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Articoli filtrati per data: Aprile 2019 - Radio L'Aquila 1
Giovedì, 04 Aprile 2019 17:12

L'Aquila, c'è posta per te

L'AQUILA - Pubblichiamo integralmente la lettera a firma di tanti cittadini di Pescara che l’hanno inviata alla redazione dell'emittente regionale Rete 8. Le redazione è lieta di indirizzarla, virtualmente, a tutti gli aquilani e gli abruzzesi colpiti dal sisma di dieci anni fa.

“Dall’Adriatico al Gran Sasso è un attimo, per far ‘volare’ questa lettera come un’aquila, come L’Aquila. Siamo un gruppo di Pescaresi nati e vissuti al mare, non per questo non affezionati ai monti che ci riparano. Quella notte, quell’ora, anche noi non la dimenticheremo mai. Alle 3.32 di quel 6 aprile, in molti dormivano, ma quel letto che si muoveva, quel pavimento che ondulava, quelle pareti che sembravano venirci addosso, no, non potremmo mai scordarlo. Il primo pensiero è andato a voi, fratelli: “Se il terremoto si è verificato a L’Aquila è stata una strage,” questi i tristi pensieri e presagi di molti di noi. Scendemmo in strada e ci ritrovammo tutti lungo la riviera, sì, lo sappiamo, dicono che comunque è sconsigliato avvicinarsi al mare per un possibile tsunami, anche minimo. Ma ai Pescaresi cosa resta in vicende tristi come queste, se non ritrovarsi al mare, il loro mare. Subito ci informammo su cosa accadde e stesse accadendo. Attraverso i media non si parlò subito di vittime, solo di danni. Poi andando avanti le vittime c’erano e crescevano, crescevano, fino a quel 309, altro numero difficilmente indimenticabile: 309 vite, storie, famiglie distrutte. Cari fratelli aquilani, cari abruzzesi colpiti dal terremoto, non osiamo immaginare cosa voi abbiate potuto passare in quei momenti, quando la scossa si è fatta sentire, quando sono crollati muri, palazzi, quando forse neppure vi siete resi conto subito di cosa stesse accadendo. Non riusciamo a immaginare cosa abbiano passato coloro che non riuscivano a ritrovare un proprio congiunto perché fuggito o perché non c’era più, schiacciato dalle macerie e dall’incuria umana di chi, in una zona sismica, quelle case aveva realizzato. Poi la consapevolezza: è accaduto. Per tutto l’Abruzzo è stato un lutto doloroso, quasi difficile da metabolizzare. Ancor di più per noi Pescaresi. Sì, perché sembriamo tanto diversi noi qui alla marina, voi lì con il vostro Gran Sasso. Eppure siamo uguali perché figli della stessa terra. Non dimenticheremo mai la vostra disperazione, le 309 bare adagiate in fila durante i funerali, storie diverse, bimbi, studenti, uomini, donne, madri e padri che hanno perso figli, figli rimasti senza padri, senza madri. Ricordiamo il lungo andirivieni di auto che dall’Aquila si dirigevano verso la costa col cuore in gola per aver lasciato la propria terra ma con il terrore ancora negli occhi e il mare come meta quasi per trovare quella minima serenità. Li abbiamo ascoltati i vostri racconti, quando siete venuti qui, a Pescara, o sulla costa. Abbiamo cercato di aiutarvi come potevamo e potevamo di sicuro fare di più. Abbiamo girato negli alberghi che vi ospitavano per una parola, un abbraccio per rendervi più famigliare un pezzo d’Abruzzo che certo diverso è ed era dalla vostra storia, dal vostro modo di vivere. Abbiamo stretto amicizia con diverse famiglie dell’Aquila e di altri centri del Cratere che avevano scelto di vivere nelle seconde case al mare, per chi le aveva, o di soggiornare negli hotel che potevano ospitarle. A dieci anni di distanza, proprio da quel mare, guardiamo ora e più che mai il profilo del Gran Sasso, della Bella Addormentata. Tanti sono i pensieri che non riusciamo a esprimere con le parole. Vi giunga, cari fratelli Aquilani il nostro abbraccio e quello del nostro mare. Forti e gentili, gli Abruzzesi, ora vorremmo solo che la forza e la gentilezza venissero ripagate dai fatti, da meno parole, meno polemiche, meno burocrazia, meno propaganda, meno passerelle. Che la ricostruzione ci possa essere davvero, sia nello spirito di ognuno, sia nei centri storici martoriati. L’Aquila è e sarà il nostro Capoluogo di Regione, fiera e regale, dovrà tornare a essere il fulcro della cultura, dell’arte, del salotto buono d’Abruzzo. I 309 rintocchi delle campane, saranno un colpo al cuore per ognuno di noi, perché dietro a quei nomi, ci sono storie spezzate, lacrime versate, dolori inconsolabili. Che il sacrificio di questi innocenti non sia vano, e non parliamo di natura matrigna, poiché eventi naturali quali i terremoti si trasformano spesso in catastrofi a causa della negligenza degli uomini: qualcuno dice, non è il sisma che ti uccide ma la casa costruita male a farlo. Allora, fratelli, se ci si dice che il sisma non si può prevedere si faccia prevenzione lì dove si sa potranno verificarsi nel tempo dei terremoti. Non arrendetevi mai, siate forti come le nostre montagne. Molti di noi saranno con voi, domani notte con una fiaccola in mano per illuminare il buio pesto del ricordo, di quelle macerie, di quelle vittime, di quella casa dello studente che custodiva tanti sogni e un futuro per i giovani deceduti. Altri vi saranno vicini col pensiero. Non vorremmo essere prolissi né retorici. A tutti voi con noi: Jemo ‘nnanzi!”.

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L'AQUILA - “Una brutta notizia ed una perdita incolmabile per la cultura italiana. Ferdinando Bologna è stato uno storico dell’arte di straordinaria competenza e lungimiranza. Capace di scoprire stili, scuole, comunanze artistiche e linguaggi pittorici come pochi". Così la deputata Pd Stefania Pezzopane.

"L’ho conosciuto molti anni fa - ricorda -, durante la presentazione del libro su Teofilo Patini e rimasi ammaliata dal suo stile e dal suo esporre idee complesse e ricostruzioni articolate con un linguaggio semplice e convincente. Ho partecipato ad incontri, eventi in cui lui era testimone eccezionale di alta cultura ed umiltà umana. In particolare ricordo una iniziativa con Monsignor Antonini al Convento di Ocre dove ascoltai parole illuminanti sulla pittura medievale. Con lui ho scoperto Saturrnino Gatti e lo splendido libro edito da Textus e da lui curato, dedicato proprio al maestro Saturnino Gatti, risulta un suo ultimo e generoso dono alla cultura ed all’arte del nostro territorio".

"Un uomo come pochi - termina Pezzopane - che mancherà alla cultura italiana ed internazionale. A suo figlio Mauro ed a tutta la sua famiglia le mie sentite condoglianze”.

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L'AQUILA - Se si parla di vino allora Vinitaly è la manifestazione più importante dedicata a questo prodotto che l’Italia ha portato alla ribalta mondiale. Con solo una edizione alle spalle, la manifestazione “Abwine - Abruzzo Wine and Culture” sarà presente nel padiglione dedicato all’Abruzzo, con i suoi organizzatori, al salone del vino di Verona dal 7 al 10 aprile per promuovere la sua seconda edizione, dal 5 al 7 luglio 2019, all’interno del cortile del Palazzo SS. Annunziata a Sulmona.

Coordinato dalla sommelier professionista Elisa Colella e con la direzione artistica del maestro Patrizio Maria D’Artista, l’obiettivo di Abwine è far conoscere la produzione vitivinicola abruzzese tessendo un affascinante legame con arte e cultura. Un’occasione di rilievo dedicata agli operatori e giornalisti di settore, ma anche ai cultori del vino, che nella prima e fortunata edizione hanno partecipato numerosi.

Diverse le novità in cantiere per l’edizione 2019, che prevede oltre 40 fra produttori e cantine abruzzesi (il 25% in più rispetto allo scorso anno), come la sfida degli organizzatori di aggiungere alla manifestazione un giorno in più, rispetto allo scorso anno, dedicato alla promozione di nuove realtà produttive abruzzesi.

L’evento è frutto della sinergia tra diverse associazioni, unite in una rete con un unico obiettivo. L’evento è organizzato e promosso dalle associazioni culturali Metae Terradriaticain partnership con l’Associazione Italiana Sommelier (sezione Abruzzo e sezione di Sulmona) e con la partecipazione della condotta Slow Food Peligna e dell'associazione culturale Metamorphosis.

La promozione del territorio, e della Città di Sulmona, in chiave Abwine passerà, intanto, per Vinitaly.

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L'AQUILA - Domani, venerdì 5 aprile, il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Marco Bussetti, sarà in Abruzzo per partecipare al Seminario nazionale "Per una didattica della resilienza. Formare i docenti per operare in contesti di emergenza" che si terrà in occasione del decennale del terremoto che ha colpito L'Aquila nel 2009.

L'appuntamento è a L'Aquila, alle ore 10.30 nella Sala Ipogea del Consiglio Regionale.

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L'AQUILA - Reduci dalla esibizione a Bruxelles, al Parlamento Europeo, in ricordo della tragedia che il 6 aprile 2009 colpi il capoluogo abruzzese, I Solisti Aquilani saranno il 5 aprile alla Camera dei Deputati per affidare ancora una volta alla musica l’onere della memoria e il monito per il rispetto del territorio.

Lo fanno attraverso le Quattro Stagioni di Vivaldi di cui l’ensemble proporrà una versione interpretata in chiave “ambientalista” da Daniele Orlando, primo violino dell’orchestra nonché solista del concerto.

Perché se Vivaldi descrive con la sua musica una natura incontaminata, ben diversa è la visione di come questa stessa natura sia stata ridotta dall’intervento dell’uomo, troppo invasivo e responsabile, spesso, di immani tragedie. E non è certo casuale che l’idea di far dialogare l’opera di Vivaldi con la contemporaneità sia nata proprio in terra d’Abruzzo, colpita, in questi ultimi anni da numerosi eventi calamitosi.

La musica è anticipata dalla proiezione di “Una Nuova Stagione”, cortometraggio sperimentale ideato e diretto da Daniele Orlando con la collaborazione di Serena Raschellà.

Ma non è la prima volta che il Complesso viene ospitato in prestigiose sedi internazionali e non. Basti ricordare le diverse esibizioni al Quirinale, anche in occasione della festa della Repubblica, o il concerto tenuto, proprio nel 2009, a New York nel Palazzo delle Nazioni Unite. E ancora i debutti a Parigi, Strasburgo o Berlino, nel tempio assoluto della musica, la Filarmonica.

La presenza di strumentisti giovani e dalle straordinarie professionalità, l’attenzione al repertorio, le numerose esibizioni a fianco di grandissimi solisti e direttori d’orchestra hanno garantito all’Ensemble una solida posizione nel quadro delle più prestigiose formazioni cameristiche internazionali. Ma “la sfida oggi non è più solo nell’essere bravi, ricorda Maurizio Cocciolito, direttore artistico de I Solisti Aquilani. Essere una eccellenza in questo momento storico richiede impegno, sacrificio, talento. E’ un lavoro di squadra dove ciascuno contribuisce a consolidare o aggiungere nuove maglie alla rete di impegni e richieste che crescono in maniera esponenziale”.

 

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L'AQUILA - Domani, venerdì 5 aprile, alle 10.30, alla sala Rivera di Palazzo Fibbioni (sede centrale del Comune dell’Aquila, in via San Bernardino), l’assessore alle Politiche sociali, Francesco Bignotti, terrà una conferenza stampa per illustrare le iniziative dell’amministrazione comunale in favore degli italo venezuelani interessati dal dramma che sta vivendo quel Paese.

Interverranno anche il consigliere regionale e comunale, Roberto Santangelo, e alcuni attivisti venezuelani nel campo dei diritti umani.

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L'AQUILA - L'Urban Center L'Aquila su spinta del gruppo mobilità formatosi al suo interno ed in collaborazione con il Comune dell'Aquila, e grazie alla disponibilità dell’assessore Carla Mannetti, ha organizzato un ciclo di incontri pubblici per parlare di Mobilità e per far conoscere ai cittadini il Piano Urbano Mobilità Sostenibile (PUMS). I primi due incontri si sono svolti rispettivamente nel centro storico a Palazzo Fibbioni il 7 febbraio scorso e presso Cese di Preturo il 4 marzo scorso. 

Il terzo incontro pubblico, dal titolo " La città che si muove – Direzione Est ", si terrà presso Casa Onna ad Onna alle 18 di mercoledì 10 aprile prossimo.

Si discuterà e parteciperà ad un tema fondamentale per L'Aquila come quello della mobilità, che, nei suoi mille risvolti, tocca molteplici aspetti della vita quotidiana di molti cittadini tenendo alta l'attenzione sulla salute.

L'incontro è suddiviso in 3 fasi:

1. Informazione 

2. Questionario Partecipativo on-line. 

3. Dibattito e confronto. 

Per la seconda fase sarà necessario per ogni partecipante poter utilizzare il proprio smartphone.

Il gruppo dello Urban Center si dice felice di aver avviato questo percorso anche con l'Amministrazione per poter dare al maggior numero di persone la possibilità di esprimersi su temi tanto importanti per la qualità della vita.

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L'AQUILA - Domenica 7 aprile, alle ore 15.30, nella splendida cornice dello stadio “Tommaso Fattori”, la squadra femminile di Rugby aquilana, “Le Belve Neroverdi”, disputeranno la partita di campionato nazionale di serie A contro le ragazze del Puma Bisenzio di Firenze.

Con la città che rinasce, NOI ci siamo. È questo il motivo conduttore della conferenza stampa che si è svolta questa mattina in Comune per annunciare lo storico evento, cioè per la prima volta al Fattori una partita di rugby giocato dalle donne.

Hanno preso parte all’incontro con i giornalisti Il neo assessore allo sport, Vittorio Fabrizi; la presedente dell’Asd Rugby “Le Belve Neroverdi”, Francesca Alfonsetti; Il Presidente del Comitato regionale Fir, Giorgio Morelli.

Ha aperto l’incontro l’assessore Fabrizi, portando innanzitutto il saluto e la vicinanza del Sindaco dell’Aquila all’evento; l’assessore ha poi sottolineato la crescita del rugby femminile in città, assieme all’impegno delle società sportive che si occupano di promuovere il rugby e lo sport in generale tra i bambini e gli adolescenti. “Questo è un buon segnale - ha osservato Fabrizi - che ci fa sperare nel superamento delle difficoltà che attualmente vivono le società sportive di rugby nella nostra città”.

Francesca Alfonsetti si è detta onorata di far giocare le ragazze in uno dei templi della palla ovale nazionale. “Disputare l’incontro al Fattori - ha osservato - per  noi ragazze significa innanzitutto che stiamo solcando un terreno di gioco dove sono state scritte pagine importanti della storia del nostro sport, non solo aquilano, ma anche nazionale. Dal 2009 ad oggi, abbiamo percorso tanta strada, ed oggi andiamo a giocare al Fattori. Per noi è un punto di partenza per fare sempre meglio. Anche per questo faremo di tutto, con la nostra prestazione, di essere degni di quel luogo, onorando la nostra maglia e la nostra città”.

Giorgio Morelli, indiscusso protagonista di tante belle pagine della storia del rugby cittadino e nazionale, ha spiegato come vedere il gioco espresso dalle ragazze “E’ un vero piacere e motivo di  divertimento per chi conosce e apprezza questo gioco. La nostra squadra femminile, in controtendenza rispetto alle altre società, cresce continuamente, e sta sempre più diventando un punto di riferimento per le società di rugby regionali”. Morelli ha invitato poi tutti gli aquilani, per i quali il rugby è componente identitaria, a dare il dovuto sostegno all’iniziativa delle ragazze, assicurando che vedere una partita giocata dalle ragazze porta puro divertimento per gli spettatori.

Tutti gli intervenuti hanno poi rivolto un appello ai cittadini, invitandoli a partecipare all’evento sportivo di domenica 7 aprile, alle ore 15.30 presso lo stadio Fattori. L’ingresso è gratuito.

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L'AQUILA - Sabato 6 aprile, in occasione del decimo anniversario del tragico evento sismico del 2009,  l'Associazione Rilindja organizza una giornata di riflessione e ricordo delle vittime.

Ospite d'onore Edmond Ademi, Ministro della Diaspora della Repubblica di Macedonia del Nord, insieme a Magdalena Dimova, Incaricata d'Affari A.I. in rappresentanza dell'ambasciata macedone a Roma.

La giornata inizierà alle ore 10:00 presso la Sala Polifunzionale della Casa del Volontariato in Via Saragat, con un primo incontro con l'associazione e la comunità macedone aquilana, la più numerosa tra quelle non appartenenti all'Unione europea presente in città. Un momento di riflessione in cui il Ministro intende manifestare la propria vicinanza all'associazione e alle sue iniziative sul territorio, a testimonianza di un clima più collaborativo rispetto al passato.

Seguirà alle ore 11:00 un incontro presso la sede della Giunta Regionale a Palazzo Silone, dove il Ministro e la sua delegazione saranno ricevuti dal Vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente.

La giornata proseguirà nel pomeriggio a Poggio Picenze, comune che ospita una comunità macedone particolarmente numerosa, che costituisce il 60% del totale della popolazione straniera residente.

Dopo una visita del borgo, alle ore 16:00 è previsto un incontro con il Sindaco Antonello Gialloreto, a cui seguirà, alle ore 18:00, la deposizione floreale al monumento in onore delle vittime  e l'inaugurazione della stele commemorativa del 6 aprile 2009, con i nomi delle cinque persone, di cui tre di nazionalità macedone, morte sotto le macerie a Poggio Picenze.

"Con questa giornata di ricordo", dichiara il Presidente dell'Associazione Rilindja Abdula Salihi, "la comunità macedone intende testimoniare ancora una volta il proprio legame profondo con il territorio aquilano. All'indomani del terremoto sembrava quasi scontato che la popolazione macedone potesse abbandonare in massa L'Aquila e i comuni limitrofi. A dieci anni di distanza possiamo affermare come questo non sia avvenuto, a conferma di un legame profondo della comunità con il territorio. Un legame che dopo il terremoto si è ulteriormente rinsaldato, anche grazie al ruolo attivo della popolazione macedone nel processo di ricostruzione".

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L'AQUILA - Gli attivisti aquilani del Movimento 5 Stelle hanno ricordato la disastrosa situazione dei plessi scolastici che, purtroppo, a dieci anni dal sisma, continuano a essere l’immagine simbolo della ricostruzione pubblica ferma al palo nel capoluogo di regione.

“Tante iniziative, tanti contributi per ricordare i dieci anni del sisma che ha colpito la nostra terra; tante, anzi, troppe, sono al contempo le immagini ferme a quel tragico giorno.

Un dato di fatto tristemente attuale” continuano gli attivisti del gruppo AQ5S  “è che da quella notte nessun bambino o ragazzo è mai rientrato nella propria scuola.

Abbiamo immortalato oggi le ferite inferte dal sisma su due edifici scolastici del capoluogo. Due scuole dentro le mura dell'Aquila, alle spalle della sala che ospita il Consiglio Comunale: la scuola media Mazzini e L'istituto d'arte.

Due edifici inagibili, immersi tra le sterpaglie e la melma fognaria, dove è possibile entrare senza particolari difficoltà, in totale assenza di divieti o transenne, con grave pericolo per la pubblica incolumità. Sono lì fermi” proseguono gli attivisti “tra le macerie, i ricordi degli anni scolastici come disegni, pagelle, registri di classe documenti scolastici, ben visibili anche dall’esterno.

Le tracce che qualcuno frequenti quei luoghi  sono  ben visibili da fuori; vi sono spazi addirittura usati come deposito di rifiuti come divani o materassi che, immaginiamo, non facciano certo parte dell’arredo scolastico.

Ma ciò che più colpisce, lasciando tanta amarezza” concludono gli attivisti “è il fatto di non avere tempi quantomeno ipotetici all'orizzonte, per avere almeno un’idea di quando avranno inizio e si concluderanno i lavori di recupero, nonostante, ad ogni campagna elettorale tutti più o meno si spendano per rassicurare. Per le scuole del capoluogo una promessa non è mai una certezza”.

Pubblicato in Politica

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