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Articoli filtrati per data: Luglio 2018 - Radio L'Aquila 1

L'AQUILA - “Esprimo le mie più vive congratulazioni al nuovo presidente dell’Associazione nazionale dei costruttori edili della provincia dell’Aquila, Adolfo Cicchetti, e ringrazio il suo sfidante, Francesco Laurini, per il lavoro di stimolo e di confronto svolto in questi giorni”. Lo afferma il sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi, all’esito delle elezioni per il rinnovo della carica, avvenute questa mattina.

“L’Ance - ha proseguito il orimo cittadino - rappresenta un interlocutore importante per le dinamiche che riguardano la ricostruzione cittadina e sono tanti gli argomenti sul tavolo che necessitano di immediati approfondimenti e soluzioni.

Saluto, infine, il presidente uscente Ettore Barattelli - ha concluso Biondi - per la cortesia istituzionale e l’assoluto rispetto dei ruoli cui ha conformato la sua azione in questi mesi”.

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L'AQUILA - Ance L’Aquila si raduna compatta intorno ad Adolfo Cicchetti che raccoglie 184 voti contro i 19 del secondo candidato Francesco Laurini, 4 le schede bianche. Quasi un plebiscito per scegliere il nuovo presidente dell’associazione provinciale dei costruttori edili.

Il presidente vicario uscente Genesio Tullio, ha definito Laurini un vice vincitore, per segnare il clima di unità che concordemente si intende seguire in questo nuovo corso: “Non siamo in politica” ha affermato e in una realtà come la nostra l’opposizione e l’intralcio indeboliscono tutti. Per questo vanno valorizzate le idee e l’impegno di chiunque abbia voglia di mettersi in gioco, per non sprecare il nostro patrimonio di intelligenze. Solo così non ci saranno sconfitti. E a vincere veramente, ve lo assicuro, saranno tutte le imprese che all’Ance chiedono rappresentatività forte e forza d’azione”.

Stesso spirito tra i due candidati che si sono scambiati messaggi di stima e apprezzamento e hanno rinnovato l’impegno a operare nell’interesse di tutti senza perseguire personalismi e divisioni.

A entrambi è stato riconosciuta una campagna elettorale sobria e corretta condotta con senso di responsabilità verso l’unità associativa e grande competenza.

Il neo presidente Adolfo Cicchetti 44 anni, nonostante la sua giovane età è dirigente di lungo corso dentro l’associazione. Ha iniziato la vita associativa da membro del comitato giovani, il vivaio della futura classe dirigente degli edili, per diventarne presidente qualche anno dopo. Ha ricoperto ruoli da consigliere nel direttivo e nella giunta, passato fino ad oggi alla presidenza dell’Edilconfidi, organismo di diretta emanazione Ance riuscendo a migliorare negli ultimi tempi le sue prestazioni.

“Lascio oggi un confidi sano e le mie dimissioni saranno immediate per lasciare spazio ad altri” ha annunciato Cicchetti.

Il neo presidente punta sulle sue riconosciute doti di conciliazione e ascolto. Conosce molto bene la realtà Ance anche da imprenditore in quanto occupato nell’azienda di famiglia già dai tempi del liceo. Punta ad un maggiore coinvolgimento delle imprese e a un rafforzamento dell’unità associativa per operare con maggiore forza rappresentativa verso l’esterno.

“Se sono autorevoli le imprese è forte anche la città e la ricostruzione lo ha dimostrato. Una classe imprenditoriale autorevole può farsi ascoltare in tutti i tavoli, compresi quelli nazionali. Siamo la quindicesima associazione in Italia per numeri e potenziale. I nostri interessi sono gli stessi dei cittadini: velocizzare la ricostruzione, avere regole chiare e concorrenza trasparente e sana, rilanciare lo sviluppo del territorio, sanare i guasti di una burocrazia lenta che condiziona le nostre vite e le nostre attività. Fuori dal cratere le imprese se la passano molto male con i lavori pubblici bloccati da lentezze e regole intricate. E’ necessario uno sforzo da parte dei corpi intermedi e della politica per ragionare su uno sblocco immediato dei cantieri e forme alternative di sviluppo dell’edilizia, motore trainante di 32 comparti indotti. Sarò al lavoro da lunedì su questi e altri temi molto complessi su cui opererò in sinergia con l’ottima squadra Ance. Ringrazio tutti per l’eccezionale dimostrazione di fiducia che voglio esaudire pienamente”.

Restano in carica i componenti del consiglio direttivo, della giunta, delle commissioni tematiche e di tutti gli altri organi dirigenziali.

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TORNIMPARTE (L'AQUILA) - A partire da oggi, lunedi 2 luglio, è estesa a tutto il territorio del comune di Tornimparte la raccolta differenziata domiciliare "porta a porta" dei rifiuti; il servizio è affidato al Cogesa, un consorzio che riunisce 62 comuni della provincia dell'Aquila che, dal marzo del 2017, è partecipato anche dal comune di Tornimparte.

"Tornimparte - si legge in una nota del sindaco di Tornimparte Giacomo Carnicelli -, lavorando in piena sintonia con Cogesa, ha fatto un grande sforzo per recuperare il notevole ritardo, accumulato nel corso degli ultimi anni, in fatto di gestione dei rifiuti: solo 18 mesi fa la raccolta era totalmente indifferenziata e solo stradale. Già lo scorso anno è stata attivata la raccolta porta a porta per circa 200 utenze di due delle 21 frazioni, da oggi, dicevamo, la raccolta differenziata verrà estesa a tutte le circa 1800 utenze del comune.

Grazie a tutto il personale del comune di Tornimparte impegnato in questo grande sforzo organizzativo, grazie al consigliere delegato al servizio di igiene urbana Anselmo Nardocci per l'impegno profuso in questo biennio, grazie al presidente Vincenzo Margiotta e a tutto il personale Cogesa".

"L'Amministrazione di Tornimparte, a due anni dall'insediamento, coglie così un obiettivo centrale del programma elettorale", termina il sindaco.

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L'AQUILA - A completamento della fase congressuale, Franco Marulli è stato nominato alla guida della Ugl Pensionati della provincia di L’Aquila.

Lo annuncia lo stesso sindacato in una nota con cui rimarca come "l'esperienza maturata a tutela degli inquilini della Ugl ha portato a questo meritato riconoscimento".

Il segretario provinciale della Ugl Giuliana Vespa, ha dichiarato "grande soddisfazione nei confronti della nomina di Franco Marulli che nel corso degli anni si è fortemente impegnato nel comparto dell'edilizia residenziale pubblica e privata.

Siamo convinti - aggiunge - che la quotidiana collaborazione tra il neo segretario provinciale Mrulli e la segreteria territoriale della Ugl continuerà ad offrire quel qualificato supporto che i pensionati del settore meritano".

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L'AQUILA - Minuti di apprensione, ieri pomeriggio, per un falso allarme nella basilica di Collemaggio all'Aquila dove Giuseppe Petrocchi, arcivescovo del capoluogo per cinque anni, si apprestava a celebrare la sua prima messa da cardinale. Petrocchi, che ha ricevuto la porpora da Papa Francesco nel Concistoro del 28 giugno, era entrato da poco nella basilica quando, alle 18.10, è scattato l'allarme antincendio che invitava i presenti ad abbandonare l'edificio.
   

Per circa quattro minuti l'avviso vocale in italiano e in inglese, ha continuato a risuonare nel luogo sacro, provocando un po' di scompiglio soprattutto fra quanti occupavano gli ultimi banchi. Tutto è finito quando l'Arcivescovo Emerito, Giuseppe Molinari, salito sull'altare ha rassicurato i presenti, elogiando meriti e vantaggi della tecnologia, ma sottolineando che l'allarme era scattato probabilmente a causa di troppo incenso. (ANSA).

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CARSOLI (AQ) - A seguito dell’incidente stradale occorso venerdì scorso nel Comune di Carsoli, lungo la Strada Statale 5 al km 4,900, in prossimità del bivio per la frazione Tufo, in cui era rimasto coinvolto un motoveicolo, il cui conducente Antonio Cusano, 35enne di Benevento, dopo essere stato soccorso e trasportato presso l’Ospedale Civile di L’Aquila, a causa delle lesioni riportate, moriva poche ore dopo, i militari della Stazione di Carsoli hanno avviato serrate indagini al fine di rintracciare l’autovettura, che con l’impatto aveva riportato alcuni danni alla carrozzeria.

Grazie alle testimonianze di alcuni automobilisti e delle informazioni assunte dai militari operanti, durante la scorsa notte, in Pescorocchiano (RI) è stata rintracciata l’autovettura coinvolta nell'incidente, che effettivamente riporta danni sulla fiancata sinistra (tra cui lo specchietto retrovisore mancante) compatibili con la ricostruzione dell’incidente operata dai carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Tagliacozzo.

I militari hanno quindi proceduto ad identificare l’intestataria del veicolo Ford Fiesta e a denunciarla in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avezzano poiché ritenuta responsabile del reato di omissione di soccorso.

Nella giornata di oggi la Procura di Avezzano provvederà anche al conferimento d’incarico ad un medico legale per il successivo esame autoptico.

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L'AQUILA - Cielo sereno durante l'intero arco della giornata.
VENTI: Deboli prevalentemente da Sud-Ovest.
TEMPERATURA: Massima prevista 31 gradi.

CAMPO IMPERATORE - Cielo sereno durante l'intero arco della giornata.
VENTI: Deboli prevalentemente da Sud-Ovest.
TEMPERATURA: Massima prevista 21 gradi.
 
CAMPO FELICE - Cielo sereno durante l'intero arco della giornata.
VENTI: Deboli prevalentemente da Sud-Ovest.
TEMPERATURA: Massima prevista 26 gradi
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Lunedì, 02 Luglio 2018 09:41

Il mercato del lavoro in Abruzzo

L'AQUILA - Il Sistema Informativo Excelsior – realizzato da Unioncamere e dall’Anpal – tra le maggiori fonti disponibili in Italia e in Abruzzo sui temi del mercato del lavoro e della formazione ed è inserito tra le indagini ufficiali con obbligo di risposta previste dal Programma Statistico Nazionale.

I dati raccolti forniscono una conoscenza aggiornata, sistematica ed affidabile della consistenza e della distribuzione territoriale, dimensionale e per attività economica della domanda di lavoro espressa dalle imprese, nonché delle principali caratteristiche delle figure professionali richieste (livello di istruzione, età, esperienza, difficoltà di reperimento, necessità di ulteriore formazione, competenze, ecc.).

 

  1. La iscrizione di nuove imprese senza legami di continuità imprenditoriale . Anno 2017

Abruzzo: imprese iscritte 3.970 - imprese attive 3.420 nuove imprese 2.670 - addetti alle nuove imprese 5.360

Italia: imprese iscritte 186.970 - imprese attive 167.320 - nuove imprese 129.320 - addetti alle nuove imprese 271.960.

 

2. La provenienza del neo imprenditore anche in relazione alla precedente attività svolta. Anno 2017

Abruzzo: Imprenditore 20.9% - libero professionista 8,4% - altri non alle dipendenze 16,1% – dirigente, impiegato, quadro 11,7 % – operaio apprendista 16,4% studente in cerca di prima occupazione 8,2% disoccupato in cerca di prima occupazione 10,4% – casalinga o altra attività 7,9.%

Italia: Imprenditore 20.9% - libero professionista 7,2% - altri non alle dipendenze 116,3% – dirigente , impiegato, quadro 14,2 %– operaio apprendista 14,6% studente in cerca di prima occupazione 6,8% disoccupato in cerca di prima occupazione 10,7% – casalinga o altra attività 9,4.%.



3. Le motivazioni che hanno determinato la nascita delle nuove imprese. Anno 2017

Abruzzo: Conoscenza/ opportunità del mercato 43,1% - Necessità di trovare primo o nuovo lavoro 26,6% Difficoltà a trovare lavoro dipendente stabile 25,4% – Insoddisfazione verso il precedente lavoro 18,1% -Valorizzazione competenze esperienze professionali 39,5% - Successo personale ed economico 36,2% - Sfruttamento di un'idea innovativa 12,0% - Altro 42,3%.

Italia: Conoscenza/ opportunità del mercato 444,5% - Necessità di trovare primo o nuovo lavoro 25,1% Difficoltà a trovare lavoro dipendente stabile 23,0% – Insoddisfazione verso il precedente lavoro 18,0% -Valorizzazione competenze esperienze professionali 41,9% - Successo personale ed economico 37,3% - Sfruttamento di un'idea innovativa 12,0% - Altro 40,8%.

 

4. La distribuzione delle nuove imprese, secondo il capitale investito per l’avvio delle attività. Anno 2017

Abruzzo: Meno di 5 mila euro 47,2% - Da 5mila euro a 10 mila euro 23,6%- Da 11 mila euro a 50 mila euro 22,9% - Oltre 50 mila euro 6,3%.

Italia: Meno di 5 mila euro 48,0% - Da 5mila euro a 10 mila euro 23,5%- Da 11 mila euro a 50 mila euro 20,7% - Oltre 50 mila euro7,8%.

 

5. Forme di finanziamento per l’avvio dell’impresa

 

Abruzzo: Mezzi propri 89,5%- Prestiti di parenti ed affini 22,8% - Prestiti bancari 17,3% - Leggi comunitarie, nazionali o regionali 15,2% - Altre imprese o finanziatori nel capitale sociale 16,9%.

Italia: Mezzi propri 90,8 %- Prestiti di parenti ed affini 19,9% - Prestiti bancari 14,8% - Leggi comunitarie, nazionali o regionali 13,7% - Altre imprese o finanziatori nel capitale sociale 17,7%.

 

6. Difficoltà incontrate nell’avvio delle attività da parte delle nuove imprese

 

Abruzzo: “Nuove Imprese”che hanno incontrato difficoltà 2.350 di cui: Concorrenza 29,7% - Commercializzazione prodotti 21,4% - Clima economico sfavorevole 36,3% - Conoscenza normative 21,8% - Procedure amministrative 36,6% – Mancanza di capitale e di risorse economiche 17,6% - Credito dalle banche 16,2% - Sistema fiscale 22,5% - Onerosità del costo del lavoro 18,4% – Altro 27,5%.

Italia: “Nuove Imprese”che hanno incontrato difficoltà 112.290 di cui: Concorrenza 31,6% - Commercializzazione prodotti 24,6% - Clima economico sfavorevole31,1% - Conoscenza normative 25,2% - Procedure amministrative 36,9% – Mancanza di capitale e di risorse economiche 15,5% - Credito dalle banche 14,8% - Sistema fiscale 23,1% - Onerosità del costo del lavoro 17,0% – Altro 23,8%.

 

7. Gli addetti alle nuove imprese

 

Abruzzo: “Nuove Imprese” 2.670 – Addetti “nuove imprese” 5.360 – Addetti “non dipendenti” dell’impresa totale 3.190 ; di cui lavoratori somministrati 60 – Addetti dipendenti 2.170

Italia: “Nuove Imprese” 129.320 – Addetti “nuove imprese” 271.960 – Addetti “non dipendenti”

 

8 . Le entrate per grande gruppo professionale

 

Abruzzo: Entrate previste 380 di cui :

L’Aquila 90 – Teramo 130 - Pescara 90 – Chieti 80

Abruzzo : Dirigenti, prof. spec. e tecnici 22,2% di cui:

L’Aquila 25,6% – Teramo 14,3%- Pescara 29,2% – Chieti 24,0%

Abruzzo: Impiegati e addetti alla vendita e servizi. 31,6% di cui :

L’Aquila 31,4% – Teramo 33,8% - Pescara 31,5% – Chieti 28,0%

Abruzzo: Operai specializzati. 36,6% di cui:

L’Aquila 38,4% – Teramo 39,8% - Pescara 29,2% – Chieti 37,3%

Abruzzo: Professioni non qualificate 9,7% di cui:

L’Aquila 4,7% – Teramo 12,0% - Pescar 10,1% – Chieti 10,7%

Italia: Entrate previste 20.560 - dirigenti, prof. spec. e tecnici 23,9% - impiegati e add. vendita e serv. 37,0% - operai special. 26,1% - professioni non qualificate 12,9%.

 

9 . Le entrate per grande gruppo professionale Previsione Anno 2018

 

Le entrate per grande gruppo professionale

Abruzzo: Entrate previste 240 di cui :

L’Aquila 40 – Teramo 60- Pescara 100 – Chieti 50

Abruzzo : Dirigenti, prof. spec. e tecnici 42,6% di cui:

L’Aquila 28,6% – Teramo 50,00%- Pescara 40,6% – Chieti 47,8%

Abruzzo: Impiegati e addetti alla vendita e servizi. 24,1 di cui :

L’Aquila 34,3% – Teramo 18,3% - Pescara 28,1% – Chieti 15,2%

Abruzzo: Operai specializzati. 26,2% di cui:

L’Aquila22,9% – Teramo 21,7% - Pescara 28,1% – Chieti 30,4%

Abruzzo: Professioni non qualificate 7,2% di cui:

L’Aquila 14,3% – Teramo 10,0% - Pescara 3,1% – Chieti 6,5%

Italia: Entrate previste 14.980 - dirigenti, professioni specializzate e tecnici 39,5% - impiegati e addetti vendita e servizi 34,2% - operai specializzati 17,9% - professioni non qualificate 8,4%.

 

10 . Le entrate previste dalle nuove imprese secondo il livello di istruzione

 

Abruzzo : Entrate nel 2017 380 di cui:

L’Aquila: 90 – Teramo: 130 - Pescara: 90 Chieti: 80

Abruzzo: Universitario 11,2% di cui:

L’Aquila: 10,5% – Teramo: 6,8% - Pescara: 18,0% Chieti: 12,0%

Abruzzo: Secondario e post secondario: 31,9% di cui:

L’Aquila: 25,6% – Teramo:33,1% - Pescara: 36,0% Chieti:32,0%

Abruzzo: Qualifica professionale 33,7% di cui:

L’Aquila: 34,9% – Teramo: 35,3% - Pescara: 27,0% Chieti: 37,3%

Abruzzo: Scuola dell’obbligo 23,2% di cui:

L’Aquila: 29,1% – Teramo: 24,8% - Pescara: 19,1% Chieti: 18,7%

Italia: Entrate nel 2017 20.560 – Universitario 12,5% - Secondario e post secondario 36,5% – Qualifica professionale 29,8% - Scuola dell’obbligo 21,2%.

 

 

 

Gli indirizzi di studio più richiesti a livello universitario sono:

 

Indirizzo economico: Industria 14,7 Servizi 85,3

Indirizzo ingegneria elettronica e dell'informazione: Industria 11,0 Servizi 89,0

Indirizzo scientifico, matematico e fisico: Industria 13,1 Servizi 86,9

Indirizzo architettura, urbanistico e territoriale: Industria 51,1 Servizi 48,9

Indirizzo ingegneria industriale: Industria 27,2 Servizi 72,8

Gli indirizzi di difficile reperimento sono : Indirizzo economico , Indirizzo ingegneria elettronica e dell'informazione ,Indirizzo scientifico, matematico e fisico, Indirizzo linguistico, traduttori e interpreti

 

Gli indirizzi di studio più richiesti a livello secondario e post-secondario sono:

 

Livello secondario e post-secondario : Industria 27,0 Servizi 73,0

Indirizzo amministrazione, finanza e marketing: Industria 26,1 Servizi 73,9

Indirizzo turismo, enogastronomia e ospitalità : Industria 0,8 Servizi 99,2

Indirizzo costruzioni, ambiente e territorio : Industria 71,9 Servizi 28,1

Indirizzo meccanica, meccatronica ed energia : Industria 84,6 Servizi 15,4

Gli indirizzi di difficile reperimento sono: Indirizzo amministrazione, finanza e marketing, Indirizzo prod. e manutenzione industriali e artigianali , Indirizzo costruzioni, ambiente e territorio, Indirizzo meccanica, meccatronica ed energia, Indirizzo informatica e telecomunicazioni

Gli indirizzi di studio più richiesti a livello di qualifica di formazione o diploma professionale sono:

Indirizzo ristorazione: Industria 1,7 Servizi 98,3

Indirizzo edile: Industria 94,5 Servizi 5,5

Indirizzo amministrativo segreteriale: Industria 32,1 Servizi 67,9

Indirizzo benessere Industria: 0,0 Servizi 100,0

Indirizzo meccanico Industria: 70,1 Servizi 29,9

Gli indirizzi di difficile reperimento sono: Indirizzo ristorazione, Indirizzo benessere, Indirizzo meccanico.

 

ANALISI

 

Una quota consistente delle nuove iscrizioni è causata da eventi di tipo amministrativo e non è associabile all’effettiva nascita di nuove imprese, ma a trasformazioni di imprese preesistenti. L’analisi pertanto è condotta sulle nascita delle “nuove imprese”, che rappresentano una vera nuova iniziativa economica senza legami di continuità imprenditoriale

Occorre rilevare che in Abruzzo , in relazione alla provenienza del neo imprenditore cresce in modo significativo la quota degli operai apprendisti e dei disoccupati in cerca di lavoro, anche se gli imprenditori restano comunque la maggioranza.

Quanto alle motivazioni che hanno spinto a costituire delle nuove imprese, prevalgono soprattutto la presenza di opportunità di mercato e il desiderio di valorizzare le proprie competenze e esperienze professionali o di conseguire un successo (personale e economico).

n circa la metà dei casi, il capitale iniziale investito è stato inferiore a 5 mila euro Si tratta di valori che da un lato rassicurano sulla possibilità di aprire una nuova impresa con un ridotto capitale ma che dall’altro evidenziano una fragilità patrimoniale delle nuove imprese che potrebbe essere una delle cause della “mortalità infantile” di un numero consistente di imprese neonate.

La forma di finanziamento largamente più utilizzata sia il ricorso a mezzi propri;

Le principali difficoltà incontrate dagli imprenditori riguardano le procedure amministrative e la presenza di concorrenti oltre alla persistenza di un clima economico sfavorevole.

Significativa è la quota di addetti non dipendenti dell’impresa rispetto agli addetti dipendenti.

La distribuzione delle entrate previste nel 2017 per grande gruppo professionale delle nuove imprese evidenzia una quota più rilevante relativamente agli operai specializzati e agli impiegati e addetti alla vendita e ai servizi. In relazione al 2018 si prevede un significativo incremento delle quote dei Dirigenti professionali, specializzati e tecnici con circa 240 entrate in Abruzzo e in particolare nella provincia di Chieti e di Teramo.

I livelli di istruzione richiesti alle figure in entrata da parte delle nuove imprese sono nello specifico quelli della qualifica professionale e del diploma secondario.

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L’AQUILA - Sua Eminenza Cardinale Giuseppe Petrocchi, Autorità tutte, Cittadine e Cittadini,
in questa bella giornata di festa la Città  dell’Aquila rende omaggio a Sua Eminenza Cardinale Giuseppe Petrocchi, e con la solennità dovuta al rispetto della Sua figura, saluta con gratitudine il suo Arcivescovo, nell’occasione storica dell’investitura.
Giungano parole di affetto e di riconoscenza a Monsignor Petrocchi, che tanto ha dimostrato di amare questa Città, nella celebrazione di questo importante evento, nel luogo in cui il Santo Papa Celestino V, dismessi i panni dell’umile eremita Pietro del Morrone, accolse l’investitura a Pontefice.
Gli ideali di Giustizia e di Pace di Celestino V sono tradotti nella bellezza e nell’armonia dell’architettura di questa Basilica, in forme altissime di espressione artistica, recentemente restituite alla fruizione pubblica e alla devozione dei fedeli, dopo un lungo e sapiente restauro.
Quella che andiamo a celebrare e festeggiare oggi, insieme con Monsignor Giuseppe Petrocchi e alla Chiesa aquilana tutta, è l’investitura della Città dell’Aquila.
Un riconoscimento che la Chiesa Madre tributa idealmente al capoluogo d’Abruzzo, Città martire, dopo il sisma del 2009, con le sue 309 vittime, e, al contempo, sostenuta nella fede e nell’impegno per la Ricostruzione che oggi, a quasi dieci da quella drammatica data, inizia a far vedere i suoi frutti, pur nel lungo cammino che ancora ci attende.
Conferendo la “berretta cardinalizia” al suo Pastore, il nostro Papa Francesco ha stretto nell’abbraccio della fede la nostra Città, infondendole forza e coraggio, speranza e grazia, illuminando con la luce della carità il suo cammino e segnandolo nel solco dell’unità cristiana.
Anche noi, che abbiamo l’onore di essere qui oggi in rappresentanza della Municipalità, rivolgiamo la nostra tensione etica e il nostro lavoro quotidiano nel servire la Città all’ideale originario della Comunità Cristiana, per trarre forza dalle sue radici, nel cammino verso la rinascita e la rigenerazione del tessuto urbano e sociale.
Le sfide che abbiamo di fronte sono molteplici e ardue, la strada è spesso incerta e irta di ostacoli.
Il Cardinale Giuseppe Petrocchi ci sostenga nella preghiera, affinché ci conforti la consapevolezza di vivere, pur in tempi di incessanti e repentini cambiamenti, in una terra di solida e antica civiltà, i cui riferimenti in termini di valori possono consentire l’approdo sereno ad una nuova progettualità.
Abbiamo davanti agli occhi, in questa storica giornata, l’immagine del Cardinale Carlo Confalonieri, nelle vesti di Arcivescovo dell’Aquila, tra le macerie provocate dal bombardamento dell’8 dicembre 1943, mentre portava conforto e vicinanza alla popolazione smarrita e affranta.
A oltre settant’anni da quegli eventi, il Pastore della Chiesa aquilana, in un momento difficile della storia della Città, assurge al rango di Cardinale.
Un parallelo significativo e carico di speranza. Un segnale di Provvidenza che si cala nel nostro presente incerto, a risvegliare la speranza, a indicare il cammino, a incoraggiare la rinascita.
Qui, in questo luogo sacro ed emblematico, così caro alla storia e alla spiritualità degli aquilani, al cospetto del messaggio eterno che ci viene dal mistero insondabile della Resurrezione, dobbiamo stringerci alla bellezza del nostro passato per ritrovare e condividere nuovi stimoli e nuovi valori, perché solo riscoprendo legami solidali e rinsaldando le nostre migliori energie affronteremo il futuro con fiducia e speranza.
A Monsignor Petrocchi e alla Chiesa aquilana tutta rivolgo dunque il più sincero ringraziamento per essere stata viva e presente alla guida di una comunità così duramente colpita, rinnovando l’impegno a collaborare ancora e sempre per i nostri obiettivi comuni, nella condivisione di un profondo amore per la Città.
Grazie a Sua Santità Papa Francesco per il regalo prezioso che ha voluto riservarci, con l’investitura a Cardinale del nostro Arcivescovo Giuseppe, a nome mio personale e di tutta la Municipalità che, oggi, in questa Basilica, idealmente si inginocchia davanti al suo Pastore in segno di rispetto e riconoscenza.
Per significare questi sentimenti ci consenta di consegnarLe, quale testimonianza di umile gratitudine e profondo affetto, un omaggio dall’alto valore simbolico.
Questo Crocifisso, simbolo Cristiano per eccellenza, fu realizzato dall’artista orafa Laura Caliendo quale dono al Cardinale delegato dalla Santa Sede, nel 2016, per la Cerimonia Solenne dell’Apertura della Porta Santa. Quell’anno, tuttavia, le celebrazioni della Perdonanza Celestiniana subirono radicali modifiche e si svolsero in forma estremamente ridotta, a causa dei drammatici eventi sismici che interessarono la città di Amatrice, insieme con molti altri Comuni dell’Italia Centrale, quale segno di lutto e vicinanza alle comunità sorelle, colpite da una catastrofe analoga a quella aquilana.
Il Comune di Montalto di Castro, grazie anche all’interessamento dell’associazione L’Aquila siamo noi, decise di acquistare il gioiello per sostenere gli allievi del Conservatorio “Alfredo Casella” di cui era studente un giovane del comune laziale. Lo stesso Comune di Montalto, di cui oggi è presente una delegazione, successivamente, ne fece nuovamente omaggio alla Città dell’Aquila, quale ricordo di quei drammatici accadimenti e, al contempo, simbolo di unione, di carità e di fede.
Le consegniamo dunque con commossa umiltà questo dono, dal significato profondo e particolare, affidandoLe, con esso, le nostre preghiere e la nostra speranza, e formulandoLe un augurio sincero per il santo cammino che andrà a intraprendere.

Il Pierluigi Biondi, Sindaco della Città dell’Aquila - 1° Luglio 2018

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L’AQUILA - Saluto, con viva cordialità, le Autorità civili e militari; ringrazio i Confratelli Vescovi che partecipano a questa celebrazione; benedico, con sentita gratitudine, i Sacerdoti, i Diaconi, i Religiosi e le Religiose che animano questa assemblea; e abbraccio tutti voi, carissimi Fedeli, con affetto paterno.

Così, Papa Francesco, tratteggia la fisionomia spirituale e ministeriale dei Cardinali: «il Cardinalato non significa una promozione, né un onore, né una decorazione; semplicemente è un servizio che esige di ampliare lo sguardo e allargare il cuore. E, benché sembri un paradosso, questo poter guardare più lontano e amare più universalmente con maggiore intensità si può acquistare solamente seguendo la stessa via del Signore: la via dell’abbassamento e dell’umiltà, prendendo forma di servitore (cfr Fil 2,5-8)»

In questo orizzonte evangelico, condivido pienamente l’immagine - riportata in un testo di spiritualità - che raffigura la Chiesa come una “piramide rovesciata”. Si tratta, cioè, di una struttura “capovolta” rispetto alla usuale prospettiva “mondana”, contrassegnata, spesso, da una sovrapposizione di strati sociali, diversificati dal grado di potere, prestigio e ricchezza che detengono. Come è noto, la piramide si assottiglia mano a mano che si sale verso l’apice, determinando così una organizzazione elitaria. Chi sta più “su” di livello, domina sulle classi inferiori e cerca di renderle funzionali ai propri interessi.

Nella Chiesa, invece, deve avvenire il contrario: chi più si avvicina al “vertice”, che è orientato verso il basso, tanto più cala di livello: si vive il paradosso che vede, in senso cristiano, il ribaltamento nel contrario (la “dialettica evangelica degli opposti”), per cui salire equivale a discendere, governare vuol dire servire, l’arricchirsi coincide con il diventare povero, e l’essere “primi” comporta il farsi “ultimi” (cfr. Mc 9, 35-45). Inoltre, sulla punta della piramide rovesciata, si scarica il peso dell’intera struttura, mentre, nell’altro assetto, quello mondano, il peso delle classi superiori grava sulla base.

Questo dinamismo di progressivo “abbassamento”, per amare tutti e di più, nella Chiesa non è accessorio ma costitutivo, perché riflette l’itinerario percorso dal Signore, Verbo-fatto-carne, il Quale, come si legge nella Lettera ai Filippesi: «non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo e diventando simile agli uomini».

E tale approdo antropologico non rappresenta la fase conclusiva del Suo movimento di “kenosi” (=annientamento), perché «umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce» (Fil. 2, 6-8).

Il Vangelo, su questo tema, è perentorio: non lascia porte di fuga interpretativa, né consente forme artificiali di autogiustificazione. Chi vuole seguire Gesù deve imitarLo, nel gesto di chinarsi per lavare i piedi al suo prossimo. Egli stesso, infatti, ci ha esortato: «vi ho dato l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi» (Gv 13, 5). Chi riveste un’autorità, nella comunità cristiana, ha l’obbligo di servire di più; la dedizione, fino al dono della vita, deve essere direttamente proporzionale all’incarico di governo ricevuto. «A chiunque fu dato molto, molto sarà richiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più» (Lc 12, 48), afferma il Vangelo di Luca.

Ecco perché il Papa, rivolgendosi ai Cardinali, ha parlato di “primato diaconale” (diakonos, in greco, = servo) «rimandando subito all’immaginediletta di San Gregorio Magno del Servus servorum Dei» . Ed ha recentemente aggiunto: «nessuno di noi deve sentirsi “superiore” ad alcuno. Nessuno di noi deve guardare gli altri dall’alto in basso. Possiamo guardare così una persona solo quando la aiutiamo ad alzarsi» .

Entrare a far parte del Collegio cardinalizio significa partecipare, più da vicino, al ministero svolto dal successore di Pietro a servizio della Chiesa universale, come di tutte le Chiese particolari: «si tratta di una grave responsabilità, ma anche di un dono speciale, che con il passare del tempo va sviluppando un legame affettivo con il Papa, di interiore confidenza, un naturale idem sentire, che è ben espresso proprio dalla parola “fedeltà”» .

Questo esige di essere pienamente sintonizzati e sincronizzati sul pensiero e sulla volontà del Papa, in modo da essere “ponti” affidabili che favoriscono il “transito comunionale” nelle due direzioni di marcia: dal Papa verso le periferie e dalle periferie verso il Papa. È tale spirito di sinodalità che consente di «cogliere le istanze, le domande, le richieste, le grida, le gioie e le lacrime delle Chiese e del mondo in modo da trasmetterle al Vescovo di Roma al fine di permettergli di svolgere più efficacemente il suo compito e la sua missione di “principio e fondamento perpetuo e visibile dell’unità di fede e di comunione”» .

Scrutando da questo osservatorio, mi sembra che la vocazione primaria del Collegio cardinalizio sia quella di costituire un “presidio di unità” attorno al Papa, garantendo al Successore di Pietro, la piena comunione: in tutto, nonostante tutto, sopra tutto.

Infatti, la Chiesa, nella sua identità e mission e, è “koinonìa” (=comunione): essendo popolo radunato nell’unità del Padre, per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo (cfr. LG, n.4). La Chiesa, proprio perché è partecipazione, per grazia, alla Famiglia trinitaria, vive “di” comunione e “per” la comunione; è costituita e inviata come «sacramento universale di salvezza» (LG, n. 48). Essa opera, già sulla terra, secondo le regole che vigono in Cielo: anche se in forma non compiuta e ancora imperfetta. Per questo è stata giustamente definita «mistero di comunione trinitaria, in tensione missionaria (PdV, n. 12).

Se le viene sottratto l’ossigeno spirituale della comunione, rischia di morire di asfissia: di conseguenza, dove si registra una carenza nella carità reciproca, lì la comunità soffre di “asma” pastorale e non riesce a svolgere con efficacia il compito che le è assegnato.

Va detto con chiarezza che nella Chiesa non manca la comunione perché ci sono i problemi, ma ci sono i problemi perché manca la comunione.

Le difficoltà, infatti, diventano patologiche quando si infettano con i virus degli egoismi, provocando divisioni e polemiche. Dove, invece, le difficoltà vengono vissute nella carità fraterna, esse si trasformano in sfide da soffrire bene e da superare insieme: così si cambiano in risorse che producono maturità evangelica e moltiplicano la spinta missionaria. La storia dimostra che la persecuzione, condotta da “fuori”, non indebolisce la Chiesa, anzi la rafforza. Mentre l’attentato alla sua unità, sferrato dall’interno, può rivelarsi micidiale.

La comunione è fondata su tre doni di Dio, che continuamente pulsano nel cuore della Chiesa: la Parola, la Pasqua, la Pentecoste.

Sulla Parola accolta, vissuta e donata si costruisce il “Noi-Chiesa”. Infatti, è la Parola condivisa il “filo divino” che consente di tessere la fraternità cristiana. E è la comunione – effettiva e affettiva - il “tessuto” evangelico con il quale gli uomini di Chiesa debbono rivestire il loro modo di pensare, di sentire e di agire. La Chiesa, inoltre, proprio perché costitutivamente chiamata a vivere e comunicare la Buona Novella, «non solo fa, ma è l’evangelizzazione: se per assurdo la Chiesa smettesse di evangelizzare (…), cesserebbe all’istante di essere Chiesa». Ma - come hanno scritto i Vescovi italiani - va pure rimarcato che «solo una Chiesa comunione può essere soggetto credibile della evangelizzazione».

La Pasqua è l’ evento centrale nella storia della salvezza: è accaduto, “una volta per sempre” (cfr. Eb. 10,12), sul Golgota, ma si riattua nella Chiesa, in ogni spazio e in tutti i tempi. In particolare, la Pasqua, rinnovata nella eucaristia, costituisce la fonte e il culmine della vita e della missione della Comunità credente. È la partecipazione alla Pasqua che dona la forza per vivere la carità che «tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta» (1Cor 13, 7). A questo tema papa Francesco si aggancia quando afferma: «proprio in questo supplemento di oblatività gratuita consiste la santità di un cardinale. Pertanto, amiamo coloro che ci sono ostili; benediciamo chi sparla di noi; salutiamo con un sorriso chi forse non lo merita; non aspiriamo a farci valere, ma opponiamo la mitezza alla prepotenza; dimentichiamo le umiliazioni subite. Lasciamoci sempre guidare dallo Spirito di Cristo, che ha sacrificato sé stesso sulla croce, perché possiamo essere “canali” in cui scorre la sua carità».

A Pentecoste, «lo Spirito fa uscire gli Apostoli da se stessi e li trasforma in annunciatori delle grandezze di Dio, che ciascuno incomincia a comprendere nella propria lingua. Lo Spirito Santo, inoltre, infonde la forza per annunciare la novità del Vangelo con audacia (parresia), a voce alta e in ogni tempo e luogo, anche controcorrente» (EG, n. 259).

Lo Spirito Santo – Sorgente infinita di Verità e di Amore – è come l’Anima nella Chiesa: è il Principio generativo dell’essere e dell’agire della Comunità cristiana. Egli imprime il segno dell’unità, dove è accolto con disponibilità incondizionata e prontezza all’obbedienza. È Lui che rende un “cuor solo” i discepoli del Signore (cfr. At 5,32 ), come pure li fa capaci di essere lievito di coesione e di giustizia nel mondo.

In tale ottica, i Cardinali dovrebbero essere instancabili costruttori di pace, promuovendo il dialogo ecumenico ed interreligioso, come pure sostenendo il confronto leale con gli “uomini di buona volontà”, anche se di altre convinzioni ideali. Sanno, infatti, che «l’unica alternativa alla civiltà dell’incontro è l’inciviltà dello scontro».

Mi sembra che le letture bibliche, annunciate in questa liturgia, possano essere raccolte nei tre titoli delle virtù teologali: fede, carità e speranza.

Il Vangelo di Marco (Mc 5, 21-43) è centrato sull’invito ad essere credenti: infatti, ci assicura che il Signore può guarirci dalle nostre patologie esistenziali (cfr. l’emorroissa), come pure può tirarci fuori dalle situazioni che ci uccidono (cfr. la figlia di Giairo), se Lo lasciamo operare offrendoGli la nostra fede.

Stasera chiedo, con voi, la grazia di “credere” ed amare con lo stile di Maria, sapendo che Dio fa sempre “grandi cose” in coloro che diventano un’eco del suo “sì”.

Il brano della seconda lettera ai Corinti ci esorta a testimoniare la carità che sa condividere i beni spirituali, ma anche quelli materiali: «13Non si trattainfatti di mettere in difficoltà voi per sollevare gli altri, ma che vi siauguaglianza. – affermava l’apostolo Paolo - 14Per il momento la vostraabbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanzasupplisca alla vostra indigenza» (2 Cor 8,7.9.13-15).

Tale generosità fraterna va esercitata verso tutti, ma in particolare nei confronti delle povertà, nuove ed antiche: penso in particolare agli emigranti.

L’atteggiamento “samaritano” dell’amore è un aspetto che caratterizza la Chiesa in uscita, protesa verso le periferie esistenziali. La scelta preferenziale degli ultimi è chiesta a tutti i cristiani, ma in primo luogo, a coloro che collaborano più direttamente con il Successore di Pietro. Così Papa Francesco si rivolgeva ai nuovi Cardinali: «questa è la logica di Gesù, questa è la strada della Chiesa: non solo accogliere e integrare, con coraggio evangelico, quelli che bussano alla nostra porta, ma uscire, andare a cercare, senza pregiudizi e senza paura, i lontani manifestando loro gratuitamente ciò che noi abbiamo gratuitamente ricevuto. “Chi dice di rimanere in [Cristo], deve anch’egli comportarsi come lui si è comportato” (1 Gv 2,6). La totale disponibilità nel servire gli altri è il nostro segno distintivo, è l’unico nostro titolo di onore! (…). In realtà, cari fratelli, sul vangelo degli emarginati, si gioca e si scopre e si rivela la nostra credibilità».

Infine, la pagina presa dal profeta Sofonia, apre orizzonti di gioiosa speranza. Poiché la Scrittura non solo parla “a” noi, ma anche parla “di” noi, vorrei attualizzare questo messaggio biblico di consolazione e di fiduciosa attesa applicandolo alla nostra Comunità ecclesiale e sociale. Permettetemi, dunque, di tradurlo così: «Rallégrati, L’Aquila, grida di gioia, esulta e acclama con tutto il cuore! Non temere, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia» (Sof 3, 14-17).

Che bello sentirsi dire: “gioirà per te”. Dunque, ci è data la grazia non solo di ricevere gioia “da” Dio, ma anche di diventare la gioia “di” Dio! Mettendomi su questa lunghezza d’onda spirituale, auguro, alla indomita popolazione aquilana, che, dopo il lungo inverno del terremoto, veda avanzare rapidamente la promettente primavera di una ricostruzione integrale, cioè di una ricostruzione a “misura della Città”, il che vuol dire, a misura di “tutto” l’uomo e di “ogni” uomo. San Celestino V, da sette secoli nostro amatissimo Concittadino, ci aiuti a percorrere le vie di un’autentica “risurrezione” aquilana, che è inesauribile creatività: cristiana e sociale.

A Maria Madre della Parola-fatta-carne; Donna della Pasqua; prima Testimone della Pentecoste consegno questa nuova missione che mi è stata affidata. Ci insegni lei, sempre di più, l’arte di “essere” e di “fare” comunione, per portare a tutti e in tutto il Signore Gesù: Verità, Vita e Via; l'Alfa e l'Omega; Colui che era, che è e che viene; l’Onnipotente! (cfr. Ap 1, 8) Amen!

 

+ Giuseppe Card. Petrocchi, Arcivescovo Metropolita di L’Aquila

 

Pubblicato in Eventi

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