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Venerdì, 02 Agosto 2019 16:22

Asm: Biondi replica a centrosinistra

Pierluigi Biondi Pierluigi Biondi

L'AQUILA - “A quanti dalle opposizioni ululano e strepitano, sparlando di questioni che non conoscono, fingendo di non avere memoria e parlando di orecchie d’asino destinate al sottoscritto probabilmente sfuggono alcune informazioni, reali e oggettive”. A dichiararlo è il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, replicando alle affermazioni rese in conferenza stampa da alcuni esponenti del centrosinistra.

“A loro dico che sarebbe stato auspicabile, in passato, poter contare su asini come noi della maggioranza, capaci di riorganizzare le società partecipate con tre atti di indirizzo approvati dal Consiglio comunale, sui controlli e che, all’atto delle nomine, avessero stabilito gli obiettivi strategici da raggiungere in base ai quali calcolare gli emolumenti degli amministratori unici - esordisce il primo cittadino -. Magari vi fossero stati degli asini in grado di chiudere accordi strategici con altre società pubbliche che si occupano di rifiuti, tali da garantire risparmi pari a 124 mila euro l’anno per gli aquilani. Aggiungo che mi dispiace non vi siano stati asini adeguati a tirare fuori dall’isolamento in cui si era cacciata la città, che da vaso di coccio è diventata protagonista in un settore strategico, aprendo, per la prima volta nella storia di Asm, ai comuni del territorio aquilano. Un vero peccato, poi, che nessun asino in passato sia riuscito a ridurre la Tari per famiglie e imprese”.

“Chi oggi sale sul pulpito dimentica i rimborsi faraonici di rappresentanti delle società partecipate nominati dal centrosinistra o chi ha utilizzato i fondi per lo sviluppo della montagna per pagare stipendi, spesa corrente e consulenze - aggiunge il sindaco -. Dimentica amministratori condannati per incompatibilità ai sensi di norme sulla ricostruzione o amministratori che esultavano il risanamento aziendale mentre azzeravano il capitale sociale”.

“C’è poi il paradosso dei paradossi - sottolinea -. Secondo le opposizioni Paolo Federico andava condannato e rimosso già al momento dell’apertura della procedura da parte dell’Anac ma, al contempo, qualcuno dal centrosinistra invoca il ritorno in Comune di un alto dirigente rinviato a giudizio nel 2017. Se avessimo applicato il loro metodo questa persona sarebbe stata condannata alla damnatio memoriae un minuto dopo la notifica del messo giudiziario. Per fortuna nostra, di Federico e del dirigente, noi siamo garantisti, viviamo in uno stato di diritto e non c’è spazio per giustizialismi giacobini”.

“Tra l’altro gli asini hanno sempre fatto molta simpatia, a differenza degli sciacalli”, conclude il sindaco Biondi.

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