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Articoli filtrati per data: Luglio 2019 - Radio L'Aquila 1

L’AQUILA - La giovane cantante aquilana Antonella Scellini questa sera aprirà il concerto dei Ricchi e Poveri, in programma a Fara Filiorum Petri, in provincia di Chieti.

“Sono molto emozionata e felice - ha dichiarato Scellini, che a soli 14 anni aprirà una delle ultime tappe del tour internazionale dello storico gruppo musicale italiano - Sicuramente è un onore per me poter salire sul palco insieme ad una band così importante”.

Il brano con cui si esibirà è “Andrà tutto bene” della cantautrice Claudia Lagona, in arte Levante.

La giovane aquilana ha conosciuto Angelo, voce dei Ricchi e Poveri, nel 2017 in occasione del Premio “Mia Martini”, che si è svolto in Calabria.

“Da quel giorno siamo sempre rimasti in contatto - ha spiegato - e il nostro rapporto di amicizia si è rafforzato moltissimo grazie a una stima reciproca. Angelo ha sempre speso parole di apprezzamento per me, al punto di regalarmi questa grande opportunità, che per una ragazza di 14 anni è una cosa davvero bellissima e soprattutto un traguardo ambizioso che sono riuscita a raggiungere”.

Scellini, che solo qualche mese fa è stata protagonista al Festival “Voci e Volti Nuovi” di Castrocaro, kermesse canora internazionale dedicata ai talenti emergenti che si svolge ogni anno a Forlì, dove è arrivata in finalissima, ha già diversi concorsi alle spalle, con risultati positivi: la 14enne è riuscita ad arrivare in finale anche nel noto programma musicale di Mediaset “Tra sogno e realtà” e si è aggiudicata il secondo posto al premio “Mia Martini”.

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CARAMANICO TERME (PE) - Finalmente riaperte le Terme di Caramanico. La Società concessionaria, evidentemente solo nelle ultime settimane, ha fatto il possibile per evitare una pericolosa soluzione di continuità nella erogazione dei servizi termali. Nulla di nuovo, però, sul tema del contributo delle istituzioni, nessuna iniziativa di supporto è stata portata a termine, nonostante il Tavolo Tecnico del MISE, non più riunitosi dallo scorso 3 aprile, abbia creato le condizioni istituzionali per validare interventi straordinari, come si fa e si sta facendo per altre crisi aziendali, con cui sostenere, non tanto la Società Concessionaria, ma la ripresa delle minime condizioni economico-finanziarie per evitare che il problema si riproponga a breve, con il consolidarsi di un contesto tecnico-giuridico di estrema difficoltà che porterà, in mancanza di interventi efficaci, condivisi e concreti, ad una probabilmente breve durata della stagione 2019 e all'imminente e prevedibile rischio di ri-chiusura tra qualche mese. Dalle istituzioni finora solo dichiarazioni generiche e distanti dalla sostanza dei problemi, nessun atto amministrativo o richiesta di riconvocazione presso il MISE!

Insomma, sembra che le istituzioni facciano "spallucce", o siano inspiegabilmente distratte, o attendano il "passaggio del cadavere sulla riva del fiume". Ad esse vengono poste 10 DOMANDE.

1) Possibile che non si parli più dei possibili interventi della Regione, nelle competenze sia della Sanità che delle Attività estrattive? Possibile che la Regione si sia limitata a un solo atto tecnico di verifica delle condizioni di mantenimento della concessione, come per altro introdotte dalla DGR 101 del 17 febbraio 2015, con una doverosa ispezione tecnica e senza che gli esiti di questa abbiano determinato alcun atto di attenzione politico-istituzionale?

2) Quali sono "tutte le azioni istituzionali necessarie per evitare la mancata riapertura dello stabilimento termale e il mancato avvio della stagione termale 2019" nel frattempo messe in atto dall'Amministrazione Comunale, di concerto con quella regionale, dello stesso colore politico, che avevano assicurato in campagna elettorale e durante il Consiglio Comunale straordinario del 21 giugno scorso?

3) Come mai, il 28 giugno (da annuncio del Sindaco) l'Assessore regionale alla Salute non ha provveduto (e non ancora provvede) ad inviare l'istruttoria di competenza al Tavolo di Crisi del MISE, al fine di ottenere l'applicazione straordinaria del documento tecnico dell’Azienda Sanitaria Regionale "Qualificazione sanitaria nel settore termale - modello assistenziale. Linee di indirizzo", lasciando inerme il Tavolo del dicastero Di Maio - che attende il documento da aprile- per convocare l’organo di monitoraggio del Ministero della Salute presso il citato Tavolo e ivi valutare la possibilità di un atto straordinario per le Terme di Caramanico ad erogare prestazioni riabilitative, a costo zero per il Servizio Sanitario, fin dall’anno in corso?

4) Non ha avuto tempo di farla? E se è così, perché non farsi almeno portavoce della proposta di Federterme dell’8 maggio 2019 "Sperimentazione di un nuovo modello di assistenza ex art. 15, comma 13, lett. c-bis), D.L. 6 luglio 2012, n. 95, in materia di riabilitazione in ambito termale presso le Terme di Caramanico e Popoli. Linee Guida progettuali", ma anche di questo documento, al MISE non vi è alcuna traccia.

5) Dove sono i 900mila euro della Legge di Stabilità Regionale 2019, trovati dal Governo regionale del Presidente Vicario Lolli, per il rifinanziamento della L.R. 15/2002? Dov'è il bando che l'Assessore Campitelli aveva detto di essere in procinto di redigere, ormai da 3 mesi, per consentire l'impiego di quei soldi? Dov'è la Delibera di Giunta Regionale con la quale avevamo chiesto di confermare gli obiettivi ed espressamente orientare il dispositivo verso la risoluzione della crisi delle terme di Caramanico, secondo finalità richieste a nome della Comunità locale e degli operatori dell'intera vallata?

6) Da nessuna parte è scritto che quei 900mila euro devono essere destinati a 'nuove strutture termali', come annunciato da Campitelli, ma possono, invece, essere indirizzati per "Promuovere il termalismo" (art.64, L.R. 15/2002), incentivando la valorizzazione dei centri termali attivi e con concessioni in atto, con priorità per quei centri di maggiore importanza e strategicità in termini di prestazioni erogate, numero di occupati e caratteristiche quali-quantitative dell'indotto, per supportare azioni concrete finalizzate all’ampliamento della stagionalità delle terme e alimentare il loro consolidamento soprattutto in relazione ai benefici delle acque ed ai particolari contesti di pregio naturalistico dei luoghi. Tutte cose strettamente necessarie alla ripresa delle attività termali e di grande valore strategico per porre le condizioni più favorevoli ad una riqualificazione del comparto per i prossimi anni. Perché tutto questo non è stato confermato dalla Giunta Regionale, pur essendo previsto dalla specifica norma di settore? Che vuole farci Campitelli con i fondi della Giunta Lolli per soccorrere le Terme di Caramanico?

7) Perché nessuno ha ancora verificato se la Regione abbia dato seguito alla DGR n. 626 del 27 ottobre 2017, con cui si è attribuito l’ulteriore finanziamento di 1 milione di euro per le piscine termali? Nonostante i tentennamenti della nuova amministrazione comunale, l’appalto del 1° lotto è in corso; avere contezza sul finanziamento già deliberato equivarrebbe a consolidare il cronoprogramma lavori e procedere rapidamente al 2° appalto, dando certezza attuativa ad un’opera, oggi più che mai, strategica per innovatività, capacità di intercettare la nuova domanda, possibilità di compartecipazione degli operatori locali e aggiunta di reali elementi di supporto economico-finanziario alla pianificazione di settore.

8) L'Amministrazione Comunale è timida e non vuole incalzare la Regione? Ritiene prevalga il proprio allineamento politico sulla tutela degli interessi della Comunità? O vuol far credere, tramite i soliti facili profeti, che la temporanea riapertura delle Terme sia merito del "grande lavoro politico" da essa prodotto in questi due mesi?

9) L'Amministrazione Regionale è incapace di procedere o non vuole procedere? L'Assessore Verì sta realmente verificando che lo stabilimento termale di Caramanico possa essere sede anche di servizi riabilitativi, o invece, come detto dal Tg3 Abruzzo, intende "proporre un affitto", e dunque ha altri piani, non chiari e comunque non condivisi attualmente con i portatori di interesse e le parti sociali?

10) Possibile che sia questa l'attenzione della Regione nei confronti del sistema termale di Caramanico e del suo comprensorio? Possibile che non ci sia visione per un settore così importante dell'economia turistica abruzzese, e che invece in frettolose e, ormai, datate riunioni, si continui a farneticare su fantasiosi modelli di sviluppo alternativi, senza invece nulla chiarire delle intenzioni della Regione sulla tutela dell'utilizzo delle acque termali?

Chiarezza, determinazione, correttezza intellettuale. E’ quanto chiedono il Gruppo PD del Consiglio regionale Abruzzo e il Gruppo “Uniti per Caramanico” al Consiglio comunale, nel rispetto delle famiglie, che sono ancora senza lavoro e in gravi difficoltà economiche, e di un territorio di eccellenza che non merita una politica approssimativa e superficiale.

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L’AQUILA – “Mi auguro vivamente che la bozza di proposta sul riordino della rete ospedaliera, presentata pochi giorni fa, venga rivista adeguatamente ed in maniera sostanziale dalla Regione Abruzzo. A partire della fondamentale questione sul Dea di II livello.”

Scrive così Giorgio De Matteis consigliere comunale dell’Aquila e capogruppo di Forza Italia.
“Va bene l’assetto  funzionale Chieti-Pescara, - continua De Matteis - se questo va di pari passo con quello L’Aquila-Teramo. La commissione regionale dedicata a valutarne la fattibilità si sbrighi a concludere questa fase per permettere ai due Dea di procedere all'unisono, superando le ridicole remore su tempi e spazi del disgraziato periodo Paolucci-D'Alfonso.
Altri punto nodale, la centrale operativa del 118. Ci sono i soldi e la volontà; cosa si aspetta a procedere in Regione?”
“Infine – conclude il forzista De Matteis - valuteremo un ulteriore aspetto di fondamentale importanza sul numero dei posti letto dei reparti ospedalieri. Quindi bene ha fatto il sindaco Biondi ad aprire la discussione su questo tema perché l'inizio non è  dei migliori e bene farà, come anticipatomi, a coinvolgere assessori, consiglieri regionali e parlamentari sul problema.
Ognuno si assuma le proprie responsabilità e non c’è nessuna giustificazione al silenzio. Ci aspettiamo una doverosa chiarezza e delle oculate decisioni.”

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L’AQUILA – Dopo il successo di “Mani nude e spilli al cuore” con Falvio Insinna, Domenica 28 luglio 2019 alle 21.30 l’Orchestra Sinfonica Abruzzese torna sul palco dell’Emiciclo all’Aquila con un ffervescente Gala lirico sinfonico per la rassegna “I Cantieri dell’Immaginario 2019”.

Sul podio il direttore residente dell’OSA, il Maestro Marco Moresco, bacchetta brillante e d’esperienza. Completa il cast un poker di grandi voci attive sui palcoscenici della lirica internazionale: Francesca Mazzara soprano, Valentina Di Cola mezzosoprano, Aldo Di Toro tenoree Gocha Abuladze baritono.

In caso di pioggia il concerto si terrà all’Auditorium del Conservatorio di Musica “A. Casella” in via Francesco Savini. Si invita il pubblico a tenersi aggiornato tramite le pagine Facebook de “I Cantieri dell’Immaginario 2019” e dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese.

Il festoso “Libiamo ne’ lieti calici” da Traviata di Giuseppe Verdi, il virtuosistico “Largo al factotum” da Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini, gli amatissimi “La donna è mobile” dal Rigoletto e “Va, pensiero” dal Nabucco di Giuseppe Verdi e i briosi “Toreador” e “Habanera” dalla Carmen di Georges Bizet: sono questi solo alcuni dei titoli scelti dall’ISA per un appassionante viaggio fra le più celebri arie e sinfonie del repertorio operistico da Rossini a Mozart, da Puccini a Delibes, e ancora da Bizet a Verdi e da Saint-Saëns a Mascagni.

Il programma della serata è fresco e brioso, scintillante e festoso, particolarmente adatto ad una serata estiva, e saprà emozionare e coinvolgere il grande pubblico con alcuni dei capisaldi della grande opera, tutti accumunati da notevoli difficoltà canore che permetteranno di apprezzare il cast di stelle sul palco che affonda le proprie radici radici in Abruzzo: chietino è il M° Marco Moresco, pianista, compositore e docente presso il Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara, con all’attivo numerose opere liriche a capo di formazioni orchestrali internazionali e una importante discografia che prossimamente si arricchirà con un cd sull’integrale delle Romanze di F.P. Tosti con la Brilliant Classic; australiano di nascita e “frentano per scelta” è il tenore Aldo Di Toro che ha con la nostra terra ha siglato un rapporto saldissimo stretto intorno alla figura di Francesco Paolo Tosti al quale ha dedicato diverse incisioni discografiche; aquilano di nascita e formazione il mezzosoprano Valentina Di Cola.

Un po’ d’Abruzzo anche nel soprano Francesca Mazzara che lo scorso dicembre ha debuttato, applauditissima, sul palco del Teatro Marrucino come protagonista nella Lucia di Lammermoor di Donizetti, ruolo che aveva già ricoperto in carriera insieme a molti altri.

Amico della nostra terra anche il baritono Gocha Abuladze, che dopo la sua formazione al Conservatorio di Tbilisi in Georgia, ha proseguito gli studi in Italia, all'Accademia di Osimo, nelle Marche e intrapreso una brillante carriera internazionale.

Sabato 27 luglio 2019, lo stesso concerto verrà presentato a Castel Frentano alle 21 presso la Piazza principale del centro storico per la manifestazione ormai tradizionale “Opera nel borgo”.

 

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POPOLI (PE) - Il Movimento, per usare un eufemismo, è rimasto molto deluso dall’esposizione del Piano Sanitario fatto dall’Assessore Nicoletta Verì.

“Dagli incontri avuti, - dichiara il dott. Luigi Liberatore - sia all’Ospedale di Popoli sia presso l’assessorato, era emersa la volontà, da parte dell’Assessore, di dare corso all’alta Specialità in Riabilitazione, al potenziamento dei reparti esistenti ed all’ attesa convenzione universitaria. Nulla di tutto ciò invece è riportato nel Piano.

Considerato che l’alta Specializzazione in Riabilitazione è prevista (ma mai realizzata) da sempre, cosa aggiunge la Verì per Popoli? Nulla.

Sbalordisce anche il silenzio del Presidente della Regione Marco Marsilio che, durante la sua campagna elettorale, aveva firmato e condiviso il documento che il nostro movimento gli aveva sottoposto.

Dal Piano di riordino della Verì si evince che si depotenzieranno ancora i piccoli ospedali che, nonostante le stangate del precedente Assessore e dei suoi Direttori Generali, hanno continuato a dare la loro assistenza alla popolazione anzi, recentemente, hanno dovuto sostenere quell’assistenza che l’Ospedale di Pescara (il futuro II° Livello !!!) frequentemente non riesce a dare. Per non dire, invece, di piccoli ospedali, praticamente già chiusi, che dovrebbero essere potenziati.”

“E’ chiara la volontà di chiudere l’Ospedale di Popoli, - conclude Liberatore che tanto fastidio ha sempre dato alle cliniche private, è chiara la volontà di sfornire la popolazione del Centro Abruzzo di assistenza sanitaria; infatti si proroga il punto nascita a Sulmona ma si declassa poi tutto l’Ospedale in modo che non potrà comunque, in futuro, supportare lo stesso punto nascita: nella Legge Lorenzin per gli Ospedali di base non sono previsti i punti nascita.

Si cerca di indorare la pillola a Popoli con la Riabilitazione, certamente gradita, ma promessa da tutti gli assessori alla sanità da più di un lustro senza alcun progresso.

Non si ha, come non la si è avuta in passato, una visione razionale della sanità abruzzese, riemergono i soliti problemi di sempre, i campanilismi, le esigenze politiche, i bilanci da pareggiare, ecc.

La Sanità non si governa né con il pallottoliere, né nelle sedi dei partiti, ed è meglio fermarsi qui. il Movimento, se nulla cambierà, chiamerà tutti i cittadini a tornare in piazza.”

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L’AQUILA - Il TAR ha accolto l’istanza presentata dalla Soprintendenza per L'Aquila e Cratere, con  l’Ordinanza n.147/2019 di giovedi 25 luglio 2019. La motivazione del TAR è chiarissima: "la natura delle censure dedotte, che coinvolge delicati profili di interesse paesaggistico, storico, economico e sociale, richiede un adeguato approfondimento in sede di merito".

“Dunque le nostre associazioni, - si legge in una nota - l'Istituto Nazionale Urbanistica Abruzzo-Molise, Italia Nostra - sezione Carlo Tobia L'Aquila, Archeoclub Onlus dell'Aquila, Legambiente Abruzzo Beni Culturali e Pro Natura Abruzzo, così come la Soprintendenza, hanno visto giusto nel sollevare seri dubbi, sia nel merito che nel metodo della delibera comunale. Tanto che siamo giunti a diffidare l'Amministrazione affinché revochi la delibera in auto-tutela. Poichè ad oggi non ci risulta pervenuto alcun chiarimento da parte dell'Amministrazione, facciamo notare che mai come ora, cioè dopo un simile pronunciamento del TAR, dovrebbe dare un risposta chiara alle questioni che abbiamo posto.”

“Non chiediamo il ritorno ad una retriva cultura vincolistica ed iper-normativa, - continua la nota - ma promuoviamo piuttosto la cultura dialogica dell'ascolto: esercitiamo il diritto alla cittadinanza attiva, affinché tutti i cittadini possano partecipare ed essere consapevolmente informati ed inclusi nei processi decisionali di questa amministrazione. Elaboriamo insieme delle linee guida generali, che completino l'attuale indirizzo manchevole e confuso della ricostruzione di queste frazioni. Queste meritano pari dignità e parità di trattamento in ogni loro parte e rispetto al centro città.2

“Da parte nostra – concludono le Associazioni - non mancherà mai la disponibilità al confronto. Si deve tutelare e valorizzare il patrimonio storico-paesaggistico, perchè esso è il fondamento delle identità e delle piccole economie dei nostri borghi. Questo preziosissimo patrimonio dà senso e valore alle nostre vite e al nostro paesaggio poichè non è soltanto materiale ma ancor prima è un patrimonio immateriale: la cultura dei luoghi, degli usi e dei costumi, dei riti, dei toponimi, delle tecniche costruttive e di quelle rurali esistono perchè esistono ancora quelle pietre che compongono i nostri borghi.”

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L’AQUILA - Nell’ambito dei rapporti di collaborazione interistituzionale,  avviati da qualche anno, dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza con il Dipartimento della Protezione Civile è stato promosso il  Progetto “Anch’io sono la Protezione Civile: Campi Scuola 2019”,  che prevede la realizzazione  di campi scuola estivi dedicati ai giovani e  finalizzati a diffondere la conoscenza  della protezione civile e la consapevolezza dei valori di una cittadinanza attiva.

A tale iniziativa, organizzata nella provincia dell’Aquila dal Dipartimento della Protezione Civile della Regione Abruzzo, ha aderito anche la Questura dell’Aquila che  ha ospitato  circa 20 ragazzi, tra 10 e 13 anni, partecipanti al campo scuola del Gruppo Comunale Volontari Protezione Civile di Carsoli.

Nel corso dell’incontro è stato  analizzato  il  ruolo svolto dalla Polizia di Stato all’interno del sistema nazionale della Protezione Civile e  illustrate le strutture  a supporto degli enti preposti (Posto Medico Avanzato) nonché il loro funzionamento;  l’attività svolta dal Reparto Mobile, quella svolta dalla Polizia Scientifica e dell’importanza della stessa in caso di eventi calamitosi, nonché

 l’importanza del coordinamento delle comunicazioni all’interno dei centri operativi unificati.

Nella circostanza i ragazzi hanno visitato la Sala Operativa, il Gabinetto di Polizia Scientifica ed il parco automezzi della Questura.

L’iniziativa ha riscosso un notevole successo tra i partecipanti che hanno dimostrato, con domande e richieste di approfondimento, viva attenzione.

A ricordo della giornata i ragazzi hanno donato  la locandina del campo con apposte  le loro firme.

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L’AQUILA - "Si ricorda che a partire dallo scorso 18 luglio e fino al  31  è possibile presentare ulteriori domande di adesione  alla Consulta comunale dell'Agricoltura da parte di tutte le organizzazioni sindacali iscritte al Cnel che, ad oggi, ancora non hanno ancora aderito". Lo rende noto l'assessore all'Agricoltura Francesco Cristiano Bignotti.

"L'Avviso pubblico, - ha proseguito Bignotti - emesso dall'ufficio Agro-ambientale e forestale del Comune, prevede che le manifestazioni di interesse possano essere formulate in carta libera e recapitate direttamente  all'ufficio stesso,  in Viale XXV Aprile 1. La consulta comunale dell'Agricoltura sta svolgendo per la prima volta, da diversi mesi a questa parte, un lavoro di concertazione e analisi delle soluzioni direttamente applicabili sul territorio, nell'ambito  di un  tavolo allargato  di coordinamento territoriale che, nelle prossime settimane, si arricchirà di ulteriori rappresentanze, quali la Asl,  le Amministrazioni separate dei Beni di Uso Civico e l'assessorato comunale competente in quest'ultima materia. Tra i vari obbiettivi vi è quello di uniformare il più possibile le prassi future, mantenendo comunque l'identità di ciascuna Asbuc, nell'ottica di considerare l'ambiente e il territorio come un unico bene da amministrare a vantaggio della collettività. Per questo, nell'ultima seduta, si è deciso di procedere con l'analisi e la stesura di un regolamento condiviso per l'assegnazione dei pascoli, che contenga delle indicazioni di ordine generale da applicare su tutto il territorio come, ad esempio, la valorizzazione degli 'Allevatori Naturali Locali', il carico pascolivo e la guardiania diffusa. Si tratta di un complesso e lungo percorso, - ha concluso Bignotti - per questo voglio ringraziare gli uffici e  tutti i componenti della Consulta e del tavolo di coordinamento, per l'impegno che stanno mettendo in questo progetto." 

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PESCARA - Continuano ad arrivare conferme in merito alle condizioni in cui versano le acque del mare all’altezza di Via Leopardi a Pescara. E purtroppo la situazione è tutt’altro che incoraggiante: “I dati oltre il limite di legge, rilevati sia in data 17 luglio che nelle ultime analisi del 22 luglio, confermano quanto il problema della scarsa qualità dell’acqua, nella porzione situata all’altezza di Via Leopardi, sia reale e concreto. Il divieto di balneazione rimane e deve essere permanente per tutta la stagione. La Giunta ora non ha più alibi, deve smettere di tergiversare e dare risposte concrete a tutela della salute dei cittadini”.

Lo afferma il Consigliere Regionale M5S Barbara Stella che continua “Per questo depositerò un’interpellanza urgente affinché il governo regionale di centro destra spieghi agli abruzzesi, una volta per tutte, cosa hanno realmente intenzione di fare per salvaguardare il nostro mare. Finalmente avremo l’occasione di ascoltare cosa vuole fare l’Assessore Mauro Febbo, che aveva annunciato che a tre analisi buone consecutive avrebbe riaperto la balneabilità. Ma oggi che addirittura abbiamo due analisi consecutive negative, che vanno a confermare l’insalubrità del tratto di costa, cosa intende fare? Chiediamo che l’assessore entri nel merito delle cose invece di nascondersi dietro a false accuse di allarmismo ingiustificato. I dati dell’Arta confermano la bontà dell’azione che portiamo avanti da mesi, insieme ai consiglieri comunali di Pescara e alla Deputata Daniela Torto. Sono mesi, infatti, che sosteniamo che con la salute dei cittadini non si può fare il gioco delle tre carte, cambiare nome al punto di prelevamento non ha migliorato la qualità delle acque.”
“Questa stagione balneare per il tratto di acqua di Via Leopardi - conclude Stella - è di fatto compromessa a causa dei rilevamenti fin qui fatti. Ora il dovere della Giunta, da qui ai prossimi mesi, è quello di promuovere azioni concrete per salvare le stagioni future e per garantire alla nostra Regione, e agli imprenditori che lavorano ogni giorno nel settore del turismo promuovendo le bellezze dell’Abruzzo, un numero sempre maggiore di arrivi. Finora abbiamo visto solo qualche stratagemma burocratico, nella peggiore delle tradizioni di un’Italia che non ci piace. Chi governa una regione non deve essere furbo ma deve essere bravo, il tempo da perdere è finito”.

"E' dovere delle istituzioni dare corrette informazioni ai cittadini, soprattutto se a rischio c'è la salute dei bambini. Proprio per questo ritengo imbarazzante e ingiustificabile l'atteggiamento con cui l'assessore Febbo sta affrontando il problema della balneabilità a Pescara" aggiunge la Deputata del M5S Daniela Torto. "Non è il presunto allarmismo ad essere dannoso per il turismo, bensì la poca credibilità dei rappresentanti delle istituzioni che affermano che non ci sono problemi sulla qualità delle acque per poi essere smentiti puntualmente."

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L’AQUILA – “Con la sospensiva concessa ieri dal TAR in merito alla modifica delle norme sul Prg, non vince la correttezza delle procedure, non vince la Soprintendenza né tantomeno vince l’opposizione: perde solo la ricostruzione delle frazioni, argomento tra i maggiori cavalli di battaglia di questa amministrazione in campagna elettorale.”

E’ quanto scrivono Paolo Romano, Capogruppo ed Elia Serpetti, Consigliere Il Passo Possibile 

“Cosa succederà adesso? – continuano i due - Si perderà ancora altro tempo tra il giudizio del TAR e i successivi gradi di giudizio che sicuramente non mancheranno e sarà solo tempo sottratto alla ricostruzione privata delle frazioni, con buona pace di tutti quei proprietari e tecnici incaricati che invece speravano di snellire il processo di ricostruzione tramite le sostituzioni edilizie.

Tecnici e cittadini si troveranno davanti ad un bivio: scegliere di adottare le regole valide con la delibera di Consiglio n.109 del 2016, vale a dire il restauro conservativo, oppure attendere i gradi di giudizio del ricorso, esponendosi alle penalizzazioni previste in caso di ritardi o, peggio, al rischio di commissariamento previsto in caso d’inerzia.”

“Molto probabilmente, - proseguono Romano e Serpetti - alla fine, anche in caso di vittoria legale dell’amministrazione, il tempo perduto relegherà gli effetti della delibera n. 21 del 2019 ad una percentuale molto ristretta. 

Questi sono gli effetti che si ottengono quando si tenta di piegare il diritto amministrativo alle volontà politiche senza rispetto alcuno della procedura. Infatti prima che un problema di merito è soprattutto di metodo, più volte sottolineato anche con specifiche pregiudiziali in consiglio comunale. Modificare nella sostanza la delibera nel suo atto conclusivo non è possibile se non attraverso l’apertura di un nuovo procedimento, attraverso fasi di pubblicità e di recepimento dei pareri, come quello della Soprintendenza: tutti gli interventi previsti nelle aree interessate dalla presente variante al piano vigente dovranno essere preventivamente autorizzate dalla stessa ai fini del rilascio dell’autorizzazione di competenza ai sensi dell’art.21 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.”

“Non rispettare quanto specificamente declinato dalle norme – concludono - equivale a porsi consapevolmente e colpevolmente nelle condizioni di ricorsi legali, a maggior ragione se non si è mai chiesto preventivamente un incontro e una concertazione con l’istituzione deputata alla tutela della cultura storica del territorio, cioè la Soprintendenza.”

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