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Giovedì, 04 Ottobre 2018 12:08

Una targa per la vita domani a Barisciano

L'AQUILA - Le violenze contro le donne e i femminicidi rappresentano ancora oggi fenomeni orribili di enormi proporzioni. I numeri sono chiarissimi, ci raccontano di una società nella quale si annidano focolai di violenza indicibile, spesso insospettata: quasi sette milioni di donne hanno subìto qualche forma di abuso nel corso della loro vita. Dalle violenze patite in casa o nel posto di lavoro, allo stalking, dallo stupro all'insulto verbale, la vita delle donne è costellata di violazioni del proprio corpo, della propria sfera personale e intima, della propria dignità. E’ frequente il tentativo di cancellarne l'identità, di minarne profondamente l’autostima, l’indipendenza e la libertà di scelta.

“Il tragico, estremo, risultato di questa serie di violazioni, è rappresentato dal femminicidio” Interviene l’onorevole Stefania Pezzopane, - “I fatti raccontano di un reato, tra i più odiosi e vili, che non conosce la parola fine. E proprio il femminicidio, l’uccisione di una donna con la quale si hanno - o si sono avuti, o si vorrebbero - legami sentimentali, rappresenta la parte preponderante della mattanza in corso contro il genere femminile. In Italia“ - prosegue - “oltre l’80% dei delitti commessi e che vedono una donna perdere la vita per mano di un uomo, sono classificati come femminicidi; oltre quattro su cinque, un numero enorme e terribile. Una tipologia di delitto che dimostra di essere un reato diffuso ed un problema che necessita di una risposta sì legislativa e quindi giudiziaria, ma anche educativa e di conseguenza culturale“. Donne uccise da uomini che dicevano di amarle. Una realtà inaccettabile per un Paese che voglia definirsi civile. Quali gli strumenti legislativi attivi utili a far fronte ad un fenomeno tanto diffuso e grave? “Nella scorsa legislatura“ - dichiara Stefania Pezzopane - “abbiamo aumentato i fondi destinati ai centri antiviolenza, varato una legge contro le violenze di genere e i femminicidi e una legge importantissima a tutela degli orfani di femminicidio. Orfani, anch’essi vittime della furia omicida di un uomo; bambine e bambini, ragazze e ragazzi che improvvisamente vedono le loro vite stravolte, la loro famiglia annientata: la madre uccisa e il padre femminicida in prigione o suicida. Una condizione feroce e devastante che richiedeva la tutela di questi innocenti“. E conclude l’onorevole Pezzopane: “C’è ancora tanto da fare, la battaglia per l’affermazione della civiltà contro la barbarie delle violenze subite dalle donne è ancora lunga e tutti noi, donne e uomini civili, insieme, siamo chiamati ad impegnarci per l’affermazione della cultura del rispetto. Solo uniti potremo debellare questa piaga".

Nasce nel 2013, la campagna “Una targa per la vita“ e dalla prima targa posta nell’Aula consiliare del comune dell’Aquila, grazie all’impegno di tante persone di buona volontà, le iniziative si sono moltiplicate fino a fare della campagna un’iniziativa nazionale. Prossima tappa: venerdì, 5 ottobre, nell’Aula consiliare del comune di Barisciano, in provincia dell’Aquila. Sulla campagna interviene Gilda Panella, coordinatrice delle Democratiche della provincia dell’Aquila: “Siamo assolutamente consapevoli che la targa non può certamente rappresentare la soluzione ad un problema che è innanzitutto culturale, ma proprio in ragione di ciò riteniamo essenziale che un segnale di civiltà parta dai luoghi delle Istituzioni; un messaggio che è anche impegno da parte delle amministrazioni a realizzare quanto in loro potere a tutela delle donne sottoposte a violenze e perché si attuino tutte le buone pratiche utili ad incidere su un cambiamento culturale, appunto, urgentissimo e necessario“.

Interverrano, all’iniziativa del 5 ottobre, oltre al primo cittadino di Barisciano, Francesco Di Paolo, l’onorevole Stefania Pezzopane, Edlira Banushaj responsabile Uil centro ascolto violenze, Federica Aloisio per l’Associazione Donne di Barisciano, lo scrittore Giovanni Garufi Bozza e il giovanissimo Alessandro Conti.

Nuove targhe sappiamo troveranno presto posto in altre aule consiliari di diversi comuni italiani, per le donne, per tutte le donne, contro ogni sopraffazione, contro ogni violenza e in memoria delle vittime di femminicidio che la ferocia vigliacca del non amore ha strappato alla vita.

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