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Articoli filtrati per data: Agosto 2019 - Radio L'Aquila 1

L'AQUILA - "Parte domani, 31 agosto, la due giorni aquilana della rassegna “Il Jazz italiano per le terre del sisma” organizzata dalla Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano” - con il coordinamento operativo della Associazione I-Jazz – insieme a Mibac, il Main Sponsor Siae -Società Italiana degli Autori ed Editori, NuovoIMAIE, Comune dell’Aquila attraverso il contributo nell’ambito del progetto ReStart, e numerosi altri partner coinvolti.

Una kermesse giunta alla quinta edizione e che quest’anno, per una precisa scelta della direzione artistica, vedrà protagoniste molte artiste e jazziste italiane insieme alla loro progettualità. Comunichiamo alcuni cambiamenti nel programma del 1° settembre, tra cui lo slittamento dell’orario del concerto dei Virtuosi Italiani insieme a Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura alle ore 13:30 (anziché alle 9:30) alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio.

Sabato 31 agosto alle ore 18:30, nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, è prevista una messa e concerto organistico di Claudio Astronio. Alle ore 21, con la conduzione di Lella Costa, saranno molti gli artisti che si alterneranno sul palco di Piazza Duomo: Ornella Vanoni, Karima, Agata Garbin, Nicky Nicolai e Stefano di Battista e Cristina Zavaloni. Nel corso della serata saranno consegnati premi alla carriera e il premio “Giovani visionari” 2019. La serata sarà aperta dal saluto ai partecipanti della marcia solidale partita il 24 agosto da Camerino e giunta nel capoluogo d’Abruzzo dopo aver attraversato i territori colpiti dal terremoto del 2016.

Nel corso della serata, inoltre, previste esibizioni a Piazza Palazzo (21:30) e Piazza Chiarino (ore 23).

Diversamente da quanto annunciato nella conferenza stampa del 26 agosto, la maratona musicale prevista per la giornata di domenica si aprirà con il concerto delle 12:00 davanti alla Casa dello Studente con Emanuela Di Benedetto “Human Emotions” e non alle 9:30 nella Basilica di Collemaggio; il concerto previsto con Paolo Fresu, Daniele Di Bonaventura e I virtuosi italiani è previsto, sempre nella Basilica, a partire dalle ore 13:30; l’inizio dei concerti alla Chiesa di San Giuseppe Artigiano è previsto alle ore 15:00 e non alle ore 14:30.

Nella stessa mattinata, all’hotel Castello dalle 10 alle 13, si terranno laboratori musicali per bambini a cura dell’associazione Nati nelle note mentre alle ore 12 è previsto un momento in cui si incroceranno musica e ricordo davanti la Casa dello studente.

Concerti, nel pomeriggio, nella Chiesa di San Giuseppe Artigiano, nella Basilica di San Bernardino, all’Emiciclo, Auditorium del Parco, in diversi cortili di palazzi, spazi, piazze e aree restituite alla comunità dopo il sisma 2009.

Gran finale con Fabio Concato, in Piazza Duomo, alle 19:30.

Queste le variazioni in caso di pioggia: le orchestre previste alle ore 15:00 all’Emiciclo si esibiranno alla stessa ora nel palco di Piazza Duomo; il solo di Marcella Carboni a Piazzetta Nove Martiri sarà spostato presso il Palazzetto dei Nobili; i concerti previsti a Largo Tunisia alle 15:30 si svolgeranno alla stessa ora presso l’Aula Magna Alessandro Clementi della Facoltà di Scienze Umane (Via Nizza 14); le formazioni musicali a Piazza Chiarino, in programma dalle 15:30, si esibiranno nello stesso ordine all’Auditorium del Parco a partire dalle 17:30. Il resto del programma rimarrà invariato".

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L'AQUILA - Dopo il successo delle edizioni precedenti, “Il Jazz italiano per le terre del sisma” torna con un’edizione rinnovata in prima linea nelle terre del cratere delle quattro regioni coinvolte – Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria - confermando l’impegno e l’organizzazione della Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano” – con il coordinamento operativo della Associazione I-Jazz – insieme a Mibac, il Main Sponsor SIAE-Società Italiana degli Autori ed Editori, NuovoIMAIE e ai molti partner tecnici coinvolti.

Un’edizione, questa del 2019, che conferma la grande maratona musicale all’Aquila (con inizio la sera del 31 agosto e concerti in molteplici location della città domenica 1° settembre) e pone all’attenzione del pubblico due vere rivoluzioni che ne caratterizzano il rinnovamento: una settimana di concerti e trekking nel cuore delle Terre del Sisma tra le regioni citate (organizzata da I-Jazz attraverso i propri soci Musicamdo, Young Jazz e Fara Music in collaborazione con Associazione Movimento Tellurico, Trekking, ecologia e Solidarietà) e iniziata con grande successo il 24 agosto, a Camerino, e il focus al femminile del programma concertistico dell’Aquila. Ecco le due anime de “Il jazz italiano per le terre del sisma” 2019. 

Città dell’Aquila – L’altra metà del jazz

Per il quinto anno consecutivo la grande famiglia del jazz italiano torna all’Aquila e lo fa con un nuovo corso progettuale che pone al centro della manifestazione il gender balance e la creatività femminile.

Due giorni di concerti (31 agosto e 1 settembre), oltre cento musicisti coinvolte, 18 diverse postazioni nel centro storico dell’Aquila con alcune location d’eccezione che verranno impiegate per la prima volta, come l’interno della Basilica di Collemaggio e la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, grandi nomi della musica pop italiana (come Ornella Vanoni e Fabio Concato) e un programma complessivo che vede una netta maggioranza di donne sui vari palchi (Ada Montellanico, Maria Pia De Vito, Cristina Zavalloni, Karima, Nicky Nicolai, Federica Michisanti e tante altre artiste italiane) costudiato e ideato da Paolo Fresu e dalle associazioni che compongono la Federazione Il Jazz Italiano: sono questi i punti di forza della parte conclusiva de “Il jazz italiano per le terre del sisma” che, come da tradizione, conclude nel capoluogo abruzzese la propria marcia in una festa musicale per la città e per tutto il jazz italiano.

La Partita del Cuore e la mostra fotografica a cura di AFIJ

Una novità che caratterizza l’edizione del 2019 è la realizzazione della mostra fotografica allestita e curata dall’Associazione Fotografi Italiani di Jazz (costituitasi a inizio 2019 e membro della Federazione) presso il Palazzetto dei Nobili.

La Mostra “I fotografi italiani per le terre del sisma” è solo una piccola parte dell’immenso lavoro di oltre 50 fotografi coordinati negli anni da Paolo Soriani, Andrea Rotili ed Emanuela Corazziari per il volume realizzato da MIdJ dedicato al progetto.

Alcuni di questi fotografi sono confluiti nella neonata Associazione Fotografi Italiani di Jazz e sono stati invitati a partecipare con i loro scatti più rappresentativi a questa mostra. L’AFIJ quest’anno con il patrocinio della Federazione del Jazz Italiano coordinerà il lavoro di 5 fotografi intorno a singoli progetti autoriali dedicati a questa edizione 2019. I materiali realizzati saranno poi raccolti e diventeranno una mostra e un libro.

Gli scatti che saranno esposti nella mostra del 2019 sono a cura di: Pino Ninfa, Paolo Soriani, Andrea Rotili, Pino Passarelli, Paolo di Pietro, Costantino Idini, Roberto Manzi, Daniela Franceschelli, Mario Catuogno, Gianluigi Iovino, Riccardo Crimi, Gabriele Lugli, Michele Bordoni.

La manifestazione è promossa da Mibac – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e dal Comune dell’Aquila, sostenuta dai Comuni di Accumoli, Amatrice, Camerino, Fiastra, Norcia, Usssita e da SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, in qualità di main sponsor, con il supporto di NUOVOIMAIE e il contributo tecnico di CAFIM, Associazione Movimento Tellurico e organizzata dalla Federazione con il coordiamento dell’Associazione I-Jazz e il contributo di Casa del Jazz. Da segnalare, per la Marcia Solidale, l’organizzazione e il sostegno di Musicamdo Jazz e TAM-Tutta un'Altra Musica (Marche), Young Jazz (Umbria), Fara Music (Lazio), il contributo tecnico di Cotram,

Portare l’arte in terre martoriate da eventi terribili come i terremoti rappresenta il ritorno della vita – dichiara il Ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli - Per questo il mio ministero da sempre è un grande sostenitore della vostra bellissima iniziativa. Il jazz, poi, si presta particolarmente, con le sue dissonanze e i suoi suoni spesso immaginifici, a restituire gioia e spensieratezza.

Mi auguro possiate portare, nelle quattro vostre tappe di quest’anno, Camerino, Norcia, Amatrice e L’Aquila, un po’ di serenità, come spesso solo la musica sa fare”.

“Come Società Italiana degli Autori ed Editori siamo da anni impegnati in prima linea in progetti e manifestazioni come Il Jazz italiano per le terre del sisma, che fanno camminare insieme musica e solidarietà sul percorso di ricostruzione del tessuto sociale e culturale delle popolazioni colpite dai tragici eventi naturali che hanno sconvolto l’Italia negli ultimi anni”, dichiara il Presidente SIAE Giulio Mogol. “Con Italia Loves Emilia, SIAE per Amatrice, RisorgiMarche, la ricostruzione della scuola di Sarnano al fianco della Andrea Bocelli Foundation continuiamo a essere dalla parte di chi trova nella cultura il motivo e lo strumento di ogni ripartenza”.

“Dopo quattro anni la manifestazione si modifica nella forma ma rimane invariata nella volontà di portare solidarietà e attenzione alle popolazioni colpite dal terremoto – dichiarano i membrid della Federazione presieduta da Paolo Fresu - La Federazione Nazionale Il Jazz Italiano, nata il 13 febbraio del 2018, sarà il motore creativo e organizzativo dell’evento in comunione con le associazioni di Lazio, Marche e Umbria raccogliendo così le istanze delle quattro Regioni interessate dal sisma.

Questo nuovo corso pone la progettualità e la creatività femminile al centro di tutta la manifestazione. Per quanto storicamente il mondo musicale - in particolare quello del jazz - siano stati sempre ad appannaggio maschile molte sono le straordinarie musiciste che portano avanti una personale ricerca artistica di grande rilievo, sia come strumentiste e band leader sia come compositrici, arrangiatrici e direttrici d’orchestra. Questa edizione vuole far conoscere e mettere in luce progetti originali e innovativi delle tante magnifiche artiste che sempre di più dovrebbero affollare i cartelloni delle nostre programmazioni musicali. Un’eccellenza femminile che ha bisogno di essere ancora scoperta appieno e che questa edizione vuole evidenziare e valorizzare. Con il preciso intento di accelerare un processo culturale necessario e indispensabile per approdare al riconoscimento della valenza artistica e progettuale femminile, espressione di una diversa creatività e identità e di ciò che dovrebbe essere il contenuto di un vero e reale progresso umano e sociale. Il jazz italiano vuole contribuire, attraverso la musica e l’arte, a una riflessione sull’eguaglianza dei diritti e delle opportunità oltre che a combattere i pregiudizi e la violenza sulle donne”

“Questa manifestazione ha un potere aggregativo straordinario, unisce musica e solidarietà e va ad animare le vie di territori feriti - dice il Presidente del NUOVOIMAIE, Andrea Micciché - Ci auguriamo che anche quest’anno l’evento possa portare quella linfa necessaria alla rinascita della vita culturale delle popolazioni coinvolte nei terremoti. Centinaia di musicisti con la loro vicinanza a chi ha subito gravi perdite, saranno il veicolo di un messaggio che genera speranza. Per noi, che saremo presenti a L’Aquila, ormai punto di riferimento del jazz, è un onore aderire come sponsor a questa grande maratona musicale a cielo aperto”.

“L’edizione 2019 de Il jazz italiano per le terre del sisma è un punto di svolta per la città dell’Aquila nel decennale del sisma - dichiara il Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi - Da quel tragico 6 aprile 2009 questa terra è cambiata, è in continua trasformazione e, fiera delle sue radici e forte di una memoria collettiva e condivisa, proiettata verso il futuro. La metamorfosi è testimoniata anche dalla formula che quest’anno è stata adottata per la manifestazione, distribuita nelle giornate del 31 agosto e del 1° settembre. Un modo per vivere in maniera ancora più intensa e coinvolgente le performance delle centinaia di artisti che attraverso la loro musica, la loro passione, la loro arte confermano un legame ormai inscindibile con L’Aquila e i territori del Centro Italia colpiti dal terremoto. Un appuntamento che, nel capoluogo d’Abruzzo, è stato istituzionalizzato grazie all’intesa sottoscritta con la Federazione nazionale del jazz italiano e SIAE-Società Italiana degli Autori ed Editori. Abbiamo, insieme, conseguito un obiettivo che senza unità di intenti non sarebbe stato raggiunto e che consentirà di far crescere ulteriormente l’iniziativa possibile grazie al prezioso supporto del Mibac e all’amore del maestro Paolo Fresu per questa terra. Un sentimento corrisposto a pieno perché quest’anno, come in passato, chiunque visiterà la città potrà rendersi conto che il jazz ama L’Aquila, L’Aquila ama il jazz”.

CAFIM ha dato il suo contributo sin dalla prima edizione del 2015 – dichiara Claudio Formisano, Presidente Cafim Italia – e conferma ancora una volta con entusiasmo e convinzione il proprio impegno e supporto alla manifestazione nelle giornate aquilane. È un appuntamento ormai irrinunciabile soprattutto per il grande apporto culturale in una città fortemente provata dagli eventi naturali ma che ha saputo reagire con carattere e determinazione, ricostruendo non solo edifici ma tutto lo strato sociale della città diventando oggi il simbolo del jazz italiano; una città dove musica e solidarietà si fondono perfettamente in un messaggio di vicinanza alla popolazione, creando un’atmosfera di grande partecipazione a tutti i livelli”.

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L'AQUILA - Il vice presidente del Consiglio regionale Roberto Santangelo ha partecipato questa mattina alla cerimonia di avvicendamento del comando del Battaglione “Vicenza” presso la Caserma “G. Pasquali” dell'Aquila.

Il comandante Francesco Maria Sabatini è subentrato al parigrado Lorenzo Rivi.

“Ho preso parte alla cerimonia in rappresentanza delle Istituzioni regionali quale segno di riconoscenza e gratitudine verso gli Alpini. Le donne e gli uomini di questo Battaglione svolgono spesso il proprio lavoro in condizioni ambientali difficili, in situazioni emergenziali come in occasione del soccorso prestato alle popolazioni colpite dal sisma del centro Italia”.

Queste le parole di Roberto Santangelo che aggiunge: “E’ un Battaglione composto da personale appositamente formato per essere impiegato nell’antincendio boschivo, in caso di alluvioni e calamità naturali e per tale motivo affianca la Protezione civile, dimostrando in ogni occasione profondo senso di abnegazione unito ad una alta professionalità”.

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VASTO (CH) - "Le garanzie arrivate a parole ai cittadini per quello che riguarda l'attivazione della nuova Tac all'interno dell'ospedale San Pio di Vasto, continuano a essere smentite dai fatti concreti e dalle inefficienze che si vivono ogni giorni nella struttura ospedaliera". È questo l'amaro commento del Consigliere Regionale del MoVimento 5 Stelle Pietro Smargiassi, che nella giornata di ieri si è recato all'ospedale San Pio di Vasto per svolgere una visita ispettiva. 

"Lo scorso 2 maggio - commenta - in occasione della prima seduta della Commissione Vigilanza in Regione Abruzzo, da me presieduta in questa legislatura, volli inserire all'ordine del giorno la discussione riguardante l'installazione e il corretto funzionamento della Tac nell'ospedale vastese. Già in quell'occasione le risposte che arrivarono dalle istituzioni non furono sufficienti per fugare i nostri dubbi. Ho voluto, a distanza di alcuni mesi, tornare sul luogo e verificare l'avanzamento di lavori puntualmente promessi alla vigilia di ogni tornata elettorale. Ho potuto constatare con i miei occhi che, purtroppo, le nostre reticenze erano fondate. La situazione è ancora ben lontana dal trovare una soluzione che vada a garantire un servizio fondamentale per i pazienti".

"Ci sono importanti lavori di adeguamento da portare a termine in un locale, quello adibito alla Tac, - continua Smargiassi - che è ancora poco più di un magazzino. Occorre smaltire una serie di macchinari tecnologici che necessitano di un trattamento speciale, ci sono tramezzi da spostare e pareti con isolamento in piombo da rimuovere. Sono necessari interventi sulla muratura e adeguamenti degli impianti elettrici. È urgente intervenire all'esterno e sulla facciata dell'edificio così da trasformare quella che è, attualmente, ancora una finestra, in una porta che consenta l'accesso alla sala Tac".

"Erano arrivate rassicurazioni - conclude - sul corretto funzionamento della macchina a partire dal mese di ottobre. Rimango in attesa, ma è evidente che lavori così invasivi e importanti non possano essere iniziati e conclusi nello spazio di poche settimane. Quello che sembra evidente adesso è che l'argomento Tac, proprio come quello della sala emodinamica, venga speso da una parte di politica esclusivamente per prendersi voti alle elezioni. Ma i problemi dei cittadini vastesi rimangono senza soluzione".

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L’AQUILA - Si è conclusa domenica 25 agosto la terza edizione del festival internazionale di cinema  dedicato alla terra, da un’idea del direttore artistico Gianluca Fratantonio che organizza l’evento con Elizabeth Tomasetti e Simonetta Caruso dell’associazione culturale ‘Maks’.

Ogni anno il festival ha un sotto tema: quest’anno è stato scelto “la terra del futuro” che ha indagato le nuove idee e le sperimentazioni in atto per uno sviluppo positivo della terra passando attraverso l’agricoltura sostenibile, l’ambiente e la migrazione.

L’evento ha ospitato artisti provenienti da tutto il mondo: Rachel Marks – USA, Maria Giovanna Cicciari – Italia, Ian Clark – Regno Unito, Elisabetta Consonni e Diego Bianchi – Italia che hanno realizzato progetti partecipativi e specifici per il territorio.

Per i festivalieri intervenuti c’è stata la possibilità di vivere una delle esperienze previste nel programma parallelo a quello delle proiezioni serali, per scoprire la Valle del Tirino accompagnati da chi vive e lavora nel territorio.

La giuria internazionale composta da Mark Anastasio, curatore della serie di film Coolidge After Midnight e Program Manager al Coolidge Corner Theatre di Brookline (Massachusetts), Lu Heintz, artista, educatrice e collaboratrice femminista nonché docente presso la Rhode Island School of Design di Providence (RI), Pierlorenzo Puglielli, co-fondatore del Sulmona Film Festival e Wolf Solutions for Cinema, Piercesare Stagni, docente di storia del cinema al Centro Sperimentale di Cinematografia Sede d'Abruzzo e all'Accademia Internazionale di Cinema di Pescara, Emma Zbiral-Teller, videoartista, curatrice e docente di Brooklyn (New York) e membro fondatore di Straight Through the Wall,

ha decretato il film vincitore della terza edizione: "Àgua Mole" di Alexandra Ramires e Laura Gonçalves –Portogallo 2017,  presentato anche a Cannes, un film documentario con le voci narranti in presa diretta e le loro parole che diventano volti, oggetti, maschere, simboli trascinati nel vento.

Due le menzioni d'onore, a "Il Limite" di Edmondo Riccardo Annoni, una narrazione al femminile che affronta il tema della morte con stile tanto documentaristico quanto onirico, ed a "Miraila", un cortometraggio d’animazione realizzato collettivamente da un gruppo di 19 artisti dell'Università dei Paesi Baschi, coordinato da Bego Vicario.

Il Capestrangers award è andato al film "Ato San Nen" di Pedro Collantes, la vicenda di due persone che, nonostante non parlino la stessa lingua, si sforzano di comunicare tra loro.

Novità assoluta di questa edizione è stata l’esperienza di Realtà Virtuale detta VR che consiste nel guardare film in un display montato sulla testa (HMD) e che ha permesso di vivere storie in un modo nuovo, completamente “immersivo”. La antica Chiesa di San Pietro ad Oratorium, è diventato così, uno stargate a mondi lontani e sconosciuti. Katya Panova, russo/francese, produttrice di documentari con esperienza di VR in Francia, ha curato per Strano questo progetto che ha riscosso un incredibile successo.

In questi giorni, Strano ha avviato « Terre Future », un progetto di ricerca ed elaborazione delle diverse soluzioni e utopie che accompagnano la progettazione del nostro avvenire. Lo studio ha lo scopo di immaginare un futuro diverso, consapevole, che possa rivitalizzare le aree rurali italiane e non solo. Un progetto che ha visto il suo inizio in questa edizione del Festival, attraverso la Tavola Rotonda aperta alla cittadinanza, agli artisti e ai visitatori pensata da Fratantonio e progettata dall’ Arch. Andrea Rosicarelli di Punto Studio – Parigi.

Si ringraziano la giuria, il Sindaco e le autorità locali, la Proloco, le Forze dell’Ordine, l’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, la Bper, i partners, la VA.Do. di L’Aquila, capestranodascoprire.it, gli intervenuti alla Tavola Rotonda, i volontari. Un grazie speciale al paese di Capestrano e a chiunque abbia partecipato.

Appuntamento al 2020, con un nuovo sotto tema che sarà rivelato in sede di prossima open call prevista per il mese di gennaio prossimo.

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Venerdì, 30 Agosto 2019 16:25

Tutto pronto per la maratona jazz a L'Aquila

L'AQUILA - Si avvia a conclusione la lunga estate aquilana. Si parte questa sera con "Don Attilio Cecchini, la voce d'Italia a Caracas, l'avvocato delle utopie": la voce recitante di Giampiero Mancini sarà accompagnata dal canto di Candida D'Aurelio.

Domani, prima giornata de "Il jazz italiano per le terre del sisma": sul palco di piazza Duomo si alterneranno Ornella Vanoni, Karima, Agata Garbin, Nicky Nicolai e Cristina Zavalloni.

Domenica seconda ed ultima giornata de "Il jazz italiano per le terre del sisma": tra gli altri Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura. In serata il concerto di chiusura di Fabio Concato e Paolo Di Sabatino Trio che si terrà in Piazza Duomo.

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L'AQUILA - La Compagnia dei Poeti dell’Aquila chiude la Perdonanza con un evento intriso di arte e di spiritualità, dal titolo "Iubilate Deo, omnis terra", sabato 31 agosto alle ore 16,30 presso la Sala Rivera di Palazzo Fibbioni a L’Aquila.

"Iubilate Deo, omnis terra" è il primo verso del Salmo 65 che nella seconda parte continua con i versi che seguono: “Venite, audite/et narràbo, omnes qui timètis Deum/quanta fecit animae mea” indicando la strada di un percorso e di una storia che offre all’umanità, il segno tangibile di una presenza.

Exultate e jubilate sembra essere il messaggio della Perdonanza celestiniana di questo anno 2019 perché promuove una riflessione: "Dal cammino del perdono ai grandi eventi del decennale del terremoto".

Il Recital de La Compagnia dei Poeti dell’Aquila, attraverso la lettura delle composizioni fatte dagli stessi poeti-autori, intende proprio partire dal messaggio culturale, politico e teologico della Perdonanza Celestiniana per arrivare ad un evento che dieci anni fa sconvolse la città e la gente di L’Aquila e che appunto oggi - a distanza di dieci anni - può essere rivisto in modo retrospettivo alla luce proprio di quel Jubilate Domino.

Un exultate e jubilate perché il tempo della tribolazione è passata e la città di Celestino rivestita a nuova va con il concorso di tutto il suo popolo al 725° appuntamento di un evento ormai secolare simile ( per le emozioni che promuove ) a quello del decennale del terremoto.

Parteciperanno i poeti: Giuliana Cicchetti Navarra, Violeta Cojocaru, Filippo Crudele, Carmela De Felice, Federico Del Monaco, Antonio Fasulo, Tonino Frattale, Emanuela Gentilini, Carla Gonnelli, Tiziana Iemmolo, Selene Luise, Valter Marcone, Franca Mucciante, Lucia Orneto, Roberta Placida, Giuliana Prescenzo, Alessandra Prospero, Paola Retta, Bice Sabatini, Claudio Spinosa, Fabio Tobia.

Con la partecipazione di Paolo Pietraforte e delle sue opere pittoriche.

Interverrà l’Assessore Fabrizia Aquilio del Comune dell’Aquila.

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L'AQUILA - Si è conclusa ieri sera con il grande concerto di Fiorella Mannoia con Luca Barbarossa, Paola Turci e Noemi, la 725esima edizione della Perdonanza Celestiniana.

Questa "speciale" edizione del Primo Giubileo della storia resterà sicuramente nel cuore degli aquilani come tappa imprescindibile della loro "Rinascita".

Una Perdonanza straordinaria che ha fatto vibrare l'Aquila e tutte le persone che ne hanno preso parte.

Quest'anno in occasione del decennale dal tragico sisma del 2009 che ne ha stravolto non solo l'architettura, ma l'intera collettività, l'Aquila ancora una volta dimostra la sua grande capacità di reinventarsi.

A migliaia le persone che ogni sera, di questa settimana densa di appuntamenti, sono scese nelle piazze e nelle vie della Città dando vita alla più grande dimostrazione di forza e coraggio: la partecipazione. La manifestazione, fortemente voluta dal Sindaco Pierluigi Biondi e dal Direttore Artistico il Maestro Leonardo De Amicis, ha portato la Città alla ribalta della scena nazionale e internazionale, grazie anche ai moltissimi artisti che hanno deciso di "donare" ai cittadini momenti di grande bellezza.

A partire dalla serata di apertura L'Aquila Rinasce, il 23 agosto, ideata e scritta dal Maestro De Amicis con Paolo Logli e condotta da Lorena Bianchetti, che ha visto salire sul palco volti amatissimi dal pubblico, ma soprattutto artisti di altissimo calibro: Gianni Morandi, Amii Stewart, Paolo Vallesi, Simona Molinari, Piero Mazzocchetti, Stefano Di Battista, Vittoriana De Amicis. E le voci uniche di Giancarlo Giannini, Franco Nero e del premio Oscar Vanessa Redgrave.

Proseguendo con Enrico Brignano che ha portato in scena, domenica 25 agosto, un grande show. Passando per l'emozionante tributo a questa terra reso da Gianluca Ginoble, abruzzese doc, Ignazio Boschetto e Piero Barone, in una sola parola il Volo.

Ogni artista presente in questa importante manifestazione ha portato in campo non solo la sua grande professionalità, ma soprattutto la sua generosità, il suo desiderio di sostenere gli aquilani in ogni modo possibile: attraverso un sorriso, una canzone, un ricordo personale, un'emozione.

In ogni appuntamento, reso ancora più spettacolare dalla suggestiva scenografia naturale della Basilica di Collemaggio, impressionante il colpo d'occhio dal palco del Teatro del Perdono sulla folla presente.

A chiudere questa carrellata incredibile di artisti il ritorno all'Aquila, dopo dieci anni, di una delle voci più importanti del nostro panorama musicale: Fiorella Mannoia. Commentando lo stato della Città durante quel primo concerto aveva detto: "Dobbiamo sperare, lottare e farci sentire. Tenere sempre alta l'attenzione su questi luoghi". E mantenendo fede alla sua promessa non ha mai abbandonato l'Aquila e la sua gente. Il pubblico estasiato ha cantato a gran voce in un abbraccio corale tutti i suoi successi, a partire da: Sally, Povera Patria, la Storia siamo noi, il cielo d'Irlanda. Vere poesie in musica rese ancora più emozionanti dalla sua voce unica. Una serata magica quella che l'ha vista protagonista insieme a Luca Barbarossa, Paola Turci e Noemi. Sul palco con loro la storica band della Mannoia guidata da Carlo Di Francesco e l'Orchestra del Conservatorio dell'Aquila "A. Casella" diretta dal Mº Leonardo De Amicis, contaminata per la serata dalla presenza di altri giovani e talentuosi musicisti, giunti da varie parti d'Italia.

Da sottolineare, inoltre, l'impegno straordinario e di altissimo livello dimostrato in ogni esibizione dall'orchestra creata ad hoc per questa Perdonanza, nata dalla collaborazione artistica tra l'Orchestra Nazionale dei Conservatori d'Italia e il Conservatorio "Casella" dell'Aquila.

Ogni brano diretto dal Maestro Leonardo De Amicis ed interpretato da questi giovani musicisti è stato un omaggio all'Aquila e ai suoi cittadini.

Questa Perdonanza è stata caratterizzata come non mai dal desiderio di tenere salde e chiare le proprie radici, culturali e storiche, ma con uno sguardo rivolto al futuro. Il rito sacro della Perdonanza Celestiniana, in questa edizione, ha assunto inoltre un valore ancor più elevato, infatti: il Comitato Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco ha deciso la sua candidatura a Patrimonio Immateriale dell'Umanità per l'anno 2018, riconoscendone l'importanza straordinaria di messaggio di pace, solidarietà e riconciliazione che da oltre 700 anni diffonde tra gli uomini.

L'Aquila dunque porta con sé non solo la consapevolezza di essere un luogo unico al mondo, per fascino, storia e cultura, ma soprattutto il desiderio di rappresentare nell'immaginario collettivo una Città in cui è ancora possibile realizzare grandi sogni.

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L’AQUILA - Prima della chiusura della Porta Santa il Card. Giuseppe Petrocchi ha celebrato la Santa Messa all’interno della Basilica di Santa Maria di Collemaggio.

Questa l’omelia pronunciata durante la celebrazione.

Ancora una volta la Porta della Perdonanza si spalanca davanti a noi. Ancora una volta risuona, per noi, l’esortazione accorata dell’apostolo Paolo: «Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio» (2 Cor 5, 17-20).

Il Perdono, viene da Dio e ci è dato, gratuitamente, in Cristo; ma al Signore la nostra riconciliazione è costata la morte in croce. Infatti, le colpe che abbiamo commesso non ci sono state imputate, ma sono state caricate su di Lui: «Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio» (cfr. 2 Cor 5, 21). A noi sta rispondere a questo infinito Amore, attingendo alla sorgente inesauribile della Sua misericordia, che lo Spirito fa scaturire nella Chiesa.

Poi, da “perdonati” siamo chiamati a diventare “perdonanti”: la grazia, che abbiamo ricevuto, dobbiamo trasmetterla al prossimo, che ha contratto “debiti morali” verso di noi.

Lo stile da assumere è lo stesso che Dio ha adottato nei nostri confronti: la carità che sa vincere il male mettendo in campo un bene più grande.

Va evidenziato che perdonare non è dimenticare, ma ricordare in modo evangelico, cioè con la sapienza e la generosità che vengono da Dio. E ogni atto di perdono richiede un esigente superamento di sé: non c’è misericordia a basso costo. Una misericordia superficiale e indebitamente anestetizzata diventa caricatura e non immagine vera del perdono di Dio. La misericordia non può essere svenduta: poiché, per essere autentica, deve portare impresso il segno della croce. Ogni perdono, infatti, nasce dalla partecipazione alla Pasqua di Gesù e ne mostra i contrassegni: cioè, l’amore-che-sa  soffrire e, proprio per questo, l’amore-risorto che genera unità.

L’arte del perdono è una virtù alta, che ha radici teologali (nella fede, nella carità e nella speranza), perciò non va scambiata per “buonismo”, che ne rappresenta una forma alterata e svilita.

È in questo orizzonte va inserito il tema della indulgenza.

Il rapporto che lega ciascuno di noi a Dio e agli altri è paragonabile ad una tela comunionale, tessuta con i fili della carità. Il peccato rappresenta una lacerazione fatta su questo “tessuto relazionale” sacro. La confessione consente, con la remissione dellacolpa, di ricucire e reintegrare la sdrucitura inferta dal male compiuto: resta però il fatto che l’atto compiuto, in sé cattivo, merita un castigo, che va espiato attraverso una pena.

Se il pentimento che ha accompagnato la nostra confessione non è pieno, rimane un residuo di pena, da scontare o quaggiù, nel corso della vita terrena, o, dopo la morte, in purgatorio. Dunque: «l'avvenuta riconciliazione con Dio non esclude la permanenza di alcune conseguenze del peccato dalle quali è necessario purificarsi. E’ precisamente in questo ambito che acquista rilievo l'indulgenza, mediante la quale viene espresso il “dono totale della misericordia di Dio”. Con l'indulgenza al peccatore pentito è condonata la pena temporale per i peccati già rimessi quanto alla colpa» (IM n. 9).

E’ importante sottolineare, in questa prospettiva comunionale, che l’indulgenza può essere applicata ai defunti. Infatti, in forza del battesimo, che ci innesta in Cristo, come tralci alla vite (cfr. Gv 15, 1-7), si stabilisce tra i discepoli del Signore una misteriosa unità, che la teologia ha definito “comunione dei santi”. «Si instaura così tra i fedeli un meraviglioso scambio di beni spirituali, in forza dei quale la santità dell'uno giova agli altri ben al di là del danno che il peccato dell'uno ha potuto causare agli altri. Esistono persone che lasciano dietro di sé come un sovrappiù di amore, di sofferenza sopportata, di purezza e di verità, che coinvolge e sostiene gli altri. E la realtà della “vicarietà”, sulla quale si fonda tutto il mistero di Cristo» (IM n. 10).

Gesù e solo Lui è la Porta che Dio ha aperto nella nostra esistenza, perché imparassimo a passare dal dubbio alla luce, dallo scoraggiamento alla speranza, dalla tristezza alla gioia, dalla solitudine alla comunione, dal peccato alla santità. Se ci dovesse capitare di restare imbrigliati in difficoltà che ci tolgono la pace e rubano la gioia, prima di mettere sotto accusa le situazioni esterne che le hanno prodotte, sarebbe più saggio chiederci: questa opacità interiore che mi porto addosso e la scontentezza che mi domina non dipendono forse dal fatto che sono rimasto impantanato nei problemi e non ho varcato la “porta santa” - cioè la Pasqua del Signore - che sola può rendere ogni croce sorgente di risurrezione?

Un segno fondamentale, che attesta in noi l’azione della misericordia ricevuta e donata, è l’esercizio della carità, che è l’amore di Cristo diffuso nei nostri cuori dallo Spirito. Questo amore abbraccia tutti, nessuno escluso, ma testimonia un’attenzione speciale verso i più bisognosi. Ciò vuol dire privilegiare gli ultimi: cioè rendere operativa “l’opzione dei poveri”. La comunità cristiana, proprio perché “Chiesa dei poveri”, sta dalla parte degli ultimi, degli sconfitti, degli scartati: dove si trova qualcuno che soffre, lì la Chiesa erige la sua tenda. Nella categoria dei poveri vanno compresi tutti quelli che mancano di qualcosa che è loro necessaria per vivere una esistenza dignitosa, sul piano umano e religioso.

Chi perdona non indietreggia di fronte al male: al contrario, lo identifica e lo combatte con una forza moltiplicata, che non viene dall’uomo ma da Dio.

Il testo del Vangelo di Marco (Mc 6, 17-29) disegna la fisionomia di personaggi che hanno una portata più ampia della loro storia: infatti, presentano profili che tendono a riproporsi, anche se in modalità diverse, nell’esistenza personale e collettiva.

Erode è un uomo nel quale il vizio si è profondamente infiltrato, ma che rimane ancora capace di simpatizzare, in forme altalenanti e fievoli, con il bene. Oscilla tra il “sì” e il “no” alla verità, senza riuscire a riscattarsi dalla mediocrità e da comportamenti turpi. È succube dei suoi difetti, che lo rendono egoista, dispotico e inaffidabile. Perciò, diventa preda del peccato e autore, a sua volta, di ingiustizie e sopraffazioni.

Erodiade, invece, resta compatta nella sua furia assassina: non si fa scrupoli, e utilizza la figlia Salòme, come “esca” seduttiva per il suo disegno omicida. Erode cade nella trappola e si sente costretto, suo malgrado, a sottoscrivere la sentenza che condanna a morte Giovanni il Battista. E proprio Giovanni, apparentemente sconfitto, in realtà trionfa: il suo martirio segna la disfatta completa dei suoi persecutori.

La Perdonanza, proprio perché ci chiama alla conversione e al rinnovamento evangelico, ci costituisce “alleati” di Giovanni il Battista: pronti, come lui, a denunciare con coraggio il male e a diventare testimoni perseveranti dell’amore cristiano, disposto ad andare contro-corrente. Chi varca la Porta Santa si impegna a dissolvere, in sé e nell’ambiente in cui opera, l’ombra oscura di Erode e di Erodiade, che si proiettano cupe su vaste zone della cultura contemporanea. L’adesione alla Parola di Dio e la fedeltà alla grazia non consentono complicità con devianze e corruzione, e neppure con atteggiamenti  avidi e aggressivi: dove la dignità umana viene violata e quando le legittime esigenze di sviluppo integrale delle persone vengono ignorate o calpestate, il discepolo del Signore ha l’obbligo di alzare la sua voce, in modo non violento ma deciso, a difesa della “giustizia integrale”, del singoli come delle collettività, seguendo l’esempio del Battista. Occorre attivare la carità «che – come scriveva Giovanni Paolo II - apre i nostri occhi ai bisogni di quanti vivono nella povertà e nell'emarginazione. Sono, queste, situazioni che si estendono oggi su vaste aree sociali e coprono con la loro ombra di morte interi popoli. Il genere umano si trova di fronte a forme di schiavitù nuove e più sottili di quelle conosciute in passato; la libertà continua ad essere per troppe persone una parola priva di contenuto» (IM n. 12).

Anche di fronte ai prepotenti di oggi, che esercitano la loro volontà di dominio in forme spesso subdole e distruttive, bisogna avere la “franchezza audace” del profeta, che poggia sulle promesse che abbiamo ascoltato nel testo di Geremia: «tu, àlzati e di' loro tutto ciò che ti ordinerò; non spaventarti di fronte a loro..Ed ecco, oggi io faccio di te come una città fortificata. Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti» (Ger 1,17-19).

Ancora una volta - come scrive Giovanni Paolo II - va sottolineato che «Il perdono non si contrappone in alcun modo alla giustizia, perché non consiste nel soprassedere alle legittime esigenze di riparazione dell'ordine leso. Il perdono mira piuttosto a quella pienezza di giustizia che conduce alla tranquillità dell'ordine, la quale è ben più che una fragile e temporanea cessazione delle ostilità, ma è risanamento in profondità delle ferite che sanguinano negli animi. Per un tale risanamento la giustizia e il perdono sono ambedue essenziali» . La Perdonanza, dunque, non ha solo un “raggio” ecclesiale, ma anche valenza sociale. Proprio questa “saldatura” tra evento liturgico e dimensione civile costituisce una caratteristica speciale che rende la Perdonanza celestiana, celebrata a L’Aquila, evento

unico e al tempo stesso universale. Sta su questo “crinale” - che congiunge il versante della fede e della ragione - la novità del messaggio consegnato alla nostra Città, ma rivolto, attraverso una “mediazione aquilana” - al mondo intero.

In tale prospettiva, mi ritrovo, per intero, nelle parole forti di Papa Francesco, il quale ha dichiarato che nell’eredità spirituale ed etica di Celestino V compare «la profezia di un mondo nuovo: misericordia è profezia di un mondo nuovo, in cui i beni della terra e del lavoro siano equamente distribuiti e nessuno sia privo del necessario, perché la solidarietà e la condivisione sono la conseguenza concreta della fraternità».

La Celebrazione della Perdonanza non può essere solo un evento esteriore: una sorta di mantello posto provvisoriamente su una veste macchiata e destinato ad essere dismesso, lasciando le cose com’erano, non appena la Porta santa si chiude. La Perdonanza va celebrata nell’Anima della Chiesa e nel Cuore della Città. Perciò, nel fare un “bilancio” della Perdonanza si dovrebbe assumere, come indice di successo, il cambiamento in meglio, registrando - nel corso dell’anno - i progressi avvenuti nella mentalità e nello stile di gestione dei rapporti interpresonali, famigliari, culturali, sociali ed istituzionali.

L’Aquila ha una missione da svolgere, con le parole e nei fatti: quella di proclamare la Civiltà della Perdonanza.

Per questo L’Aquila da Città “tra” i monti deve, sempre di più, porsi come Città “sul” monte (in senso evangelico): capace di vivere e di diffondere, a livello planetario, il Messaggio di Papa Celestino.

Questa 725ma edizione della Perdonanza, ricorre, come è noto, nel 10° anniversario del terremoto. Da credenti, non possiamo limitarci a “subìre” gli eventi, accettandoli con rassegnazione, ma siamo chiamati ad “interpretarli” alla luce del Vangelo e riconoscere il flusso di grazia che li attraversa. Per questo, accompagnati da Papa Celestino dobbiamo varcare la “porta degli eventi”, per leggere ciò che il Signore, crocifisso-risorto, ha scritto in queste pagine dolorose della nostra storia. Solo così potremo cogliere, sempre meglio, il significato salvifico che “portano dentro” e rispondere alla sfida del sisma, con la saggezza e la tenacia dei figli di Dio: “esperti nel vivere la risurrezione”.

Affidiamoci a Maria, Donna del Perdono e Madre della Comunione. Sia Lei a guidarci sui sentieri - talvolta faticosi, ma sempre consolanti - della volontà di Dio, per ricevere e diventare una benedizione.

Vorrei concludere con le parole di una preghiera che mi ha inviato, per lettera, una giovane Aquilana: “Aiutami, Signore, a mettere in pratica la tua Parola, perché, negli ambienti in cui opero, possa “riflettere” Te e così costruire la “Città della Pace”.

Giuseppe Card. Petrocchi

Pubblicato in Arte e Cultura
Venerdì, 30 Agosto 2019 11:22

Open Day master universitario Odem 18-19

L'AQUILA - Al via la IV^ edizione del Master universitario multidisciplinare di II livello in Odem (Official of Disaster and Emergency Management) presso l’Università degli Studi dell’Aquila, con il Patrocinio dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani della regione Abruzzo per la formazione multidisciplinare dei Prevention Manager (esperti della pianificazione strategica e integrata territoriale e progettisti della prevenzione) e degli Emergency Manager (esperti della progettazione e gestione di crisi ed emergenze).

Sabato 31 Agosto 2019 dalle ore 09:00 alle ore 18:00, presso la sede didattica dell'Università degli Studi dell'Aquila in Viale Nizza,14 - Aula 1 D Open Day Master Odem anno accademico 18-19: professore Fabio Graziosi(Coordinatore del Master O.D.E.M. presso Univaq); ingegnere Giulio Marcucci (Presidente del Centro Studi E.Di.Ma.S.); Piero Moscardini(Tutor formativo del Centro Studi E.Di.Ma.S.); dottor Giuseppe Coduto (Past President del Centro Studi E.Di.Ma.S).

Prevention Manager e Emergency Manager due nuove e sempre più necessarie figure professionali multidisciplinari, rivolte a Ingegneri, Architetti, Geologi, Economisti, Giuristi, Medici, Veterinari, Psicologi, Sociologi, Antropologi, Esperti ambientali, già operanti nei settori pubblico e privato, ed anche naturalmente, ai giovani neo laureati in ogni disciplina. Una proposta formativa innovativa che prevede la presenza di Docenti di livello nazionale ed internazionale, sia interni, sia  esterni al mondo accademico ed universitario, per approcciare alla progettazione territoriale in maniera strategica ed integrata - un'azione condivisa, partecipata e sostenibile – realizzata con tutti i molteplici soggetti  presenti nel territorio di riferimento, superando i limiti delle pianificazioni di settore (verticali) e dell’oramai obsoleta figura del Disaster Manager nata nel settore di protezione civile negli anni '80,  orientata alla mera operatività in caso di evento e come testimoniato anche nelle recenti emergenze,  non più in grado di gestire sistemi e problematiche sempre più complesse derivanti da inadeguate progettazioni territoriali.

La IV^ edizione del Master in Odem é stata patrocinata da Anci Abruzzo ed anche dall'Inps che ha messo a bando ben 4 borse di studio a finanziamento totale delle quote di partecipazione. Altre ulteriori Intese sono state stipulate tra E.Di.Ma.S., l’Università degli Studi dell’Aquila e le strutture speciali per la ricostruzione  Usra (Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila) e USRC (Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere), le quali hanno messo a disposizione entrambe 2 borse di studio per i loro dipendenti, favorendo le attività di tirocinio formativo presso le loro importanti e strategiche strutture istituzionali, che già operano a supporto delle autonomie locali nell’area colpita dal sisma.

Una delle tante innovazioni di questa IV edizione del Master Odem ‘18-‘19 è quella dell'accordo operativo siglato con Anci Abruzzo che ha permesso all’Università degli Studi dell’Aquila e al Centro Studi  E.Di.Ma.S. di rendere fruibili ben 5 moduli formativi a tutti i Sindaci della Regione Abruzzo che potranno scegliere nell'intenso programma didattico, le lezioni da poter frequentare gratuitamente (prevention and emergency management, pianificazione e progettazione strategica e integrata territoriale, europrogettazione, la comunicazione in situazioni di crisi, la sicurezza multidisciplinare Integrata, i  rischi moderni, i rischi antropici, il cybercrime, il Gis, le tecnologie moderne e le reti neurali per la pianificazione, la gestione delle emergenze, la gestione delle emergenze internazionali, la valutazione del ciclo relazionale, il management e il ciclo di processo della resilienza, dal metodo augustus al ciclo di processo, il change management, la gestione del cambiamento nelle strutture pubbliche e private, la costituzione e il territorio europeo).

“Sono già numerose le richieste pervenute dai primi cittadini abruzzesi che hanno deciso di essere presenti alla giornata di presentazione del Master universitario di II livello in O.D.E.M. per partecipare gratuitamente alle lezioni promosse da E.Di.Ma.S., Università dell’Aquila e ANCI Abruzzo, ritengo che questa sia la strada giusta, per affermare concretamente il suo motto: Non è possibile predire il futuro. E’ possibile costruirlo. E come in questo caso, quando si lavora insieme per il bene comune, si riesce a farlo molto meglio”, afferma Giulio Marcucci presidente di E.Di.Ma.S.

 

 

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