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Articoli filtrati per data: Giugno 2019 - Radio L'Aquila 1

L'AQUILA – "La presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Forum Internazionale del Gran Sasso, conclusosi a Teramo nella giornata di sabato, merita di essere evidenziata in quanto ennesimo attestato di vicinanza del Premier nei confronti dei nostri territori. E in primo luogo è espressione del continuo impegno profuso dal Governo, e in modo particolare dal Movimento 5 Stelle, al fine di agire concretamente per alleviare i tanti disagi che stanno affliggendo sin dall'inizio il processo di ricostruzione seguito al sisma del Centro Italia. A testimoniare questa fattiva e concreta attenzione vi è lo stanziamento di altri 11,7 milioni di euro per i comuni delle relative aree terremotate, fondi che andranno a compensare le minori entrate di Imu e Tasi e che costituiranno una fondamentale boccata d'ossigeno per questi territori. L'Abruzzo beneficerà di 1,12 milioni di euro, ripartiti in gran parte tra le province di Teramo e L'Aquila, con il solo capoluogo teramano cui saranno destinati oltre 350 mila euro. Lo stesso Premier ha infine tenuto a ricordare gli ulteriori provvedimenti inseriti nel decreto Crescita che sarà definitivamente approvato in Senato nei prossimi giorni", è quanto dichiara in una nota l'onorevole Valentina Corneli del Movimento 5 Stelle.

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L'AQUILA - Questa mattina, presso la caserma Pasquali sede del nono reggimento, alla presenza del Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero,  si è svolta la cerimonia d'inaugurazione del Primo Gruppo Ana formato da Alpini in servizio. Il gruppo denominato "9 Reggimento Alpini" è stato inaugurato con partecipazione commossa ed erano presenti il Presidente della Sezione Abruzzi Pietro D'Alfonso, il Consigliere Nazionale dell'Ana Tonino Di Carlo e il Comandante del nono reggimento Colonnello Paolo Sandri con i suoi alpini. 

 
Un applauso caloroso e spontaneo ha accompagnato la comunicazione ufficiale.
 
"In questa fase di avvio sono molto soddisfatto e sentitamente ringrazio per aver trovato grande disponibilità e collaborazione da parte del presidente di sezione Pietro D'Alfonso che ha fatto sentire vicino a noi la partecipazione di tutto il Consiglio di Sezione, e che ci ha creduto da sempre alla creazione di questo gruppo, la presenza del Presidente Nazionale ci rende molto orgogliosi" così ci racconta Daniele Di Benedetto, Capo Gruppo del Primo Gruppo Alpini dell'Ana formato da Alpini in servizio, concludendo "con la speranza che i colleghi Alpini di altri reparti, si uniscono a questa grande famiglia che è l'Associazione Nazionale Alpini".
 
Al Presidente Favero sono state successivamente illustrate le capacità dual use del reparto con particolare attenzione alle potenzialità del Battaglione "Vicenza", unità dell'Esercito Italiano creata per un immediato intervento in zone colpite da situazioni di emergenza ambientale.
 
Gli assetti dell'Associazione Nazionale Alpini si confermano efficaci unitamente alle capacità di operare in maniera duale da parte dell'Esercito Italiano, per vocazione e ideali, ponendosi al servizio del Paese come naturale moltiplicatore di efficacia, in virtù della semplice considerazione che, se lo status può cambiare tra militari in servizio e in congedo, tuttavia nel linguaggio degli alpini "una volta indossato il cappello si è alpini per sempre".

 

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TERAMO - Nelle ultime settimane, attraverso lo Sportello Sociale USB, si è continuato a lavorare per dare delle risposte ai cittadini costretti a subire una ricostruzione che ad oggi non c'è. L'annunciato arrivo a Teramo del Premier Conte è diventato quindi un'occasione unica per la ricostruzione del Centro Italia e per gli oltre 4000 sfollati del cratere sismico.

Le partecipate assemblee popolari organizzate da USB Abruzzo di Colleatterrato Basso e Piazza Martiri della Libertà hanno permesso negli ultimi due mesi di riportare le difficoltà degli sfollati, amplificatesi in tre anni di attesa per la ricostruzione. 

Per questo, USB Abruzzo ha voluto subito incontrare il sindaco D'Alberto, con il quale è stata presa la decisione di scrivere una lettera aperta al Presidente del Consiglio. Nero su bianco, le rivendicazioni degli sfollati e le proposte sono giunte, sabato scorso, nelle mani dell'unica figura che ora può intervenire per una ricostruzione di un territorio che porta ancora con sé le cicatrici aperte del sisma. 

Di seguito la lettera integrale di USB Abruzzo:

 

Richieste al Presidente del Consiglio per una ricostruzione post terremoto efficiente e rapida.

La prima e più urgente richiesta è la convocazione di un Consiglio dei Ministri a Teramo per procedere con un decreto legislativo al fine di liberare immediatamente tutte le risorse necessarie per la ricostruzione privata e pubblica a Teramo e nel cratere sismico del centro Italia.

Tale Consiglio deve essere preceduto da un tavolo tecnico tra Governo e Comuni in modo da recepire le diverse esigenze che provengono dai vari territori. 
Il secondo importante passaggio consiste nell'efficientamento degli USR, con nuove assunzioni a tempo indeterminato e la valorizzazione delle professionalità presenti, con la conseguenza di accelerare la lavorazione delle pratiche e consentire un futuro professionale e di vita nelle aree del cratere ai lavoratori impiegati negli Uffici.
La terza richiesta riguarda lo stanziamento dei fondi necessari per la costruzione di nuovi alloggi popolari antisismici da destinare in prima battuta agli sfollati e finito il processo di ricostruzione ai più bisognosi, data la strutturale emergenza abitativa presente nel nostro territorio.
La quarta richiesta è relativa all'istituzione dei fondi straordinari per la creazione di lavoro pubblico in riferimento alla tutela del territorio, alla lotta al dissesto idrogeologico e alla messa in sicurezza del patrimonio pubblico. Tali misure diventano necessarie alla luce dei fenomeni di disoccupazione, emigrazione e spopolamento che si stanno vivendo nella aree interne del Paese ed in particolare nelle zone che hanno subito eventi sismici rilevanti.
La quinta richiesta è strategica per il presente e soprattutto per il futuro delle nuove generazioni, ed è quella destinare risorse agli atenei per garantire agli studenti del cratere 

l'iscrizione gratuita o almeno l'esenzione della seconda tassa universitaria, anche per fornire un sostegno concreto agli atenei presenti nelle Regioni del Centro Italia colpite dal terremoto ed evitare un loro progressivo declino in termini di iscritti, di risorse e di offerta formativa.
La sesta richiesta riguarda l'istituzione di un tavolo permanente da convocare mensilmente tra Governo, Regione, Comuni, Comitati, Parti Sociali per monitorare costantemente l'evoluzione del processo di ricostruzione e per il confronto tra tutti gli attori dello stesso al fine di correggere eventuali mancanze. Uno strumento di questo tipo potrebbe prevenire o correggere in corso d'opera eventuali errori in fase di ricostruzione garantendo una ricostruzione più veloce, efficace, efficiente, trasparente e partecipata, a tutto vantaggio sia delle istituzioni – viste non più con sospetto e ostilità – sia delle popolazioni interessate per i benefici dovuti a un processo di ricostruzione che le rende protagoniste.
La settima richiesta, ma non per importanza, è attinente agli incentivi, alle semplificazioni burocratiche e alla detassazione nei confronti di aziende e artigiani per far ripartire produzione e occupazione in zone sostanzialmente ferme dal punto di vista economico-produttivo, con tassi alti di disoccupazione (in particolare giovanile) e con fenomeni di desertificazione industriale allarmanti.

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Lunedì, 24 Giugno 2019 11:41

Ricostruzione, incontro Conte e Marsilio

TERAMO - La presenza a Teramo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per partecipare al Forum internazionale del Gran Sasso, organizzato sabato scorso dalla Diocesi teramana e dall'Università sul tema della prevenzione, ha costituito occasione per un incontro privato con il Governatore Marco Marsilio sulla ricostruzione post-sisma.
    Il presidente della Regione ha riferito di "aver condiviso con Conte la necessità di tante cose in più da inserire e da fare" trovando il Primo ministro pronto a ribadire che nel decreto 'sblocca-cantieri' sono state inserite soltanto le urgenze, e ad impegnarsi per continuare "a lavorare insieme per dare le risposte che servono e nei tempi che servono per poter fare una ricostruzione efficace".
    La scorsa settimana proprio Marsilio aveva scritto a Conte una lettera in cui sollecitava l'incontro, riferendo la delusione delle popolazioni dei territori colpiti dal sisma del Centro Italia per non aver trovato accoglienza nel nuovo decreto, tutte le richieste avanzate anche dagli amministratori". (ansa.it)

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SULMONA (L'AQUILA) - E' Simona Ventura, conduttrice televisiva e show girl, la Regina Giovanna d'Aragona nella 25/a Giostra Cavalleresca di Sulmona. Lo hanno reso noto il presidente della Giostra, Maurizio Antonini e il presidente onorario, Domenico Taglieri. "È stata una scelta non facile - ha spiegato Antonini - perché quest'anno, al contrario delle edizioni precedenti, ci sono stati molti personaggi di fama del mondo dello spettacolo che si sono offerti per partecipare alla Giostra Cavalleresca, per indossare i panni della regina d'Aragona. E' il risultato di un lavoro che sta portando i frutti che volevamo. E con Simona Ventura pensiamo di aver fatto la scelta migliore per onorare la 25/a edizione". La Ventura è intervenuta in collegamento telefonico. "Sono felice e orgogliosa di poter venire a Sulmona, città che conoscevo, ma che non ho mai visitato - ha detto - non vedo l'ora di indossare quel meraviglioso vestito della regina Giovanna. Naturalmente mi aspetto i vostri ottimi confetti di cui vado ghiotta". (ansa.it)

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Lunedì, 24 Giugno 2019 11:36

Ritrovati padre e figlio dispersi ieri

CARPINETO DELLA NORA (PESCARA) - Si è conclusa positivamente la nottata di ricerche e di soccorsi di padre e figlio che nella serata di ieri, dopo aver perso l'orientamento in un'area boschiva impervia in località Carpineto della Nora a causa del buio. Scattato l'allarme, lanciato dagli stessi escursionisti, sono partite subito le ricerche condotte dai carabinieri della Compagnia di Penne (Pescara) e dai vigili del fuoco che intorno alle 4.20 di questa mattina hanno ritrovato le due persone, nei pressi di un ruscello, leggermente provate, ma in buone condizioni. (ansa.it)

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PESCARA - Sarà presentato a Pescara il libro inchiesta “Chi ha ucciso Marco Pantani” (Mondadori) di Roberto Manzo. L’appuntamento è per domenica 30 giugno, alle ore 11, nella sala conferenze del Park Hotel Villa Immacolata (Strada San Silvestro, 340). L’ingresso è libero.

All’iniziativa, promossa dal Nomadi Fans Club “Abruzzo Nomade” nell’ambito dell’iniziativa annuale “1963 2019 – Canzoni senza patria e senza tempo”, saranno presenti l’autore Roberto Manzo (avvocato di Marco Pantani), Paolo Pantani (papà dell’indimenticabile campione), lo scrittore e saggista Andrea Del Castello e i rappresentanti del Marco Pantani Fan Club di Cesenatico. L’incontro sarà moderato dal giornalista Antonio Ranalli, autore di due libri sui Nomadi e attualmente fiduciario C.O.N.I. del Municipio XIII di Roma Capitale.

La storia giudiziaria di Marco Pantani è una storia triste, un vero dramma umano, che ha trascinato il Pirata nel baratro più profondo. L’ultimo avvocato di Marco Pantani ha deciso il libro “Chi ha ucciso Marco Pantani” perché il Pirata se lo merita. Se lo merita non solo perché è stato il campione che negli anni Novanta ha incendiato l’entusiasmo delle folle, ha “spianato” le salite più celebri del mondo e rinverdito nel cuore dei tifosi il mito di Coppi e Bartali. Ma perché è stato assolto da tutti i procedimenti giudiziari che lo scaraventarono giù dalla bicicletta e dalla sua esistenza. Nel ventennale della doppia vittoria Giro d’Italia – Tour de France, dopo fiumi di inchiostro versato sui giornali e sugli atti dei tribunali, è stato necessario ricostruire con oggettività la vicenda giudiziaria, sportiva e umana di Pantani. “Chi ha ucciso Marco Pantani” ripercorre la sua incredibile via crucis processuale e spiega come il ciclista sia stato spazzato via da un’implacabile campagna denigratoria, da una serie di clamorosi errori procedurali ed enormi ingiustizie che hanno pompato sangue amaro nella sua vena autodistruttiva, la stessa che lo faceva andare fortissimo in salita solo “per abbreviare l’agonia”. Il libro dimostra che quel Pantani che ha scollinato per primo sull’Alpe d’Huez, che ha vinto la maglia rosa e che ha sfoggiato quella gialla sugli Champs-Élysées era pulito, era il più forte, era talento puro, il fuoriclasse che tutti amavano e che tutti oggi rimpiangono.

La giornata sarà come di consueto all’insegna della solidarietà. Al termine della presentazione del libro ci sarà il tradizionale pranzo di solidarietà del Nomadi Fans Club “Abruzzo Nomade”, nel ricordo dei due miti Marco Pantani e Augusto Daolio, con l’attualissima musica del gruppo più longevo della musica italiana, suonata dalle tribute band locali. I proventi del pranzo saranno devoluti alla Fondazione Marco Pantani Onlus, che si occupa di progetti a sostegno delle persone e delle famiglie in difficoltà, oltre alla promozione e alla diffusione del ciclismo e dei veri valori dello sport tra i più giovani (in collaborazione anche con le scuole locali), e all’Associazione Augusto per la vita, che, proprio all’inizio del 2019, ha raggiunto l’importante cifra di un milione di euro raccolto per la ricerca oncologica, per la formazione di medici specializzati, per l’acquisto di apparecchiature e strumenti per centri di Ricerca.

Il pomeriggio proseguirà con la rassegna dedicata alle tribute band abruzzesi dei Nomadi, giunta alla quarta edizione. Si esibiranno i Dimensione Nomade di Pescara e gli Emozione Nomade di Ortona (Chieti), che ripercorreranno i 56 anni di storia musicale dei Nomadi, alternando brani storici a pezzi più recenti. Ospiti dell’happening musicale il cantautore Francesco Mancinelli di Falconara (Ancona) che ha vinto la “Targa Bertoli” al Concorso di beneficenza Augusto Daolio di Chiaravalle (Ancona), per la miglior canzone inedita e il chitarrista Marino Di Nino di Caprara (Pescara), che oltre a cimentarsi nelle canzoni dei Nomadi presenterà il suo lavoro discografico strumentale “Bianco e Rosso”, che ha riscontrato un ottimo successo tra gli appassionati e nella critica specialistica di settore.

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ALBA ADRIATICA (TE) - Sole, mare, amore e cultura sono gli ingredienti del nuovo video dell’estate girato nella splendida “riviera d’argento” ad Alba Adriatica.

Stefano Tisi stavolta ha stupito davvero tutti i suoni fans ma anche molti critici: nessuno se lo aspettava dal cantautore “popolare e popolano”, come lui spesso si definisce; da sempre nel suo repertorio abbiamo gustato, oltre al cabaret, canzonette a doppio senso, macchiette, brani della tradizione popolare italiana e del centro Italia, ma stavolta ci propone un brano Pop dal sapore estivo e con una citazione del celebre poeta Pablo Neruda.

“Toglimi il pane? No, non l’ho chiesto al mio dietologo” – ironizza Tisi – “è una frase della poesia Il “Tuo Sorriso” di Neruda. Ho chiesto aiuto all’amico e Maestro ‘Nduccio per il scrivere il testo: discograficamente c’era l’esigenza di produrre una “canzoncina”, ma cadere nel banale per vendere di più proprio non ce la siamo sentita…”

Testo scritto tutto in italiano dal celebre comico abruzzese, musica accattivante realizzata da Stefano Mercuri e belle immagini estive stanno portando al successo questo brano inaspettato e curioso che coniuga la gioventù attuale, prettamente social, con l’intramontabile e sempreverde letteratura.

La sabbia, gli ombrelloni, le onde del mare e camminate nostalgiche sulla battigia, sono immagini ricorrenti e già viste in centinaia di film ma gli elementi che rendono originale questo video sono la freschezza e semplicità dei due giovanissimi attori protagonisti Emanuele Caselli e Sharon Pagnotta e la brevissima apparizione di Stefano che proprio con la poesia di Neruda, sarà complice del lieto fine della storia d’amore.

Il messaggio che vuole lanciare Tisi con questo video è profondo e significativo: la lettura e la cultura hanno risolto un problema. “in questo caso è un piccolo problema di cuore” – aggiunge – “ma nella cultura troviamo la chiave per tanti nostri problemi interiori, tante nostre insicurezze, speranze… spegnete il telefonino e accendete un libro!”

Questo video è l’ennesimo segnale che ci conferma il talento di questo artista che si sta affermando sempre di più nel panorama nazionale non solo come comico ma anche come produttore e talent scout.

Il video è uscito su YouTube, non a caso, il 21 Giugno proprio con l’inizio dell’estate. E’ stato presentato sull’emittente nazionale Canale Italia ed è distribuito dalla storica etichetta nazionale Fonola Dischi.

Hanno collaborato alla realizzazione del video Simone Grandoni ed Andrej Delbaldo per le riprese girate allo Chalet Boracay di Alba Adriatica (TE), Andrea Cianci per il trucco e Marco Trabucchi per la sceneggiatura insieme a Tisi.

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PESCARA – La riqualificazione degli edifici, a partire dalla loro messa in sicurezza anche dai rischi sismici. E’ l’obiettivo di un composito schieramento – le imprese CNA aderenti al consorzio Con.Sab., Ordine degli ingegneri di Pescara, partner industriali e finanziari quali Eni Gas Luce, Harley & Dikkinson e Unicredit – che domani pomeriggio presenterà a Pescara il progetto “Riqualifichiamo l’Italia”. Occasione il workshop in programma nella sala convegni delle Torri Camuzzi, con inizio alle 17,30.

«Il patrimonio immobiliare dell’Italia – spiegano i promotori dell’incontro - è stato costruito nella stragrande maggioranza in epoca antecedente la normativa antisismica e senza nessuna attenzione agli aspetti energetici. Tuttavia, secondo le analisi di Enea e Fiap, la vendita degli edifici ristrutturati appartenenti alle classi energetiche più importanti (A+, A, B) è passata dal 10% del 2017 al 22% del 2018 sul totale delle vendite».

In sostanza, dopo anni di scarsa attenzione, finalmente il settore immobiliare ha iniziato a riconoscere l’importanza, dell’efficienza energetica nella compravendita degli immobili. Un’attenzione che fa il paio con la sicurezza, ed in particolare le misure anti-sisma, in un territorio la cui storia è stata particolarmente segnata proprio dalle ferite arrecate dai terremoti. Adesso, grazie a una nutrita serie di agevolazioni – su tutte Ecobonus e Sismabonus, in grado di offrire detrazioni d’imposta rispettivamente fino al 75% e  all’85%  - sarà più semplice per cittadini, imprese, condomini e progettisti, dare il via a progetti di risanamento e messa in sicurezza.

E proprio su questo l’appuntamento di domani intende fare il punto, ospitando una serie di contributi altamente qualificati. In particolare, sulla possibilità per i condomini di poter cedere – grazie all’apporto dei diversi partner in campo - il proprio credito d’imposta alle imprese attraverso una piattaforma nata per lo sviluppo di progetti integrati. In programma, interventi di Mario Turco (CNA), Luca Lecce, Andrea Ceoletta (Harley & Dikkinson), Giovanni Colombo (Eni Gas Luce) e Riccardo Bellosono (Unicredit Factoring Centro Italia).

«Facciamo parte del network nazionale dei consorzi accreditati di “Riqualifichiamo l’Italia”  - dice il presidente Luca Lecce – e intendiamo promuovere interventi di riqualificazione di tipo strutturale, contribuendo ad accelerare notevolmente l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare del Paese». Diverse le personalità istituzionali che hanno assicurato la propria presenza all’incontro, come il sindaco di   Pescara, Carlo Masci e il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Zaffiri.

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L'AQUILA – di Goffredo Palmerini - Una magnifica e attenta cornice di pubblico ha ricolmato, nella serata di venerdì 21 giugno, il Centro Civico di Paganica, le restaurate scuderie del settecentesco Palazzo Ducale dove risplendono i colori“fauve” dell’affresco murale, dipinto nel 1990 da un grande pittore d’origine rumena che molto ha amato Paganica: Constantin Udroiu. Due giornalisti e scrittori di vaglia, Dante Capaldi e Mario Narducci, hanno reso con le loro testimonianze e con un’attenta analisi delle opere di Nicola Enrico Biordi il doveroso tributo al Poeta e all’Uomo, offrendo uno spaccato dell’Aquila del secondo dopoguerra ricco di richiami storici e di costume, periodo nel quale la vita di Biordi - poeta, pittore, musicista, compositore e giornalista - si è dispiegata con una notevole dose di sfaccettature. Dante Capaldi, attorno alla biografia del poeta, ha inanellato ricordi, aneddoti, curiosità e dettagli di vita cittadina che hanno fortemente richiamato l’attenzione del pubblico.

Più addentro nell’analisi critica della poetica del Biordi è andato Mario Narducci, riportando egli alla luce riviste aquilane di quasi 60 anni fa che furono cenacolo e palestra per giovani scrittori e giornalisti, verso i quali Nicola Enrico Biordi esercitava il suo carisma incoraggiando i loro desideri d’emergere, le loro propensioni letterarie. Dell’autore paganichese Narducci ha messo in luce la grande duttilità nell’uso della lingua italiana e del dialetto aquilano. Ne ha sottolineato la rara capacità nell’uso dell’ironia: sottile, efficace e mai greve. E poi ha sottolineato come Biordi, che in quelle riviste letterarie collaborava, aiutasse i giovani scrittori a crescere, a spiccare il volo. Le relazioni di Capaldi e Narducci sono state inoltre trapuntate con liriche di Nicola Enrico Biordi, interpretate dalla straordinaria voce recitante di Franco Narducci, attore consumato e di grande talento.

Dunque davvero meritoria questa iniziativa culturale per ricordare il poeta Nicola Enrico Biordi (Paganica, 26 novembre 1909 - L’Aquila, 18 luglio 1975), membro di una famiglia paganichese benestante e d’antica stirpe, che aveva grande confidenza con la scrittura. Il padre, Luigi Biordi, stimato ingegnere, uomo politico fervente liberale, letterato e giornalista, aveva sposato Giovannina Vivio, discendente da agiata famiglia paganichese con antenati patrioti e perseguitati politici. Dalla loro vita coniugale vennero alla luce otto figli, dei quali sono stati resi da chi scrive – che ha moderato l’incontro – alcuni cenni biografici.

Raffaello Biordi, il primogenito, nacque a Paganica nel 1896. Scrittore, critico letterario e d’arte, autore di una trentina di volumi – narrativa, storia e critica – è stata una delle penne più raffinate del giornalismo italiano scrivendo per prestigiose testate. Diverse migliaia i suoi articoli per le terze pagine dei maggiori quotidiani italiani. E’ stato corrispondente da Roma di riviste e giornali americani, svizzeri, uruguaiani e argentini. Numerosi i riconoscimenti per la sua attività culturale, come i tre Premi alla Cultura avuti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e un riconoscimento dall’Accademia d’Italia.

Mario, il secondogenito, fu ufficiale degli Arditi nella Grande Guerra, ferito in battaglia ed insignito di due Croci di guerra sul campo. Morì a L’Aquila nel 1928, all’età di 30 anni. Alessandro, il terzogenito, ingegnere elettronico laureato in Francia, visse a Rouen e fu imprenditore e consulente tecnico per industrie siderurgiche. Fu anche pilota automobilistico, musicofilo e flautista. Morì appena trentenne a Paganica, nel 1929. Emilio, il quartogenito, nato nel 1903, emigrò negli Stati Uniti, a San Francisco, città dove visse ma ogni anno in primavera tornando in vacanza nella sua Paganica. Dirigente in una importante banca americana, fu anche consigliere della Camera di Commercio della Costa del Pacifico.

Silvio, il quintogenito, nato nel 1905, visse sempre a Paganica, dove condusse fino a veneranda età la professione di geometra e di esperto agrimensore. Coniugato con Ortensia Ferella, ebbero tre figli: Maria Pia, Oretta e Luigi, quest’ultimo stroncato dalla morte in giovanissima età. Giovanni, il sestogenito nato nel 1908, fu stimato ragioniere e funzionario direttivo della Banca d’Italia a Chieti. Morì prematuramente all’età di 40 anni. Nicola Enrico, il settimogenito, nacque nel 1909. Sposò nel 1940 Iside Palmerii, un’insegnante che per molti anni operò nella Scuola Elementare “Francesco Rossi” di Paganica, formando intere generazioni di ragazzi che ancor oggi ne portano un vivo ricordo. Due i figli nati dal loro matrimonio: Franco e Anna Paola. Abitarono nella casa di famiglia a Paganica fino al 1948, quando la coppia si trasferì a L’Aquila, nella bella casa di via Garibaldi, godendo la vista della magnificente chiesa di San Silvestro, affrescata da Francesco da Montereale. Infine Anna Luisa, ultima degli otto fratelli, nata prematura nel 1913, visse solo otto giorni.

Nicola Enrico Biordi è stato uomo dal multiforme ingegno, dotato di eccezionale eclettismo, spaziando dalla poesia alla musica, alla composizione musicale, alla pittura e al giornalismo. Per la carta stampata è stato un autore prolifico, scrivendo per quotidiani e periodici italiani, quali “il Messaggero”, “il Tempo”, “La via migliore”, “Le Vie d’Italia”, “il Tricolore”, “il Popolo d’Italia”, “L’Italia liberale”, “Il Giornale d’Italia”, “Amicizia”, e per giornali italiani in Usa come “L’Italia di San Francisco” e “Il Progresso”. Feconda la sua opera nel campo della Poesia, in lingua e dialetto, che lo portò a pubblicare sei corposi volumi di liriche, con significativi riscontri della critica – importanti i riconoscimenti e premi alla sua produzione letteraria – e con notevole apprezzamento dei lettori. Tra il 1959 e il 1972, infatti, egli diede alle stampe sei ponderosi volumi di poesia in lingua e in vernacolo: “Foglie al vento” del 1959, “Scintille” del 1960, “Medicina umoristica in versi” del 1963, “Tra sintimentu, scherzu e ffantasia” del 1967, “Quando Esculapio sorride” del 1970, “L’Aquila scrive, parla e rrie ccuscì…” del 1972.

Presentando nel 1971, in una serata rimasta memorabile, il volume “Quando Esculapio sorride”, nella sua prolusione così tra l’altro commentava Corrado Ruggiero, alto magistrato e componente del Consiglio Superiore della Magistratura: “[…] Con questo libro, preceduto da altre antologie di versi in italiano, ben a ragione Nicola Enrico Biordi si colloca nella eletta schiera, che è quasi una legione, di poeti d’origine abruzzese, che, nella scia luminosa del non tramontabile Imaginifico, hanno illustrato ed illustrano tuttora la loro terra con un linguaggio di più ampia dimensione, fino ad inserirsi nella letteratura nazionale contemporanea. Mi riferisco, fra gli altri, a Giovanni Titta Rosa di Santa Maria del Ponte, ad Alessandro Dommarco di Ortona a Mare, ad Arturo Fornara di Pescara, a Eraldo Miscia di Lanciano, a Paolo Nisii di Teramo, a Gennaro Manna di Tocco Casauria, a Roberto Pappacena di Lanciano, a Raffaele Andreassi dell’Aquila, ad Angelo Narducci pure dell’Aquila, ed a tanti altri che per brevità ometto […]”.

Merito indiscusso di Nicola Enrico Biordi è quello d’aver dato alla poesia in vernacolo la dignità che merita nell’espressione letteraria, traendola dall’angustia che sovente vorrebbe relegarla nel piccolo mondo dello scherzo paesano, della minuzia sentimentale, dell’ironia a buon mercato. Il dialetto paganichese, e ancor più quello aquilano, per Biordi è invece espressione aulica e colta, è ricerca linguistica nel profondo delle radici, è autenticità d’espressione d’ogni sentimento. “La poesia dialettale di cui Biordi è autorevole rappresentante – annotava tra l’altro il prof. Raimondo Cappellanon è tutta poesia d’arte e neppure tutta poesia popolare, ma è la poesia popolare, in quanto si tuffa nel mondo dell’intuizione, del senso e dell’istinto, del concreto e del particolare, dello sperimentato e del corporeo, si riveste di forme più vive, più nutrite, più sentite, quasi scheletro che vada a riacquistare sangue e carne”.

Ancor più puntualmente ne scriveva il prof. Ernesto Giammarco, dialettologo dell’Università dell’Aquila, nella prefazione al volume “Tra sintimentu, scherzu e ffantasia”: “[…] La presente raccolta di Nicola Enrico Biordi ha valore, anzitutto, di testimonianza: un documento d’amore per la parlata “terrigena”, per usare un’espressione dantesca, ed anche storico. Un ritorno alla letteratura dialettale nella sua più alta forma d’espressione, qual è appunto la lirica. In questo senso il Biordi potrebbe dirsi un pioniere, perché, ch’io sappia – tranne qualche altro aquilano transfuga – è l’unico che coltivi con senso d’amore e intelligenza, con fedeltà e passione la poesia aquilana. E di questa fedeltà ha dato prova egli stesso con la puntuale costante presenza ai molti raduni e convegni poetici, nei quali ha ricevuto sempre approvazione e simpatia. Se non è ancora possibile dare una sistemazione, in sede storica, di questa produzione poetica nell’ambito della poesia aquilana in volgare, purtuttavia sento di dover salutare con compiacimento l’opera, perché essa si pone all’inizio d’una ripresa letteraria, la quale, dopo lunghi secoli di splendore, ha subìto un’incrinatura nella sua continuità […]”.

Degna inoltre di rilievo è la versatilità di Nicola Enrico Biordi, oltreché per la poesia, per la musica: egli suonava con perizia diversi strumenti, ma soprattutto con sensibilità si cimentava nella composizione musicale e dei testi. E ancor più apprezzabile la sua creatività nel campo della pittura, attitudine che sebbene coltivata in età matura, si nutrì di tecniche innovative sue proprie – gli “oleomatici” com’egli definiva la tecnica di sua invenzione a base di resine e cera – nell’uso del colore, prediligendo dipingere paesaggi, volti, scene di vita bucolica, fiori e meraviglie della natura.

Interessante è uno studio sulla vita e le opere di Nicola Enrico Biordi prodotto da Nadia Papola, ora docente, ma all’epoca laureanda in Lingue e Letterature straniere presso l’ateneo aquilano. Dal breve saggio sul nostro Autore traiamo un paio di riflessioni, che ci appaiono assai puntuali. “Tutta immersa in un mondo suggestivo - annotava Nadia Papola -, fatta a volte di scherzo, a volte di sentimento, a volte di fantasia è l’opera letteraria di Nicola Enrico Biordi, la cui poesia costituisce l’espressione più schietta e genuina della gente d’Abruzzo, del suo animo, delle sue tradizioni, della sua saggezza, del suo umorismo […]. Con le sue opere Nicola Enrico Biordi ha suscitato vivaci consensi e critiche, ma soprattutto ha saputo sempre mantenersi nel ruolo di un aquilano legato affettuosamente al suo ambiente, del quale voleva essere anche preciso testimone. Egli ispirò tutta la sua vita agli ideali di Dio, della Patria e della famiglia; seppe sempre ascoltare la voce di ogni dolore e trasformò la carità in amore. Tutti coloro che lo conobbero, che gli furono vicini, e quindi i suoi cari, i suoi amici, lo ricordano come un uomo spontaneo, schietto, leale, sensibile, genuino, buono, pieno di entusiasmo, di passione e di Fede. Egli parlava di Dio a cui credeva profondamente. E quando era malato appariva certo dolorante, ma nonostante ciò sorrideva. I suoi ammiratori lo ricordano come un poeta sensibile, come un pittore originale, insomma come un artista completo”.

L’incontro, promosso dall’Istituto di Abruzzesistica e Dialettologia (IAED) con il titolo “Autori paganichesi, ieri e oggi: Nicola Enrico Biordi e Goffredo Palmerini”, è stato infine occasione per una breve presentazione del volume “Grand Tour a volo d’Aquila” di Goffredo Palmerini. Un’incursione nei temi trattati nell’ampio volume, ma particolarmente nei numerosi racconti di viaggio alla scoperta del Belpaese – Capitanata e Gargano, Basilicata e Matera, Calabria jonica, Garda bresciano, Salento leccese, Trieste e Gorizia, Piemonte occitano – e nei reportage di missioni all'estero – New York e il Columbus day, Washington, Mons e Marcinelle – molto intriganti in quest’ultima produzione dell’autore paganichese. Sia Dante Capaldi che Mario Narducci hanno sottolineato il valore dell’infaticabile impegno nel campo della comunicazione del giornalista e scrittore paganichese.

Mario Narducci, parlando dell’opera di Palmerini nell’ambito dell’emigrazione italiana, ha sottolineato come egli sia stato capace di raggiungere risultati che nessuna istituzione era riuscita a realizzare. Grazie alla mole di articoli pubblicati sulla stampa italiana all’estero e ai suoi libri, Palmerini sta riuscendo a far meglio conoscere la storia della nostra emigrazione, raccontando le nostre comunità d’ogni continente che egli visita. Facendo conoscere e dialogare le due Italie, quella dentro i confini con l’altra Italia di 80 milioni di oriundi che vivono all’estero. Franco Narducci ha letto due brani tratti da due racconti di viaggio presenti nel volume. Da quei lacerti di scrittura è emersa plasticamente l’attitudine dell’autore ad accompagnare quasi per mano il lettore tra emozioni, colori, storia, arte e persino odori delle terre che visita, con una cura dei particolari che ricorda gli scrittori del Grand Tour. Dopo oltre due ore l’incontro si è concluso, con il pubblico emozionato e con l’appendice del firmacopie del libro che, uscito sei mesi fa, è già alla seconda ristampa.

Pubblicato in Arte e Cultura

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