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Articoli filtrati per data: Gennaio 2019 - Radio L'Aquila 1

L'AQUILA - Il mio nome è 174517. Col numero tatuato sul braccio di Primo Levi al suo arrivo nel campo di Auschwitz, si è aperta la giornata del ricordo, celebrata questa mattina, con gli studenti delle scuole dell’Aquila, nella sala Ipogea del Consiglio regionale.

“Numero che non fu solo cucito sulle giacche e sui pantaloni, ma anche sulla pelle degli internati, cui veniva sottratta l’identità di essere umani”, le parole commosse del presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio che ha ricordato come toccasse a tutti “subire questo violento rituale di identificazione, anche ai bambini. L’essere costretti a portare quel marchio vergognoso – ha aggiunto Di Pangrazio – era in quel microcosmo fatto di paura e orrore, anche una speranza, quella di non essere giustiziati nell’immediato. Sono sempre meno le persone che portano tanto dolore inciso sulla propria pelle, ma la scomparsa delle testimonianze dirette non ci svincola dall’obbligo di ricordare, di tramandare. Oggi non c’è il nazifascismo – ha sottolineato il Presidente del Consiglio Di Pangrazio – non ci sono le leggi razziali né i campi di concentramento, resta però una crudeltà dilagante contro il diverso, contro chi arriva da lontano”.

Ringraziando l’Istituto abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea, i professori Carlo Fonzi, Carlo De Matteis, il moderatore Davide Adacher e le scuole presenti, il Presidente si è poi rivolto ai molti giovani presenti in sala: “L’auspicio è che il ricordo, portato avanti con nobile spirito di civiltà nella giornata odierna rimanga nelle coscienze di tutti noi. Quella di oggi – ha concluso Di Pangrazio - è una data da cerchiare in rosso su un calendario eterno ed è compito di ogni rappresentante istituzionale, di ogni insegnante, di ogni cittadino aiutare le future generazioni a comprendere e tramandare. Solo così tali atrocità possono restare solo sui manuali di storia”.

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L'AQUILA - “Uno dei primi impegni che la Regione Abruzzo, riconquistata dal centrodestra dovrà onorare, è quello di essere parte attiva nel porre in essere e finanziare percorsi di specializzazione medica, favorendo l'integrazione e la sinergia tra Università e ospedale, iniziando con il finanziare le Scuole di Specializzazione”.

Ad affermarlo è Guido Quintino Liris, candidato al Consiglio regionale nella lista di Fratelli d'Italia, alle elezioni del 10 febbraio prossimo.

Liris, vice sindaco dell'Aquila, è medico chirurgo e dirigente della Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila: ha aderito a Direzione Italia, movimento guidato dall'ex ministro Raffaele Fitto, federato con Fdi. Le politiche sanitarie, anche in virtù delle sue competenze professionali, sono al centro del suo programma elettorale.

“Asl e Università devono continuare nel rafforzamento del loro rapporto virtuoso, una collaborazione che sia di vicendevole arricchimento. All’interno di questo rapporto devono essere centrali le Scuole di Specializzazione, da conservare e ampliare sia nel loro numero che in quello dei posti a disposizione degli specializzandi. La Regione, come già accade altrove, deve finanziare posti ad hoc ulteriori rispetto a quelli sovvenzionati dal Ministero, ricordando che gli specializzandi in molti casi rappresentano una forza lavoro indispensabile per garantire l’operatività dei reparti ospedalieri”, spiega ancora Liris.

"In altri territori virtuosi - prosegue il vice sindaco - è l'Ente regionale ad offrire i percorsi di specializzazione, finanziando nuovi posti e supplendo così all'assenza del Ministero. Solo in questo modo si può elevare la qualità della nostra offerta sanitaria, e creare eccellenze professionali sul territorio. Alcune tipologie di specializzazione, hanno rappresentato la storia positiva della provincia aquilana, e della sua Università. Non possono andare a morire per negligenza, e per incapacità di inquadrare i problemi, e individuarne le soluzioni".

Secondo Liris, "l'amministrazione regionale uscente non è stata capace di creare una sanità distribuita sul territorio. L'ospedale ha un suo ruolo specifico per i malati acuti, quello che non è stato fatto è realizzare la sanità di prossimità, che deve essere il più vicino possibile ai pazienti e farsi carico delle malattie croniche e degenerative. Si è anzi registrato un abbassamento della qualità dei servizi, in nome di una razionalizzazione, che poi nei fatti si è tradotta in tagli indiscriminati".

Ed in questo senso, osserva ancora Liris, "non c'è stata una volontà di integrare in maniera forte la sanità offerta dalle Asl e dagli ospedali, con l'Università, che pure è un fiore all'occhiello in particolare nella provincia dell'Aquila”. In tal senso, “sono state dimenticate le Scuole di Specializzazione, e molto spesso sono proprio gli universitari specializzandi a reggere i reparti, a dare un contributo fondamentale al funzionamento dei nostri ospedali".

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L'AQUILA - “Una delle prime iniziative che metterò in campo - qualora dovessi essere eletto  - sarà quella di prevedere un sostegno a giovani professionisti, startupper e neo imprenditori sotto forma di voucher ‘spendibili’ nei coworking e in specifici percorsi formativi”.

Ad affermarlo Roberto Santangelo consigliere comunale del Capoluogo e candidato in Regione nella lista di Azione Politica animata da Gianluca Zelli.

“L’idea è quella di dar vita a una ‘rete di spazi di lavoro condiviso’, accreditati dalla Regione, dove possano essere ‘spesi’ degli specifici voucher; questo modello - mutuato dalla Lombardia e dalla Toscana - avrebbe il duplice vantaggio di sostenere l’autoimprenditorialità e di alimentare l’ecosistema dell’innovazione. Sarebbe prevista una specifica graduatoria per gli under 40”.

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PESCASSEROLI (AQ) - Sono almeno 4 le femmine di orso marsicano che si sono riprodotte quest'anno nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise e 11 i cuccioli contati in totale.

Questo è il risultato del monitoraggio intensivo svolto dal personale del Parco, che, a partire da aprile, ha lavorato, con diverse tecniche e in collaborazione con altre Istituzioni e volontari, per acquisire informazioni importanti sulla produttività della popolazione di orso bruno marsicano.

Il risultato è molto positivo, in virtù del fatto che questo è il terzo anno consecutivo che si osservano da 10 a 12 nuovi nati nella popolazione.

Da oltre un decennio, il Parco porta avanti questa attività secondo uno specifico protocollo messo a punto dall'Università di Roma. Il monitoraggio viene attuato combinando sessioni di osservazioni in simultanea e mirate, alle quali si aggiungono le osservazioni casuali, che vengono verificate, e i dati raccolti attraverso l'uso di foto trappole.

In 41 occasioni, sono state osservate femmine con cuccioli. Attraverso l'uso di specifici criteri spazio-temporali per eliminare i doppi conteggi, è stato possibile distinguere 4 unità familiari, distribuite in tutta l'area del Parco, così composte: 3 femmine con tre cuccioli e 1 femmina con due cuccioli.

Nei precedenti anni di monitoraggio, i valori massimi di produttività sono stati osservati in seguito ad annate di eccezionale produzione di frutti di faggio, detti di pasciona (2008, 2012, 2014), così come avviene in altre popolazioni di orso. I dati del 2018, così come quelli del 2016 e 2017, mostrano valori elevati e del tutto confrontabili (5-6 unità familiari e 10-11 cuccioli) pur non essendo successivi agli anni di pasciona. Questo ci permette di dire che l'area del Parco offre buoni livelli di produttività alimentare anche al di fuori dei periodi di pasciona e che, nonostante la bassa consistenza numerica degli orsi, nella popolazione è presente una riserva importante di femmine adulte.

Da una analisi dei dati degli ultimi 10 anni, emerge che Il tasso riproduttivo delle femmine è tra i più bassi osservati nell'orso bruno: mediamente una femmina fa nascere 0.2 cuccioli ogni anno. Questo perché le femmine non si riproducono ogni anno, ma ogni 3 -4 e non più del 50% dei nati sopravvive al primo anno. Nonostante la popolazione di orso marsicano sia numericamente ridotta, la sua densità (3-4 orsi ogni 100 km2) è una tra le maggiori osservate per l’orso bruno. In queste condizioni è lecito aspettarsi che subentrino dei meccanismi naturali di regolazione numerica della popolazione che agiscono sulla capacità riproduttiva delle femmine (ad esempio inibizione dell’estro in alcuni anni) o su una minore sopravvivenza dei cuccioli (aumento dei casi di infanticidio da parte dei maschi adulti). Non possono neanche essere esclusi difetti genetici legati all’elevato livello di consanguineità degli individui, con conseguente ridotta capacità di sopravvivenza dei cuccioli stessi.

Nonostante i risultati delle conte siano incoraggianti, il numero delle femmine con i piccoli è comunque molto basso: da 1 a 6 unità all’anno. Questo dipende dal fatto che le femmine adulte sono poche (circa 15) e che si riproducono ogni 3 -4 anni.

Il futuro dell’orso sta in buona parte nella sopravvivenza delle femmine adulte e in misura minore nella sopravvivenza dei cuccioli: in caso di mortalità di una femmina adulta sono necessari più di 12 anni affinché un cucciolo femmina possa prendere il suo posto nella popolazione.

Tra il 2007 e il 2018 sono morte 15 femmine, di cui 10 in età riproduttiva. La mortalità delle femmine adulte, anche accidentale, come quella avvenuta nel 2018 ai danni di una femmina con due cuccioli in una cisterna dell’acqua, di cui uno femmina, e la persistenza di altri fattori di rischio e/o disturbo dentro e fuori parco evidenziano ancora una volta la necessità di azzerare i casi di mortalità causati direttamente o indirettamente dall’uomo (presenza di cani vaganti, animali al pascolo brado, bracconaggio, avvelenamenti, incidenti stradali, persone fuori sentiero).

L’importanza delle femmine riproduttive emerge con chiarezza anche da un recente studio - dichiara il Presidente del Parco, Antonio Carrara - pubblicato Da Ciucci e Gervasi sulle proiezioni numeriche di questa popolazione. E’ realistico ipotizzare che l’orso marsicano potrà uscire dal rischio reale di estinzione se si riuscirà ad incrementare, anche di poco, la sopravvivenza delle femmine adulte. Su questo il Parco deve assicurare il massimo impegno”.

 

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L'AQUILA - Martedì 29 gennaio alle ore 12.00 presso la Clinica Odontoiatrica dell’Università degli Studi dell’Aquila nell’edificio Delta 6 (Ospedale regionale San Salvatore) avrà luogo l’inaugurazione dell’Aula Didattica “Mario Baldi“.

Questa nuova struttura, realizzata con i fondi di Ateneo, costituisce un importante salto di qualità per le attività pratiche degli studenti dei vari Corsi di Laurea di area odontoiatrica e delle Scuole di Specializzazione odontoiatriche.

Attrezzata con le più moderne tecnologie attualmente in uso, consta di 12 postazioni, dove gli studenti, in due per ogni spazio, sotto il controllo del Tutor, possono seguire sui propri monitor l’operato del docente nella sua postazione. E’ stato realizzato anche un collegamento audio-video a circuito chiuso con una sala operativa in modo che gli studenti possano assistere in diretta agli interventi su paziente con la possibilità di interagire con il docente che sta operando.

Realizzare queste strutture - afferma il professor Giuseppe Marzo Ordinario di Malattie Odontostomatologiche e Direttore della Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia - comporta un notevole impegno anche economico ed è stato possibile ottenerlo soltanto grazie al grande sostegno che l’Ateneo e il Dipartimento Mesva hanno sempre dimostrato nei confronti dell’odontoiatria aquilana.

E’ stata questa l’occasione - continua Marzo - per ricordare un carissimo collega Mario Baldi, Professore Associato di Malattie Odontostomatologiche, prematuramente scomparso qualche anno fa e che tanto si era adoperato per l’insegnamento agli studenti e che da questi era particolarmente stimato, intitolando a Lui questa nuova realtà didattica”.

Infine, una concomitanza particolare è stata data dalla coincidenza di questa inaugurazione con il decennale dell’evento sismico che colpì L’Aquila: anche questa iniziativa dimostra la ferma volontà di reazione della comunità accademica aquilana in sintonia con la rinascita di tutto il territorio.

La cerimonia inaugurale si svolgerà alla presenza della Rettrice dell’Università degli Studi dell’Aquila, Paola Inverardi e del Direttore del Dipartimento Mesva, Guido Macchiarelli. Interverranno tutti i massimi esponenti nazionali della professione odontoiatrica.

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L'AQUILA - Lucio Pelliccione, ex atleta della Polisportiva L’Aquila Rugby, tre quarti centro degli anni 70/80, ha premiato “Ju Mejo” dell’incontro Unione Rugby L’Aquila-Cavalieri Union Prato Sesto, Casado Sandri, con il boccale in ceramica nostro simbolo.

Pelliccione è nato a L’Aquila il 10/01/1954.

Esordisce nel rugby a 15 anni nel torneo studentesco (1969), per poi giocare nelle giovanili dell'Aquila Rugby, vincendo il titolo di campione d’Italia giovanile 1971.

Ha sempre vestito i colori nero verdi con 170 presenze ed esordisce in nazionale nel 1981 con 1 presenza. Partecipa anche a un tournèe in Australia.

Con i colori neroverdi vince 2 scudetti 1980/1981 e 1981/1982 1 coppa Italia 1980/81 a Pescara stadio Adriatico con i rivali di sempre del Petrarca con il punteggio 25 a 22.

Inoltre è stato convocato nella selezione dei Lupi realizzando la prima meta dei Lupi (selezione del centro sud).

Campione d’Italia a 7 con l’Esercito battendo in finale L’Aquila Rugby, sua squadra del cuore.

Conclude la carriera nel 1987/88.

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L'AQUILA - "E’ solo grazie alla delibera di giunta del 28 ottobre 2016 (ricoprivo il ruolo di assessore alle Politiche sociali) dell’amministrazione Cialente che i cittadini colpiti dal sisma del centro Italia nel 2016 hanno potuto usufruire degli alloggi del Progetto Case e Map del Comune dell’Aquila.

Mi spiace e non è certo mai stato mio costume entrare nelle vite dei singoli cittadini, ma la storia della signora di Amatrice nel cui alloggio, oggi, hanno fatto visita Meloni, Marsilio e Biondi con una diretta social imbarazzante, impropriamente ed esclusivamente usata per fini elettoralistici, ha una tracciabilità ben precisa, come quella degli oltre cento cittadini terremotati della Regione Lazio e come quella dei circa duecento residenti nei comuni dell’Alta Valle dell’Aterno colpiti dallo stesso sisma". Così Emanuela Di Giovambattista, ex assessore comunale del capoluogo e responsabile politiche sociali del Partito Democratico dell’Aquila.

"I cittadini di Amatrice, tra cui anche la famiglia presso cui è stata fatta visita, non hanno solamente potuto usufruire di un alloggio Case. Nella delibera di Giunta succitata - spiega - era infatti previsto anche l’impegno della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila ad erogare servizi a domanda individuale, come quelli di mensa scolastica, trasporto scolastico, asili nidi, pre-interscuola, ferma restando l’imputazione dei costi a carico della Regione Lazio, governata dalla Giunta Zingaretti. A tal proposito fu infatti aperto, presso l’Assessorato alle Politiche Sociali e Assistenza alla Popolazione del Comune dell’Aquila, anche un front office della Regione Lazio dedicato all’accoglienza e all’assistenza dei terremotati di quel cratere sismico. Autorevole esponenti del centrodestra laziale, come Giorgia Meloni e Marco Marsilio avrebbero dovuto conoscere questi dettagli".

"Di più: grazie alla collaborazione delle cooperative che all’epoca svolgevano servizi per la disabilità, è stato possibile dare risposta anche alle esigenze delle famiglie con fragilità sociale.

Il fatto che questa amministrazione di centrodestra debba scippare i risultati dell’altrui lavoro, anche quando si parla di terremotati - aggiunge Di Giovambattista -, dimostra inconfutabilmente il livello di cialtroneria intellettuale, oltre che la prova di due anni di fermo amministrativo su tutti i fronti, cialtroneria già evidenziata circa un anno fa dalla stessa On. Meloni quando dichiarò alla stampa nazionale che l’amministrazione Cialente aveva negato gli alloggi Case ai terremotati per darli agli stranieri".

"Mi chiedo infine - termina l'esponente Dem - perché debba essere Giorgia Meloni a veicolare tali e infingardi messaggi e non il solo Marsilio con i rappresentanti eletti del territorio; voglio che sia chiaro che Meloni, Berlusconi e Salvini non sono candidati alla Regione Abruzzo, ma che si prestano esclusivamente ad una campagna elettorale da testimonial, inconsapevoli della storia e della realtà dei territori".

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PESCARA - E’ stato presentato questa mattina a Pescara, nella sede del Consiglio regionale, il “Patto per le donne”, un documento che, su iniziativa della Commissione regionale per le Pari Opportunità, si pone l’obiettivo di contribuire a superare le criticità, producendo nuove soluzioni e valorizzando le buone pratiche esistenti, attraverso la creazione di  una nuova rete comunitaria mutualistica e solidale in grado di accogliere le istanze concrete delle donne.

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di associazioni e organismi che hanno dato il loro contributo alla stesura del documento oltre ai 4 candidati alla Presidenza della Regione, Giovanni Legnini, Marco Marsilio, Stefano Flajani e Sara Marcozzi che hanno voluto sottoscrivere il Patto per le Donne.

“Questo progetto di rete - ha spiegato la Presidente della Cpo Gemma Andreini - che si ispira al documento #unpattoperledonne realizzato dagli Stati generale delle Donne, è una sorta di “sperimentazione” dalla quale prendere spunto per proporre alla nuova Amministrazione regionale di realizzare un progetto innovativo, il primo tra le regioni d’Italia, che preveda  la  creazione di una piattaforma digitale, (per la quale ho pensato anche un nome emblematico “L’Orecchio di Dionisio”) in grado raccogliere le istanze di tutti dal singolo cittadino, alle associazioni, alle associazioni di categorie e organismi operanti sul territorio e divenire uno strumento strutturato ed utilizzabile come apporto di idee a supporto dell’amministrazione regionale”.

Il Patto per le Donne è stato stilato con l’ausilio di tante professioniste, associazioni e organismi operanti sul territorio, che si occupano a vario titolo di politiche di genere, il cui contributo è stato dettato dall’esperienza maturata nel confronto quotidiano con le peculiari esigenze del mondo femminile. Pertanto, maturando la consapevolezza che occorrono  politiche ad hoc, la Commissione pari opportunità si fa portavoce di tutte le esigenze emerse. La Cpo, dal canto suo, chiede una congrua dotazione di risorse umane e finanziarie per lo svolgimento dei numerosi compiti stabiliti dalla legge regionale n. 26 del 2012, oltre a una modifica normativa al fine di rendere questo importante organismo più operativo e propositivo per le politiche di genere”.

Queste, in sintesi, le proposte che compongono il Patto per le Donne e che sono indirizzare al nuovo Governo regione.

La Presidente della Cpo della Provincia di Teramo Tania Bonnici Castelli chiede una orari flessibili e compatibili con gli impegni familiari per le donne impegnate in politica.

Francesca Cermignani, componente della Cpo regionale, auspica la realizzazione del Bilancio di Genere, un documento che descrive, in un’ottica di genere, istituzioni di qualsiasi tipo. Consente di analizzare l’impatto che su donne e uomini ha ogni azione pianificata, scelta politica ed impegno economico, in ogni area e ad ogni livello, valutandone l’effetto e le diverse ricadute.

Rosaria Nelli, Presidente Hub SgD, propone l’adozione di un Codice di comportamento rispettoso del ruolo dei membri della pubblica amministrazione. Per cogliere al meglio le opportunità offerte dai finanziamenti comunitari, Nelli propone la creazione una piattaforma tecnico-amministrativa, formata da esperti che lavorano per gli stessi obiettivi imparando a dialogare tra loro, ciascuno con competenze specifiche, complementari ma non più sovrapponibili.

Roberta Copersino interviene sul linguaggio di genere nella PA che devono adottare tutte le misure necessarie che consentano la predisposizione di atti amministrativi che rispettino il genere.

In tema di lavoro e sviluppo del territorio sono arrivate le proposte della Presidente di Cna Impresa Donna Abruzzo Luciana Ferrone che, tra i vari punti chiede finanziamenti per le start-up, nuove formule di credito agevolato, lo snellimento della burocrazia per agevolare le attività nascenti.

Marina Dolci e Sonia Di Naccio, di Impresa Donna Confesercenti Abruzzo, chiedono che la Regione impegni i fondi a sua disposizione per agevolare la conciliazione dei tempi di lavoro con quelli della famiglia.

Carla Martorella, consulente turistica di Abruzzo Tour, sostiene che la Regione debba dotarsi di un Piano di Sviluppo pluriennale, imporre una sua immagine complessiva sul mercato e svolgere un’azione seria di monitoraggio dei flussi con un Osservatorio Turistico.

L’avvocato Maria Grazia Piccinini chiede interventi a sostegno all’economia dalla parte delle donne sia per quanto riguarda il microcredito sia sgravi, incentivi e finanziamenti a tassi agevolati, per tutte le ragazze che iniziano ad esercitare una professione.

Un altro tema emerso nel corso della stesura del Patto riguarda il reato di mobbing territoriale (l’aggressione alla sfera psichica e sociale del lavoratore o dell’imprenditore) per il quale Rosaria Nelli chiede l’istituzione di presidi nelle città e nei centri minori, un supporto giuridico ed economico a sostegno di chi subisce questo tipo di violenza.

Per Pina Rosato (vice Presidente Hub  SgD) per affrontare le nuove problematiche causate dalla crisi economica sono necessari: una nuova governance delle Parità a livello regionale; l’attivazione di Presidi provinciali e l’individuazione luoghi di aggregazione e ricostruzione di relazioni interpersonali.

La proposta della direttrice d’orchestra Antonella De Angelis è di creare un organismo  di controllo per la valutazione dei  meriti in campo culturale.

In tema di Salute, la Cpo chiede di aprire un nuovo capitolo riservato alle principali Malattie di Genere, con interventi volti alla specificità della donna per la prevenzione e le cure mirate e calibrate.

Giovina Zulli (Associazione “I colori della Vita”), invita a creare un fondo regionale che permetta alle pazienti oncologiche di ricevere un sussidio fisso per l’acquisto della parrucca o - alle donne operate di tumore al seno - del reggiseno post operatorio e, inoltre, a riconoscere a livello regionale, della figura professionale dell’estetista oncologica.

Isabella Marianacci (Presidente regionale di Komen Italia) chiede l’adozione di  una strategia responsabile e lungimirante, a supporto delle esigenze delle donne colpite dal tumore del seno anche riguardo al reinserimento lavorativo.

Tra le proposte di Fiorella Cesaroni, vice presidente del Tribunale del malato di Pescara, ci sono: l’implementazione dei servizi di riabilitazione oncologica all’interno dei distretti sanitari, l’organizzazione dell’assistenza sanitaria sul territorio: dall’Adi di primo livello (per i pazienti più semplici), alla rete territoriale per le cure palliative specialistiche domiciliari, un’equa distribuzione delle risorse umane, strumentali e finanziarie nelle Asl del territorio.

Alessandra Portinari (presidente di Angsa Abruzzo onlus) chiede che la Regione indirizzi al meglio i fondi sull’autismo a sostegno delle famiglie attraverso, ad esempio, attività di orientamento, interventi psicoeducativi e di supporto alle autonomie e alle attività della vita quotidiana, Inserimento degli adulti autistici nel mondo lavorativo attraverso il progetto della Regione e Abruzzo Start Autismo (Sistema Territoriale per l’Autonomia e la Realizzazione dei Talenti di persone con autismo).

La Fidapa Bpw (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) chiede che la Regione Abruzzo adotti ufficialmente la “Carta dei diritti della bambina” e si attivi per la promozione dei valori contenuti nella  stessa presso gli enti locali e il Miur.

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L’AQUILA - Il progetto “I Parlamenti - una bella iniziativa al servizio della cultura e del sapere, pensato e realizzato con l'intento di approfondire le diverse tematiche giuridiche, affrontate nel corso degli studi - ha coinvolto, nei decorsi mesi di novembre e dicembre, gli studenti delle classi IV e V dell' Istituto   “A. D'Aosta” settore economico “L. Rendina“. Si è trattato di una prima fase di approfondimento circa il significato e la storia delle Istituzioni dell’Unione Europea evidenziandone i meccanismi democratici su cui si basa il funzionamento dei vari organismi costituenti la massima espressione della volontà dei cittadini, in un contesto di garanzia  dell'esercizio dei  propri diritti.

L’ottima esperienza formativa ha trovato una sua completezza nel visitare alcuni dei più importanti monumenti e piazze della città, permettendo agli alunni di vivere un clima culturale capace di comunicare, con immediatezza e semplicità, valori che superano le barriere tra gli Stati. Il percorso è iniziato con la visita della Camera dei deputati a Roma dove gli studenti sono stati accolti ed accompagnati dall'On. Stefania Pezzopane. Si è proseguito, quindi, alla volta del Parlamento Europeo con relativa visita alla commissione Europea di Bruxelles, dal 10 al 14 dicembre, anche in funzione della funzione propulsiva che essa esercita in campo legislativo.

L'obiettivo cardine è stato quello di avvicinare gli studenti alle diverse dinamiche politiche, sociali ed economiche dei suddetti organi. Il progetto è stato realizzato e coordinato dalle prof.sse Anna Rita Cioni e Maria Teresa Falzini  con il consenso della dirigente scolastica, Prof.ssa Maria Chiara Marola che si ringrazia per la gentile collaborazione.

Sarà stato oltremodo emozionante, per i nostri giovani studenti, varcare la soglia dell'emiciclo del Parlamento a Bruxelles venendo a diretto contatto con le realtà studiate sui  libri di scuola. Simili, importantissime, iniziative, oltre che perseguire significativi obiettivi educativi e disciplinari, curano traguardi verso dimensioni formative ineludibili per valorizzare il passato e aiutare i giovani a progettare il proprio futuro come cittadini dell’UE. Il viaggio é stato, indubbiamente,  molto utile poiché ha permesso ai ragazzi di verificare il funzionamento delle istituzioni, l'importanza e la complessità del lavoro svolto dal Parlamento europeo al di là dei luoghi comuni sulle Istituzioni e dei giudizi superficiali sull' Europa.  Salutiamo con gioia la  realtà politica, economica, culturale e sociale nata dalla  diversità di culture diverse e capace di superare gli interessi di una singola nazione per quelli di una Comunità più grande in cui debbono camminare di pari passo diritti e doveri di tutti gli Stati membri. Nel pieno rispetto delle diverse tradizioni ideologiche.

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L’AQUILA - Sono lontani i tempi di Dominguez e Castrogiovanni, di quando l’Italia era tornata a far paura come forse mai prima nella storia dello sport dalla palla ovale, da sempre affascinante e capace di attrarre gente lungo i confini italici, mai però in grado di produrre talenti nostrani in grado di accrescere la tradizione e cultura di questo nobile sport. Come i sopra menzionati infatti, le nostre fortune spesso sono state riversate su oriundi e naturalizzati, in grado di fornire esperienza ed aumentare il tasso di qualità di un Paese calciofilo e poco avvezzo a qualsivoglia sport di squadra che non fosse il calcio.

Ciò nonostante la passione per il Rugby è sempre stata costante e negli ultimi anni persino aumentata, come dimostrato dal costantemente tutto esaurito al quale va’ in contro lo stadio Olimpico di Roma ogni qual volta l’Italia si accinge ad ospitare un match del mitico Sei Nazioni. Anche quest’anno la capitale italiana sarà la sede scelta per l’edizione numero 125 del Guinnes Six Nation 2019, quest’anno denominato così per chiari motivi di sponsor.

Per l’Italia sarà un’edizione importantissima, c’è da rifarsi e cancellare il pessimo ricordo della passata stagione, quando fummo incapaci di portare a casa una vittoria, perdendo tutte e cinque i match ai quali prendemmo parte. Per il capo allenatore O’Shea sarà l’occasione per mettere in campo il mito di Sergio Parisse, alla sua ultima partecipazione in carriera al leggendario evento. Il debutto italiano è previsto sabato pomeriggio a Edimburgo, contro la Scozia, in un impianto che può ospitare oltre 55 mila persone.

Non il più complicato degli avversari, visto che proprio gli scozzesi nella storia del Sei Nazioni sono quelli che più cucchiai di legno hanno saputo collezionare, ovviamente dopo l’Italia. Le quote bwin sul Sei Nazioni vedono la vittoria della nazionale scozzese quotata a 1.01, la compagine italiana a 11.50 invece le chance di pareggio paiono piuttosto complicate, pagate ben 41 volte la giocata.

I favoriti assoluti del torneo sono invece gli irlandesi, campioni in carica e reduci dal Grande Slam del 2018, quando furono capaci di vincere tutte e cinque le partite del torneo. Il loro debutto invece avverrà a cospetto degli inglesi, con cui si sono divisi tutti gli ultimi titoli del recente passato. Il big match della prima giornata al Sei Nazioni invece vede così distribuite le rispettive quote: l’affermazione degli irlandesi, Paese ospitante del match, è quotata a 1.30 mentre quella dell’Inghilterra ha una quota pari a 3.60: molto più alte le possibilità di un pareggio, quotato invece a 19.

Il match clou fra le due selezioni più accreditate alla vittoria finale chiuderà il programma, che vede il debutto della manifestazione venerdì fra Francia e Galles, in casa dei primi. L’albo d’oro recita 38 successi in favore della Nazione dai tre leoni, i più titolati nella storia di una manifestazione che ha avuto la sua prima edizione nel lontanissimo 1883.

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