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Giovedì, 01 Agosto 2019 11:31

Catturati i banditi della rapina all'ufficio postale di Centi Colella

L'AQUILA - Nella tarda serata di ieri i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di L’Aquila, unitamente ai colleghi della Compagnia di Pescara, hanno arrestato 2 persone, residenti nel pescarese, ritenute responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, dei reati di furto in concorso di denaro contante da casseforti di Atm e di colonnine self-service, aggravati dall’utilizzo del mezzo fraudolento e dal danno patrimoniale di rilevante gravità. Altri due complici sono stati invece denunciati a piede libero. Le indagini condotte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di L’Aquila sotto la direzione del Pubblico Ministero Roberta d’Avolio della Procura aquilana, si sono protratte dall’ottobre al dicembre del 2018 e hanno consentito di disarticolare un pericoloso sodalizio criminale composto da 4 persone e dedito a tale tipologia di reati. Due i “capi d’imputazione” contestati, uno relativo al furto di 96.500 euro rubati il 14 agosto dell'anno scorso dalla cassaforte dell’Atm dell’Ufficio Postale AQ 1 di L’Aquila, in località Centi Colella, e l’altro relativo al furto di 27.425 euro asportati dalla colonnina self-service del distributore Eni sulla SS17 a Sassa.

La complessa ed articolata attività d’indagine (consistita nell’acquisizione di immagini di telecamere di video sorveglianza, in numerosi servizi di osservazione e pedinamento, nell’acquisizione dei dati dalla memoria dei cellulari degli indagati, nonché in una laboriosa attività tecnica) trae origine dagli accertamenti avviati dal personale del Nucleo Operativo dei Carabinieri di L’Aquila a seguito del furto commesso il 14 agosto 2018, alle ore 10.51, ai danni dell’Atm dell’ufficio Postale di L’Aquila Centi Colella, dove i militari rinvenivano la porta di accesso dello sportello automatico aperta con una chiave inserita e constatavano che gli autori del furto, per agire indisturbati sulla parte posteriore dello sportello bancomat, avevano apposto sul monitor presente sulla parte anteriore un cartello con la scritta “fuori servizio”. Le singolari modalità del furto, avuto riguardo soprattutto all’assenza di segni di effrazione e alla presenza di chiavi inserite, inducevano a ritenere che vi potesse essere il coinvolgimento di qualcuno a conoscenza dei codici e delle modalità di apertura dello sportello, quest’ultime del tutto particolari trattandosi di cassetti con dispositivo antifurto di macchiatura delle banconote, che si attiva automaticamente, qualora non vengano seguite con precisione le procedure previste, danneggiando irrimediabilmente il contante.

La successiva acquisizione delle immagini dalle telecamere di videosorveglianza ed il monitoraggio delle utenze telefoniche attive nella zona, permetteva ai militari di identificare numeri d’interesse e di mettersi sulle tracce di 4 soggetti tutti di origine pescarese, dimoranti in quell’area. Le successive attività d’indagine a loro carico permettevano di appurare che uno dei due arrestati, M.S. classe ‘62, guardia particolare giurata, approfittando della propria qualifica, forniva ai sodali - a vario titolo responsabili dell’esecuzione materiale dei due furti -, le combinazioni delle casseforti, il necessario per la duplicazione delle chiavi di apertura e le modalità per ovviare ai sistemi di allarme posti a protezione delle strutture da depredare.

Nel suo telefono cellulare sono state rinvenute le foto delle chiavi sia dell’Atm di Centi Colella sia della colonnina self-service di Sassa, che, unitamente ai codici di apertura e di disinserimento allarmi, faceva giungere all’altro arrestato E.I. classe ’61, ai fini della duplicazione delle chiavi e della esecuzione dei furti. Entrambi gli arrestati, sempre con le stesse modalità e gli stessi ruoli, sono risultati essere responsabili anche del furto alla colonnina self-service dell’Eni di Sassa. Sugli altri due indagati, invece, le cui posizioni sono più marginali, sono stati raccolti elementi di reità solo in relazione al furto dell’Atm.

Dall’attività d’indagine, risultata particolarmente difficile per la scaltrezza degli indagati, che comunicavano solo ed esclusivamente di persona, emergeva come il sodalizio fosse attivo su più fronti con un’elevata probabilità di reiterare le azioni criminose verso gli stessi o altri obiettivi; da qui la necessità di porre un freno immediato alle loro attività.

I due arrestati, rintracciati nella tarda serata di ieri nei pressi delle rispettive abitazioni, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Pescara.

L’odierna attività d’indagine testimonia l’attenzione massima riposta dai Carabinieri del Comando Provinciale di L’Aquila alla prevenzione e al contrasto dei reati predatori che destano maggiore allarme sociale.

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