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Articoli filtrati per data: Ottobre 2019 - Radio L'Aquila 1

L'AQUILA - Novità in casa Lega. L’aquilano Alessandro Maccarone, già Senatore Accademico all’Università dell’Aquila, è il nuovo Coordinatore degli Studenti Universitari della Lega del Centro Italia.

“La nomina di Alessandro Maccarone” - dichiara l’onorevole Luca Toccalini, Coordinatore Federale della Lega Giovani, che ha ufficializzato l’incarico in occasione della prima riunione federale della Lega Giovani a Roma - “si inserisce nella più generale riorganizzazione del nostro movimento universitario. Maccarone in questi mesi ha dimostrato di saper lavorare con attenzione e competenza e per questo gli abbiamo chiesto di strutturare il movimento universitario in Centro Italia nelle regioni di Abruzzo, Lazio, Umbria e Toscana. Una sfida importante che sono certo saprà affrontare con determinazione”.

“Ringrazio il Coordinatore Federale Luca Toccalini per la fiducia accordatami” - commenta Alessandro Maccarone -. “L’esito elettorale delle Regionali in Umbria dimostra che la Lega rappresenta la forza trainante del centrodestra ed è per questo che dai giovani del Centro Italia arriverà un ricco contributo all’agenda politica della coalizione su scuola, università, ricerca e sviluppo”.

“Abbiamo la responsabilità di costruire” - continua la nota - “una grande realtà universitaria che coinvolga in tutta Italia i movimenti e le associazioni che non si riconoscono nei gruppi di sinistra che per troppi anni hanno monopolizzato le rappresentanze studentesche senza portare a casa alcun risultato concreto. Attraverso il radicamento in ogni Ateneo e con la forza della partecipazione apriremo le porte a tutti gli studenti di buonsenso per stabilire nuove linee programmatiche su didattica, ricerca, ambiente, diritto allo studio e lavoro: su questi temi costruiremo il nostro confronto elettorale ma soprattutto culturale con le altre forze politiche”.

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L'AQUILA - Il Gruppo consiliare della Regione "Lega Abruzzo - Salvini", rappresentato dal capogruppo Pietro Quaresimale, ha presentato questa mattina il disegno di legge: "Disposizioni in materia di accesso agli interventi economici e di servizi alla persona. Introduzione del principio di residenzialità".

"Si tratta di una legge di principio - si legge nella nota di Lega Abruzzo - che, partendo dalla ristrettezza delle risorse erogabili per servizi vari a carico del bilancio regionale, individua nella residenzialità in Abruzzo il criterio premiale cui informare l'azione di governo. La legge, composta di cinque articoli, stabilisce un criterio oggettivo, facilmente intellegibile, cui dovranno attenersi sia la stessa Regione che gli enti destinatari di risorse regionali nell'attribuzione di punteggi premiali per le graduatorie di beneficiari dei servizi erogati alla persona. In tal senso vengono attribuiti da cinque a venti punti in più per i residenti (ovvero per coloro che svolgono attività lavorativa in Abruzzo) da più di cinque anni".

"Sarà compito della Giunta Regionale applicare la legge in tutti gli atti di propria competenza anche indiretta; al Consiglio Regionale spetta invece l'attività di controllo sulla corretta attuazione della normativa".

"Per noi 'Prima gli abruzzesi' non è uno slogan da campagna elettorale, ma una regola aurea che la Regione deve applicare ogni qualvolta gliene si presenti la possibilità" - dichiara l'onorevole Luigi D'Eramo, commissario della Lega in Abruzzo.

"Quello che conta per noi è soddisfare prioritariamente gli interessi dei nostri concittadini, il resto conta meno. Il principio di residenzialità è solo uno dei modi concreti - a breve ne seguiranno molti altri - per dimostrare il nostro attaccamento all'Abruzzo" conclude D'Eramo.

Per il capogruppo Pietro Quaresimale, presentatore del disegno di Legge "la nostra intenzione è quella di incidere sull'azione di governo determinando un cambiamento di linea, rispetto al passato, in favore degli Abruzzesi".

"Grazie all'art.4 della proposta, il principio di residenzialità - prosegue Quaresimale - deve essere applicato in ogni situazione possibile, non solo nel campo dei servizi alla persona".

"Il Gruppo consiliare della Lega sarà vigile ed attento nel verificare la puntuale attuazione che, ne sono certo, la Giunta ed i dirigenti regionali daranno al principio di residenzialità sancito dalla legge", conclude il capogruppo.

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L’AQUILA - Vetrina straordinaria per l'artigianato artistico abruzzese a Matera.

Ha preso le mosse ieri, nella città dei Sassi proclamata Capitale europea della cultura 2019, la mostra organizzata da CNA Abruzzo, CNA Artistico e Tradizionale e Assessorato regionale alle Attività produttive, in collaborazione con Camera di commercio di Chieti-Pescara, l'Ente Mostra dell'artigianato artistico abruzzese di Guardiagrele ed abruzzoavventure.it.

Dedicata alle eccellenze della tradizione artigianale regionale, la mostra si avvale del prezioso materiale messo a disposizione proprio dall'istituzione di Guardiagrele, che ha portato in Basilicata pezzi preziosi della propria collezione. L'evento, ripreso dalle telecamere di Rai Uno, è stato affiancato dall'esibizione di alcuni maestri artigiani che hanno realizzato in diretta alcune delle loro produzioni davanti al occhi di un pubblico attento e numeroso.

La mostra resterà aperta fino al 4 novembre prossimo. Presente a Matera l'assessore regionale alle Attività produttive, Mauro Febbo. E a testimoniare la curiosità suscitata dalla performance dei maestri artigiani abruzzesi nella città lucana, la fila davanti alla porta della mostra prima della sua apertura.

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L’AQUILA - Un Corso di Live Surgery per trattare chirurgicamente tre casi clinici di ipoplasia mammaria per motivi estetici con interventi chirurgici specifici di mastoplastica additiva con impianto di protesi di innovative direttamente dalla Sala Operatoria del Presidio Ospedaliero Villa Letizia di L’Aquila.

Ognuno dei casi clinici da affrontare con problematiche estetiche diverse sarà trattato con soluzioni chirurgiche specifiche attraverso il proficuo confronto interattivo tra i chirurghi che parteciperanno al convegno sulle strategie, tecniche chirurgiche e sulle protesi mammarie di ultima generazione da utilizzare per correggere le problematiche.

È l’importante programma alla base dell’evento che si svolgerà oggi e domani nella casa di cura privata Villa Letizia di Preturo (L’Aquila). L’appuntamento vedrà la partecipazione di importanti professionalità, locali e nazionali. Il presidente del Corso è il prof. Paolo Vittorini.

Il Corso ha ricevuto il patrocinato di AICPE (Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica ), di cui il prof. Paolo Vittorini, che dirige lo specifico reparto del presidio ospedaliero aquilano, è componente del Consiglio Direttivo.

“Le protesi in silicone – spiega il professor Vittorini - rappresentano il materiale protesico universalmente più impiantato nel corpo umano per utilizzo estetico e ricostruttivo. Secondo i dati forniti da ISAPS (International Society of Aesthetic Plastic Surgery) vengono impiantate nel mondo ogni anno approssimativamente 1,5 milioni di protesi per finalità estetica e ricostruttiva post chirurgia oncologica. Sono trascorsi appena poco più di 50 anni dal primo impianto protesico (era il 1962) quando i due chirurghi Thomas Cronin e Frank Gerow eseguirono la prima mastoplastica additiva al mondo per correggere una marcata ipotrofia del seno della sig.ra Lindsey che aveva subito sul proprio corpo gli effetti di sei gravidanze”.

“La mastoplastica additiva è la procedura di chirurgia estetica più eseguita al mondo; pochi altri interventi chirurgici - prosegue Vittorini - dispongono di una casistica così imponente che, nel passare degli anni, ha potuto guidare i miglioramenti tecnici e dei materiali. Nonostante ciò, proseguiamo nella continua ricerca di una protesi ideale con lo sviluppo di ricerche che ci indichino quale sia il miglior materiale e la miglior superficie di rivestimento protesico, per migliorare ulteriormente la qualità dei risultati estetici e garantire la maggior sicurezza possibile in termine di riduzione delle possibili complicanze a breve e lungo termine”.

Il Corso ha come obiettivo l’aggiornamento sulle tematiche più attuali in tema di mastoplastica additiva con l’intervento di chirurghi referenziati in ambito nazionale su tali problematiche. Si spazierà dall’inquadramento clinico delle problematiche estetiche da correggere alle strategie e tecniche chirurgiche migliori da adottare per offrire il miglior risultato sia in caso di mastoplastica additiva primaria sia in caso di correzioni di problematiche o complicanze che potrebbero insorgere nel tempo.

Secondo Vittorini, “nonostante milioni di donne nel mondo siano soddisfatte per aver corretto le problematiche di un seno troppo poco rappresentato o depauperato da gravidanze e allattamento con l’intervento di mastoplastica additiva e mastopessi con impianto di protesi, ancor oggi dobbiamo confrontarci con alcuni effetti indesiderati e complicanze che in determinate condizioni ci portano a intervenire di nuovo, con la sostituzione delle protesi e la correzione dove necessaria sia della forma che del profilo mammario attraverso quello che viene chiamato Mastoplastica additiva secondaria, intervento sicuramente più delicato e complesso rispetto al semplice aumento primario del seno”.

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LETTOMANOPPELLO (PE) -Giovedì 31 ottobre a partire dalle 16.00 presso il Teatro Comunale “G. De Rentiis” di Lettomanppello, ci sarà la presentazione del libro “Gli Antichi Mestieri d’Abruzzo”, frutto dell’attività di ricerca antropologica e storica sugli antichi mestieri ancora vivi in Abruzzo del giornalista Cristiano Vignali e del docente di Sociologia dello Sviluppo del Territorio Regionale della Facoltà di Scienze delle Comunicazioni dell’Università di Teramo, Everardo Minardi, in collaborazione con altri studiosi sia accademici, sia non universitari.

Dopo il successo della prima presentazione del libro tenutasi a Pescara, questa volta il libro verrà presentato, con la collaborazione dell’Associazione “Liberamente”, a Lettomanoppello, città della pietra della Maiella e dell’antica attività degli scalpellini di cui si parla nella ricerca, nell’ottica della manifestazione “Strisciando 2.0 2019” raduno internazionale di Speleologia che si svolgerà dal 31 ottobre al 3 novembre.

In particolare, nell’opera si studiano gli antichi mestieri e arti che ancora permangono nelle “isole mondo” dell’Abruzzo interno. La ricerca dopo aver esaminato e descritto la situazione, cerca di individuare una possibilità di sviluppo odierna di queste realtà economiche locali che affondano le loro origini nei secoli e nei millenni fino all’Età del Ferro. L’opera può avere anche una valenza turistica al fine della valorizzazione del cosiddetto turismo esperienziale, cioè “fai da te”.

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L’AQUILA - Tornano alla vittoria i giallorossi che espugnano il 'Comunale' di Tornimparte (1-2) portando a casa tre punti preziosi: decisive le marcature, entrambe nella ripresa, di Scarsella e Terriaca. Da segnalare la traversa colpita da Angelone nel corso del primo tempo.

Gara equilibrata nella prima mezz'ora: da segnalare una conclusione di Scarsella al 4' murata da un difensore biancorosso, mentre al 26' la girata di Valente O. al termine di una mischia viene bloccata
agevolmente da Venditti. Il Tornimparte si rende pericoloso alla mezz'ora: sugli sviluppi di un'azione di contropiede, Valente S. si presenta a tu per tu con Miele provandolo a sorprendere con un pallonetto che non inquadra lo specchio della porta. Attimi di paura al 35' quando dopo uno scontro di gioco tra Miele e Valente S., quest'ultimo resta a terra privo di sensi. Prima del rientro negli spogliatoi, evidenziamo la traversa colpita dall'Amiternina Scoppito: sugli sviluppi di una punizione, Sebastiani pennella per Angelone, la cui incornata si infrange sulla barra trasversale.

Ad inizio ripresa, sono i padroni di casa a rendersi pericolosi con una punizione dal limite di Cicchetti (50') che scende troppo tardi spegnendosi alta sopra la traversa. Nel momento migliore dei locali, l'Amiternina Scoppito passa in vantaggio: al 52' Sebastiani sfonda sul cono centrale e, dalla linea di fondo, serve Scarsella che di testa fredda Venditti siglando la rete del vantaggio. I biancorossi non riescono a rialzare la testa e rischiano di incassare la seconda rete dopo appena sessanta secondi, quando il tiro-cross di Carrato sorvola l'incrocio dei pali. Al 65' Terriaca salta Nardis e si accentra calciando di poco a lato del palo, mentre al 69' Carrato, direttamente da calcio di punizione, chiama Venditti all'intervento; sulla respinta, si avventa Tinari che dal limite non inquadra lo specchio della porta.
Al 72' i giallorossi raddoppiano: Terriaca entra in area di rigore, salta Nardis che lo atterra. Il direttore di gara, il signor Marchetti della sezione del L'Aquila, non ha dubbi e concede il penalty che lo stesso Terriaca trasforma spiazzando Ludovisi. Tuttavia, il Tornimparte è abile a riaprire subito i giochi: al 77', sugli sviluppi di un calcio di punizione, spizzata di testa di Di Marzio per Miocchi M. che batte Miele. Tuttavia, il forcing finale dei ragazzi di mister Narducci non è pungente, tanto che le ultime due occasioni del match sono di marca scoppitana: al 79' cross dalla destra di D. Di Alessandro per Scarsella, il cui colpo di testa viene bloccato da Venditti, poi in pieno recupero
con la punizione dal limite di Tinari che chiama all'intervento Venditti.

TORNIMPARTE - AMITERNINA SCOPPITO 1-2 (0-0)

TORNIMPARTE: Venditti, Nardis, Zugaro, Di Marzio, Miocchi U., Di Benedetto, Cocciolone, Cicchetti (65' Trupja), Valente S. (65' Sylla), Miocchi M., Pace. A disp. Selce, Nuvolone, Pesce, Serpetti, Sanderra,
Sebastiani M., Coletti. All. Narducci.

AMITERNINA SCOPPITO: Miele, Padovani, Tinari, Valente O., Angelone, Carrato, Di Alessandro D. (70' Del Coco), Sebastiani S. (90+1' Lepidi), Terriaca (84' Ranieri), Stoppaccioli (50' Bizzini), Scarsella. A disp.
Ludovisi, Del Coco, Magozzi F., Dilillo, Ronconi, Rosati. All. Rainaldi.

ARBITRO: sig. Marchetti (sez. L'Aquila) coadiuvato dai sigg.ri Di Meo e Odoardi (sez. Chieti)

MARCATORI: 52' Scarsella (AMI), 73' rig. Terriaca (AMI), 77' Miocchi M. (AMI)

AMMONITI: Scarsella (AMI), Trupja (TOR), Ranieri (AMI)

NOTE - Recupero: 1', 5'. Corner: 2-7.

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L'AQUILA - di Elio Ursini - A L'Aquila, Campo Imperatore e Campo Felice in mattinata avremo cielo per lo più sereno. Nel pomeriggio arriva qualche nube innocua.
Il vento sarà debole da Nord-Ovest.
La temperatura massima prevista sarà di 23 gradi a L'Aquila, di 14 gradi a Campo Imperatore e di 20 gradi a Campo Felice.


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L’AQUILA – di Giuseppe Lalli - Nel pomeriggio di domenica 20 ottobre 2019, nella cornice offerta dalla suggestiva chiesa parrocchiale di Assergi intitolata a Santa Maria Assunta, ha avuto luogo il secondo appuntamento di Magnifica citade, festival dei castelli aquilani tra arte e musica, e ha visto protagonisti dell’indimenticabile serata il gruppo vocale Le Cantrici di Euterpe e l’ensemble Aquila Altera, che hanno eseguito il concerto “Madre de pietate - la lauda da Celestino V alle confraternite aquilane”. Il concerto, nato all’interno delle manifestazioni RESTART programmate per il decennale del terremoto, ha inteso rendere protagonisti degli eventi alcuni dei Castelli che concorsero alla fondazione della città dell’Aquila. Le musiche eseguite sono state illustrate dalla direttrice artistica Maria Antonietta Cignitti. Nella felice occasione chi scrive, invitato a descrivere la magnifica chiesa di Assergi, si è espresso nei termini che seguono.

“Vorrei stasera, in questo straordinario contesto e in questa magica atmosfera - musica medievale in questa bellissima chiesa medievale, tra le più suggestive del territorio aquilano - e nel poco tempo a disposizione, non tanto fare un pedissequo elenco delle opere d’arte presenti (lo potremo forse fare dopo) ma prendere spunto da questa felice commistione di generi artistici per mettere in evidenza come in queste nostre chiese antiche, soprattutto in quelle dell’Abruzzo interno, si assista quasi sempre ad una sorta di contaminazione, o, più propriamente, di convivenza, non solo di stili artistici, ma anche di simboli religiosi e vita ordinaria. Del resto, a ben riflettere, in una chiesa come questa, oltre all’arte pura, troviamo quasi sempre spunti di storia civile, di filosofia, di teologia, cioè di tutti quei saperi critici di cui oggi più che mai, in questa società dell’ “usa e getta” c’è bisogno. La stessa arte in sé, anche quella laica, se è autentica, comunica sempre qualcosa di sacro: l’artista vero, come il sacerdote, fa sempre, in qualche modo, scendere Dio sulla terra. L’arte è sempre una scintilla divina, una “sana follia” che ci viene da un’altra dimensione, come ci mostrano i grandi poeti romantici del primo ‘800 (pensiamo a Novalis, a Holderling). L’arte – dice il grande filosofo Schelling – è una forma di conoscenza molto più forte e attendibile della ragione, giacché nella riflessione discorsiva si perde sempre qualcosa per strada, mentre l’intuizione artistica va immediatamente all’essenza delle cose.

C’è poi da dire che, in questa patria della bellezza che è l’Italia, che si porta nel ventre ben quattro millenni di arte e di cultura, ci imbattiamo spesso in città o in piccoli centri che danno l’impressione di essere state in passato capitali di tante piccole patrie. Assergi, con la sua chiesa, non sfugge a questa costante della storia italiana. Poteva accadere nei primi secoli dell’era cristiana, all’inizio di quell’affascinante Medioevo che stasera stiamo in qualche modo celebrando, che in questi luoghi remoti e solitari dell’Appennino alcuni giovani, magari provenienti da famiglie gentilizie come San Benedetto da Norcia, giovani assetati di assoluto, sentissero il bisogno di unirsi per poter menare vita comune nella pratica della nuova religione del Dio incarnato; e fondavano un monastero. Più tardi, attorno al monastero cominciavano a stabilire le loro dimore i montanari dei dintorni, e si iniziava a disboscare e dissodare le terre circostanti. E la chiesa diventava punto di aggregazione comunitaria, liturgica e civica, chiesa e municipio, di quell’uomo medievale che è unitario, non schizofrenico come l’uomo moderno.

In questo posto, per una di quelle singolari coincidenze che si osservano nella storia, e che noi credenti dovremmo chiamare non coincidenze ma “Dio-incidenze”, in uno stesso periodo nascono un castello, una chiesa (che sorge su uno sperone roccioso, in una posizione di difesa strategica e che coincide con uno dei bastioni delle mura di cinta del castello) e un uomo, il futuro San Franco, un monaco benedettino che verrà in queste nostre montagne mosso da una vocazione cristiana più radicale, destinato ad incrociare il suo destino con questo borgo e con questa chiesa (colgo l’occasione per annunciare che l’anno prossimo si celebreranno gli ottocento anni dalla morte dell’eremita del Gran Sasso). Assergi, come è noto, fu uno dei castelli, e tra i più fiorenti, che fondarono la città dell’Aquila. L’atto di battesimo della chiesa è del 1150, come risulta da un documento ritrovato in seguito alla demolizione dell’altare di Sant’Egidio, primo protettore di Assergi prima di San Franco, ma viene costruita (o ricostruita) sicuramente su di una precedente pieve, con tutta probabilità di tipo monasteriale camaldolese, intitolata a S. Maria in silice (conriferimentoal Silex-Gran Sasso più che alla natura rocciosa del terreno sul quale sorge), o ad silicem, da cui Assilico, Asserice...fino adarrivare ad Assergi (etimologia che possiamo riscontrare anche in nomi come Monselice).

Di questa primitiva chiesa era sicuramente parte l’attuale antichissima cripta. Il tempio, dapprima ad una sola navata, assumerà l’attuale forma basilicale, con le sue larghe navate laterali, già a partire dalla metà del secolo successivo, poco dopo la morte del santo eremita, perché si tratterà di dare ai resti mortali del santo una degna dimora, e perché si vuole incrementare un pellegrinaggio che è già iniziato. Ed è per questo che diventerà, già a partire dal XIV secolo, una chiesa collegiata particolare: collegiata, in quanto, come gran parte dei castelli fondatori della città dell’Aquila, avrà la sua chiesa di riferimento entro le mura aquilane, come avverrà per gran parte dei castelli fondatori (nel caso di Assergi nel quarto di Santa Maria); particolare, in quanto non sarà soggetta alla chiesa cittadina, ma, al contrario, eserciterà su di essa il suo governo. E sarà inoltre presto una chiesa capitolare, cioè con un preposto e quattro canonici. La nomina del preposto, come ci ricorda Nicola Tomei in quello che il primo scritto organico sulla storia di Assergi e sul culto di San Franco, dovrà essere ratificata dal papa.

Tornando all’arte, a proposito di quella felice convivenza di stili cui accennavo e che è la chiave di lettura che questa serata mi suggerisce - il filo rosso di questa mio modesto intervento -, essa è osservabile sia all’esterno che all’interno. Nella facciata, realizzata tra la fine del XIV secolo e l’inizio del XV, un elegante portale tardo-romanico (in tutto simile a quello di Santa Maria del Guasto, ora non più esistente e a quello della chiesa aquilana di Sant’Agnese, non più visibile in quanto inglobata dal vecchio ospedale San Salvatore), convive con un leggiadro rosone tipicamente gotico, perfetta replica di quello che si ammira sopra il portale di sinistra nella facciata della basilica di Collemaggio. In riferimento invece a quella felice commistione di sacro e profano, nel ricco architrave è scolpita la vite, simbolo liturgico per eccellenza, presente anche nell’Antico Testamento, ma evocatrice anche di vita e di convivialità. Nel rosone, sempre per rimanere sullo stesso tema, figurano dodici raggi: dodici come gli apostoli, come le tribù di Israele, come i mesi dell’anno, ad indicare la pienezza del tempo.

Ma ci sono naturalmente anche all’interno esempi di questa felice combinazione di stili. Il primo è quello messo in evidenza dal quel restauro dei primi anni ‘70 del secolo scorso, che, dovendo riparare ai guasti prodotti in età tardo-barocca (tra il 1746 e il 1784) e poi nel 1871, quando era stata innalzata la volta, richiuse cappelle e finestre, riquadrate le colonne e seppellito gli affreschi  con, a dir poco, disinvolte manate di stucco, ha riscoperto, oltre a tutto il resto, un manto pittorico davvero delicato, anche se a tratti frammentario, con affreschi che vanno dal XIV secolo (qualcuno anche più antico) al XVI, alcuni dei quali attribuiti Saturnino Gatti e Francesco da Montereale,due grandi protagonisti del Rinascimento aquilano. I caratteri del primo gotico, ravvisabili nelle luci, in particolare la monofora sopra l’abside e nell’involucro murario, qui, a differenza di edifici sacri cistercensi del territorio forconese, come in Santa Maria ad Criptas a Fossa o quello di Santo Spirito ad Ocre, cui questa chiesa si può legittimamente rapportare, mentre impreziosiscono l’ambiente, non compromettono l’originaria struttura romanica, che resiste sia nella forma delle colonne, pesanti e a tutto sesto, che nell’abside, semicircolare e di piccola dimensione.

Il secondo: nel tabernacolo a sinistra dell’altare per chi guarda, pezzo davvero unico, dove l’eleganza rinascimentale dei due pilastrini si sposa con il raffinato gotico dell’archetto cuspidato. Il tutto poi ad incorniciare una suggestiva pietà, che è opera di Francesco da Montereale e che è realistica ed intuitiva rappresentazione del mistero eucaristico. E c’è poi la stupenda cripta, dove questa combinazione si presenta sotto altra forma ma in maniera non meno affascinante: un romanico scarno, che un restauro del 1966 ha riscoperto nella sua nuda bellezza, convive con una pregevole espressione scultorea gotica. Altre felici contaminazioni le rivelerà la dottoressa Cignitti.

Ci fu un grande architetto e storico dell’arte che visitò questa chiesa nel 1899. La apprezzò molto e scrisse, tra l’altro, che essa parlava molte lingue: quella rinascimentale sulla facciata, la barocca all’interno, e sotto, riferendosi alla cripta, scrisse che parlava ‘l’oscuro linguaggio del Medioevo’. Ora, dopo questa musica, in questa chiesa, a mio avviso, tutto si può dire meno che il linguaggio del Medioevo sia oscuro. Anzi, se pensiamo non solo all’arte, ma anche a quelle grandi cattedrali del pensiero come la filosofia di San Tommaso d’Aquino, a me pare che dal Medioevo, a dispetto di una certa superficiale mentalità post illuministica, ci viene una grande luce di verità e di libertà. E con questo concludo, sperando di avervi trasmesso un’idea sufficiente di questa chiesa, tra le più belle del territorio aquilano, chiesa parrocchiale di un paese, Assergi, che ha avuto, come ho cercato di rappresentare, un passato di illustre castello aquilano e che meriterebbe forse, nel presente, un’attenzione e una valorizzazione maggiori”.

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L’AQUILA - La settimana politica dell’Emiciclo si apre domani, martedì 29 ottobre, con la Prima Commissione consiliare “Bilancio, Affari Generali e Istituzionali” che, alle ore dieci, è chiamata ad esprimere il parere finanziario sugli emendamenti presentati al progetto di legge 32/2019 che modifica la norma vigente sulla “Disciplina della professione di maestro di sci”.

Lo stesso giorno, alle undici, si riunisce all'Aquila il Consiglio regionale dell’Abruzzo.

I lavori politici riprendono mercoledì 30 ottobre con la seduta della Prima Commissione, convocata per le dodici. I commissari esamineranno la risoluzione dedicata al tema “Fare Centro – Il rientro delle attività produttive nei centri storici” e ascolteranno: l’assessore Regione Abruzzo, Guido Quintino Liris, il direttore generale della Regione Abruzzo, Barbara Morgante, i vertici di Confartigianato L’Aquila, il Presidente Ordine Dottori Commercialisti, il Presidente Consulenti Lavoro, il Direttore del CNA L’Aquila, la Confcommercio L’Aquila.

La Quinta Commissione Consiliare “Salute, Sicurezza Sociale, Cultura, Formazione e Lavoro” è convocata, in seduta straordinaria, sempre mercoledì 30 ottobre, alle ore quindici, per l’audizione dell’assessore alla sanità della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, sulla ridefinizione del sistema ospedaliero e territoriale regionale.

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L’AQUILA - Con una solenne celebrazione nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, ieri sera il Cardinale Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo del capoluogo abruzzese, ha dato inizio alla Visita Pastorale nelle parrocchie dell’Arcidiocesi dell’Aquila.

La basilica di Collemaggio svolge, infatti, le funzioni di Cattedrale provvisoria in sostituzione del Duomo di San Massimo distrutto dal terremoto del 2009.

“Una particolare attenzione  - ha scritto il cardinale nel decreto di indizione letto all'inizio della celebrazione - sarà rivolta alle famiglie dei ragazzi che stanno compiendo il cammino dell’iniziazione cristiana, al tema vocazionale e al ruolo degli anziani nella comunità”.

Il desiderio dell’arcivescovo Petrocchi è quello di farsi vicino in particolare alle periferie esistenziali in cui vivono tante persone.

“Una speciale “prossimità”  - ha detto il porporato - intendo dedicare agli ammalati, alle situazioni di marginalità come anche all’incontro con i ragazzi e i giovani”. 

Non mancheranno anche gli incontri nei luoghi di lavoro, con le Amministrazioni comunali, nei luoghi della cultura con i quali il cardinale desidera avere “un contatto fraterno”.

Una visita che intende porsi “come un gesto di sincera fraternità e fattiva amicizia - ha detto Petrocchi - anche con i battezzati di altre Chiese o Comunità cristiane, con Coloro che non frequentano più la Parrocchia, professano altre fedi religiose o si riconoscono in altre convinzioni ideali”.

Infine, l’auspicio del cardinale per la visita pastorale che terminerà il 29 marzo 2023: “lo Spirito del Signore, Crocifisso e Risorto, ci aiuti a crescere nell’ascolto della Parola, nel vivere ogni giorno la Pasqua e nel lasciarci animare dalla grazia della Pentecoste, per essere sempre più Chiesa unita, articolata e missionaria”.

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