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Articoli filtrati per data: Febbraio 2019 - Radio L'Aquila 1
Giovedì, 28 Febbraio 2019 09:28

Aumentano i certificati di malattia

L'AQUILA - Nel quarto trimestre del 2018 si registra un incremento del numero dei certificati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sia per il settore privato (+1,9%) che per il settore pubblico (+2,3%). E' quanto emerge dai dati diffusi oggi dall'Inps che misura il fenomeno dell’astensione dal lavoro per malattia per i lavoratori dipendenti sia del settore privato che di quello pubblico. A livello territoriale per il settore privato l’aumento del numero di certificati è prevalente al Sud (+3,3%), anche per il settore pubblico l’incremento risulta più consistente al Sud (+5,9%), mentre al Nord si registra una diminuzione (-1,5%).

All’aumento del numero dei certificati nel settore privato corrisponde un aumento più che proporzionale del numero dei giorni di malattia (+3,9%) mentre nel settore pubblico all’aumento del numero dei certificati si osserva un incremento meno che proporzionale dei giorni di malattia (+0,7%). In termini relativi, la percentuale dei lavoratori con almeno un giorno di malattia sul totale dei lavoratori rimane stabile al 27% nel settore pubblico mentre nel settore privato la percentuale scende dal 19% del 2017 al 18% del 2018.

Stabile anche il numero medio dei certificati dei lavoratori sia nel settore pubblico che in quello privato (rispettivamente di 5 e 3 certificati ogni 10 lavoratori). Il numero medio di giornate di malattia per lavoratore con almeno un giorno di malattia aumenta lievemente sia per il settore privato, passando da 9,9 a 10,2 giorni, che per il settore pubblico da 9,1 a 9,2 giorni.

Nel quarto trimestre 2018 si conferma la notevole sproporzione del numero di visite mediche del settore pubblico rispetto a quello del settore privato (rispettivamente 102 e 35 ogni mille certificati). Da un confronto tendenziale emerge che nel quarto trimestre 2018 il numero medio di visite per il settore pubblico è in aumento mentre quello del settore privato è in leggera diminuzione. Il tasso di idoneità misura il numero di visite con esito idoneità al lavoro rispetto al numero di visite effettuate: per il quarto trimestre 2018 ogni cento visite effettuate nel pubblico, 34 risultano con esito di idoneità, contro 19 nel privato.

Da un confronto tendenziale, nello stesso trimestre del 2017 si registra una forte diminuzione del tasso di idoneità per entrambi i settori ma maggiormente nel settore privato, passando da 34 visite con idoneità nel quarto trimestre 2017 a 19 visite con idoneità nello stesso periodo del 2018. Il numero medio di giorni di riduzione prognosi nel quarto trimestre 2018 risulta essere per entrambi i settori pari circa a 5 giorni. Da un confronto tendenziale si rileva che nel settore privato tale numero medio è in aumento da 2,6 giorni nel quarto trimestre 2017 a 5,2 giorni nel quarto trimestre 2018.

Nel settore pubblico le visite sono effettuate soprattutto su richiesta dei datori di lavoro, solo il 12% sono disposte d’ufficio e anche il tasso di idoneità è molto diverso nelle due fattispecie: 37 ogni 100 visite richieste dal datore di lavoro contro 11 ogni 100 disposte d’ufficio. Nel settore privato invece si osserva una proporzione inversa con il 65% delle visite mediche di controllo disposte d’ufficio. A livello annuo nel 2018 sono circa 317mila le visite mediche di controllo disposte d’ufficio per il settore privato a fronte di circa 14 milioni di certificati.

A dicembre 2017, l'ultimo dato disponibile, il numero di lavoratori dipendenti interessati al controllo d’ufficio dello stato di malattia da parte dell’Inps è stato di 13,7 milioni di cui 2,8 nel settore pubblico (polo unico) e 10,9 nel settore privato (assicurati). L’Inps inoltre può effettuare controlli, su richiesta del datore di lavoro, anche per lavoratori privati non assicurati (3,7 milioni) e per lavoratori pubblici non appartenenti al Polo unico (0,6 milioni). (ADNKRONOS)

Pubblicato in Economia

L'AQUILA - La proposta di legge sulla legittima difesa tornerà all'esame dell'Aula della Camera martedì prossimo, 5 marzo. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo. "Non c'è alcun dissidio" tra Lega e Movimento 5 Stelle, "c'è assoluta coesione e c'è volontà di andare avanti da parte di tutti", ha affermato il ministro per la Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, intervenendo a 'Radio Anch'io', su Radio Uno, dopo il rinvio di ieri (l'esame del testo era inizialmente previsto per la settimana in corso). "Era solo una questione tecnica relativa ai tempi di discussione, si è fatto per dare ampio respiro al dibattito. Non mi fa paura una settimana. Questa è una legge che andrà in porto e che si limiterà a tutelare l'aggredito", ha poi aggiunto. 

"La linea del governo è chiarissima. Non ci sarebbe nessun motivo per rallentare: prima si approva meglio è, cosi smettete di domandarmi", ha tagliato corto anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. "Capisco che questo provvedimento, dal vostro punto di vista, possa essere considerato un elemento di rottura - ha detto ai cronisti - ma questa convinzione non è fondata su nulla di oggettivo: il percorso è linearissimo".

Oggi intanto il ministro dell'Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, in conferenza stampa a Cagliari, è tornato sulle parole del presidente dell'Associazione nazionale magistrati Francesco Minisci: "Sentire il presidente dell'Anm che dice 'non vogliamo che legge sulla legittima difesa si faccia' è di una gravità assoluta. Candidati alle elezioni e fatti eleggere dalla sinistra. Non penso spetti a un magistrato decidere quali leggi bisogna fare". "E poi saremmo noi quelli che mettono a rischio la democrazia", ha aggiunto il vicepremier concludendo: "Il diritto alla legittima difesa sarà legge entro marzo".

Minisci, dopo aver avvertito Salvini che "le decisioni sulle modalità e sulla durata della pena detentiva spettano solo ai magistrati non al ministro dell'Interno", riferendosi alle parole del leader della Lega che, dopo essere andato nel carcere di Piacenza per portare solidarietà ad Angelo Peveri finito in carcere dopo avere sparato contro un ladro aveva detto 'farò di tutto perché Peveri stia il meno possibile all' interno di un carcere...'", ha sottolineato: "Rispetto reciproco delle prerogative costituzionali che la Costituzione assegna a ciascuno". Poi sulla legittima difesa a Radio Anch'io ha ribadito: "Ci vorrebbe un rinvio 'sine die'. Non si faccia la riforma sulla legittima difesa, non ne abbiamo bisogno perché si tratta di un istituto sufficientemente regolamentato nel nostro sistema". "Si sta cercando di lanciare il messaggio che se succede un fatto anche solo astrattamente rientrante nell'ambito della legittima difesa non ci sono accertamenti da fare, il che non è possibile. Le indagini vanno fatte sempre - ha aggiunto il presidente dell'Anm - Il mio auspicio è che la legittima difesa resti così come è che è sufficientemente regolamentata così come è. Lo stiamo dicendo in tutti i modi. Tra l'altro, per come la si vuole strutturare, la riforma presenta diversi profili di incostituzionalità".

A Minisci ha replicato anche Giulia Bongiorno: ''Stimo il presidente dell'Anm ma temo che non abbia avuto ancora modo di approfondire il testo della nuova legittima difesa. Smentisco in maniera categorica che con questa norma si impedirebbero le indagini, sarebbe grave se fosse così e il testo non lo prevede. È ovvio che quando ci sono dei casi di un conflitto in una abitazione e c'è un morto, la magistratura deve intervenire, deve verificare, deve indagare". "Questa norma - ha osservato - vuole esclusivamente porre fine a un fatto che reputo grave e inaccettabile. A legislazione vigente quando c'è un'aggressione all'interno di una abitazione, la persona che viene aggredita non può assolutamente difendersi se prima non si rende conto che chi sta aggredendo ha in mano una pistola e gliela sta puntando in faccia. Oggi se io sento che c'è qualcuno a casa mia non posso reagire se prima non faccio un'indagine notturna. Noi vogliamo evitare di trasformare la vittima in Sherlock Holmes. Con la nuova legge se l'aggressore entra in casa con minaccia o con violenza e se io reagisco in uno stato di turbamento o paura sarò scriminato, non finirò in carcere". (ADNKRONOS)

 

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Giovedì, 28 Febbraio 2019 09:21

Reddito di Cittadinanza, ecco il modulo

L'AQUILA - Il Senato ha approvato il decreto legge su Reddito di Cittadinanza Quota 100 (149 favorevoli, 110 contrari e 4 astensioni). Un'approvazione che ha introdotto diverse novità tra cui la stretta sui 'furbetti' del divorzio, una maggiore privacy, retribuzione minima di 858 euro, certificati degli stranieri e aumento fino a 45mila euro dell'anticipo del tfs.

Ora il provvedimento passa alla Camera per la seconda lettura - dove dovrebbero essere sciolti alcuni dei nodi rimasti nel primo passaggio parlamentare - e intanto sul sito dell'Inps è stato pubblicato un modulo per la richiesta del Reddito/Pensione di Cittadinanza, composto da 9 pagine. 

Nel documento viene spiegato che, "a decorrere dal mese di aprile 2019, con decreto n.4 del 28 gennaio 2019, è introdotto il Reddito di Cittadinanza quale misura di contrasto alla povertà, volta al reinserimento nel mondo del lavoro e all'inclusione sociale. Il Reddito di Cittadinanza - si legge - assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza qualora tutti i componenti del nucleo familiare abbiano età pari o superiore a 67 anni". In allegato anche la domanda per effettuare la richiesta.

Intanto il vicepremier Luigi Di Maio, in un'intervista al 'Sole24Ore', annuncia: "Stiamo lavorando in silenzio ma siamo operativi e pronti per partire. Ribadisco nuovamente un concetto: noi non stiamo realizzando una misura assistenziale, noi stiamo costruendo un nuovo mercato del lavoro. Che prevede formazione finalizzata e in cui le imprese sono un interlocutore importante. È il cosiddetto patto per il lavoro - ribadisce - . Vogliamo recepire le richieste di skills e competenze di cui le aziende hanno bisogno e formare adeguatamente le persone. L'investimento di risorse che abbiamo messo nei centri per l'impiego, dando alle Regioni oltre un miliardo di euro in due anni, serve a far funzionare il mercato del lavoro per tutti gli utenti e non solo per il percettore del reddito. Grazie al Reddito di Cittadinanza - conclude Di Maio - si può costruire davvero un mercato delle politiche attive per il lavoro. Esiste in tutto il mondo e gli italiani non potevano aspettare altro tempo". (ADNKRONOS)

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Mercoledì, 27 Febbraio 2019 18:58

Meteo L'Aquila, sole e cielo azzurro

L'AQUILA - di Elio Ursini - In serata e durante la notte cielo limpido. Nella giornata di domani sole e cielo azzurro.
Venti domani deboli prevalentemente da Nord-Ovest (pomeriggio raffiche 20km/h).
Temperatura minima prevista -3 gradi, massima di domani 16 gradi.
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L'AQUILA - Grazie all’accordo di collaborazione internazionale tra il Politecnico di Vienna e il Comune dell’Aquila, approvato con Deliberazione di G.C. n. 5/2019 su proposta dell’Assessore alla Digitalizzazione Monica Petrella, nell’ambito del programma europeo Erasmus +, l’amministrazione comunale potrà avvalersi della professionalità specialistica dell'Ing. Dmitri-Alexander Jilin presso l’Ufficio Toponomastica, da marzo a settembre 2019, per realizzare una mappa digitale del capoluogo abruzzese. Lo rende noto il servizio digitalizzazione e semplificazione del settore Politiche per il cittadino e Personale.

Il legame tra l’ing. Jilin e la città dell’Aquila nasce 2 anni fa, nel 2017, quando il giovane ingegnere, classe 1984, visita per la prima volta la città, grazie al programma Erasmus, per preparare la sua tesi di laurea magistrale in Geodesy and Geoinformation, presso il Dipartimento di Ingegneria industriale e dell'informazione e di economia dell'Università dell'Aquila. Durante questo periodo l’ing. Jilin ha iniziato a mappare il centro storico cittadino, memorizzando i dati tramite la piattaforma OpenStreetMap (https://www.openstreetmap.org).

Oggi, grazie all’ospitalità del Comune, Jilin potrà portare a compimento la sua iniziativa e fornire gratuitamente una mappa digitale aggiornata e georeferenziata della città, che sarà fruibile gratuitamente on line secondo i principi dell'Open Government Data, in linea con le più importanti città europee e mondiali, per offrire un servizio efficiente di navigazione sul web sia per i turisti che per i cittadini aquilani.

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L'AQUILA - “L’Abruzzo quest’anno non sarà la sede dell’Iron Man, che ha scelto Cervia. L’addio alla storica e partecipata competizione sportiva deve porre una riflessione sul settore del turismo sportivo. Un settore in forte crescita, che rappresenta per moltissime città e paesi una notevole occasione di sviluppo locale e di occupazione, ma mai seriamente preso in considerazione in Abruzzo, eppure ci sono numeri importanti che andrebbero analizzati, capiti e su cui lavorare seriamente”.

Ad affermarlo è il consigliere regionale Pietro Smargiassi che continua “In queste giornate ad Orebro, in Svezia, una piccola città di circa 100.000 abitanti non molto distante da Stoccolma, si tiene un torneo di Tennistavolo che coinvolge quasi tutti i Paesi del mondo: Stati Uniti, Cina, Giappone, paesi del Sud America, Russia e quasi tutte le rappresentanze dei Paesi europei. Una folta rappresentanza italiana è lì da lunedì scorso. Centinaia di ragazzi, migliaia di persone (tra atleti, tecnici e familiari) che per circa 8 giorni si riversano in questa cittadina svedese riempiendo alberghi, ristoranti, pub, B&B, ma anche mostre, musei, negozi, chiese e luoghi pubblici. Il tutto accade in un periodo dell’anno dove le città che vivono di turismo sono in una fase di letargo forzato. Tutto questo, ovviamente, non accade solo in Svezia e non solo per il Tennistavolo. Tornei di questo genere si svolgono anche in Spagna, Francia, Belgio, Portogallo e in qualche città italiana.

Certo, anche in Italia ci sono esempi virtuosi. Terni l’ha capito prima di altri e sul Tennistavolo, in Abruzzo c’è la storica Interamnia World Cup di Pallamano, ma qualcosa sembra non far decollare questo settore in Abruzzo nonostante la nostra regione, grazie alla sua morfologia, può rappresentare un territorio accattivante sia per gli sport invernali che per quelli estivi.

Le nostre zone interne potrebbero trovare linfa vitale da queste iniziative sportive a respiro nazionale ed internazionale. I locali riaprono e con loro tutte quelle piccole attività riscoprono per qualche giorno il piacere di vedere tavoli, letti, luci e sedie pieni di persone, giovani e meno giovani, che magari scoprendo la bellezza di quel luogo tornano li anche in vacanza. E’ necessaria una visione diversa e a lungo termine, un investimento su più anni con il coinvolgimento di imprenditori, istituzioni, associazioni di categoria. Si tratta di un investimento per il territorio, un beneficio comune a tutti, una scommessa su tutto l’anno.

Questa Regione ha strutture, impianti, competenze, energie e campioni da cui partire. Ha bellezze che vanno solo presentate e fatte scoprire perché qualcuno se ne innamori e torni a goderne. Un evento come quello di Orebro in Svezia devono stimolarci a cogliere altre visioni di questa terra. Basta accontentarsi di un guadagno su tre mesi l’anno sulla costa e due mesi nell'interno per la settimana bianca.

Questa terra per ripartire deve lavorare su 12 mesi. Ne ha la capacità, le potenzialità. Deve incentivare, attraverso la politica, le istituzioni e le federazioni, perché queste occasioni siano il volàno di una economia, il rilancio tanto atteso. Il turismo sportivo podistico, il turismo sportivo sciistico, il turismo sportivo nautico, il cicloturismo e la mountain bike, la pesca, le arrampicata, occorre solo dialogare con persone dalle ampie vedute”.

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L'AQUILA - "Uniformare i processi economici dei territori, garantendone la specificità pur conformandoli al dinamismo dell’attualità, è la madre delle sfide che il nuovo governo regionale è chiamato ad affrontare per superare il modello di un Abruzzo a due velocità. Il calo delle partite Iva nella città dell’Aquila e il contestuale aumento registrato in quella di Pescara, certificato dall’osservatorio del ministero dell’Economia e delle finanze, ripropone, con l’algida asetticità dei numeri, un tema che non può più essere eluso dall’intera classe dirigente abruzzese". Lo dichiara il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi.

"Non si tratta di un’antistorica contrapposizione tra campanili quanto, piuttosto, di un avviso, l’ultimo in termini temporali, della progressiva e costante fatica del tessuto produttivo della nostra terra. La nuova programmazione della Zona economica speciale è la grande opportunità che viene prospettata non solo per agevolare gli scambi lungo il corridoio Tirreno-Adriatico, ma anche per avviare il percorso di riequilibrio tra aree interne e costiere".

"A beneficiarne, con un’attenta e concertata perimetrazione, saranno non solo le realtà che affacciano sul mare, ma anche quelle ricomprese nella cosiddetta 'Italia in salita', condannate a un inevitabile spopolamento senza l’offerta di opportunità e servizi adeguati alle esigenze di famiglie e imprese. Infrastrutture moderne, veloci e sicure sono essenziali per superare il gap tra i territori e far parlare a imprese e professionisti un’unica lingua: quella del lavoro e dello sviluppo".

"Un’occasione imprescindibile è quella fornita dai fondi europei. I tecnici della commissione di Bruxelles hanno già tracciato la linea in vista dei Programmi operativi 2021-2027, nell’ambito dei quali sarà determinante incentivare la crescita tecnologica delle realtà produttive, privilegiare un sistema di trasporti pulito e basato sull’energia elettrica, sostenere la formazione e l’istruzione".

"Istituire attraverso una norma regionale i sistemi territoriali della conoscenza, come lo stesso presidente Marsilio ha proposto nelle scorse settimane, può essere la chiave di volta per accettare, e vincere, la competizione con i mercati internazionali. Vanno, per concludere, utilizzate al meglio, e rapidamente, le risorse disponibili ma, soprattutto, è necessario pianificare con lungimiranza e concretezza quelle che arriveranno, senza creare illusioni né annunciare libri dei sogni" conclude il primo cittadino.

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L'AQUILA - Gli assessori della Lega non saranno assessori di preferenza ma di competenza. Nell'attribuzione delle deleghe si terrà conto in via prioritaria del consenso e dei volti ma del curriculum professionale e politico: in tal senso, il nostro leader ha sulla scrivania i profili di tutti e dieci i consiglieri regionali eletti in Abruzzo". Così il deputato e segretario abruzzese leghista, Giuseppe Bellachioma, nel fare il punto della situazione sulla formazione della nuova Giunta di centrodestra dopo la netta vittoria alle elezioni del 10 febbraio scorso, un percorso che vede uno stallo per il mancato accordo tra i partiti. Bellachioma rivela di aver sentito al telefono stamani il leader nazionale e vice premier concordando "i criteri di scelta degli assessori e il fatto che sulle decisioni interverrà direttamente Matteo". Bellachioma, in accordo con il suo leader, nei giorni scorsi ha presentato una richiesta, "ufficiale e inamovibile", di quattro assessori, tra cui la vice presidenza della Giunta, e la presidenza del Consiglio regionale, "per rispetto della volontà e la dignità dei 160mila abruzzesi che ci hanno votato", con il 27,5 per cento e dieci consiglieri eletti. La proposta è stata presentata una settimana fa nel corso dell'unica riunione dei partiti di maggioranza, oltre a Fdi (6,5 per cento e due consiglieri), che ha espresso il prescindente, Marco Marsilio, Forza Italia (9.07 per cento e tre consiglieri) e la civica Azione Politica (3,47 per cento e un consigliere). All'istanza, i meloniani hanno risposto con un assetto con 3 assessori per la Lega, e uno a ciascuno per loro, Fi e Ap, con il sottosegretario alla presidenza della Giunta, una sorta di assessore aggiunto, ancora a Fdi. Nel pomeriggio a Roma, Bellachioma incontrerà il presidente Marsilio per cercare una soluzione, considerando che Bellachioma ha escluso "concessioni della Lega". "Fatta salva la nostra richiesta rispetto agli equilibri di forza espressi dagli abruzzesi con il grande risultato della Lega - spiega ancora Bellachioma - ci sono delle variabili che potrebbero far quadrare il cerchio, ne parlerò con Marsilio". In riferimento alla scelta degli assessori, Bellachioma sottolinea "che è ovvio che se il consenso combacia con le competenze professionali e politiche, il quadro è ancora migliore, ma i criteri assoluti sono le competenze". (ANSA)

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TERAMO - Alla riscoperta di un musicista abruzzese che ebbe grande successo nella seconda metà dell’Ottocento. Domenica 3 marzo si terrà nella cappella Paolina del Quirinale un concerto dedicato a Giuseppe Dell’Orefice, con l’orchestra Benedetto Marcello di Teramo diretta dal Maestro Maurizio Colasanti e la partecipazione straordinaria del soprano Susanna Rigacci.

Giuseppe Dell’Orefice era teatino, nato a Fara Filiorum Petri nell’agosto del 1848. Come tramandano le storie della sua famiglia, affrontò il suo viaggio a dorso d’asino verso Napoli, attraverso l’Appennino. In quella che all’epoca era la Capitale del Regno infatti Giuseppe ha studiato, presso il Conservatorio di San Pietro a Majella, dove venne scoperto, raccontano le cronache, da Richard Wagner; a Napoli si è svolta la sua carriera di compositore e direttore d’orchestra, per cinque stagioni al Teatro San Carlo, dal 1877 al 1882. La morte improvvisa non gli ha permesso di proseguire una carriera iniziata sotto i più promettenti auspici, relegandolo per oltre un secolo nell’oblio.

L’Istituto Giuseppe dell’Orefice si avvale, come direttore artistico, dell’opera il Maestro Maurizio Colasanti, abruzzese di Pretoro e attivo in tutto il mondo, e da alcuni anni realizza progetti artistici e culturali per riscoprirne la figura si sta approntando l’edizione critica dell’Egmont, l’opera più importante di Giuseppe, e la pubblicazione della biografia con il primo catalogo completo delle opere, a cura dell’Istituto Abruzzese di Storia Musicale.

L’IGDO ha due scopi fondamentali: dare un’opportunità a giovani che altrimenti non avrebbero, prevedere una ricaduta sul territorio per le sue attività. Proprio per questo l’Abruzzo è al centro delle attività. Tra le altre iniziative, l’istituzione del “Premio Giuseppe dell’Orefice” a Fara Filiorum Petri; il Festival Guardiagrele Opera, che ospita concerti ed eventi legati a Dell’Orefice; parte della masterclass di Napoli del 2017, organizzata con il conservatorio di Hong Kong, con una ventina di cantanti cinesi che si sono esibiti nel Teatro Comunale di Atri.

Questo perché Giuseppe Dell’Orefice, pur lavorando quasi interamente a Napoli, volle due momenti “abruzzesi” importanti: la rappresentazione della sua prima opera, Romilda de’ Bardi, al Teatro Fenaroli di Lanciano, nel 1877; e le direzioni al Teatro Marrucino di Chieti nella stagione di primavera del 1884.

Da tutto questo l’appuntamento al Quirinale.

 

http://palazzo.quirinale.it/concerti/concerti.html

Domenica 3 marzo 201- ore 11:50

Angelo Bottagisio (1842 – 1925)
Preludio per archi

Ruggero Leoncavallo  (1857 – 1919)
Serenata francese(arr. Pietro Rigacci)

Giano Brida  (1836 – 1872)
Sinfonia su temi di Pergolesi

Vincenzo Bellini  (1801 – 1835)
Per pietà bell'idol mio  (arr. Pietro Rigacci)

Giovanni Bolzoni (1841 – 1919)
Al Castello Medievale Serenata

Gaetano Donizetti  (1797 – 1848)
A Mezzanotte (arr. Ivana Francisci)

Giuseppe Dell'Orefice (1848 – 1889)
Egmont,  Preludio (rev, Maurizio Colasanti)

Giuseppe Dell'Orefice
La barca mia (arr. Pietro Rigacci)

Giuseppe Dell'Orefice
Amor Lontano  (arr. Ivana Francisci)

Orchestra Benedetto Marcello
direttore, Maurizio Colasanti
soprano, Susanna Rigacci
pianoforte, Ivana Francisci

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L'AQUILA - NoveNove CityRockers e l’Irish Cafè presentano, giovedì 28 febbraio alle ore 22.30 con ingresso gratuito, The Embrooks in concerto, The UK’s hottest freakbeat trio.

Formatisi alla fine del 1996, The Embrooks sono stati inizialmente influenzati dal lunatico garage americano del New England degli anni '60 area, e fatto un LP e 2 singoli in quello stile. Hanno rapidamente cambiato rotta verso i suoni più aggressivi provenienti dal Regno Unito e dall'Europa di quello stesso periodo, uno stile di transizione che è diventato noto come "freakbeat". Qui, la band ha trovato la loro vera vocazione e ha consegnato il loro LP di maggior spessore, "Our New Day" per l'impronta Voxx di Bomp. Furono intraprese numerose tournée nel Regno Unito e in Europa e trovarono persino il tempo di attraversare l’Oceano e arrivare fino negli Stati Uniti e in Canada in diverse occasioni. Il successivo LP, "Yellow Glass Perspections", vide la band incorporare più elementi psichedelici al loro suono, ma ancora molto radicati nell'aggressivo Mod-Rock che li aveva ben assistiti.

Poiché gli impegni esterni erano diventati sempre più dispendiosi in termini di tempo, la band si è separata amichevolmente a metà del 2005, ma ora sono tornati !! Forti come sempre, un po' più larghi intorno alla vita e più grigi intorno alle tempie (inevitabile!), ma pronti a farvi uscire di zucca! Il "ritorno" del 2016 con il 45 "Nightmare" ha visto il gruppo di nuovo al top della forma, e ora sono pronti a consegnare il loro quarto LP, il primo registrato dopo la reunion! Registrato su nastro a 8 tracce presso lo studio North Down Sound a cura della State Records, "We Who Are" è un distillato di raffinatezza di tutto ciò che la band ha fatto fino a questo punto, incorporando elementi di garage, Mod psych, folk rock, freakbeat hard-rock ... comunque si voglia definirlo o etichettarlo, si tratta del suono degli Embrooks.

Gli Embrooks sono: Alessandro (chitarra e voce), Mole (basso e voce), Lois (batteria).

Pubblicato in Musica e Spettacolo

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