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Giovedì, 06 Dicembre 2018 12:42

Festa della Rinascita: discorso del sindaco Pierluigi Biondi

- Pierluigi Biondi. - Pierluigi Biondi.

L’AQUILA - Signor Presidente della Repubblica, Signor Ministro francese per gli Affari Europei, Signor Ministro per i Beni e le attività culturali, Signor Ambasciatore di Francia in Italia, Signor Sottosegretario ai Beni culturali, Sua Eminenza Arcivescovo Metropolita, autorità tutte, cari colleghe e colleghi Sindaci, gentili ospiti, cittadine e cittadini presenti.

L’inaugurazione della Chiesa di Santa Maria del Suffragio ha un significato di straordinaria importanza per tutta la nostra comunità. Nella drammatica notte del 6 aprile 2009, la Città dell’Aquila fu colpita al cuore. Furono 309 le vittime dell’immane tragedia, quasi centomila gli sfollati e incalcolabili i danni al patrimonio artistico. Tra i principali monumenti devastati dalla violenza del sisma figurava uno dei simboli del capoluogo: la Chiesa di Santa Maria del Suffragio. Emblema di resurrezione e, al contempo, monito perenne e omaggio alle vittime dell’altro, devastante terremoto, che, nel 1703, distrusse la Città dell’Aquila, provocando migliaia di morti.

Tutti abbiamo ancora davanti agli occhi le immagini drammatiche di quei giorni, con il crollo, quasi in diretta televisiva, della pregevolissima cupola. Da quel giorno, L’Aquila è molto cambiata: sta ritrovando se stessa, si sta riappropriando delle sue radici e sta scoprendo un nuovo modo di essere città, tutti noi stiamo sperimentando un nuovo modo di essere comunità. Che ha a che fare con il dolore, ma anche con il coraggio, con la distruzione, ma anche con la rinascita. Stiamo entrando nel 2019, attraversando una terra che non vuol più piangere, orgogliosa, una terra che con i bambini oggi presenti, nati tra il 2009 e il 2010, testimonia tenacia, coraggio e intelligenza. Loro sono i nostri figli. Sono i figli di chi ha scelto di investire, di tornare, di chi ha voluto restare, di chi qui vuol crescere.

L’Aquila è questo: speranza, innovazione, sapienza, storia, arte e architettura.

Speranza perché oggi, grazie all’inaugurazione delle Anime Sante, luogo di culto, di preghiera, di memoria e di arte, andiamo a scrivere, tutti insieme, una delle più belle pagine di solidarietà da parte della comunità internazionale. Il Governo francese, infatti, volle contribuire attraverso un segnale tangibile, che resterà scritto nella storia universale e nella nostra memoria, individuale e collettiva.

Arte e architettura perché grazie a questo gesto straordinario di amicizia tra i popoli e di amore verso il patrimonio artistico, oggi ritroviamo un capolavoro e, al contempo, un luogo che ricorda come, nel corso della sua storia, più volte sia stato chiamato a rialzarsi, con sacrificio e dignità, ricostruendo vite e monumenti, quotidianità e identità. Solo un anno fa, il 20 dicembre, tornava all’Aquila la Basilica di Collemaggio, grazie al sostegno di Eni, mentre nei prossimi mesi vedrà la luce Palazzo Ardinghelli, ristrutturato grazie al Governo russo, che ospiterà una sede distaccata del museo MAXXI di Roma. Per ogni pezzo che torna al suo posto, recuperato, c’è un pezzo rinnovato. Una strada illuminata, una vetrina ammirata, una finestra accesa. Ancora speranza.

Se oggi la Chiesa di Santa Maria del Suffragio torna all’antico splendore è, dunque, grazie a tale, incredibile aiuto e anche grazie a una importante, efficace ed innovativa opera di ricostruzione, curata dal Mibac attraverso i suoi uffici territoriali.  

Per questo risultato e per il fondamentale contributo che stanno dando alla ricostruzione, un ringraziamento particolare va quindi al Segretariato generale Mibac, alla Soprintendenza per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Aquila e del Cratere e a tutti i tecnici, gli storici dell’arte, i restauratori e le ditte che, con il loro lavoro quotidiano, eseguito con passione e competenza, stanno riportando a nuova vita i gioielli che testimoniano la lunga e gloriosa storia della Città. In una tragedia che è costata la vita a tante vittime innocenti, L’Aquila è stata sottratta allo sfinimento dall’ingegno e dal lavoro delle donne e degli uomini che operano quotidianamente, fin dai primi, drammatici momenti seguiti alla scossa, spesso in situazioni di pericolo, per mettere in sicurezza, ricostruire e valorizzare i beni monumentali. Questa è la nostra sapienza.  

Il terremoto ha fatto scempio di vite e di memoria, di progetti ed esistenze, ci ha disperso e poi riunito, ci ha insegnato la perdita e la precarietà, dei luoghi e delle esistenze. Ha messo a dura prova l’economia del territorio e le sue principali risorse. Ma oggi siamo il centro di una vivacità inaspettata. Probabilmente, dieci anni fa, ancora frastornati e impolverati e con gli occhi velati, non avremmo saputo immaginare domani più franco, magico e pieno di promesse. Partendo da una situazione obiettivamente critica, abbiamo messo in campo il coraggio di puntare sulle sfide del futuro, mantenendo al contempo ben salde le radici. In questi anni, abbiamo dovuto ripensare le nostre strategie di sviluppo facendo leva su un percorso di ricostruzione, non solo fisica, orientato all’innovazione, grazie anche alla presenza di istituzioni di prestigio internazionale che mettono a disposizione le loro competenze per l’ideazione e la realizzazione di progetti complementari dedicati alla città nuova. L’obiettivo è dotarci di infrastrutture fisiche ed immateriali capaci di promuovere un laboratorio permanente centrato sul cittadino, basato su logiche di innovazione continua. L’innovazione che convive di una bellezza sorprendente con la storia.

Oggi la Città dell’Aquila può mostrare al mondo la sua rinascita. Le note dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese testimonieranno la vitalità di un comparto culturale, e di una tradizione musicale, che la pongono in una posizione di primo piano nel nostro Paese.

I bambini che lasceranno andare verso il cielo i palloncini con i colori della speranza e della memoria di quanto accaduto, sono, da oggi, non più figli del terremoto, ma della rinascita.

Il mio ringraziamento va ai cittadini, perché non era scontato arrivare a questo traguardo. La bellezza di questo luogo, care Aquilane e cari Aquilani, è il premio per chi ha creduto, per chi è restato, per chi non si è arreso, per chi ha scelto di regalare una nuova speranza ai nostri figli.

A tutti dico: avete fatto bene. Perché voi, noi, siamo testimoni privilegiati del più grande progetto di rigenerazione che la storia recente della nostra Patria conosca.

 

Il Sindaco Pierluigi Biondi.

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