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Articoli filtrati per data: Aprile 2019 - Radio L'Aquila 1

L'AQUILA - È lo scienziato che ha scattato la “foto” dell’Universo neonato e l’8 aprile sarà con noi al GSSI – Gran Sasso Science Institute per raccontarci la sua difficile impresa. Il Professor Nazzareno Mandolesi - associato INAF, docente di Fisica dello Spazio all’Università di Ferrara ed ex componente di comitati di valutazione ESA – è un cosmologo da 420 pubblicazioni e oltre 40.000 citazioni. È stato insignito di numerosi premi alla carriera fino al prestigioso Premio Gruber nel 2018.

Lunedì, alle ore 16:30, durante la conferenza dal titolo “The Planck legacy and the future of cosmology and fundamental physics” (Main Lecture Hall del GSSI, viale Crispi, 7), Mandolesi ci spiegherà come lo studio della radiazione di fondo cosmico (ormai universalmente denominata CMB, dall’inglese Cosmic Microwave Background) sia in grado di fornirci, appunto, l’immagine dell'Universo appena nato, come se immortalassimo un uomo alle prime 20 ore di vite.

Il merito di questo storico “scatto” è della missione Planck, che il Professor Mandolesi ha guidato fin dal suo inizio nel lontano 1992: “È questa foto – spiega lo scienziato – che ci permette di studiare, attraverso le teorie cosmologiche, l'inizio del "tutto" - il Big Bang, in epoche in cui le energie coinvolte erano ben 12 ordini di grandezza superiori alle energie degli acceleratori odierni”.

 

Pubblicato in Arte e Cultura

TERAMO - Sarà Antonello Passacantando il capo delegazione della rappresentativa italiana  ai mondiali di calcio  studenteschi in programma a Belgrado (Serbia)   da domani,  6,  al 14 aprile. Per il coordinatore regionale di Educazione fisica si tratta  del quinto mondiale cui partecipa come capo delegazione. Un riconoscimento indubbiamente meritato per il grande lavoro svolto in questi anni per la promozione dello sport all'interno dell'ente formativo.  Ma la vera grande soddisfazione  per la scuola abruzzese, diretta dalla dottoressa Antonella Tozza,   é che a rappresentare l'Italia a questo prestigioso appuntamento internazionale, ISF World Schools Championship Football 2019 sia, per la categoria Maschile,  l'IIS "ALESSANDRINI-MARINO " di Teramo allenato da Rinaldo Cifaldi e Maria Grazia Del Zoppo, docenti  interni di scienze motorie. I ragazzi della scuola teramana, lo scorso autunno hanno conquistato l'accesso alla finale con una vera e propria marcia trionfale  avendo ragione  di  formazioni  di avversari più celebrati durante la fase nazionale dei campionati studenteschi in essere durante l'anno scolastico 2017/2018 . Ad approdare in finale, per la categoria femminile, invece, é stato l'IIS " Eugenio Montale"- Nuovo IPC di Genova. 

Le delegazioni partecipanti sono così composte:

Per le formazioni maschile e femminile rispettivamente: 18 studenti più 2 docenti ( 1 docente allenatore e 1 docente accompagnatore). Oltre a loro, appunto, il Capo delegazione, Antonello Passacantando,  un rappresentante del Miur e un Medico. Da domani, allora, tutti convocati per sostenere, senza risparmio e con ritrovato orgoglio regionale, gli invitti ragazzi della scuola teramana e le insuperabili fanciulle della scuola genovese. In bocca al lupo e che sia rigorosamente  abruzzese, ovviamente.

Pubblicato in Sport

L'AQUILA - Il presidente nazionale Confcommercio Carlo Sangalli ha inviato oggi una nota al presidente di Confcommercio L’Aquila Roberto Donatelli per esprimere la vicinanza ai cittadini dell’Aquila e del cratere sismico del 2009 e per significare la solidarietà attiva della Confederazione che sin dal giorno successivo e per lunghissimi anni ha inteso supportare iniziative ed attività con risorse umane e finanziarie per favorire il rilancio economico e sociale dei territori feriti dal terremoto.

Nella stessa nota ha inteso ringraziare, per il loro impegno, tutti i dirigenti di Confcommercio L’Aquila nonché il direttore Celso Cioni.

Infine ha comunicato che il prossimo Consiglio nazionale sarà dedicato alle problematiche ancora esistenti sia nel cratere aquilano che in quello teramano e dell’intero centro Italia, colpiti tutti, dal 2009 al 2017, da eventi sismici di particolare gravità.

“Esprimiamo particolare gratitudine per la sensibilità e l’attenzione che il presidente Sangalli e la confederazione hanno inteso continuare a dimostrare alla popolazioni del nostro territorio ed al sistema delle imprese dei settori da noi rappresentati”, hanno dichiarato il presidente e il direttore regionali di Confcommercio Roberto Donatelli e Celso Cioni.

Pubblicato in Economia

NAVELLI (AQ) - Si è svolta la manifestazione “Il Terzo Paradiso per il decennale del terremoto” secondo gli alunni dell’Istituto Comprensivo Navelli”.

Il primo dei tre giorni di eventi per ricordare la tragedia del terremoto che dieci anni fa ha colpito il Comune dell’Aquila, Navelli e tutti i comuni appartenenti al cratere sismico ha avuto luogo oggi, nella sede comunale di Navelli alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, della Dirigente scolastica e corpo insegnante.

Curatori del progetto sono stati il professor Maccarone, la professoressa Vaccarelli la professoressa Riocci e la professoressa Tesone. L’iniziativa ha visto quali attori principali i ragazzi dell’Istituto che hanno realizzato l’installazione e la realizzazione dell’evento coniato dall’artista Michelangelo Pistoletto. L’installazione è stata realizzata sulla vetrata della sala consiliare del Municipio di Navelli e sarà visitabile in orario di apertura degli uffici.

La giornata si è conclusa con un concerto, curato dai professori di musica Ieie e Fantin e magistralmente eseguito dai ragazzi alla presenza dell’Ambasciatore del Terzo Paradiso, Saverio Teruzzi che, complimentandosi per l’encomiabile iniziativa, ha portato i saluti del maestro Michelangelo Pistoletto.

Pubblicato in Eventi

L'AQUILA - "L'Aquila ha potenzialità inespresse nel settore del turismo che non possono essere più lasciate da parte. È una città che sta rinascendo ed è più forte di prima. Mi rendo conto adesso di cosa voglia dire essere aquilana, con la resilienza e la possibilità di riemergere dalle macerie e di riscattare il futuro che abbiamo nei geni". A parlare, in un'intervista all'ANSA, alla vigilia del decennale del sisma del 6 aprile del 2009, è Alessandra Priante, classe '71 e aquilana di nascita e "nel cuore", Capo ufficio Rapporti Internazionali nel turismo, da qualche mese a fianco del ministro Gian Marco Centinaio, settore che da luglio 2018 è inserito nel ministero dell'Agricoltura.
"Fondamentale, in tema di Turismo - osserva Priante - la collaborazione con le Regioni". In tal senso "l'Abruzzo sta coordinando in maniera eccellente in sede di Conferenza delle Regioni promuovendo il sistema unico di rilevazione dei dati e portando avanti il progetto degli ecosistemi digitali". (ANSA)

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L'AQUILA - "La ricostruzione non significa rifare quello che c'era prima, c'e bisogno per ripensare il territorio. Ripensare anche il modello di sviluppo. Il ritardo più grande qui e' quello degli investimenti pubblici".
Così il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, oggi a L'Aquila per l'iniziativa "Territori aperti: territori, lavoro e conoscenza" in occasione del decennale del sisma del 2009, al quale è intervenuto il segretario nazionale Uil, Carmelo Barbagallo. Al posto del leader nazionale della Cis, Annamaria Furlan, è intervenuto il segretario confederale Giorgio Graziani. (ANSA)

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L’AQUILA - In questi giorni L’Aquila è letteralmente invasa dalla stampa italiana ed estera. Quotidianamente sto rilasciando interviste, rispondendo a domande che suonano più o meno così: a che punto è la città, come sono passati questi dieci anni, che cosa vedo nel futuro della mia gente. Come me, sono stati interrogati uomini e donne che nella tragedia e negli anni sono diventati un po’ il simbolo del terremoto: giornalisti, commercianti, i nostri “ribelli”, gli aquilani lottatori.

Iniziano, e continuano, a uscire le pubblicazioni, i servizi televisivi e radiofonici, reportage di quotidiani e riviste periodiche.

Cosa viene fuori della nostra città, che uso si fa delle nostre storie e, soprattutto, del nostro coraggio e delle nostre battaglie quotidiane? 

Le foto che vanno per la maggiore sono quelle che ci fanno più male e non le immagini della rinascita che festeggiamo sempre più di frequente. I colori preferiti sono il bianco e il nero. Le ore sono quelle del buio. Musicate dal silenzio, dal compiaciuto rumore dei passi, rimbombati e scricchiolanti sulla ghiaia. 

Nel quadro, una terra abbandonata, dagli stessi aquilani, intorpidita. Noi come formiche annaspanti e traballanti nell’emergenza. 

Che L’Aquila sia una questione nazionale di cui occuparsi, è assodato. Anche che sia un’emergenza, nella misura in cui è lo specchio di un Paese fragile, che va gestito con grande cautela e sapienza nelle costruzioni pubbliche e private. 

Ma non lo è se assume i tratti di una landa desolata, popolata di disperati, folli che hanno perso la fiducia. La narrazione è ingenerosa, in alcuni casi addirittura falsa.

Per carità, la denuncia non può essere taciuta. È la stessa che quotidianamente viene sottoposta ai nostri uffici: dal centro che deve rinascere, agli incentivi insufficienti, alla farraginosità delle procedure, all’indifferenza.

Voci che ascolto, questioni su cui lavoro e per cui chiedo alla politica nazionale di non girarsi dall’altro lato, ma con convinzione di sposare il nostro progetto e il sogno di un luogo fatto di persone, non solo di case.

Vorrei dire al mondo, ai giornalisti stranieri, e poi a quelli di casa nostra, che ci sono i dati, oggettivi: li si può interpretare come un “investimento” sproporzionato per qualcosa che oggi appare “vuoto” e offeso dalla lentezza della burocrazia o da mancata lungimiranza.

O li si può guardare bene e meglio e leggerli come la sfida del cantiere più grande d’Europa, che non è solo incartato dai ponteggi e annebbiato dalle polveri: è il bianco marmo della basilica di Collemaggio, il fresco verde del Parco del sole, l’arcobaleno dell’energia creativa culturale, dell’innovazione e della ricerca.

Il sacrificio che ciascuno di noi, con la sua scommessa personale, sta affrontando, spesso con dolore e sconforto o gioendo in maniera condivisa, non può essere derubricato a vergogna nazionale, senza appello. 

L’opinione pubblica non può essere scandalizzata con il collage a effetto delle immagini di ciò che non va, che si fa prima a dimenticare (perché, chi vuole avere paura?). Le persone devono essere guidate anche alle immagini della rinascita. Quelle che in questi giorni non vedo, perché chi racconta oggi casualmente, qui, in questi dieci anni, non c’è stato, non lo sa che vuol dire aver vissuto ed essere rimasti all’Aquila. 

Dobbiamo trovare il coraggio di dire che siamo in rigenerazione, e non solo coltivando la disperazione. 

Nessuno di noi può permettersi che il dolore della perdita, che mai potrà essere taciuta o edulcorata, sia relegato all’ineluttabilità. Bisogna attribuirgli un senso. E capisco bene quanto sia facile pensarci al confine e lontani, ma siamo un fatto italiano, reale. 

L’Aquila è un patrimonio di tutti. Di speranza, soprattutto. Siamo qualcosa da vedere e toccare con mano. Qualcosa di cui innamorarsi, qualcosa da tornare a vedere per accorgersi che cambia pelle continuamente e che, no, non è vero che siamo sempre uguali se, mai dal 1908 e 1915, ci fu tragedia più devastante. Se mai una città è stata abbattuta e poi ricostruita. Se sono solo 7 anni - perché questo è il tempo trascorso dalla fine dell’emergenza - che la ricostruzione è iniziata. 

Nel tempo del tutto e subito e delle ricerche su Google per inghiottire informazione, beh, vi dico che la ricostruzione è una cosa seria, che necessita dei suoi tempi perché sia condotta a termine in maniera esemplare. Perché noi vogliamo essere migliori. Vogliamo che sia fatto tutto per bene. Al netto degli errori umani che un simile avvenimento, e relative conseguenze, inevitabilmente comporta. L’avete mai ricostruito un capoluogo di regione?

Insomma, non si può raccontare solo la città ferita, si deve raccontare anche la città rimarginata. E non un giorno all’anno. 

E, scusate, se capita di prendere cantonate. Noi, qui, ci siamo tutti i giorni e, seppure sbagliamo, non giriamo le spalle per tornare in una nuova città, a una vita normale, a nuovi racconti. 

Siamo qui a riprovarci, a fare la nostra storia. Siamo un popolo speciale. E la volta dopo ci viene meglio. Ed è questo che vorrei che raccontaste. Ed è anche questo che gli italiani dovrebbero vedere. Non ci prendete in giro, non siamo al circo. 

Siamo all’Aquila.

 

Pierluigi Biondi, Sindaco dell'Aquila

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L'AQUILA - "La falconeria è sì una forma storica di caccia, ma gli animali vengono utilizzati per le dimostrazioni di volo, e non per gli spettacoli: inoltre vengono svolte in territorio urbano e non come indica il dottor Pellegrini in territorio protetto o area speciale, autorizzati dal Comune di Calascio che vede in questa attività un ottimo mezzo di attrazione turistica nonché educazione ambientale". A replicare alla Stazione ornitologica Abruzzese (Soa) è il noto falconiere abruzzese, Giovanni Granati.
"Le dimostrazioni vengono effettuate con rapaci non addomesticati alla predazione - aggiunge - ed esenti da ogni problematica sanitaria. La falconeria in questa epoca è considerata un importante mezzo di comunicazione ed educazione al rispetto degli animali selvatici, vista la rarità con cui è possibile osservare gli animali in ambiente selvatico e di interesse sociale, in quanto è utilizzata anche per la risoluzione di problematiche sanitarie indotte da piccioni ed altri animali invasivi. Lo studio condotto in America è la dimostrazione di questi intenti e ciò che ha scritto il presidente Soa credo sia un'erronea interpretazione distorta da altri scopi". Granati si trova attualmente in America, impegnato in un tour che lo ha già visto impegnato in numerosi stati per la formazione e la condivisione di un'innovativa tecnica di allenamento dei rapaci che unisce la storia e le tradizioni alle moderne tecnologie, trovando la giusta connessione tra la falconeria e la reintroduzione dei rapaci. (ANSA).

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L'AQUILA - Giornata ideale per gli sciatori a Campo Imperatore dopo la nuova nevicata di stanotte che ha visto posarsi altri 10 cm di manto. Le temperature sono ferme a -8 e gli impianti sono aperti: nonostante un vento leggero che non disturba la giornata è soleggiata e i turisti ne hanno approfittato in massa. (ANSA)

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L'AQUILA - Sarà una giornata particolare anche nel mondo dello sport cittadino, e della pallacanestro nello specifico, quella del 6 Aprile 2019, con gli atleti e le atlete del Nuovo Basket Aquilano che scenderanno sui parquet con il lutto sulle canottiere e indossando la maglia celebrativa con lo stemma della Città dell’Aquila.

In Serie C inizieranno domani i Playoffs incrociati tra Marche, Umbria, Molise ed Abruzzo ed i ragazzi di coach Tedeschini saranno ospiti del Recanati Basket (inizio ore 17:30 – PalaRossini di Castelfidardo) per una gara di andata dei Quarti di Finale che si preannuncia difficile e da giocare contro un avversario di ottimo livello e protagonista di una eccellente prima fase nel Girone marchigiano.

Prima dell’incontro, come richiesto alla Federazione della società aquilana, verrà osservato un minuto di raccoglimento in onore delle 309 vittime del terremoto del 2009, e la medesima procedura sarà tenuta al PalaAngeli dove, nel pomeriggio di domani alle 16:30, si svolgerà l’incontro di Basket Femminile tra le ragazze del Nuovo Basket Aquilano e quelle del Giulianova.

Un’occasione per non dimenticare, ma un’occasione anche per rappresentare con i ragazzi e le ragazze la voglia di andare avanti, di superare le avversità e guardare al futuro, caratteristiche che il club di Roberto e Paolo Nardecchia ha fin dai primissimi giorni dopo il sisma ritenuto fondamentali per ridare speranza e sorriso ai giovani, una determinazione che da un lato ha consentito la realizzazione del gioiello del PalaAngeli, ammirato in tutt’Italia e intitolato a tre ragazzi scomparsi la notte del sisma che avevano indossato la canottiera della Scuola Minibasket L’Aquila (Davide e Matteo Cinque ed Ezio Pace) e dall’altro ha portato ad alzare l’asticella sportiva dell’attività, che ha fatto raggiungere in questi anni risultati mai conseguiti per la città, ma che soprattutto ha fatto sì che i ragazzi potessero continuare a coltivare le loro ambizioni con il sorriso sulla faccia e tanta professionalità alle loro spalle. 

A cura dell'ufficio stampa Asd Nuovo Basket Aquilano e Scuola Minibasket L'Aquila

 

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