ad ostacoli tra scale, incendi, muri, diventando pompieri per un giorno, sotto l’occhio attento del personale operativo ed in pensione.

Nel pomeriggio, nella sala dell’ipogeo del palazzo della Regione, si è discusso, alla presenza dei vertici dei Vigili del fuoco, della resilienza nelle opere in zona sismica, un seminario a cui hanno partecipato i maggiori esperti del settore.

Alle 19.00 nella basilica simbolo della città, quella di Collemaggio, si è tenuto il concerto della banda del Corpo nazionale. In una cornice suggestiva, tra giochi di luce, valorizzata dalla sapiente presentazione di Pino Insegno, l’orchestra a fiati ha regalato momenti di grande emozione spaziando da arie d’opera a celebri colonne sonore.

Il comandante provinciale dell'Aquila Domenico De Bartolomeo, nel fare gli onori di casa, ha dichiarato che tutti i vigili del fuoco italiani si sentono cittadini dell’Aquila, mentre il sindaco Pierluigi Biondi ha sottolineato che essere in piedi dopo 10 anni non è un fatto scontato e questo risultato si deve ai cittadini e alle migliaia di soccorritori che si sono avvicendati e tra loro, un posto speciale, spetta ai Vigili del fuoco. Dal canto suo, Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione, ha ricordato con emozione che la gente d’Abruzzo è particolarmente legata al Corpo nazionale.

Il saluto conclusivo è spettato al sottosegretario all’Interno Stefano Candiani che ha ribadito che dove c’è bisogno i Vigili del fuoco sono presenti con le loro numerose specializzazioni.

Prima dell’inno nazionale che ha concluso il concerto, sono saliti sul palco il CR Antonio Renzi e il VFC Elio D’Annibale, presenti fin dalle prime ore della tragedia, che con emozione hanno raccontato la loro esperienza.

Elio D'Annibale, aquilano, porta lo stesso nome e cognome del nonno che ha prestato servizio al Comando dell'Aquila negli anni '60

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LANCIANO (CH) - Open Fiber ha firmato con il Comune di Lanciano un accordo per realizzare un’infrastruttura a banda ultra larga interamente in fibra ottica, in modalità FTTH (Fiber To The Home, la fibra che arriva direttamente all’interno di abitazioni e uffici).

Il progetto è stato presentato questa mattina nella Sala Consiliare “Falcone e Borsellino” dal Sindaco Mario Pupillo e dall’Assessore alla Digitalizzazione Francesca Caporale insieme ai rappresentanti dell’azienda Marco Pasini, Regional Manager Abruzzo e Molise, e Nadine Chirizzi degli Affari Istituzionali territoriali. L’investimento nel comune abruzzese, interamente a carico di Open Fiber, ammonta a circa 4 milioni di euro per connettere circa 11 mila unità immobiliari e rientra in un piano che vede coinvolte 271 città in tutta la penisola con investimento diretto e oltre 7000 comuni di piccole e medie dimensioni come concessionario Infratel.

La rete a prova di futuro di Open Fiber, attraverso 7 mila chilometri di fibra, consentirà ai cittadini di Lanciano di navigare ad una velocità di connessione fino a 1 Gigabit al secondo, assicurando così il massimo delle performance.

“L'accesso ad un collegamento molto più rapido consentirà di aumentare la concorrenzialità dei servizi offerti sia in download che in upload, così da rendere la nostra città più appetibile per i professionisti e le aziende che vorranno collocare i loro uffici in città. È un altro tassello del progetto che stiamo portando avanti per Lanciano città dei servizi, vero e proprio punto di riferimento per tutto il comprensori Frentano. È decisivo per centrare questo obiettivo fornire servizi di alto livello e puntare decisi su digitale, futuro e innovazione”, hanno dichiarato il Sindaco Mario Pupillo e l'Assessore alla Digitalizzazione Francesca Caporale.

“Lanciano è coinvolta in una grande opera di modernizzazione del paese che porterà a tutti i cittadini gli innumerevoli benefici che derivano da una connessione ultrarapida ed affidabile” ha commentato Marco Pasini. “Ringraziamo l’amministrazione comunale per la collaborazione e ci impegniamo ad eseguire lavori poco invasivi. Per oltre il 60% del tracciato della nuova infrastruttura riutilizzeremo cavidotti e infrastrutture di rete già esistenti, evitando nuovi scavi”.

L’obiettivo di Open Fiber è quello di garantire la copertura delle principali città italiane e il collegamento delle aree industriali realizzando una rete a banda ultra larga capillare per favorire il recupero di competitività del "Sistema Paese" e, in particolare, l'evoluzione verso l’"Industria 4.0" nell’ottica di fornire servizi e funzionalità sempre più avanzati per cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione.

Open Fiber è un operatore wholesale only: non vende servizi in fibra ottica direttamente al cliente finale, ma è attivo esclusivamente nel mercato all’ingrosso, offrendo l’accesso a tutti gli operatori di mercato interessati. Una volta conclusi i lavori, l’utente non dovrà far altro che contattare un operatore, scegliere il piano tariffario e navigare ad alta velocità, cosa fino ad oggi impossibile da raggiungere con reti in rame o misto fibra-rame.

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AVEZZANO (AQ) - Grande partecipazione e coinvolgimento nell’incontro di ieri nell’aula magna dell’istituto Galilei, dove gli insegnanti delle scuole marsicane e il centro di ascolto  dell'Associazione Veronica Gaia Di Orio hanno parlato a lungo di depressione giovanile, della prevenzione e delle attività di sostegno che la scuola e il centro possono fare per aiutare i ragazzi.

Presenti l’assessore al Sociale, Leonardo Casciere e Maria Laura Ottavi, dirigente del settore Sociale del Comune, la quale ha illustrato ai docenti il "disciplinare", documento che regola i ruoli degli organismi coinvolti, l’organizzazione interna del centro di ascolto, le modalità di collaborazione, fissa obiettivi e finalità descrivendo le attività previste.

Dopo l’introduzione del dirigente Corrado Dell'Olio e gli interventi degli amministratori locali, il presidente dell’associazione Ferdinando Di Orio ha illustrato le attività del centro, che si trova in via Treves 16 “anche per garantire una certa riservatezza ai ragazzi: tanti sono restii nel farsi aiutare, e un luogo più defilato rispetto al centro cittadino ci è sembrato essere – discutendone con l’assessore Casciere- la scelta migliore”.

Lo sportello vuole essere un luogo di ascolto, di accoglienza e di accettazione, di confronto e sostegno. È aperto lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15.00 alle 18.00.

Alla fine dell'incontro, il responsabile dello staff psicologico Dina Di Giacomo, proponendo varie idee di collaborazione, ha instaurato un confronto produttivo con i docenti sulle attività da svolgere per coinvolgere i ragazzi, discutendo sulle modalità e tempistiche, affinché a fine anno scolastico ci siano sì buoni risultati in pagella, ma soprattutto ragazzi sereni e supportati da tutte le istituzioni che li circondano.

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L'AQUILA - La primavera comincia con una grande novità che si presenta per la stagione aquilana 2019, sotto il segno della grande ristorazione a base di pesce e delle cene-spettacolo d’autore.

Il noto ristoratore Gabriele Cancellieri ha investito e scommesso sul caratteristico locale “Casale le Marine” dell’Aquila e presenterà la nuova e rinnovata location al grand opening di venerdì 12 aprile, giorno dell’inaugurazione.

Il ristorante propone tutta la settimana, a pranzo e a cena, piatti a base di pesce e, sia per la raffinatezza informale che riesce a regalare grazie alla sua posizione totalmente immersa nel verde e sia per il grande e curato spazio esterno corredato di piscina, si presenta come alternativa suggestiva per ricevimenti, banchetti e cerimonie.

Sono previsti anche gli appuntamenti fissi del venerdì sera organizzati dalla Happy Day Event dove, oltre alla cena spettacolo di pesce a bordo piscina, saranno presenti di volta in volta noti artisti, dj’s e i grandi ospiti con entusiasmanti eventi che sapranno regalare grandi serate all’insegna del divertimento a tutto il popolo della notte aquilano.

Ma la grande novità del Casale è rappresentata dall’appuntamento domenicale rivolto anche alle famiglie, destinato a raccogliere “tutta la voglia d'estate” anche a chi decide di rimanere nel week end in città.

Main sponsor degli appuntamenti al Casale le Marine sarà Piemmeauto che ha voluto accordare la sua fiducia in questa nuova, entusiasmante ed ambiziosa iniziativa.

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BARISCIANO (AQ) - Avvicinare i servizi sociali al territorio e alle persone che lo abitano. Questo il senso dell’iniziativa messa in atto dall’Ente d’Ambito Distrettuale Sociale n. 5 della Comunità Montana Montagna di L’Aquila con sede a Barisciano.

L’intervento ha  consentito di estendere il numero degli sportelli sociali, arrivati a 5, destinati a raccogliere le domande di prossimità con il Segretariato Sociale e andando ad aumentare la vicinanza con il territorio.

“Siamo giunti a questo importante risultato grazie alla collaborazione da parte di tutti i sindaci dei comuni che fanno capo all’ambito distrettuale sociale”, ha detto il commissario della Comunità Montana Montagna di L’Aquila - Paolo Federico, - una scelta che è stata fatta senza aumentare i costi di gestione, utilizzando le professionalità presenti e soprattutto per andare ancora più incontro alle persone del territorio di riferimento”.

Persone che possono rivolgersi agli portelli per avere informazioni sui servizi Sociali, chiedere assistenza, avere dettagli sui progetti e sui bandi che l’ambito Distrettuale Sociale n. 5 “Montane Aquilane”, ha messo in essere come quello dei Caregiver familiari pubblicato di recente e  insieme al comune di L'Aquila.

“In tutto il territorio - ha concluso Paolo Federico - abbiamo ora 5 sedi che sono state pensate per facilitare l’accesso ai servizi sociali da parte di anziani, famiglie, migranti e persone singole”. Gli sportelli per l’accesso ai servizi sociali si trovano a Barisciano nella sede della comunità montana Montagna di L’Aquila e nel comune di Pizzoli, in entrambe queste sedi gli sportelli saranno aperti dalle 09:00 alle 13:00 dal lunedì al venerdì, a Secinaro nella comunità montana Sirentina sarà aperto i giorni di martedì, mercoledì e giovedì dalle 09:00 alle 13:00. Inoltre, uno sportello è stato aperto nel comune di San Demetrio Ne’ Vestini aperto nei giorni di lunedì e venerdì dalle 10:00 alle 12:00 e lunedì e giovedì dalle 16:00 alle 17:00 e nella sede del comune di Navelli che resterà aperto il martedì dalle 10:00 alle 14:00.

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ROMA - "A distanza di 10 anni abbiamo il dovere morale di ricordare e abbiamo l'obbligo di ispirare ogni giorno le politiche pubbliche ai principi di sicurezza del territorio e dell'ambiente. In ricordo delle vittime vi invito a un minuto di raccoglimento". La presidente del Senato Elisabetta Casellati ha aperto questa mattina i lavori di Assemblea ricordando le vittime del terremoto del 6 aprile del 2009, quando ha proseguito "alle ore 3.32 della notte una terribile scossa di terremoto sconvolse la città de L'Aquila, L'Abruzzo e tutto il centro Italia". (ANSA)

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