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Articoli filtrati per data: Marzo 2018 - Radio L'Aquila 1

L'AQUILA – di Marco Signori - "Me lo chiedono tutti e tanti mi dicono 'Non vediamo l'ora che il Movimento cinque stelle vada al governo e tu diventi presidente', do ovviamente la mia disponibilità e ho la consapevolezza che riusciremo a farlo tutti insieme e, se dovesse essere, svolgerò questo compito con dedizione".

La consigliera regionale Sara Marcozzi rompe gli indugi in vista delle elezioni regionali, che i cinque stelle tornano a chiedere si tengano il prima possibile: "Il senatore Luciano D'Alfonso liberi la Regione da questo sequestro istituzionale in cui l'ha ficcata - dice annunciando la propria candidatura - dal momento che l'incompatibilità è stata già sancita dalla Corte d'Appello il 16 marzo quando è stato proclamato senatore, e dunque è già incompatibile secondo quanto dettato dall'articolo 122 della Costituzione, non serve altro. Arrivare alla convalida è solo una sua velleità".

Il Movimento cinque stelle sceglierà attraverso le consultazioni online i candidati al Consiglio regionale e il candidato presidente, e la Marcozzi annuncia la sua candidatura ad entrambe le competizioni.

Il sistema, tuttavia, è ancora da perfezionare: in altre regioni è capitato che si procedesse con un doppio turno - nel primo si scelgono gli aspiranti consiglieri e nel secondo, tra quelli più votati, il candidato presidente - oppure con due votazioni distinte, una per scegliere i candidati consiglieri ed una per il candidato governatore.

Quello di D'Alfonso, insiste la Marcozzi, che fu candidata presidente già nel 2014, "è un tentativo di allungare il più possibile la legislatura, a mio avviso non si arriverà alla fine naturale perché c'è un procedimento avviato al Senato, dov'è partito d'ufficio, e un altro avviato da noi con la richiesta di convocazione della Giunta per le elezioni del Consiglio regionale. Sono due procedimenti diversi e separati, autonomi e indipendenti ma che hanno lo stesso valore, per questo abbiamo chiesto la convocazione della Giunta al presidente Giuseppe Di Pangrazio, che dovrebbe essere un arbitro terzo, per la presa d'atto dell'incompatibilità e dichiararne la decadenza e dire a Giovanni Lolli di svolgere le funzioni di sostituto per le poche attività sancite dal regolamento e poi affidargli la competenza ad indire nuove elezioni da tenersi entro tre mesi dallo scioglimento del Consiglio regionale".

Volente o nolente, però, anche i tempi per la scelta dei candidati dei cinque stelle sarà dettato dalle scelte di D'Alfonso: "Vediamo come procedono gli iter di decadenza, dipende essenzialmente da quello, quando sapremo con certezza la data delle elezioni organizzeremo le consultazioni", dice la Marcozzi.

Insieme a lei, ricandidati certi sono tutti gli uscenti: "Abbiamo lavorato per 4 anni per l'Abruzzo e nell'interesse dei cittadini, ci ricandideremo tutti, tranne Riccardo Mercante che aveva già svolto un mandato da consigliere provinciale in passato e il regolamento glielo impedisce".

Sui quattro anni di governo di centrosinistra, la Marcozzi non ha dubbi: "È stato fallimentare sotto tutti i punti di vista, siamo all'1 per cento della certificazione dei fondi europei, abbiamo perso 2.500 imprese negli ultuimi due anni, 15mila posti di lavoro, 11mila abruzzesi hanno lasciato la regione, il piano della sanità è in realtà un piano di disordino - dice la consigliera - meno sanità, meno lavoro, meno imprese, direi che è ora di andarsene e tornare al voto!".

"Chi ci preoccupa di più tra centrodestra e centrosinistra? Con il centrosinistra credo non ci sia nessuna partita - afferma la Marcozzi - ma in Abruzzo il Movimento cinque stelle è prima forza politcia con il 40 per cento, quindi credo non ce ne sia per nessuno, i cittadini hanno potuto apprezzare il lavoro fatto in Regione e in Parlamento e gli unici che lavorano nel solo interesse dei cittadin sono i portavoce del Movimento, per il solo fatto che non abbiamo portatori d'interessi o lobbisti alle spalle, fur di retorica l'unico lobbista è il cittadino italiano e in questo caso abruzzese".

 

(da Abruzzoweb)

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SULMONA: - Entrerà in funzione ad agosto e sarà il primo ospedale antisismico d’Abruzzo, 10.000 mq, 124 posti letto, seminterrato, piano terra e altri 3 piani, costo di circa 20 milioni di euro. Lo step temporale è stato fissato da un sopralluogo tecnico, effettuato questa mattina, a Sulmona, all’interno dell’edificio, quasi completato, che ospiterà il nuovo ospedale peligno. Lavori ormai in dirittura d’arrivo come confermato dalla visita congiunta di tecnici delle imprese costruttrici e vertici della Asl, rappresentati dal Manager Rinaldo Tordera e dal direttore sanitario Teresa Colizza, alla presenza del sindaco di Sulmona Anna Maria Casini.

Trasferimento in estate.

Salvo ostacoli imprevisti, lo spostamento dei reparti dal vecchio al nuovo presidio ci sarà ad agosto. Entro giugno è previsto il collaudo e gli altri numerosi passaggi amministrativi che preluderanno al trasferimento delle unità operative. Il nuovo edificio è composto da locali interrati (dove andranno mensa e magazzino), piano terra (che accoglierà pronto soccorso, radiologia e farmacia) a cui si aggiungono 3 piani che ospiteranno tutte le specialità. Previsti spazi ad hoc per la nuova Tac (già acquistata) e, in futuro, per la risonanza magnetica.

I reparti da trasferire sono: cardiologia, neurologia, otorino, ortopedia, chirurgia generale, lungodegenza, medicina, urologia e oculistica. Al terzo piano sarà collocato il nuovo repartino per i detenuti. Pediatria e ostetricia resteranno invece dove sono, vale a dire nell’ala nuova dell’attuale nosocomio.

Superficie. E’ in totale di 10.000 mq ma quelli interni, effettivamente utilizzabili per l’attività sanitaria, sono 6.500.

Costi. La spesa per realizzare il nuovo ospedale è stata di circa 20 milioni di euro.

Criteri antisismici. Per costruire questo tipo di ospedale, che ha tutti i requisiti per fronteggiare le scosse di terremoto, sono stati spesi circa 5 milioni. E’ il primo in Regione concepito con una impostazione anti- tellurica.

Fase due. Successivamente, con una somma di 10 milioni di euro, già, stanziati, verrà attuata un’ulteriore fase che consiste nella realizzazione di ulteriori parcheggi, della pista dell’elisoccorso, della centrale tecnologica e nella riqualificazione dell’ala nuova dell’edificio dove si trova l’attuale ospedale.

“E’ una struttura molto bella”, dichiara il Manager Tordera, “che ora dovrà essere arricchita di medici che credano nel rilancio della sanità peligna in modo che tutti, a partire dalla popolazione della Valle Peligna, riacquistino fiducia nell’ospedale del territorio”

 

 

 

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L'AQUILA - Nel 2017, la concorrenza sleale nei settori con un tasso di lavoro irregolare superiore alla media, infatti, è subita da 19.697 attività, pari al 64% delle imprese artigiane, cioè i due terzi dell'artigianato regionale. E' quanto emerge da un approfondimento di Confartigianato Abruzzo, che ha elaborato i dati contenuti in un'elaborazione del Centro studi della Confederazione nazionale.

In Abruzzo il tasso di irregolarità dell'occupazione è pari al 16,7% (13,5% in Italia), dato che colloca la regione al quinto posto della graduatoria nazionale, dopo Calabria (23,2%), Campania (21%), Sicilia (20,6%) e Puglia (17,6%). L'indice di pressione della concorrenza sleale del lavoro non regolare sull'occupazione artigiana è pari a 1,6: il dato rivela il rapporto tra il volume del lavoro non regolare che genera concorrenza sleale all'artigianato - occupati non regolari calcolati come media del tasso di irregolarità settoriale ponderata con gli occupati presenti nell'artigianato – e gli addetti dell'artigianato desunti dal Registro Istat ufficiale.

La situazione peggiore si registra in provincia dell'Aquila: le imprese artigiane esposte a concorrenza sleale del sommerso sono 4.687, cioè il 67,9% dell'artigianato. Seguono la provincia di Chieti (5.507, 64,5%), quella di Pescara (4.634, 63%) e quella di Teramo (4.869, 61,2%).

Le imprese artigiane maggiormente esposte alla concorrenza sleale del sommerso sono quelle delle costruzioni: 10.727 unità sul totale di 19.697 esposte, cioè il 54,5%. Seguono quelle che si occupano di altri servizi alla persona (5.513, 28%), trasporti e magazzinaggio (1.565, 7,9%), servizi di alloggio e di ristorazione (1.104, 5,6%), servizi di informazione e comunicazione (358, 1,8%), agricoltura, silvicoltura e pesca (261, 1,3%).

A livello nazionale la concorrenza sleale nei settori con un tasso di lavoro irregolare superiore alla media è subita da 858.347 imprese artigiane, pari a quasi i due terzi (64,7%) dell'artigianato nazionale, che danno lavoro a 1.339.401 addetti (49,7% dell'occupazione dell'artigianato). L'Indice di pressione della concorrenza sleale nei confronti dell'artigianato presenta valori più elevati in Campania, Lazio, Calabria e Sicilia e nel Mezzogiorno è il doppio della media nazionale.

"Il quadro che emerge dall'analisi dei dati – commenta il presidente regionale di Confartigianato, Luca Di Tecco – è piuttosto allarmante per una realtà come quella abruzzese, apparentemente tranquilla. La nostra associazione, da sempre sensibile sul tema della legalità, è da tempo impegnata nella lotta al sommerso e all'abusivismo e nella tutela di tutti quegli artigiani che operano in modo corretto e nel rispetto delle regole, portando avanti con onestà il proprio lavoro. Rinnoviamo il nostro impegno e ci mettiamo a disposizione di tutte quelle imprese che vogliano denunciare situazioni di concorrenza sleale al fine di segnalarle alle autorità competenti".

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L'AQUILA: - L’Ufficio comunale di Protezione civile ha ripreso i corsi di formazione rivolti alle scuole. Lo rende noto l’assessore delegato in materia Emanuele Imprudente.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Laboratorio di Geologia dell’Università dell’Aquila e le lezioni sono tenute da personale degli uffici di protezione civile dell’ente e da docenti e ricercatori universitari.

Il progetto, approvato con una delibera di giunta comunale, si rivolgerà ad alunni di scuole primarie e medie e si articolerà in una serie di lezioni da qui al mese di maggio. Saranno affrontati i temi della prevenzione e della condotta da tenere in emergenza, della mitigazione del rischio e delle buone pratiche di protezione civile.

Il primo istituto coinvolto è il “Rodari” di Sassa e, nel primo incontro, l’assessore Imprudente ha portato ai ragazzi il saluto dell’amministrazione comunale.

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L'AQUILA: - Oltre 150 studenti, insieme a professori ed operatori del settore turistico alberghiero hanno partecipato venerdì 23 marzo 2018, all’incontro organizzato a Vasto dall’Associazione Federalberghi Abruzzo e dall’istituto ITSET Filippo Palizzi.

L’iniziativa si è svolta nell’ambito del “Progetto scuola” che il Comitato Nazionale Giovani Albergatori di Federalberghi ha promosso per favorire il dialogo e il confronto tra la realtà delle imprese turistiche del territorio e il sistema dell’istruzione.

Iniziative come quella che ha avuto luogo oggi – ha dichiarato Caterina Celenza in rappresentanza della Federalberghi Abruzzo - nascono per creare un ponte tra mondo della scuola e dell’impresa e per realizzare sinergie in grado di produrre effetti benefici sulle nostre comunità.

Il Protocollo d’Intesa tra Federalberghi Abruzzo e l’ITSET Filippo Palizzi è stato siglato alla presenza di Giammarco Giovannelli, Presidente Federalberghi Abruzzo, e della Prof.ssa Nicoletta Del Re, dirigente scolastico dell’istituto.

Preziosa è stata la collaborazione dell’Associazione Giovani Consulenti del lavoro di Chieti che ha approfondito l’argomento dell’alternanza scuola-lavoro sotto l’aspetto della sicurezza e del regime assicurativo degli studenti durante la formazione pratica in azienda.

 

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Mercoledì, 28 Marzo 2018 16:28

Rinvenute carcasse di mucche a Bisegna

BISEGNA: - Negli ultimi giorni le Guardie del Parco, in servizio nella Valle del Giovenco, hanno rinvenuto alcune carcasse di mucche nel territorio di Bisegna.

Del rinvenimento sono stati prontamente informati i servizi veterinari della ASL per le verifiche e gli accertamenti sanitari del caso.

Le Guardie del Parco hanno sanzionato l’allevatore e presentato una notizia di reato alla Procura di Avezzano. Le mucche, lasciate al pascolo per tutto l’inverno, senza un ricovero, sono risultate, al servizio di sorveglianza, in evidente stato di malnutrizione. Dai primi accertamenti effettuati, sembrerebbe che gli animali, nonostante il terreno ricoperto dalla neve, non abbiano ricevuto foraggio nelle ultime settimane.

Un episodio simile si era verificato già 3 anni fa e lo stesso allevatore era stato denunciato dalle Guardie del Parco e dai carabinieri forestali.

L’episodio ripropone, purtroppo, la necessità di ricondurre il comportamento di alcuni allevatori al rispetto delle regole e delle norme vigenti.

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L'AQUILA: - "Il Governo Gentiloni, essendosi dimesso sabato scorso 24 marzo, è in carica solamente per il disbrigo degli affari correnti. Dunque la legittimità politica che potrebbe avere una decisione adottata in questi giorni dal Consiglio dei Ministri rasenta lo zero. Mercoledì prossimo 4 aprile si svolgerà a Palazzo Chigi un'importante riunione il cui oggetto sarà la costruzione del metanodotto Sulmona-Foligno. La Regione Abruzzo ribadisca la propria ferma contrarietà affinché l'opera non si concretizzi. E il Presidente D'Alfonso, ora anche membro di Palazzo Madama, dica una volta per tutte se sta al fianco dei territori peligni oppure a braccetto con gli industriali". E' netta la nota stampa che il Consigliere regionale di Sinistra Italiana Leandro Bracco ha diramato questa mattina e che attiene a una vicenda che da anni preoccupa in misura rilevante soprattutto la Valle Peligna e che riguarda la costruzione del metanodotto Sulmona-Foligno. "Fra sette giorni – spiega l'esponente di Liberi e Uguali – il capo dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri incontrerà i rappresentanti sia delle Regioni Abruzzo e Umbria che di diversi Comuni nell'ambito del procedimento autorizzativo che concerne la costruzione e la messa in esercizio del metanodotto che collegherà il capoluogo peligno alla città perugina di Foligno. La riunione è funzionale all'apertura di un confronto con il Governo ed è anche un passaggio necessario al fine di individuare una soluzione tecnico/politica per sanare le diverse criticità espresse dagli enti interessati". "Sono dell'opinione – prosegue Bracco – che si voglia aprire ancora una volta la strada, come avvenuto per la Centrale di compressione del gas di Sulmona, all'adozione di un provvedimento autorizzativo da parte del Consiglio dei Ministri. Questo consentirebbe – rileva il Consigliere – di mettere un ennesimo tassello al puzzle che riguarda il progetto di trasformazione dell'Italia in un hub del gas e, tramite esso, verrebbe sferrato l'ennesimo pugno in faccia ai territori che in molteplici occasioni e circostanze hanno manifestato il proprio fermo e legittimo dissenso". "Il metanodotto Sulmona-Foligno – evidenzia Bracco – è uno dei cinque lotti del Progetto Rete Adriatica della SNAM che dalla provincia di Taranto risalirà l'Appennino per arrivare alle porte di Bologna. A esso è connessa la realizzazione della Centrale di compressione e spinta di Sulmona mentre la Rete Snam è strettamente legata anche al TAP (Trans Adriatic Pipeline), gasdotto che consentirà di portare gas dall'Azerbaigian". "A pochi giorni dalla sciagurata adozione del provvedimento definitivo attinente alla Centrale di compressione di Sulmona – rimarca Bracco – la possibile autorizzazione del metanodotto risulta essere l'ennesimo fatto gravissimo. Mi auguro che il Governo Gentiloni, anche se dimissionario ma pur sempre in carica per l'ordinaria amministrazione fino a quando non si costituirà (se si costituirà) un nuovo esecutivo, non voglia essere protagonista dell'ennesima decisione nefasta. Decisione verso la quale il Presidente della Regione Abruzzo e Senatore della Repubblica italiana Luciano D'Alfonso ha il diritto-dovere di battere i pugni sul tavolo per impedirne la concretizzazione"

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ASSERGI: - Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, unitamente agli altri Parchi abruzzesi, era presente dal 23 al 25 marzo scorso a Milano Fiera, in occasione di “Fa la cosa Giusta!”, importante manifestazione dedicata al consumo critico ed alla fruizione sostenibile delle risorse ambientali.

“Fa' la cosa giusta!”, giunta alla 15^ edizione, è la prima e più grande Fiera Nazionale dedicata agli stili di vita sostenibili che mette in rete le buone pratiche di produzione e consumo dei beni che rispettano la salute dell’ambiente e la qualità della vita di tutti i cittadini. Il tema è particolarmente aderente agli scopi delle aree protette ma, soprattutto, alle molteplici progettualità attivate negli anni e frutto della collaborazione con gli operatori del territorio.

Dichiara il Presidente del Parco Tommaso NavarraLa partecipazione a queste iniziative, unitamente agli altri parchi abruzzesi, è un’occasione importante di presenza e di scambio culturale nonché di prospettiva di azione a livello nazionale. E nostra precisa volontà, guardare oltre ai nostri confini far conoscere al pubblico nazionale, e non solo con gli operatori del settore, le nostre buone pratiche. Un ringraziamento va ai nostri dipendenti che si sono attivati con entusiasmo e disponibilità nella riuscita dell’evento.”

I Parchi d’Abruzzo hanno partecipato alla fiera con uno spazio condiviso ed un’immagine unica delle aree protette della nostra Regione facendo leva sulla promozione agroalimentare e turistica, proponendo un variegato ventaglio di possibilità di visita in area protetta, non solo di tipo escursionistico e sportivo.

Decisamente positivo il bilancio a fine manifestazione, che ha registrato un numero eccezionale di visitatori sin dal primo giorno di apertura, permettendo al Parco di raggiungere migliaia di potenziali fruitori del nostro territorio, stimolando in loro la curiosità di un viaggio tra natura, cultura e cose buone.

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CHIETI: - Visto con gli occhi del Terziario, l’Abruzzo è una Ferrari che va a 80 all’ora: un prodotto eccellente ma poco o nulla promosso e, dunque, che massimizza meno di quello che potrebbe, anche a causa di scelte penalizzanti o assenti nei settori del turismo e del commercio. Un territorio, dunque, perennemente indeciso tra un Nord che ha agganciato il treno della ripresa e un Sud che continua ad arrancare. Spinge con convinzione verso la prima soluzione Uiltucs Abruzzo, la federazione dei lavoratori del turismo, commercio e servizi che questa mattina nella splendida location del Teatro Marrucino a Chieti ha celebrato il congresso regionale, al termine del quale Mario Miccoli è stato confermato segretario.

Una mattinata ricca, iniziata con alcune aree cantate dal tenore Piero Mazzocchetti, e proseguita con interventi di spessore: dal sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, al vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, passando per il segretario regionale della Uil Abruzzo, Michele Lombardo, e il segretario nazionale Uiltucs, Bruno Boco.

Nel corso della sua relazione, il segretario Miccoli ha spiegato che “nella nostra regione il terziario rappresenta indiscutibilmente il traino dell’economia, attestandosi nei nostri settori al 70 per cento circa del pil abruzzese. Il settore del terziario tradizionale e avanzato ha dimostrato negli ultimi anni di essere un settore dal forte potenziale di crescita oltre ad aver retto la botta della recente crisi economica ha preservato meglio di altri comparti il suo bacino occupazionale, i servizi rappresentano oltre il 70 per cento dell’occupazione abruzzese e contribuiscono alla creazione di circa i tre quarti della nostra ricchezza”. In merito al nuovo Testo Unico sul commercio, Miccoli ha spiegato che si è persa “l’occasione di dotare la legislazione regionale di una normativa che regolasse il lavoro domenicale e festivo, lasciando alla normativa nazionale tale prerogativa” che di fatto “genera una forte sofferenza circa il ricorso al lavoro domenicale e festivo specie nella grande distribuzione”. A partire dal precedente tentativo realizzato con la Giunta Chiodi, poi impugnato dal governo, Miccoli ha colto con favore la disponibilità di Lolli ad inserire nuovamente la limitazione delle domeniche lavorate nella nuova legge in discussione nel consiglio regionale: “L’accordo sottoscritto con la cooperazione in Abruzzo, quindi, rappresenta un’importante punto di partenza che ha sancito l’obbligo della prestazione domenicale e festiva per un massimo di 26 giornate su 52 le restanti sono basate sul criterio della volontarietà: noi proveremo a replicare tale opportunità nella contrattazione di secondo livello regionale”. Un accenno importante, poi, è stato fatto in merito alla grande distribuzione: “L’Abruzzo rispetto alla sua densità della popolazione per concentrazione di centri commerciali tiene testa all’hinterland di Milano, per non parlare poi dei danni che tale fenomeno ha arrecato ai centri urbani e alle piccole e medie imprese che, a mio avviso, meritano politiche di rivitalizzazione. In tal senso, il testo unico del Commercio di recente licenziato ha recepito le nostre istanze limitando gli insediamenti di nuovi ipermercati sino al 2021”.

Il segretario nazionale Bruno Boco ha detto nel suo intervento conclusivo che “il problema dei problemi in Italia sono i 6 milioni di cittadini al di sotto della soglia della povertà. Una cifra di fronte alla quale tutti si dovrebbero mobilitare. Non possiamo non partire dai problemi e dalle sofferenze del Paese anche come sindacato. Dobbiamo lanciare un libro bianco in cui, dopo anni di destrutturazione delle tutele, indicheremo nuovi percorsi per ricostruirle: una strada, una direzione per migliorare i rapporti all’interno delle aziende. Avanti così, c’è sempre più bisogno del sindacato”.

Mario Miccoli  sarà aiutato da una segreteria composta da Bruno Di Federico e Alberto Stampone

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L'AQUILA: - La deputata del Pd Stefania Pezzopane ha rilasciato la seguente dichiarazione in riferimento alla spinosa vicenda della restituzione delle tasse sospese nel 2009 “L’ho fatto già una volta, beccandomi anche una denuncia, e sono pronta a tornare sull’autostrada con sindaci, cittadini e categorie per bloccare questa assurda ingiustizia. Sto ricevendo telefonate da ieri da parte di imprenditori disperati, non è giusto tutto ciò. Sono convinta che debba pagare chi non ha fatto il proprio dovere, politici e burocrati che in questi anni hanno sbagliato, non le aziende che hanno solo goduto di una legge dello stato. Si rischia di subire  una gravissima ingiustizia. E sono pronta ad organizzare, anche assieme agli altri parlamentari eletti nel territorio, un evento a Roma per far capire le nostre ragioni. Il vicepresidente Lolli ed il Sindaco hanno inviato la diffida, ma la commissaria sembra andare avanti, dettando tassativamente  con una circolare insidiosa e pericolosissima i 30 giorni  entro cui fornire la documentazione. Tutto ciò alla vigilia di Pasqua. La sorpresa dell’uovo della commissaria, non ci piace affatto. Il ricorso al Tar ed il suo esito diventa decisivo per le sorti della città e del comprensorio. Ma dobbiamo sviluppare anche una unitaria iniziativa politica, forte, che coinvolga i Presidenti delle Camere, il Presidente del Parlamento Europeo Tajani ed il governo seppur dimissionario. L’Europa ci chiede l’impossibile, lo stato non ha saputo far applicare una propria legge, che colpa hanno le imprese? Abbiamo lottato in questi anni per portare risorse e iniziative in questo territorio, ma questo è un colpo che non possiamo reggere. Gli errori iniziali del governo Berlusconi non sono stati sanati e risolti dai governi successivi e burocrati in carriera hanno fatto di questa vicenda evidentemente lo scalpo da portare a loro merito. Non possiamo permetterlo. “

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