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Articoli filtrati per data: Luglio 2019 - Radio L'Aquila 1

L’AQUILA - Su iniziativa di Federalberghi Confcommercio Abruzzo, si è svolto ieri a Scafa un incontro tra i vertici regionali e provinciali dell'Associazione di categoria  e gli Albergatori di CARAMANICO TERME, un incontro teso a monitorare le esigenze degli operatori turistici ed a porre in campo una serie di iniziative sindacali a tutela del Sistema Turistico Abruzzese, che in seguito alla perdurante chiusura degli impianti termali della predetta località, la quale affonda da sempre le proprie radici socio economiche legate a doppio filo al turismo termale ed ambientale, sta attraversando, per le note vicende, la più profonda crisi degli ultimi decenni.

Decine di attività ricettive, centinaia di addetti del settore e dell'indotto e dell'intero comprensorio che nel passato ha fatto registrare oltre duecentomila presenze annue e che oggi, a seguito del blocco permanente degli impianti termali, è praticamente al palo con conseguenze economiche ed occupazionali fortemente preoccupanti e che richiede e merita da parte del Sistema Istituzionale (Comune, Regione, Provincia, Prefettura...) un immediato intervento a tutela dei legittimi interessi di una così importante Comunità delle Aree Interne della nostra Regione.

Nel corso dell'incontro, gli operatori del settore hanno rappresentato ai vertici di Federalberghi Confcommercio Abruzzo, le loro difficoltà e le tantissime preoccupazioni sull'attuale emergenza e sulle prospettive future che, allo stato, appaiono davvero problematiche.

A tale proposito si è concordemente addivenuti alla decisione di promuovere nei prossimi giorni, un incontro pubblico nella Sala Consiliare del Comune di CARAMANICO al quale invitare tutti gli attori istituzionali e le parti sociali, per definire una strategia di iniziative da porre con immediatezza in campo a partire dal necessario rinvio dei pagamenti commerciali, fiscali e previdenziali a seguito dello STATO DI CRISI (che dovrà essere dichiarato dalla Regione) che di fatto impedisce alle imprese di adempiere con regolarità agli impegni finanziari per causa di forza maggiore.

All'incontro pubblico saranno invitati a partecipare il Signor Prefetto di Pescara, l'Assessore Regionale alle Attività Produttive ed al Turismo, oltre che, ovviamente, il Sindaco e l'Amministrazione  Comunale di CARAMANICO  e tutti i rappresentanti della parti sociali abruzzesi (sindacati, associazioni di categoria e di professionisti...), tutti gli imprenditori del settore turistico e dell'indotto del comprensorio territoriale nell'insieme coinvolti dalla grave e perdurante crisi.

Alla riunione svoltasi a Scafa ieri hanno preso parte i seguenti albergatori di CARAMANICO: Hotel MAZZOCCA, Hotel CERCONE, Hotel ARIMANNIA, Hotel VIOLA, Hotel DI PIERO, Hotel EDE, Hotel ORSINI, Hotel VINCENZELLA,

il Presidente Regionale di Federalberghi Abruzzo GIAMMARCO GIOVANNELLI, il Presidente Provinciale Federalberghi Pescara EMILIO SCHIRATO ed il Direttore Regionale di Confcommercio Abruzzo CELSO CIONI

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L'AQUILA - "E' stata approvata all'unanimità la relazione che, come Presidente di V Commissione, ho sottoposto ai colleghi commissari nella seduta riunitasi questa mattina. La verifica sulla regolarità delle delibere di Giunta Comunale -il cui denominatore comune sembra essere quello, diretto o indiretto, di svalutare la professionalità del lavoratore Mario Di Gregorio, attraverso revoche di incarichi, svuotamento di mansioni, sostituzioni implicite, dichiarate e non sussistenti indisponibilità- merita la giusta attenzione dell'amministrazione e  piena disponibilità al dialogo per scongiurare possibili azioni giudiziarie.

Come diffusamente spiegato sin dalle premesse di apertura della seduta, lo scopo della Commissione, formalmente sollecitata dall RSU comunale e condiviso da tutti i commissari, non era quello di sotituirsi ai tavoli della concertazione sindacale, nè di anticipare valutazioni proprie del giudice del lavoro, ma quella di aprire un'occasione di confronto che contribuisse ad una distensione dei rapporti tra amministrazione e dipendenti che, evidentemente, ritengono di non aver ottenuto, nelle oridnarie sedi, sufficiente ascolto.

La questione merita particolare attenzione ed  ulteriore approfondimento anche alla presenza dell'Assessore Carla Mannetti, che pur non comparendo formalmente in nessuno degli atti in discussione, ne è, di fatto, l'estensore occulto dal momento che, come emerso nel corso della seduta, ne è stata proponente e relatrice. Sarà lei a dover argomentare le scelte operate dalla Giunta dal momento che tanto il Sindaco, quanto l'assessore Fausta Bergamotto hanno escluso, anche per dichiarata estraneità a tali scelte,la possibilità di fornire ogni utile risposta nel merito.

A breve sarà convocata la nuova seduta di V commissione".

Lo comunica la Presidente della Commissione Garanzia e Controllo del Comune dell'Aquila, Elisabetta Vicini.

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ROMA – "Fatti e non chiacchiere. Dopo decenni di immobilismo (o irresponsabilità, che dir si voglia), grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministro Toninelli con il decreto Genova, sono iniziati i lavori sul viadotto di Sant'Onofrio, presso lo svincolo di Tornimparte. Il termine è previsto per il prossimo novembre e sarà la prima struttura completamente antisismica lungo le autostrade abruzzesi" lo annuncia l'onorevole del Movimento 5 Stelle, Valentina Corneli.

"Per noi la sicurezza e la vita delle persone viene prima di tutto, una tragedia come quella del Ponte Morandi non dovrà mai più ripetersi. Resta fermo l'impegno del Governo, e segnatamente del MoVimento 5 Stelle, per destrutturare il sistema delle concessioni autostradali che in Italia era completamente fuori controllo. I pedaggi continuavano ad aumentare, ogni anno, senza che vi fossero a fronte investimenti per la manutenzione e la messa in sicurezza, mentre è di pochi giorni fa il via libera al nuovo sistema tariffario per i pedaggi autostradali, che dal prossimo gennaio porrà un freno agli ingiustificati maxi guadagni dei concessionari. D'ora in poi gli aumenti delle tariffe saranno strettamente vincolati all'effettiva realizzazione degli interventi programmati, l'attività dei gestori verrà costantemente monitorata e si vigilerà su tutti gli investimenti annunciati. È finita la pacchia" dice l'onorevole pentastellata.

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PESCARA - “Un altro giorno ancora… con te”. Un toccante memoriale, in ricordo del dottor Nicola Salvatorelli, venuto a mancare nell'agosto 2017, dove l’autrice, Anna D'Antoni, ripercorre una vita trascorsa insieme.

L'opera, edita dalla casa Edizioni Mondo Nuovo di Pescara, sarà presentata venerdì 5 luglio, alle ore 18.30, al ristorante Ninì, sul Belvedere di Montesilvano Colli (Pescara).

Il libro ha il patrocinio del Comune di Montesilvano e dell’Associazione Cibo e Salute. La prefazione porta la firma dello chef Niko Romito.

La serata prevede i saluti di Ottavio De Martinis, sindaco di Montesilvano,. All’incontro prenderanno l'autrice Anna De Antoni, l’editore di Edizioni Mondo nuovo Enrico Faricelli, e il direttore editoriale Massimo Pamio

Anna De Antoni nata a Monza, è medico, specialista in Medicina fisica e Riabilitazione, Neurologia, Medicina Funzionale, esperta in Alimentazione e Dieta Alcalina, docente presso la Scuola per Chef della Niko Romito Formazione, esperta in Medicina estetica, docente presso la Scuola di Neuralterapia.

 

Nel 2018 ha fondato l’Associazione “Cibo & Salute”.

 

“Un altro giorno ancora… con te” è un libro sul tempo e sul modo in cui la comprensione della vita e di coloro che amiamo si estende davanti a noi e dietro di noi, collocandoci tra loro.

“Nicola è un uomo di cui è impossibile non innamorarsi - spiega l’autrice - irriverente, anticonformista, affascinante, carismatico, rivoluzionario, tormentato. Amante della bellezza e della vita. Ti parla con i suoi silenzi e con quelle parole che ti entrano dentro e la tua vita non è più la stessa. Attraverso la sua storia si ripercorre il senso di una vita che è insegnamento ed esempio di integrità, leggerezza e profondo rispetto dei valori veri. Questo libro è una storia sul senso della vita, che mette a nudo sentimenti di amore, paura, dolore, grande condivisione e solitudine. Le lacrime con le quali ridi sono le stesse con le quali piangi".

In queste pagine scopriamo tanti personaggi in uno: un bambino mugnaio, un calciatore mancino, un attore bellissimo, un dottore anticonformista, un costruttore rivoluzionario, un ristoratore rompiscatole, un uomo precursore dei suoi tempi.

"Di fronte alle cose importanti della vita Nicola dice: 'Sediamoci a tavolino e parliamone', e su questo tavolino inizia la storia: Avrei desiderato un altro giorno con te, un giorno ancora per andare in quella stradina dove il tempo si è fermato, dove il paesaggio, l’aria e l’energia non è mai cambiata. Era inverno la prima volta: ricordi? Sulla neve bianca c’erano le orme della nostra storia insieme. Un uomo ed una donna che si camminano accanto in silenzio. Semplicemente un uomo ed una donna. In un abbraccio che era bisogno di Amore, che era Casa”.

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CHIETI - Il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, sarà a Chieti per l'evento finale delle celebrazioni per il centenario della Cgil di Chieti. L'appuntamento con la tavola rotonda dal titolo 'Memoria del passato, azioni nel futuro - Storia, prospettive del Lavoro e ruolo del Sindacato confederale nell'era della digitalizzazione" è per sabato 6 luglio, alle ore 10.00, nella sala convegni della Camera di Commercio Chieti Pescara (area ex Foro Boario).

Ai lavori, oltre a Landini, interverranno lo storico Adolfo Pepe, della Fondazione Di Vittorio, monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti Vasto, l'economista Luciano D'Amico e il managing director di Honda Italia, Marcello Vinciguerra. Il dibattito sarà introdotto dal segretario generale della Cgil di Chieti, Germano Di Laudo; parteciperà anche il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri. I lavori saranno coordinati da Paolo Griseri, giornalista de la Repubblica.

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L'AQUILA - Da venerdì 19 luglio, a PennePescara e Viterbo, il cantautore Nicola Pomponi, in arte Setak, presenta in un primo tour estivo il nuovo album "Blusanza", uscito il 17 maggio in tutta Italia e arrivato tra i cinque finalisti delle Targhe Tenco nella categoria "album in dialetto".

Originario di Penne, il piccolo paese in provincia di Pescara, ma da anni residente a Roma, Setak raccoglie queste prime 11 canzoni in un album corale, intimo e sincero, in cui gli incontri, le esperienze, le visioni e i personaggi descritti vengono cantanti con arte e sapienza, in una sorta di "Spoon River" nostrana.

Setak aveva già fatto parlare di sé un anno fa, quando pubblicò su youtube il video del brano Marije, riscontrando subito l'attenzione di pubblico e critica. A questo, sono poi seguiti i video di Dumane ha 'ggià 'rrivate e Alè Alessa', fino alla pubblicazione di questo atteso primo album che verrà presentato domenica 26 maggio, all'Auditorium Parco della Musica di Roma.

Il nome "Blusanza", ovvero blues e transumanza, sentimento e appartenenza, vuole intendere una condizione dell'anima, uno sguardo sul mondo, la ricerca delle radici e gli spostamenti continui, nella ricerca continua di un nuovo futuro. Attraverso questo "meticciato dell'anima", Setak riesce a scavare nei ricordi, trovando emozioni potenti e senza tempo grazie alle quali, anche gli ascoltatori, possono orientarsi e riconoscersi.

Questo disco – afferma Setak - è nato dall'esigenza di sintetizzare tutte le mie esperienze musicali e umane, il rapporto con la mia terra e con il mio dialetto, tutta la musica con cui sono venuto a contatto. Il risultato è una miscela di influenze musicali (blues, imprescindibile per la mia formazione, e varie altre musiche del sud del mondo), su cui ho innestato il dialetto della mia terra adeguandolo espressivamente a una mia personale esigenza di intimismo.

La scelta di cantare in abruzzese, quindi, è legata a un'esigenza puramente espressiva e melodica, e non a una tradizione popolare. In questo senso, l'arte di Setak diventa contemporanea e attuale, e il dialetto non rappresenta il passato ma il futuro delle radici.

La scelta del nome Setak, non a caso, riassume gran parte dello spirito dell'album. È lo pseudonimo che utilizzo fin da bambino, - racconta Nicola - ed è allo stesso tempo un omaggio alle mie origini. I miei antenati erano setacciari, costruivano strumenti per filtrare la farina. I soprannomi, nei paesi, sopravvivono al passare del tempo e delle persone che li portano.

 

Blusanza tour

19/07  Presentazione/intervista Blusanza - Tibo Penne (Pe)

20/07  Alò Park di Loreto Aprutino (PE)

27/07  Festival Blues di Torre Alfina (Viterbo)

10/08  Riconoscimento di un premio dalla città di Penne     

11/08  Collalto Summer Festival, Penne (PE)

 

Fanpage: www.facebook.com/setakmusic

iTunes: http://itunes.apple.com/album/id1463078219?ls=1&app=itunes

Apple Music: http://itunes.apple.com/album/id/1463078219

Pubblicato in Musica e Spettacolo

L'AQUILA - Tutto pronto per il decimo compleanno del Nobelperlapace. Diverse le iniziative organizzate dall'associazione culturale Arti e Spettacolo, con l'obiettivo di festeggiare il decennale dello spazio culturale di San Demetrio ne' Vestini (L'Aquila), da anni riferimento per un territorio meraviglioso quanto impegnativo come quello delle aree interne abruzzesi.

Da oggi e fino a domenica 7 luglio il centro storico dell'Aquila sarà attraversato dal pubblico di Dècade – Città Possibili, spettacolo itinerante nel "cantiere L'Aquila" realizzato dal collettivo Circolo Bergman, apprezzatissimo dal pubblico nell'aprile scorso, quando registrò sold out in tutti i giorni di replica.

Dècade è un percorso nel centro storico, per gruppi di spettatori che si muovono guidati da un sistema di cuffie wireless. Camminando in un universo sonoro di testi, suoni e suggestioni lo sguardo dei partecipanti inquadra la città ricostruita e quella ancora in rovina, la città-cantiere e la città-progetto. Nato da una serie di interviste con residenti, professionisti, operai, e da ripetuti sopralluoghi, lo spettacolo propone agli spettatori una deriva urbana che oscilla fra distopie e utopie, per ribadire che il futuro è uno spazio concreto che dobbiamo tenere saldamente in mano nel presente.

Lo spettacolo itinerante avrà luogo oggi 4 luglio e venerdì 5 con due repliche al giorno, alle 17:30 e alle 19:30; sabato 6 domenica 7, sempre con due repliche ogni giorno, alle 10:30 e alle 12:30. Il luogo dal quale partirà lo spettacolo sarà via Castello. Per Info si può contattare il 348.6003614 o inviare una mail ad info@artiespettacolo.org.

Il 6 luglio, inoltre, alle ore 15 lo spazio Nobelperlapace sarà palcoscenico del seminario "Realtà del teatro: istruzioni per l'uso". Parteciperanno studiosi, artisti, operatori della cultura, giornalisti, economisti provenienti da diverse regioni italiane, dalla Lombardia alla Puglia. L'obiettivo è trovare chiavi reali ed efficaci nella lettura del rapporto tra il teatro e il contesto dentro il quale il lavoro teatrale agisce. "Istruzioni per l'uso" del teatro e della cultura nelle aree interne italiane come nei luoghi periferici del Paese.

Il seminario è diviso in due sessioni. La prima ("Costruire, formare, creare, restituire") sarà coordinata da Camilla Gentilucci (Civica Scuola di Teatro "Paolo Grassi" di Milano) e vedrà gli interventi di Gerardo Guccini, docente dell'Università di Bologna, Giancarlo Gentilucci, presidente di Arti e Spettacolo, Andrea Lupo, del Teatro delle Temperie di Bologna, Cosimo Severo, della Bottega degli Apocrifi di Manfredonia (Foggia), Simone Schinocca del Teatro Tedacà di Torino e Paolo Giorgio del Circolo Bergman di Milano.

La seconda parte ("Sostentare, osservare, comunicare") sarà coordinata da Gerardo Guccini e vedrà i contributi di Annalisa De Simone, presidente del Teatro Stabile d'Abruzzo, Eleonora Coccagna, direttrice di Abruzzo Circuito Spettacolo, Stefania Marrone del Centro di residenza pugliese, Camilla Gentilucci, Paolo Pacitti, direttore del Tg Rai Abruzzo Michele Di Donato di Pickwick. Media partner dell'intera giornata è PAC – Pane Acqua Culture.

Il 9 luglio 2009 veniva inaugurato il Nobelperlapace, intitolato all'omonimo segretariato che aveva reso possibile, nei tragici giorni seguenti al terremoto del 6 aprile, la realizzazione di una struttura polivalente per aggregare le popolazioni colpite. Quel giorno a tagliare il nastro, tra gli altri, il Premio Nobel per la pace Betty Williams e gli attori George Clooney e Bill Murray, numerose autorità e soprattutto cittadine e cittadini emozionati.

Infine martedì 9 luglio, a dieci anni esatti dall'inaugurazione del Nobelperlapace, sipario aperto sulla festa finale, alla quale parteciperanno le persone che hanno attraversato lo spazio di San Demetrio ne' Vestini negli anni, frequentando le rassegne teatrali, i corsi, i numerosi laboratori, il cinema del territorio e gli eventi organizzati nel tempo.

Pubblicato in Arte e Cultura

L’AQUILA – di Giuseppe Lalli - In un contesto storico in cui si ha l’impressione che la città dell’Aquila stia vivendo un particolare fermento culturale, una sorta di Rinascimento che lascia ben sperare sul futuro del capoluogo abruzzese, mi sembra doveroso segnalare un piccolo grande libro di Maria Elena Cialente, giovane scrittrice aquilana al suo primo romanzo, che giunge dopo un impegnativo saggio dedicato al fantastico nella letteratura italiana, uscito per i tipi  della casa editrice Solfanelli con il titolo “L’ALTRO E L’ASSENTE”.

Il romanzo di cui si parla, pubblicato circa un anno fa dalle Edizioni Tabula Fati, è stato presentato l’ultima volta all’Aquila il 24 maggio 2019 al Palazzetto dei Nobili e a Pescara il 7 giugno scorso, nell’ambito del Rosadonna, festival delle eccellenze femminili. Il racconto, che Maria Elena aveva scritto già prima del terremoto che dieci anni fa ha sconvolto il capoluogo abruzzese, ha il titolo accattivante di “SHAT MAT”, che in arabo significa “scacco matto’’. Protagonista principale - e “io” narrante - di questo libretto che ha tutte le caratteristiche di un piccolo moderno “romanzo di formazione”, come un tempo si sarebbe detto, è Raffaele, un ragazzo che, come molti di noi, era adolescente negli anni Sessanta e giovane negli anni Settanta. Ha respirato a pieni polmoni l’atmosfera del ‘68, e per tanti aspetti l’ha anche subìta. Ha fatto tutto il cursus honorum di quegli anni, e, ormai medico e sposato, sentendo di aver pagato il suo conto con la vita, decide di fissare sulla carta le sue esperienze giovanili, come se volesse scaricarsi di un peso.

Si stenta a credere che a scrivere le memorie di un uomo nato negli anni Cinquanta sia una giovane donna dei nostri tempi. Bisogna conoscere l’autrice, una donna dall’aspetto fragile e raffinato, per rendersi conto dello sforzo che ha dovuto compiere per immedesimarsi nella psicologia di un personaggio assai diverso da lei, oltre che per il sesso, per il contesto storico, sociale e familiare in cui il protagonista del racconto si muove. Questi ragazzi nati negli anni cinquanta Maria Elena mostra di conoscerli molto bene: ne ha respirato l’aria nei racconti sentiti, fino ad assorbirla. È, questo, il segno di una partecipazione commossa alle vicende di un’epoca e di una generazione che non sono le sue, ma che avverte, quasi con invidia, come un bivio di destini individuali e collettivi: un filo della memoria a lungo coltivata, interrotto dalla sciagura del terremoto, e poi ripreso, ad alimentare forse una nuova speranza.

Per molti coetanei del protagonista (sono anch’io tra questi) che leggeranno il piccolo romanzo di Maria Elena potrebbe valere il famoso detto De te fabula narratur. Del resto, per ogni racconto che si rispetti si può dire De te fabula narratur. Il racconto si apre con la descrizione delle vicende di un gruppetto di bambini di cui fa parte Raffaele: una piccola gang che ruba oggetti (manicotti di bombole del gas, fili di rame) dalle case abbandonate del centro storico aquilano, ma anche oggetti sacri dalle sacrestie delle vecchie chiese, per poi rivenderli ad una vecchia del quartiere in cambio di qualche spicciolo. Si respira a tratti, in queste righe, l’atmosfera di certi romanzi veristi del secondo dopoguerra, nonché di certe scene pasoliniane di “Ragazzi di vita”. Una volta giovane, studente di medicina, Raffaele entra nel tunnel della droga: dapprima erba, poi eroina.

Altro personaggio del racconto è il nonno materno, Roberto, un anziano medico in pensione con il quale Raffaele coltiva un rapporto affettuoso e complice, ma che presenta la stessa fragilità del nipote e che quindi non può essergli di grande aiuto. L’aiuto lo troverà invece in altre persone, prima fra tutte il professor Alberini, originale figura di matematico e anarchico cristiano, conosciuto al circolo, con il quale intreccerà interessanti discorsi filosofici nel corso di interminabili partite a scacchi. C’è nel libro, insieme ad una tensione filosofico-esistenziale, una componente fortemente pedagogica. Raffaele, a un certo punto, dice: «I miei genitori erano anche troppo presi dai loro litigi per accorgersi delle mie fughe. Lo avevo fatto anche da bambino quando, spaventato dalle loro grida e dai piatti che mia madre fracassava a terra, uscivo dal retro perraggiungere laporta del nonno».

Quante famiglie - ci viene da pensare - ci sono state e ci sono come quella di Raffaele...quanti genitori assenti, anche quando sono presenti. «La famiglia è finita», ci ripetono i tanti profeti del nulla che sentenziano ogni giorno nei mass-media. La famiglia la stiamo facendo finire noi ogni giorno, si può ragionevolmente ribattere. Raffaele, che riuscirà ad uscire dal tunnel della droga, finirà per dare un senso alla vita facendo scacco matto (Shah mat, appunto, “scacco matto” in arabo) non contro il professor Alberini, il suo perenne avversario agli scacchi, che in fondo è, come si direbbe in termini freudiani, il suo “super io”, ma contro se stesso, o meglio contro il lato opaco del suo “io”. Raffaele - sembra dirci l’autrice del romanzo - ha il merito di averci provato, e alla fine si è riscattato, mentre si ha l’impressione che oggi molti giovani, purtroppo, nemmeno ci provano. È questo uno dei messaggi che Maria Elena ci insinua.

Sembra proprio che la scrittrice, dando una identità a ciò che ha respirato nell’aria, abbia voluto calarsi nella parte di un protagonista di quegli anni, Raffaele, che alla fine riesce a dare un senso al suo disagio, mentre ogni giorno, anche a scuola, la professoressa Cialente forse tocca con mano un disagio che pare non avere molto senso. Sotto questo aspetto, il libro si presenta come una lettura non canonica e demistificante di quel sessantotto di cui l’anno scorso si sono celebrati i cinquant’anni, se per demistificante si intende, al di là delle indubbie conquiste democratiche di quella stagione, il tentativo di gettare una luce sugli aspetti opachi del mito sessantottino. Tutto ciò a partire da quella filosofia libertaria (ma si potrebbe dire libertina e, come sul dirsi, «buonista») che ha fornito molti alibi, e che si riassume nella frase «Vietato vietare»: quella cultura che ha riportato in auge la pedagogia di Jean Jacques Rousseau (1712-1778) e l’idea che tutti i mali ci vengono dalla società; quella cultura che spesso ha distrutto senza costruire, e che a lungo andare ha prodotto teste vuote, culto delle apparenze, un desolante conformismo spesso contrabbandato per anticonformismo ; ma, anche, paradossalmente, competitività sfrenata, e ricerca del piacere e della trasgressione  scambiata per libertà.

Sotto questo aspetto, l’autrice di questo piccolo romanzo sembra invitarci ad un serio, profondo, coraggioso esame di coscienza. Aspetto non secondario del racconto è la lingua, una lingua che Maria Elena, letterata, padroneggia in ogni riga, e che sa coniugare con un uso sapiente dello stesso parlato dialettale, presente a volte anche nella struttura sintattica della frase. Per finire, una piccola annotazione storico-filosofica (questo della Cialente è anche un piccolo romanzo filosofico, come si accennava), che mi viene suggerita da una frase che si legge nelle prime pagine. Al professor Alberini che gli parla di Ipazia, una giovane filosofa neoplatonica del quarto secolo massacrata da una folla di cristiani fanatizzati dai loro capi, quei cristiani usciti da poco dalle persecuzioni, Raffaele risponde: «...E’ proprio vero, professo’: quando la fortuna cambia corso, i vecchi martiri diventano gli aguzzini di turno». 

Una grande intellettuale francese del secolo scorso, Simone Weil (1909-1943), all’indomani di quella tragedia europea che fu la guerra civile spagnola, nella quale lei, come tanti intellettuali francesi, aveva partecipato militando nel fronte repubblicano, dalla parte dei “rossi”, in quella che aveva ritenuto essere la parte giusta, ebbe un rapporto epistolare con lo scrittore Georges Bernanos (1888-1948), che aveva invece combattuto dall’altra parte, cioè sul fronte dei franchisti vincitori, e che in un saggio-romanzo (“I grandi cimiteri sotto la luna”) aveva denunciato, da cristiano onesto quale era, le crudeltà compiute dalla sua fazione. Simone Weil, che aveva letto il libro, si complimentava con Bernanos, e a sua volta rievocava il disgusto che a lei aveva suscitato l’ebbrezza del sangue di tanti suoi compagni che a sera si complimentavano a vicenda per il numero dei preti uccisi. Ebbene, questa grande pensatrice diceva di aver visto in azione una ferocia umana che andava ben al di là delle ragioni dell’appartenenza politica, e concludeva la lettera con queste esemplari parole: «Bisogna essere sempre disposti a cambiare di campo, per inseguire la giustizia, questa eterna fuggitiva dai campi della vittoria». Maria Elena, novella Simone Weil, alla fine del suo denso racconto, ci propone una soluzione abbastanza simile. A questo proposito, vale la pena di riportare le ultime battute del colloquio tra il professor Alberini e Raffaele ormai pronto per la sua nuova vita.

«Non è mica un contratto la vita, Raffae’...non dobbiamo dimenticare di versare l’obolo fondamentale che dà senso a tutto.»

«Sarebbe, professo’?»

«L’amore, Raffae’...L’ha detto pure Cristo, no?», risponde Alberini, e precisa: «Cristo ci ha detto che noi siamo tutti uguali, sì, ma come figli di Dio, e l’anarchismo che siamo tutti uguali nei diritti. Ma non è vero che siamo tutti uguali. Se così fosse ci capiremmo all’istante. Invece...E poi le possibilità non so’ le stesse, c’è poco da fa’, né per il talenti...né per i natali...né per le condizioni economiche...»

«Ma che rimedio abbiamo a tutto questo?», chiede infine Raffaele.

E la risposta del professore non si fa attendere: è la stessa, si deve presumere, di quella di Maria Elena, ed è il vero filo rosso di tutto il piccolo grande romanzo:

«L’amore. Solo chi ha il coraggio d’amare, Raffae’, sopravvive».

Il rimedio suggerito è una di quelle medicine che scarseggiano sul mercato dei rapporti sociali, dove invece abbondano – ne facciamo esperienza ogni giorno – l’orgoglio e l’invidia: la caligine che sempre rimane quando gli eroici furori ideologici sono evaporati. Si ha l’impressione che l’utopia rivoluzionaria che l’ex sessantottino Raffaele finisce per fare propria è quella linea sull’orizzonte dove la terra e il cielo sembrano toccarsi… Una vera scrittrice è in mezzo a noi: Maria Elena Cialente.

Pubblicato in Arte e Cultura

PESCARA - L’attuale condizione dei docenti meridionali, tra i quali 500 docenti abruzzesi, a distanza di quattro anni dall’entrata in vigore della Legge 107/2015 c.d. Buona Scuola, non ha subito variazioni, anzi col passare del tempo è notevolmente peggiorata: gravi sono le spese di vitto e alloggio fuori regione ed onerose quelle di viaggio, affrontate settimanalmente per ricongiungersi ai propri cari.

L'ultimo incontro tra Governo e sindacati non ha neppure menzionato gli esiliati legge 107 ed ha completamente ignorato le loro esigenze. Dopo tante vane promesse tutti i nodi vengono al pettine. I trasferimenti da poco pubblicati hanno soddisfatto percentuali minime, nonostante il Ministro dell’Istruzione abbia declamato il contrario. In realtà molti docenti hanno ottenuto solo un avvicinamento a casa rispetto alla Regione in cui si trovavano. Le statistiche “trionfanti” del Miur comprendono anche gli spostamenti da provincia a provincia all’interno di una stessa regione che non riguardano affatto i docenti fuori regione. Ecco, quindi, svelato il mistero delle percentuali tanto decantate dal MIUR. 

Stanchi delle ennesime speranze deluse una delegazione di docenti dei “Nastrini Liberi”, in lotta da quattro anni contro lo scempio dei trasferimenti forzosi della L.107, manifesterà a Pescara di fronte la Prefettura domani 5 Luglio alle ore 10,30, in contemporanea con i colleghi che manifesteranno anche a di Napoli e a Catania supportati dal  “Sud Conta”, la piattaforma delle associazioni meridionali sorta per contrastare e contestare i progetti di Autonomia differenziata meglio detta “Secessione dei ricchi” dell’attuale Governo. Quest’ultimo terribile progetto aggraverà le condizioni dei docenti esiliati nelle regioni del Nord e sarà dannoso per tutta la scuola del Sud.

I sit in di domani saranno l’occasione per chiedere ai Prefetti delle tre province, Pescara, Napoli e Catania un incontro imminente con il Ministro dell’istruzione, con cui costruire un tavolo tecnico permanente, volto a risolvere definitivamente il problema dei docenti fuori sede.

“Faremo sentire nuovamente la nostra voce per dire SI al rientro dei docenti emigrati e NO a qualsiasi progetto di regionalizzazione del sistema dell’istruzione. La scuola pubblica, ultimo presidio di uguaglianza e solidarietà non si tocca.”

Pubblicato in Cronaca

L’AQUILA – “Dopo due anni di soli annunci di un nuovo impulso alla pianificazione e di modifiche alla stesura del Piano regolatore, licenziato nelle linee generali dalla Giunta Cialente, il Sindaco Pierluigi Biondi e l’Assessore Daniele Ferella hanno cacciato dai cassetti il lavoro svolto dall’arch. Daniele Iacovone e dal suo staff, incaricati dalla precedente Giunta comunale e confermati dall’attuale Esecutivo!”

Lo afferma il Consigliere comunale dell’Aquila Lelio De Santis, Capogruppo Italia dei Valori.

“La Giunta Biondi – continua De Santis - ha ufficializzato ieri la squadra che lavorerà alla stesura del nuovo Piano regolatore, che è la stessa incaricata all’epoca dalla Giunta precedente, e ha annunciato che il lavoro di pianificazione riprenderà proprio da dove era stato lasciato nel 2017, riconoscendo la bontà delle linee guida e dell’attività fino svolta fino ad allora.
E’una buona notizia che riprenda l’iter di stesura dello strumento urbanistico, riconfermando la squadra dei tecnici progettisti e riconoscendo i meriti degli amministratori precedenti.
E’ un atto di responsabilità e di buon senso del Sindaco, Pierluigi Biondi, che ha riconosciuto l’importanza del principio della continuità amministrativa ed il dovere di utilizzare il meglio delle azioni amministrative ereditate, anteponendo gli interessi generali alle logiche di partito ed ai proclami elettorali: forse, poteva deciderlo anche subito ed oggi avremmo avuto il Nuovo Piano regolatore in sostituzione del vecchio che risale al 1975!”

“Adesso, - conclude De Santis - c’è bisogno di coinvolgere le diverse istanze sociali, imprenditoriali, culturali e di dare maggiore attenzione alla città diffusa, con le diverse Frazioni che devono trovare un nuovo ruolo nella città ricostruita.
Ma c’è anche bisogno di bloccare la pratica diffusa del ricorso alle Varianti urbanistiche, che stanno alterando il quadro urbanistico e condizionando le future scelte di pianificazione razionale, come le recenti delibere che hanno previsto le realizzazioni di nuovi centri commerciali.
Invito, pertanto, il Sindaco e l’Assessore Ferella a dire Basta alle Delibere di cambio di destinazione d’uso, attraverso Varianti urbanistiche, richieste da privai o Imprenditori, se non si ravvisa l’interesse pubblico e l’utilità generale.”

Pubblicato in Politica

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Una legge per risarcire i familiari delle vittime dei terremoti 2009 e 2016

in Cronaca
ROMA - Una proposta di legge che intende dare finalmente una risposta a tutte le famiglie…
24 Gennaio 2017 17:39:49

L'Aquila: caduta elicottero, proclamato giorno di lutto cittadino nel giorno dei funerali delle 6 vittime

in Cronaca
L'AQUILA: - “Esprimo, a nome dell’intera Municipalità aquilana, un incredulo dolore per…
10 Maggio 2016 09:57:18

L'Aquila: Giro d'Italia, venerdì 13 maggio scuole chiuse in città

in Cronaca
L'AQUILA: - di Cristina Parente - Come anticipato dalla Polizia Municipale, nel…
11 Agosto 2016 16:09:17

L'Aquila: i sotterranei del Castello si aprono per uno spettacolo ispirato ai racconti di Edgar Allan Poe

in Eventi
L'AQUILA: - Per I Cantieri dell’Immaginario, in via del tutto eccezionale, grazie al…
A sinistra la Basilica di Santa Maria Paganica all'Aquila dopo sisma 2009, a destra la chiesa di Sant'Agostino ad Amatrice
24 Agosto 2016 13:28:24

Terremoto Centro Italia: ecco il vero legame tra Accumoli, Amatrice e L'Aquila in una notte di dolore

in Cronaca
L'AQUILA: - di Cristina Parente - Quante volte è capitato ad ognuno di noi di essere…
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