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Articoli filtrati per data: Marzo 2019 - Radio L'Aquila 1

L'AQUILA - Domenica di rugby al Tommaso Fattori con l'Unione Rugby L'Aquila. Saranno due gli appuntamenti tutti colorati di neroverde programmati sul tappeto verde dello stadio aquilano, che vedranno scendere in campo in sequenza alle 13,30 l'Under 18 Elite di Alberto Santucci Stefano Ciancarella contro la Lazio ed alle 15,30 l'atteso match salvezza del girone 3 di serie A della squadra seniores guidata da Roberto D’Antonio e Luigi Milani contro Perugia.

La squadra, animata da voglia di riscatto dopo la sconfitta di Pesaro, in preparazione ha anche svolto un allenamento congiunto allo Iovenitti di Paganica con i rossoneri che militano nel girone 4 di serie B, prima della rifinitura di venerdì a Villa Sant’Angelo. Il presidente Pierfrancesco Anibaldi ringrazia per l'ospitalità il numero uno del Paganica Antonio Rotellini con l'auspicio di avere altri importanti momenti di proficuo confronto.

Dirigerà l’incontro Massimo Salierno di Napoli che ha un benevolo precedente stagionale con L’Aquila, il 22 dicembre 2018 sul campo di Villa Sant'Angelo nella vittoria 29-14 sulla cadetta della Toscana Aeroporti I Medicei. “Ju meju” della partita sarà premiato con il boccale del Museo Rugby Club Vecchio Cuore Neroverde dall’ex atleta pluriscudettato Carlo Prosperini, mentre il terzo tempo sarà offerto dal pub Bathtube in via Garibaldi.

Di seguito i convocati: Sebastiani, Ferrara, Di Febo A., Fiore, Cortesi, Niro, Suarez, Santavenere, Petrolati, Anderson, Di Santo, Giampietri, Pupi, Sansone, Du Toit, Alloggia, Iezzi, Fiorentini, Di Febo R., Pattuglia, Daniele, Ciaglia, Valdrappa.

La formazione cadetta allenata da Alessandro Marozzi ed Alessandro Vicini ospiterà invece a Centi Colella il Viterbo, vice capolista del girone G del campionato di serie C1. Un impegno difficile dove è importante conquistare punti in ottica salvezza. Arbitra Arturo Silvestro di Napoli.

Per potenziare il settore giovanile neroverde… UNISCITI A NOI! Dal 15 marzo al 15 aprile per tutti i ragazzi nati dal 2003 al 2015 e le ragazze dal 2007 al 2015, il primo mese gratis e per chi continuerà l’attività sportiva fino al 15 giugno paga solo 50 euro ed avrà una t-shirt Unione Rugby L’Aquila in omaggio. Appuntamento a Centi Colella lunedì giovedì e venerdì dalle ore 17,30 alle 19,00. (info 3475215764).

Grazie e Francesca Liaci, mamma di Lorenzo Casilio ed a Federica Di Santo, mamma di Leonardo Lostia, con la preziosissima collaborazione di tutti i genitori che hanno creduto nei fantastici prodotti Forever Living, abbiamo potuto dotare i nostri ragazzi del settore giovanile dell’attrezzatura per la preparazione atletica. Il progetto di collaborazione con Aloe LifeStyle continua e Francesca e Federica sono a disposizione per una consulenza su benessere e bellezza.

Il club neroverde desidera infine porgere i migliori auguri di pronta guarigione al centro aquilano Marcello Angelini in forza al Rovigo in Eccellenza che è stato operato nei giorni scorsi a L’Aquila per l'infortunio rimediato contro Calvisano e ad Americo Sebastiani per i problemi di salute degli ultimi giorni.

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L'AQUILA - A quasi dieci anni dal terremoto che piegò l’Aquila nella notte del 6 aprile 2009, I Solisti Aquilani terranno il primo aprile, alle ore 18.30, un concerto presso l’Auditorium “Yehudi Menuhin” nel Parlamento Europeo a Bruxelles, per ricordare la tragedia che ha segnato la storia della città. Ma anche per lanciare un allarme. L’ensemble eseguirà, infatti, una versione “rivisitata” in chiave ambientalista de “Le Quattro Stagioni” di Vivaldi, che verrà riproposta venerdì 5 aprile presso la“Sala della Regina” di Palazzo Montecitorio a Roma.

Il concerto offre al pubblico innumerevoli spunti di riflessione, grazie all’elaborazione di un “chiaro-scuro sonoro” nell’esecuzione: da un lato la Natura per com’era, quella descritta da Vivaldi, vitale e incontaminata, dall’altro la Natura violata come quella che abbiamo troppo spesso di fronte ai nostri occhi e del cui degrado è responsabile l’uomo.

Attenzione, ci dicono attraverso la musica I Solisti Aquilani, è il cambiamento che stiamo vivendo senza che ce ne accorgiamo e preoccupiamo in modo adeguato.

Proprio a seguito del sisma che colpì l'Abruzzo, proprio in quella terra, è nata l'idea di Daniele Orlando e dei Solisti di far dialogare l'opera vivaldiana con la contemporaneità. Per riflettere e far riflettere sul rapporto uomo ambiente, offrendo una chiave interpretativa delle Stagioni che andasse oltre l'esecuzione tradizionale. Perché se Vivaldi descrive con la sua musica una natura incontaminata, ben diversa è l’amara visione di come la Natura sia stata ridotta da un intervento dell’uomo spesso troppo invasivo. La musica, unica e coinvolgente, è anticipata dalla proiezione di "Una Nuova Stagione",cortometraggio sperimentale girato nella terra abruzzese. Ideato e diretto da Daniele Orlando con la collaborazione di Serena Raschellà e la partecipazione dei Solisti. Scorrono immagini di un mare cristallino, di prati verdi splendenti. Quel mare cristallino diventa poi, con il fluire delle immagini, grigio, sporco, pieno di detriti; l’erba splendente diventa terra esiccata, arida.

Si tratta del primo esperimento musicale e cinematografico sul rapporto tra la natura incontaminata di Vivaldi, e la malinconica percezione della natura deturpata e violata del nostro tempo, come sottolinea Maurizio Cocciolito, direttore artistico dei Solisti Aquilani.

“In un momento di massima attenzione alle risorse del pianeta e di grande preoccupazione per la sua salvaguardia e tutela - afferma - la musica, in queste “Stagioni", vuole essere esattamente questo: veicolo di trasmissione di un bisogno non più trascurabile. E devo ringraziare tutto il Complesso per questa operazione, ma soprattutto il nostro primo violino e solista Daniele Orlando, fautore e interprete di questo straordinario progetto in ogni suo molteplice riferimento".

Al concerto saranno presenti David Sassoli, vicepresidente del Parlamento Europeo, Paolo Grossi, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles e i parlamentari Flavio Zanonato, Silvia Costa, Massimo Paolucci.

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REGGIO CALABRIA - Ieri, venerdì 29 marzo, è stata eseguita, in prima assoluta, presso il Teatro Cilea di Reggio Calabria, la “Via Crucis”, oratorio per soli, coro e orchestra con musica di Antonio Galanti e drammaturgia e testi dei Padri della Chiesa curati da Domenico Gatto. Quest’importante appuntamento del programma della stagione 2018-2019 del “Rhegium Opera Musica Festival”, sezione “Classica Mediterranea” promossa dall’Orchestra del Teatro Cilea e dal Coro Lirica Cilea, è stato dedicato a don Gaetano Cosentino, mancato nel 2011.

Un oratorio capace di immergere il pubblico nel dramma della crocifissione, morte e resurrezione del Cristo, ben interpretato da Francesca Romana Tiddi, Sara Intagliata, Sofia Janelidze e Davide Ruberti, e da un intenso Simón Orfila, grande basso-baritono a livello internazionale nel ruolo di Cristo.

Attenta e precisa la direzione del Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli che ha saputo guidare l’Orchestra del Teatro Cilea, questa volta alle prese con una partitura contemporanea particolarmente complessa. Buona anche la prestazione del Coro lirico Cilea che ha ben sostenuto i solisti.

"Indubbiamente l’oratorio del M. Galanti è un’opera innovativa e coraggiosa per il 2019. Vi è l’evidente volontà di proporre una composizione che sicuramente è contemporanea, ma non eccessivamente spinta, poiché cerca, in qualche modo, di ricollegarsi con tutta la tradizione sacra della musica italiana, dando un sapore di continuità a tutto l’oratorio. Frequente è infatti il ricorso ai melismi affidati alla voce dell’angelo mentre i temi del Cristo ricordano il canto gregoriano. All’orchestra è affidato un ruolo sicuramente diverso da quello proposto dalle normali composizioni sacre proprio perché l’idea è quella di creare piani differenti che si incontrano e si scontrano insieme. Questa continua ripetitività dei temi del coro pare quasi invitare le persone a partecipare al viaggio che arriva poi alla resurrezione: questo, a mio avviso, è un aspetto molto importante. Il pubblico che viene a sentirsi questo oratorio, difatti, ci viene con l’idea di partecipare, anzi deve parteciparvi in quanto si trova a essere coinvolto in un vero e proprio percorso che accompagna lo spettatore dall’inizio - la morte di Gesù - alla Sua resurrezione. Alcuni elementi, dopo un po’, aiutano lo spettatore a partecipare, a prendervi parte e quindi ad arrivare al momento della risoluzione finale, la resurrezione, dove ovviamente vi è un apporto corale molto più preponderante, dove si può riscontrare un “tutti” diciamo complessivo, in cui l’orchestra cambia radicalmente e diventa molto più presente per celebrare il momento culmine dell’anno liturgico e probabilmente di tutta l’esegesi cattolica.

Rispetto alla serata di ieri, posso dirmi molto soddisfatto perché il pezzo era estremamente difficile. L’Orchestra del Teatro Cilea ha risposto molto bene e sono molto molto contento dei solisti, in quanto sicuramente “Via Crucis” non è un’opera che possono eseguire tutti. Serve un cast di solisti d’eccezione perché il compositore ha voluto caratterizzare molto i personaggi, per l’interpretazione dei quali sono richieste vocalità particolari. Per questo devo complimentarmi con Domenico Gatto per la scelta veramente azzeccata del cast formato da voci importanti e allo stesso tempo estremamente duttili. Orfila, fuoriclasse indiscusso, è stato assolutamente incredibile. Lo avevo proprio affianco, alla mia sinistra, e sentivo questa voce che era strabordante, straordinaria, ma mai eccessiva, sempre calda, rotonda, tanto quando cantava a cappella quanto quando era accompagnato dall’orchestra. La sua vocalità è sì piena, ricca di sfumature e armonici che pare sia egli stesso un’orchestra completa: quindi straordinario. Eccezionale, dal mio punto di vista, è stata anche la Madonna, Maria, della Tiddi; notevole, mai eccessiva, sempre in tono. E poi l’Angelo, Sara Intagliata, tra i vincitori della seconda edizione del concorso “Beppe de Tomasi”: questa ragazza farà, secondo me, una carriera eccezionale in quanto ha delle qualità veramente impressionanti. Alla sua parte il compositore ha attribuito forse il registro più difficile con questa quinta diminuita veramente proibitiva che ricorda proprio i melismi sacri storici, parte che il soprano ha reso con un’agilità e una morbidezza sempre costanti, in modo veramente notevole. Bravissimi anche le Madri e i Padri della Chiesa, rispettivamente Sofia Janelidze e Davide Ruberti, che hanno dato un significativo apporto all’orchestrazione rappresentando i recitativi dell’oratorio. Come dicevo all’inizio, ottima pure la prova dell’Orchestra in quanto non è facilissimo suonare una partitura del genere e devo spendere anche ottime parole per il Coro Cilea perché sia nelle parti a cappella sia in quelle con l’Orchestra si è ampiamente distinto: ogni membro è stato decisamente all’altezza, nonostante l’oratorio sia indubbiamente molto molto difficile. In conclusione, vorrei aggiungere che quello di Galanti è un lavoro straordinario, frutto di anni di studio e ricerca: nessuna nota è messa a caso, tutto ha un suo perché, tutto ha un suo motivo. Il ritorno di alcuni melismi e il ritorno di alcuni elementi tematici, che sono sempre presenti e che devono essere veramente sempre evidenziati, descrivono perfettamente la Via Crucis. È stato veramente un bellissimo progetto a cui sono contentissimo di aver partecipato”, afferma il direttore Jacopo Sipari di Pescasseroli.

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L'AQUILA - "La 'vicenda' Forza Italia assume ogni giorno di più i contorni di una telenovela, in cui l'unico intento ravvisato è quello di ribadire chi comanda e vuole portare avanti battaglie personali, anteponendole rispetto a quanto viene richiesto dai territori". Così, in una nota, Maria Luisa Ianni, capogruppo di Forza Italia al consiglio comunale dell'Aquila.

"Nel mio ultimo comunicato - spiega - avevo spiegato che avevo rispetto per la posizione assunta dai vertici del partito, ma mi sarei presa il tempo di verificare, ancora una volta, quanto detto e fatto a ridosso dell'ottimo risultato ottenuto alle elezioni regionali e per cercare di garantire la presenza di Forza Italia all'interno dell'esecutivo comunale. Ed è ciò che ho fatto prima di prendere decisioni o di agire.

A livello politico, l'unico risultato vero è che Forza Italia non ha un proprio rappresentante provinciale in Consiglio regionale. Nonostante alcune incomprensioni e la necessità di mantenere gli equilibri interni al gruppo, per coerenza e senso di responsabilità, in quanto rappresentante forzista nell'assise civica, ho provato a far valere le ragioni del partito in vista della composizione della nuova giunta comunale.

In realtà le istanze furono avanzate dai vertici azzurri al primo cittadino in maniera incompleta o parziale nell’ultimo giorno utile, ponendo delle condizioni che questi non avrebbe mai potuto accettare, in barba a quanto richiesto dai rappresentanti comunali del partito. Oggi si pensa solamente a rivendicare la guida di Forza Italia e annunciare di gestire nuovi ingressi, ricorrendo a espressioni come 'campagna acquisti', che in politica hanno raramente un'accezione positiva".

"Chi - si chiede Ianni - avrebbe dovuto fare le scelte fino ad oggi è lo stesso che oggi si propone per il rinnovamento: ma cosa cambierà visto che parliamo dello stesso gruppo dirigente?

Il desiderio di una rinascita di un gruppo Forza Italia rappresentativo e valido, positivo e costruttivo è condiviso da molti, ma, se queste sono le premesse, c'è poco da sperare. Il 9% ottenuto alle elezioni del 10 febbraio da Forza Italia in provincia è stato un gran risultato ma è evidente che non è stato sufficiente.

Ho visto perdere nel tempo troppi pezzi importanti del partito e questo è un dato su cui riflettere. Ancora oggi leggo sugli organi di informazione dichiarazioni dei vertici azzurri in cui si dichiara che la priorità è 'Pescara' per poi 'iniziare a guardarsi intorno come non è mai stato fatto'. Per noi aquilani queste parole sono come un ennesimo schiaffo, dato e preso ancora una volta gratuitamente".

"L'Aquila - sollecita infine Maria Luisa Ianni - non può più aspettare, la nuova giunta ha tutte le potenzialità per lavorare bene e amministrare questi territori. Ricostruzione, lavoro, sanità e rilancio dell'università devono essere garantiti ora, e non dopo le prossime elezioni europee o comunali di Pescara.

Non è una questione di campanilismo ma la nostra gente, i nostri giovani hanno bisogno di garanzie oggi e non domani. Per queste ragioni ero e rimango nel centrodestra, confermando il mio sostegno al sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, e all’esecutivo comunale".

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L'AQUILA - Per il decennale del sisma che ha colpito la città dell’Aquila nel 2009, questa mattina è partita da Cuneo la “1^ Assomilitari Bike Endurance”.

L’evento organizzato da Assomilitari e patrocinato dal Ministero della Difesa, dal Ministero dell’Interno, dal Ministero della Giustizia, dalla Croce Rossa Italiana, dal Coni, dalla Federazione Ciclistica Italiana e dalle Regioni e Comuni che vedranno passare i numerosi ciclisti, farà tappa nelle città di Genova, La Spezia, Pisa, Grosseto, Viterbo, Roma, Amatrice per infine arrivare a L’Aquila. Ben 1000 km in sella per otto giorni.

Tanto sacrificio, sudore, sopravvivenza ma, con lo scopo di donare il ricavato delle offerte raccolte al reparto di Terapia Intensiva Neonatale e Neonatologia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

Tale evento si unirà alla mostra fotografica benefica “Lavori in Corso”, che vedrà esposte le foto dell’Aquila 5 e 10 anni dopo il sisma che distrusse la città, il ricavato di entrambe le iniziative verrà poi devoluto insieme per il progetto “I Genitori ci Parlano” volto a fornire un servizio di supporto psicologico ai genitori dei bambini nati pretermine durante la degenza in reparto.

 

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Sabato, 30 Marzo 2019 10:16

Ora legale, tra gaffe e curiosità

L'AQUILA - Ora legale in arrivo. Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo, alle 2, dovremo infatti spostare in avanti di un'ora le lancette degli orologi. O, più semplicemente, 'piazzare' alle 3 il nostro orologio digitale. Ma perché, due volte l'anno, si cambia orario? E succede in tutto il mondo? Questo slittamento ha mai creato qualche inconveniente? Le curiosità su questo odiato, amato e dibattuto appuntamento annuale (che dal 2021 potrebbe sparire) sono davvero tante.

Strano ma vero

Ogni stato e territorio degli Stati Uniti è libero di ignorare l'ora legale. Chi abita in Arizona (eccetto Navajo Nation), Hawaii, Porto Rico, Isole Vergini e altri territori non sposterà infatti le lancette durante questo fine settimana. Cinquanta anni fa la situazione era ancora più confusa (prima che nel 1966 entrasse in vigore l'Uniform Time Act) tanto che nel 1963 quando il presidente della Jugoslavia Tito andò in visita negli Usa - come si legge in 'Spring Forward: The Annual Madness of Daylight Saving Time' di Michael Downing, professore della Tufts University - non trovò nessuno ad aspettarlo quando con il suo aereo atterrò in una città della Virginia che non aveva messo avanti le lancette come il resto dello Stato".

"Nel 1965 qualcuno si era trasferito in una struttura di 18 piani di uffici a St. Paul, nel Minnesota e ha scoperto che ospitava 9 piani di impiegati che osservavano [l'ora legale] e 9 piani di impiegati che non la osservava", dice Downing. Poteva capitare anche che, durante un percorso di 56 km, passeggeri di un treno dovessero spostare le lancette 7 volte. Ci fu un condannato a morte per omicidio a Chicago nel 1921, Sam Cardinella, che chiese di spostare la sua esecuzione di un'ora visto che nel frattempo era entrata in vigore l'ora legale: "Questo non significherà nulla dopo che sarò morto, ma significherà molto venerdì mattina", aveva affermato.

Un ragazzo, estratto a sorte per andare a combattere in Vietnam, si appellò in tribunale all'ora della sua nascita spiega David Prerau, autore di 'Seize the Daylight: The Curious and Contentious Story of Daylight Saving Time': "Era nato poco dopo mezzanotte. Così andò in tribunale sostenendo che nel suo stato era nato con l'ora solare, cioè un'ora prima. Ciò significava che era nato prima di mezzanotte e quindi in un giorno diverso. Il tribunale gli diede ragione e riuscì così a non partire".

Anche la Russia ha avuto i suoi problemi con la gestione dell'ora legale. L'Unione Sovietica osservò per la prima volta l'ora legale nella primavera del 1930 dopo un editto di Josef Stalin. Per qualche ragione, tuttavia, l'Unione Sovietica non ha mai spostato le lancette nell'autunno di quell'anno. "Quindi per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale e durante la Guerra Fredda, nessuno sapeva con certezza che ora di preciso fosse in Russia", riferisce Downing.

Vincitori e perdenti

Nella 'lotta' per l'ora legale ci sono perdenti e vincitori. Secondo alcuni studi, quell'ora di luce serale in più spinge molti americani (e probabilmente è così anche per gli italiani) a uscire piuttosto che stare seduti davanti alla tv in quel lasso di tempo. Ma allo stesso tempo di conseguenza si registra un calo di spettatori, proprio perché la gente rientra più tardi. Stesso discorso per il teatro o il cinema, spiega David Prerau: più persone preferiscono fare una passeggiata o comunque fare qualcosa all'aperto se c'è luce fino a tardi piuttosto che rinchiudersi da qualche parte. Di conseguenza campi da golf e circoli del tennis con l'ora legale vedono un picco di affluenza.

Per i ladri, che tendono a 'lavorare' con il buio, quell'ora di luce non è un regalo. Sembra infatti che il tasso di criminalità durante il periodo dell'ora legale diminuisca drasticamente, si legge sul 'National Geographic'. Uno studio del 2012 ha esaminato i tassi di criminalità durante le tre settimane precedenti e le tre successive all'entrata in vigore: le rapine sono diminuite del 40%. Anche i tassi di omicidio e stupro sono diminuiti. Che gli agricoltori siano dei grandi fan dell'ora legale non è così vero, secondo Prerau, perché spostando le lancette in avanti di un'ora vuol dire per loro avere meno ore di luce la mattina, momento in cui portano le loro merci sul mercato. Chi si occupa del bestiame, come le mucche da latte, dice che per gli animali non è facile adeguarsi al cambiamento.

Chi l'ha inventata e a che serve

Ma perché, due volte l'anno, si cambia orario? L'idea di spostare le lancette per sfruttare le ore di luce della bella stagione viene spesso attribuita a Benjamin Franklin per un articolo satirico pubblicato sul quotidiano francese 'Journal de Paris' nel 1784 e riguardante il risparmio energetico.

Tuttavia la maggioranza degli storici ritiene che il primo ad aver teorizzato l'ora legale è stato il biologo George Vernon Hudson che nel 1895, alla Royal Society della Nuova Zelanda, propose di spostare le lancette dell'orologio in avanti durante l'estate per usufruire di ore di luce in più. La sua idea ricevette poco consenso e venne accantonata fino a quando, nel 1907, il costruttore inglese William Willet la propose come soluzione alla crisi energetica europea durante la Prima guerra mondiale.

Così, nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera all'applicazione del progetto, intitolato 'British Summer Time' ('Ora estiva inglese'), basato sullo spostamento delle lancette dell'orologio un'ora in avanti nel periodo estivo. Da lì, in breve tempo, la maggior parte delle nazioni adottò il nuovo 'sistema' fino a quando venne definitivamente regolamentato dalla normativa europea. La direttiva 2000/84/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 gennaio 2001 stabilisce che in tutti i Paesi dell'Unione europea l'ora legale inizia l'ultima domenica di marzo e termina l'ultima domenica di ottobre.

In Italia l'ora legale è in vigore dal 1966. In precedenza era stata usata per la prima volta nel 1916. Dopo essere stata abolita e riconfermata diverse volte, è stata definitivamente adottata dal nostro Paese con una legge del 1965, in un periodo in cui il fabbisogno energetico aumentava di continuo.

In generale, i Paesi della fascia tropicale non adottano l'ora legale, in quanto la variazione delle ore di luce durante l'arco dell'anno è minima e non consente di avere ore di luce sufficienti la mattina per giustificare uno spostamento di lancette in avanti di un'ora.

Nell'emisfero australe, essendo le stagioni invertite rispetto all'emisfero boreale, anche l'ora legale segue un calendario invertito: in Australia è in vigore da ottobre a fine marzo o inizio aprile, con possibili variazioni da stato a stato, mentre in Brasile si va dalla terza domenica di ottobre alla terza domenica di febbraio. In Africa infine l'ora legale è scarsamente usata.(ADNKRONOS)

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PESCARA - In relazione all’articolo del consigliere Blasioli sulla eliminazione dei fondi dall’intervento Masterplan PSRA/24 denominato “Adeguamento plano-altimetrico del tratto tra Contrada Blanzano nel Comune di Penne e C.da Passo Cordone nel Comune di Loreto Aprutino”, giunge una nota del Gruppo consiliare di Forza Italia.

E’ è doveroso premettere – si legge nella nota -  che una attenta e paziente lettura della DGR 158 del 25 marzo 2019 avrebbe certamente portato lo stesso consigliere a conclusioni diametralmente opposte da quelle date in maniera frettolosa e, pertanto, completamente errate. Innanzitutto, il consigliere Blasioli ha dimenticato di leggere che nella delibera si fa ripetutamente riferimento ad una “momentanea riduzione dell’importo di €. 2.017.798,00 “dall’importo complessivo delle risorse FSC 2014-2020 (pari complessivamente a €. 7.000.000,00) destinate all’intervento in parola, a cui si aggiungono – per dovere di cronaca - altri 29.000.000,00 assegnati ad ANAS già da una delibera CIPE. La momentanea citata riduzione, necessitante per realizzare interventi urgentissimi di messa in sicurezza stradale sulla viabilità di competenza della Amministrazione provinciale di Chieti nonché quella comunale di Vasto, L’Aquila e Poggiofiorito al fine di permettere il transito in sicurezza della tappa del giro di Italia del prossimo mese di maggio, rappresenta una scelta obbligata per evitare la delocalizzazione della tappa dal territorio regionale abruzzese, con conseguenze nefaste in termini turistici e di immagine dell’intera regione.

In secondo luogo, va ribadito, come chiaramente riportato al punto 4) del dispositivo del medesimo provvedimento di Giunta n° 158/2019, che lo stesso Organo ha dato “atto che la suddetta riduzione di risorse FSC 2014-2020 a carico dell’intervento PSRA/24 assume carattere temporaneo, restando inteso che, alla maturazione di risorse FSC 2014-2020 liberate da altre iniziative contemplate del Patto (economie, definanziamenti, etc..) si provvederà al ripristino della originaria dotazione di risorse”.

Inoltre, è bene rammentare, come certamente noto anche al consigliere Blasioli, che non a caso è stato scelta di utilizzare temporaneamente parte delle risorse FSC, pari 7 milioni di euro, sui complessivi 36 milioni di euro, dell’intervento di adeguamento planoaltrimetrico del tratto stradale Penne-Loreto, stante lo stato ancora primordiale di avanzamento tecnico-amministrativo dello stesso. Infatti, come in modo altrettanto solare appare dalla Delibera 158, manca ad oggi ancora la sottoscrizione della convenzione regolante i rapporti tra la Regione ed ANAS, da cui nascono obbligazioni giuridicamente vincolanti a carico dei due enti, nonostante gli Uffici abbiano formalmente chiesto ad ANAS la sottoscrizione di detta convenzione già da diversi mesi, ma senza alcun esito, con la conseguenza che allo stato non è dato sapere, da parte della struttura regionale, neanche se la somma di 7 milioni accantonati dalla Regione sia confacente o meno rispetto alle reali esigenze costruttive per l’attuazione delle opere che ANAS ha in programma.

Non ultimo, è da evidenziare che la scelta di una (seppur momentanea) utilizzazione parziale di tali risorse è dipesa anche da necessità amministrativa di garantire una compatibilità “tematica” della variazione apportata, così da non alterare gli equilibri complessivi delle aree tematiche di intervento nel Masterplan. Procedimenti, questi, che non si ha ragione di dubitare siano a perfetta conoscenza del consigliere Blasioli. Orbene, è di tutta evidenza, a meno di strumentali e disattente interpretazioni nel merito e nel metodo, che nessuna risorsa è stata tolta dall’intervento che, anzi, verranno prontamente rimpiazzati e, se del caso, addirittura ampliati rispetto alla odierna previsione.

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FABRIANO (AN) - Appuntamento alle 19 di domenica 31 marzo al circolo Arci di Fabriano “Il Corto Maltese” per la presentazione in anteprima di “Dopo. Storie da un terremoto negato, il nuovo libro del giornalista Mario Di Vito nelle librerie da aprile per i tipi della casa editrice Poiesis con una prefazione della scrittrice Silvia Ballestra.

L’evento chiuderà il festival Terre Alt(r)e che, promosso da Terre in Moto Marche, nelle ultime settimane ha animato Fabriano con incontri, mostre e dibattiti sul postsisma.  Alla presentazione, oltre all’autore, parteciperanno anche Antonio Di Giacomo (ideatore e curatore dell’osservatorio sul doposisma Lo stato delle cose) e la giornalista Federica Tourn.

A metà strada tra inchiesta, reportage e racconto personale, Dopo. ripercorre la storia e le storie dei paesi dell’Appennino distrutti dal terremoto e che lentamente stanno svanendo, fino a individuare le tracce di quella che viene ormai comunemente chiamata “strategia dell’abbandono». Il tutto attraverso gli occhi di un cronista – Di Vito ha seguito e segue le vicende del terremoto del 2016/2017 per il quotidiano “il Manifesto” - impegnato sul campo sin dalla notte della prima scossa, il 24 agosto del 2016. 

«Ha senso raccontare ancora una volta questa storia? – si domanda Silvia Ballestra nella prefazione a Dopo. - Ha senso, sì. Soprattutto quando, come qui, lo fai con tutti i sentimenti, intesi anche come cura e impegno nel dopo. E quando lo fai anche con tutte le ragioni: prima fra tutte, quella della resistenza».

«Sembra che le scosse non finiscano mai. E invece a un certo punto la terra smette di tremare. Passano i giorni e non succede niente. Il terremoto indietreggia nella gerarchia delle notizie di giornali e telegiornali» scrive Mario Di Vito: «Le cose cambiano, arriva il dopo. La gente si abitua e la storia del terremoto scivola via, diventa uno dei tanti fatti di cui son pieni i rotocalchi dell’impero. Ogni tanto torna a farsi sentire una scossa. Perché solo il terremoto non si scorda mai dei terremotati. La notte dei sopravvissuti, cominciata il 24 agosto, non è mai finita. Ecco. Questo libro vuole rendere giustizia a una storia che è continuata anche quando i riflettori si sono spenti».

Non per caso, allora, tutti i diritti d’autore di Dopo. (pp. 102; 15 euro) saranno destinati a sostegno  di iniziative volte a favorire la rinascita socioculturale dei paesi del cratere.

«Dopo. ci racconta la storia infinita di un terremoto negato. A cominciare dal suo dopo» osserva Antonio Di Giacomo nella sua postfazione al libro: «Un dopo che inizia sempre non appena la terra ha smesso di tremare e la polvere che ancora galleggia nell'aria impedisce di mettere a fuoco lo scenario e gli effetti della catastrofe. È questo l'incipit di un dopo del quale conosciamo solo l'inizio. La fine no. Non è nota, se non nella consapevolezza che nulla sarà mai più come prima. Neanche lì – a L’Aquila, per esempio - dove si è tentato di ricostruire tutto dov'era e com'era».

In distribuzione nelle librerie italiane da aprile, Dopo. è già scaricabile gratuitamente in versione Ebook e Epub nella sezione Scritture del  portale www.lostatodellecose.com, che ne ha curato la prima edizione in formato digitale, in aggiunta al già corposo lavoro di studio e di ricerca sul fronte fotografico e audiovisivo.  Nella sua edizione cartacea, allora, Dopo. è così il primo progetto editoriale curato dall’osservatorio permanente sul dopo sisma “Lo Stato delle Cose” insieme alla Poiesis editrice con una introduzione della scrittrice marchigiana Silvia Ballestra e una postfazione del giornalista Antonio Di Giacomo.

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L'AQUILA - di Elio Ursini - Oggi cielo sereno durante l'intero arco della giornata.
VENTI: Deboli prevalentemente da Nord-Ovest.
TEMPERATURA: Massima prevista 20 gradi.
 
Domani cielo sereno durante l'intero arco della giornata.
VENTI: Deboli prevalentemente da Nord-Ovest.
TEMPERATURA: Massima prevista 22 gradi.

 

CAMPO IMPERATORE - Oggi cielo sereno durante l'intero arco della giornata.
VENTI: Deboli prevalentemente da Nord-Ovest.
TEMPERATURA: Massima prevista 9 gradi.
PERICOLO VALANGHE (METEOMONT): 1 debole
 
Domani cielo sereno durante l'intero arco della giornata.
VENTI: Deboli prevalentemente da Nord-Ovest.
TEMPERATURA: Massima prevista 11 gradi.
PERICOLO VALANGHE (METEOMONT): 1 debole* (*previsione - controllare eventuali aggiornamenti meteomont)

 

 
CAMPO FELICE - Oggi cielo sereno durante l'intero arco della giornata.
VENTI: Deboli prevalentemente da Nord-Ovest.
TEMPERATURA: Massima prevista 14 gradi.
PERICOLO VALANGHE (METEOMONT): 1 debole
 
Domani cielo sereno durante l'intero arco della giornata.
VENTI: Deboli prevalentemente da Nord-Ovest.
TEMPERATURA: Massima prevista 16 gradi.
PERICOLO VALANGHE (METEOMONT):  1 debole*
(*previsione - controllare eventuali aggiornamenti meteomont)
 
 
 
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L’AQUILA – di Nando Giammarini - Un vecchio detto popolare recita: ”Vive in eterno colui che è confortato dal ricordo della memoria”.

Partendo da questo proverbio, saggezza dei popoli, mi accingo a ricordare un grande uomo, un figlio dell'Alto Aterno, un conterraneo, un caro amico, un illustre professore: Domenico Grimaldi. Per gli amici Mimmo. Persona di grande spessore culturale, punto di riferimento per tanti sinceri democratici che hanno apprezzato la sua bontà, bravura e competenza. Era un vulcano di idee, un fiume in piena, travolgente e inarrestabile, sempre preso dalla conoscenza che condivideva con tutti, mostrando una rara ed infinita generosità. La filosofia era la sua grande passione; a lezione gli studenti avevano sguardi rapiti con lui che non seguiva schemi prestabiliti e andava a ruota libera  rendendo entusiasmante, con grande sensibilità,  anche gli argomenti più noiosi. Come viene giustamente rappresentato da una sua allieva con una lettera deposta oggi tra i tanti mazzi di fiori nella camera ardente dell'ospedale. Era un leader carismatico che non faceva mai sentire i suoi studenti o collaboratori in difetto o soggezione. Amava incondizionatamente i suoi studenti, dedicava loro molto tempo ed energie, convinto com’era che rappresentassero il futuro della società. Egli è riuscito a coniugare armonicamente: onestà intellettuale, rigore, impegno e competenza.

Non credo di esagerare se dico e scrivo che è stato un preciso punto riferimento per tanti giovani, che allora si affacciavano alla finestra dell'impegno politico. Compreso il sottoscritto che ne ha sempre apprezzate le tante qualità, l'operoso insegnamento,la dedizione alla famiglia e al lavoro. Egli - insegnante di filosofia, al liceo prima ed all'università successivamente - ci ha lasciati lo scorso 29 marzo all'ospedale dell'Aquila, all'età di 86 anni. La sua dipartita, oltre ad una grande perdita nel mondo della cultura, è una grave mancanza per  la moglie ed i suoi due figli. Sandro primario del reparto malattie infettive dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila, e Fabio, avvocato e regista, cui rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze.

Toccanti, e per alcuni versi commoventi, le parole che suo nipote, il presidente del Circolo  Tennis l'Aquila, Pierpaolo Pietrucci gli ha rivolto quale estremo saluto  dalla  sua pagina facebook: È stato il mio punto di riferimento culturale. Il mio vanto. Una famiglia di operai la mia con un Professore di filosofia e i due primi laureati, i suoi figli, Sandro e Fabio. Medico, il primo, avvocato e regista, il secondo. Comunisti entrambi.  Lui anche: un comunista Amava gli “ultimi”, gli emarginati. Credeva nella possibilità di liberare dalle “catene” le classi sociali meno abbienti. Pensava che anche l'operaio potesse avere il figlio dottore... Lo sperava”.

In tanti ieri si sono recati all'obitorio per porgergli l'estremo saluto in attesa dei funerali che  verranno celebrati questa mattina,  alle 11.00, nella chiesa di S. Sisto.  Il professor Grimaldi sarà ricordato per la  preparazione culturale e per le qualità professionali ed umane  che lo hanno contraddistinto in vita e lo accompagneranno nel ricordo. Quale punto di riferimento culturale per la città. Non posso esimermi dal dovere morale di salutarti dicendoti, ciao Compagno Mimmo, riposa in pace!   

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