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Articoli filtrati per data: Ottobre 2018 - Radio L'Aquila 1

L'AQUILA - Grande successo all'Istituto tecnico superiore "Efficienza Energetica" (Itsee) dell'Aquila per i due nuovi corsi gratuiti regionali ai quali sono stati ammessi in totale 60 studenti, selezionati tra 75 candidati.

I corsi, che inizieranno il 30 ottobre prossimo, sono completamente gratuiti e riservati a diplomati e laureati, per i quali sono previste anche borse di studio e il rimborso spese per gli studenti fuori sede, sono riconosciuti dalla Regione Abruzzo e dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

I percorsi formativi riguardano l'area tecnologica dell'efficienza energetica e rilasciano, rispettivamente, le qualifiche di "Tecnico superiore per la gestione e la verifica di impianti energetici" e "Tecnico superiore 4.0 per il risparmio energetico nella smart building".

"Siamo molto soddisfatti, oggi l'Itsee diventa una delle realtà più importanti in Abruzzo, dal punto di vista formativo nel settore dell'efficienza energetica. Abbiamo raggiunto il numero massimo di iscritti per corso, anzi abbiamo dovuto incrementare i posti, proprio per la grande risposta dei giovani", ha dichiarato il direttore dell'Itsee dell'Aquila, Carlo Imperatore.

La durata è di 2.000 ore, di cui 1.200 di attività d'aula o laboratorio e 800 ore di stage presso aziende del settore operanti in Italia e all'estero.

Obiettivo dell'Itsee, infatti, è quello di formare Tecnici Superiori in grado di inserirsi nei settori strategici del sistema economico-produttivo all'interno del Paese ma anche all'estero: secondo dati statistici, 9 giovani su 10 entrano nel mondo del lavoro entro un anno dal termine dell’esperienza.

"I corsi biennali inizialmente avevano una capienza massima di 25 studenti all'anno, ma abbiamo deciso di aumentare il numero proprio per dare la possibilità a più persone possibili di iniziare questo percorso ed entrare nel mondo del lavoro dalla porta principale, grazie alle proprie capacità e alle competenze acquisite con le progettualità formative che offriamo", ha aggiunto Imperatore.

"Abbiamo partnership molto importanti con aziende di livello internazionale, che ci permettono di proiettare i nostri studenti direttamente nel mondo del lavoro", ha concluso il direttore.

Si è detta molto soddisfatta anche Daniela Allevi, coordinatrice didattica dell'Itsee del capoluogo abruzzese: "Il primo bilancio è sicuramente molto positivo, quest'anno per la prima volta, grazie anche alla promozione dell'istruzione terziaria non universitaria, abbiamo avuto 75 richieste di partecipazione alle prove preselettive".

In una città ancora alle prese con la ricostruzione dopo il sisma del 6 aprile 2009, ma anche a livello nazionale, "questo tipo di istruzione permette ai ragazzi di sfruttare un diploma che è ad un passo dalla laurea triennale professionalizzante - ha aggiunto Allevi - Stiamo contribuendo alla formazione di quei tecnici altamente specializzati che in Italia sono richiesti dalle aziende, dando ai nostri studenti alta professionalità e competenze subito spendibili nel mondo del lavoro, anche a livello europeo".

“Al termine degli studi, infatti, i ragazzi avranno un quinto livello riconosciuto a livello internazionale, avranno il loro Europass da poter spendere in tutt'Europa con le stesse caratteristiche che hanno in Italia", ha precisato la coordinatrice.

"Gli studenti, nel corso del biennio, si cimenteranno sia con materie di base, sia specialistiche - ha sottolineato la docente del corso 'Schemi di processo', Barbara Morico - In aula riporto la mia esperienza in campo industriale, poiché faccio parte di una grande impresa che si occupa di sviluppo di impianti anche di dimensione importanti".

Alla fine di ogni corso i partecipanti sostengono degli esami e ogni anno sono previsti degli stage presso delle aziende, che "permettono di mettere a frutto le conoscenze teoriche che hanno acquisito durante il percorso di formazione", ha concluso la docente.

Pubblicato in Economia

L’AQUILA - “Un modo di agire dove a regnare sovrano è stato il pressapochismo. Pareri tutt’altro che irrilevanti che vengono rilasciati dopo un anno rispetto alla richiesta e, incredibile ma purtroppo vero, dopo che i lavori di taglio di decine di pini secolari hanno già preso avvio fra lo sconcerto della comunità peligna e campogiovese in particolare. Che la burocrazia italiana e dunque anche abruzzese avesse raggiunto livelli inestricabili, pure i bimbi della scuola dell’infanzia lo avevano compreso. Ma che la ‘professionalità’ di determinati enti potesse arrecare danni così gravi, in pochi potevano immaginarlo”.

Il consigliere Regionale dell’Abruzzo Leandro Bracco commenta con queste parole quanto accaduto alcuni mesi fa nella splendida pineta di Campo di Giove, nell’Aquilano, quando decine di alberi furono tagliati per mettere in sicurezza la linea ferroviaria Sulmona-Carpinone. Lo stesso Bracco però, dopo avere effettuato uno specifico accesso agli atti ed essere entrato in possesso di determinati documenti, rende di dominio pubblico alcuni fatti che non possono non far sorgere diverse domande.

“Durante l'estate 2018 – afferma l’esponente di Sinistra Italiana – il taglio di decide di alberi nella storica pineta di Campo di Giove all'interno del Parco nazionale della Majella aveva mobilitato moltissimi cittadini. A distanza di qualche mese, dopo lo studio delle carte, si comprendono alcuni aspetti di quella vicenda. Il taglio avrebbe dovuto interessare arbusti posti lungo la linea ferroviaria Sulmona-Carpinone, intervento finalizzato esclusivamente a garantire la regolarità e la sicurezza della circolazione ferroviaria”.

“La L.R. 3/2014 – spiega Bracco – prevede che tali lavori vengano autorizzati dalla Regione previo parere dell'Ente Parco che è tenuto a verificare la Valutazione di incidenza ambientale delle operazioni. Proprio in tal senso la stessa Regione Abruzzo tramite il Dipartimento Politiche dello Sviluppo Rurale e della Pesca, Servizio Territoriale per l'Agricoltura Abruzzo Ovest, con nota del 21 giugno 2017 richiedeva parere all'Ente. Dopo diversi mesi e constatato il silenzio, il 13 febbraio scorso il medesimo Dipartimento rilasciava un provvedimento autorizzativo senza indicare particolari prescrizioni”.

“Un atto – rileva il Consigliere Segretario – che si riteneva necessario allo scopo di garantire la sicurezza della linea ferroviaria. Ciò che lascia esterrefatti è la circostanza secondo la quale il nulla-osta dell'Ente Parco della Majella giungeva molti mesi dopo l'avvenuta autorizzazione regionale, ossia l’8 giugno scorso. Il provvedimento, in particolare, prevedeva esclusivamente ‘l'allontanamento dei soggetti inclinati verso la linea ferroviaria, morti in piedi e deperienti’. Come se ciò non bastasse, poco più di due mesi fa le autorità dell'Ente Parco effettuavano un sopralluogo e constatavano come ‘le operazioni di taglio, almeno delle piante della pineta di pino nero localizzate nel centro abitato di Campo di Giove, hanno assunto caratteri che, per intensità e modalità di effettuazione delle stesse sul terreno (taglio a raso), appaiano tali da poter innescare condizioni di instabilità a carico delle piante risparmiate dal taglio (...) oltre agli eventuali problemi a carico dell'ambiente naturale circostante’”.

“Le attività condotte mostravano evidenti criticità – sottolinea Bracco – tanto che il 3 settembre scorso l'Ente decideva, con un successivo provvedimento, di intervenire in misura correttiva. Disponeva infatti ulteriori prescrizioni, in particolare stabilendo che ‘le aree e le piante da assoggettare al taglio vengono preventivamente segnate con vernice rossa indelebile (…) che la scelta delle piante venga effettuata con il supporto di un tecnico abilitato’. Inoltre si dichiarava in attesa ‘della comunicazione di conclusione delle operazioni di segnatura con allegati i siti di taglio e il numero di piante da abbattere per ciascun sito’. Peccato però che tutto questo accadeva dopo che i lavori avevano preso avvio ed erano proseguiti”.

“Appare dunque palese come sulla pineta di Campo di Giove ci siano state troppe disattenzioni (per usare un eufemismo). Il capitale naturale deve essere tutelato con estremo rigore. Rigore che in questa vicenda è stato – conclude Leandro Bracco – un assente illustre”. 

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Venerdì, 26 Ottobre 2018 16:42

A24-A25, maxivertice sulla sicurezza

L'AQUILA - Stamani in Prefettura a L’Aquila si è svolto l’incontro convocato dai quattro prefetti abruzzesi per le prime decisioni e gli interventi concreti per la messa in sicurezza antisismica di A24 e A25. Hanno risposto alla convocazione del prefetto de L’Aquila Giuseppe Linardi i rappresentanti degli enti coinvolti a vario titolo sul tema della sicurezza delle autostrade, tra cui il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti,  l’Anas, i vigili del fuoco e la polizia e la protezione civile regionale.

Al centro dell’incontro, sul piano tecnico, la relazione dell’ ufficio ispettivo territoriale di Roma del Mit. Si tratta del documento nel quale l’organo tecnico ministeriale accusa Strada dei Parchi di aver effettuato le verifiche con sistemi vetusti. Accuse rigettate dalla concessionaria, la quale anche stamani ha contrapposto una propria relazione che attesta la sicurezza delle infrastrutture in condizioni ordinarie di esercizio.

Al termine dell’incontro si è registrata una schiarita tra le parti tecniche che hanno concordato di procedere insieme all’adozione delle misure necessarie

Intanto già in queste ore la concessionaria sta provvedendo all’apposizione della segnaletica per i primi provvedimenti di limitazione al traffico pesante, come richiesto dal Ministero.

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Venerdì, 26 Ottobre 2018 16:38

Gestore A24-A25: "Sicure anche per Mit"

L'AQUILA - "Finalmente è stata fatta chiarezza ed è emersa la verità, cioè che le A24 e A25 sono sicure per ammissione della stesso dirigente del ministero Migliorino, il quale ha dichiarato che, con l'estensione delle limitazioni di traffico agli 87 viadotti ispezionati dal ministero, sono più sicure". Così Cesare Ramadori e Mauro Fabris, rispettivamente Ad e vice presidente del Cda di Strada dei Parchi Spa, concessionaria di A24 e A25, al termine del lungo summit sulla sicurezza svoltosi all'Aquila. "Speriamo che finalmente possa rientrare l'allarmismo immotivato e dannoso diffuso in queste settimane" concludono. Il vertice è stato convocato dal prefetto dell'Aquila Linardi per analizzare "le problematiche relative alla sicurezza dei viadotti" delle autostrade e ha coinvolto i prefetti delle province abruzzesi e di Rieti, il capo di gabinetto della Prefettura di Roma, Vigili del fuoco, Viabilità Italia, Protezione civile, Regioni Abruzzo e Lazio, le Province abruzzesi, il ministero, Anas e Autostrade per l'Italia.

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L'AQUILA - Visita nel cantiere della ristrutturazione del teatro comunale dell’Aquila, nell’ambito del programma di “Officina L’Aquila”. I lavori finiranno ad aprile 2019, a 10 anni dal terremoto.

Cantieri aperti nell’ambito di “Officina L’Aquila - incontri internazionali di restauro e rigenerazione urbana” per svelare i volti nascosti della ricostruzione. Come quella del teatro comunale dell’Aquila, dove i lavori sono in dirittura d’arrivo. Un cantiere che sconta i ritardi dovuti non ai finanziamenti e nemmeno alla burocrazia, ma ai tanti ricorsi e alle battaglie legali che hanno coinvolto nel tempo le imprese che hanno risposto alle gare d’appalto. Ma ormai è acqua passata. Tra sei mesi il teatro potrebbe tornare finalmente a nuova vita, proprio a ridosso del decennale del sisma che lo ha distrutto.

A visitare i cantieri dell’Aquila anche la Commissione europea con una delegazioni di ingegneri del settore Costruzioni.

Oggi seconda giornata di lavori per “Officina L’Aquila - incontri internazionali di restauro e rigenerazione urbana”.

Centinaia di visitatori per “Cantieri aperti” e uno sguardo oltre l’Abruzzo: questo il fulcro dell’edizione autunnale di “Officina”, i cui lavori sono partiti ieri e proseguiranno oggi. Nel nono anno in cui “Officina L’Aquila” racconta il post-sisma 2009 lo sguardo si allarga al cratere del Centro Italia e all’Europa. Nella prima parte della sessione pomeridiana intitolata “Officina L’Aquila incontra la Commissione europea”, sono state affrontate le migliori pratiche di restauro e ricostruzione realizzate all’Aquila e il riciclo delle macerie, che fanno dell’Aquila una best practice apprezzata in Italia e in Europa. La Commissione europea, in missione ufficiale con l’ufficio Settore costruzioni (DG GROW, Unit C1, Construction Sector) ha scelto proprio “Officina L’Aquila” quale interlocutore privilegiato per confrontarsi con le realtà territoriali. La Commissione ha interloquito con le istituzioni che governano i processi di ricostruzione dell’Aquila e del Centro Italia (Ufficio speciale per la ricostruzione e Università dell’Aquila) e ha presentato un protocollo innovativo europeo per la gestione delle macerie (“Levels”).

Dopo i saluti delle istituzioni, sono intervenuti Fulvia Raffaelli, Commissione europea DG GROW head of unit C1, Construction sector; Antonio Paparella, Commissione europea DG GROW senior expert: coordination and implementation of the Construction 2020 strategy. Raffaelli ha spiegato: anche la gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione è parte della ‘bioeconomy’. L’Unione europea ha elaborato delle linee guida e dei protocolli di gestione in materia di gestione dei rifiuti, come la ‘piattaforma degli attori europei dell’economia circolare’. La cosiddetta ‘bioeconomy’ tende a fornire un equilibrio a lungo termine di miglioramenti sociali ambientali ed economici, offrendo occupazione e crescita a partire dal riuso delle risorse.

Paparella ha invece sottolineato che "dietro la raccolta e il riciclo dei rifiuti da terremoto c’è un Protocollo definito per la valorizzazione delle macerie e degli scarti da demolizione”, ribadendo l’importanza del pubblico in questo settore, soprattutto nel prevedere da un lato un quadro normativo idoneo e poi gestire l’attuazione delle norme e, dall’altro, di stabilire una serie d’incentivi che spingano negli appalti pubblici all’uso dei materiali riciclati.

Il docente del Dipartimento “DIIIE” dell’università dell’Aquila Gabriele Di Giacomo ha detto che all’Aquila, in seguito alla catastrofe del terremoto del 2009, si è creata una discarica incontrollata di detriti e rifiuti su cui si è dovuto, poi, intervenire: mobili, televisori, frigoriferi che erano nelle abitazioni inagibili. La Protezione civile ha stimato ha stimato che con il sisma aquilano si siano generate 25,5 tonnellate di rifiuti per abitante, circa 3 milioni di tonnellate in totale. Questo evento catastrofico ha provocato una quantità di rifiuti pari a quanto sarebbe stato accumulato in 50 anni dentro una discarica che raccoglie rifiuti solidi”. Di Giacomo ha poi posto un quesito nell’ottica della programmazione degli effetti di una catastrofe naturale come il terremoto: “È immaginabile pianificare la gestione dei rifiuti prima che avvenga un evento catastrofico? Nei nostri territori avviene un evento ogni cento anni: dunque, secondo me è possibile”.

Tra gli interventi europei, anche quello di Andrea Valentini, architetto del Green building council Italia, che ha parlato di “Level(s)” e dei protocolli di gestione dei rifiuti, e Domenico Tinto, che ha descritto il quadro di riferimento europeo per gli edifici sostenibili. Uno sguardo, quello di “Officina L’Aquila”, che si allarga anche alla ricostruzione del Centro Italia, con la partecipazione dell’Ufficio speciale per la ricostruzione delle Marche, presente per vedere con i proprio occhi cosa sta accadendo all’Aquila e per raccontare ciò che si fa nella regione. Massimo Sbriscia dirigente macerie per le Marche ha spiegato che “recuperiamo e tracciamo ogni bene, anche l’album delle fotografie, così che solo 1% va in discarica. La difficoltà sta nella grande quantità di materiali, per ora 1 miliardo di tonnellate solo per la ricostruzione pubblica”.

Il dirigente dell’Usra Giovanni Lucarelli ha ricordato l’importanza, nell’ambito della politica per lo smaltimento dei rifiuti, del decreto Ronchi del ’98 e ha spiegato che “nel 2017 l’Ufficio speciale per la ricostruzione ha avviato processo di adesione al meccanismo del Sistri, avviato dal ministero dell’Ambiente, spostandosi su una frontiera tecnologia più avanzata: l’attività dell’Usra come regolatore ha ricadute sulla ‘smartness’ della città, nel senso di città che si dota di organizzazioni e istituzioni che sanno attuare misure che servano ad ammodernare alcuni processi, come quelli nel tracciamento dei rifiuti attraverso il Sistri e anche nel campo della georeferenziazione delle attività”.

Il coordinatore dell’Area tecnica dell’Usra, Sulpizi, ha spiegato che il sistema della gestione delle macerie, gestito dall’Usra, “è un sistema di monitoraggio delle macerie derivanti dall’evento sismico. Sin da subito si pensò a un sistema che si aggiornasse in tempo reale grazie al coinvolgimento delle imprese coinvolte che devono inserire i dati in tempo reale. Un sistema che consente di analizzare e monitorare i materiali anche oggi che siamo usciti dall’emergenza” agganciando all’iter della ricostruzione. Un sistema trasparente: basta collegarsi al sito dell’Usra. I dati, ha spiegato Sulpizi, vengono memorizzati in base ai cantieri di provenienza e viene identificato anche il sito di conferimento: è possibile così visionare tutta la filiera economica e tecnica riguardante le macerie. Verrà descritto, come eccellenza della ricostruzione, il caso del recupero del palazzo dell’Emiciclo con l’intervento delle imprese coinvolte nel recupero, dei tecnici e delle istituzioni.

La giornata di oggi è stata anche l’occasione per presentare il volume “Palazzo dell’Emiciclo e palazzina Ex-Gil maschile. Rigenerazione e adeguamento sismico a L’Aquila”, edito da Carsa, con la partecipazione di Walter Rosa, Enrico Ricci, Rolando Mancinelli, Lucio Zazzara, Giacomo Di Marco, Riccardo Vetturini. “Una proiezione al futuro quella dell’edizione di ottobre di Officina” ha commentato il coordinatore generale della rassegna, Roberto Di Vincenzo, “che si allarga al nuovo cratere sismico. All’Aquila si concentrano tutte le tecnologie innovative di ricostruzione, un concentrato di conoscenze che necessita di consolidarsi e diventare patrimonio comune e universale. Il decennale deve diventare un momento di consolidamento di tutte queste conoscenze”.

Grande affluenza anche per “Cantieri aperti”, con la partecipazione di 400 persone 85 del master di Ingegneria e restauro dell’Università La Sapienza di Roma, provenienti da tutto il mondo.

Oggi è la giornata che Di Vincenzo ha definito “dell’orgoglio aquilano”: quella dedicata alle associazioni, allo sport, alla cultura, al mondo scientifico.

Alle 10,30 partenza per l’educational tour alla scoperta del centro storico ricostruito, al quale parteciperanno 20 i giornalisti della stampa internazionale (Spagna, Usa, Francia, Serbia, Venezuela, Cile, Australia, Gran Bretagna, Russia, Italia) e gli esperti della Commissione europea Fulvia Raffaelli, Antonio Paparella e Domenico Tinto,oltre che la stampa locale da sempre attenta alle vicende della ricostruzione. La visita nei cantieri è resa possibile in sicurezza grazie ai tecnici Ente scuola edile e Cpt della provincia dell’Aquila che accompagnano gli ospiti.

Nella sessione pomeridiana, dalle 14:30 alle 18:30, verrà affrontato il tema “Il racconto della ricostruzione”, con una panoramica sul ruolo e sul contributo dato alla rinascita dell’Aquila dall’Università, dalle Istituzioni scolastiche e dalle associazioni culturali e sportive nel processo di ricostruzione della comunità aquilana. Dopo i saluti istituzionali, al via con le tavole rotonde, la prima dal titolo “La città della conoscenza”.

Se L’Aquila guarda al futuro con rinnovata speranza un grande merito va al mondo dell’istruzione e della ricerca che hanno contribuito, in modo determinante, alla rigenerazione della città. Interverranno Roberto Aloisio, professore associato GSSI; Carlo Cambi, giornalista; Mario Centofanti, professore onorario, università degli studi dell’Aquila; Alba Formicola, Laboratori nazionali del Gran Sasso; Paola Inverardi, rettrice dell’Università degli studi dell’Aquila. Nella sessione “L’universo delle associazioni”, si parlerà della ricostruzione delle relazioni sociali e umane, che ha avuto nel mondo dell’associazionismo un collante fenomenale. L’aspetto più importante è aver saputo aggregare le persone restituendo un senso di appartenenza e comunità a tutto il territorio. Interverranno Igor Antonelli, Live your mountains; Guido Crecchi, Special olympic games; Annalisa De Simone, presidente Teatro stabile d’Abruzzo; Mario Di Gregorio, Gran Fondo città dell’Aquila; Roberto Marotta, presidente Accademia belle arti L’Aquila; Marco Molina, Rugby experience school L’Aquila; Roberto Nardecchia, Nuovo basket L’Aquila; Giandomenico Piermarini, direttore Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila; Veronica Santi, Off Site Art; Federico Vittorini, L’Aquila Film Festival.

I cantieri aperti sono stati, in particolare: chiesa di San Pietro a Coppito (Scimia Arte e Costruzioni srl); chiesa di San Silvestro (Segretariato MiBAC); palazzo Manieri (Vittorini Costruzioni); teatro comunale (Segretariato MiBAC), per quest’ultimo solo tour riservati.

Si ricorda che per i tecnici che partecipano alla rassegna si rilasciano crediti formativi.

Il programma della due giorni di “Officina L’Aquila” è consultabile sul sito: www.officinalaquila.it dove è anche possibile iscriversi per partecipare a “Cantieri aperti” (visite guidate e approfondite nei cantieri del centro storico dell’Aquila per i progettisti e i tecnici, per gli studenti e i semplici cittadini interessati a conoscere da dentro i “segreti” della ricostruzione).

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L'AQUILA - Sabato 27 ottobre, alle ore 18:30, secondo appuntamento della settimana di festeggiamenti del nono compleanno di CaseMatte. In programma l'assemblea "Passato delle lotte, Futuro delle lotte – Diritto alla città, solidarietà, opposizione sociale".


In occasione del nono anniversario dalla nascita di CaseMatte, verso il decimo inverno di un'esperienza unica in città fatta di mutualismo, autogestione e solidarietà, a quasi dieci anni dal sisma del 2009, convochiamo un'assemblea per incontrarci con alcune realtà indipendenti e antifasciste cittadine che, dal basso, operano per combattere le diseguaglianze e lottano per un presente e un futuro migliore all'Aquila, nel Paese e in Europa.

Per una mobilitazione permanente, che parta dalle tante realtà sociali che lavorano per cambiare questa città nel limbo, che – se lasciata in mano alle classi politiche che l'hanno governata in questi anni – può prendere forme sempre più pericolose di gentrifricazione, depressione economica e culturale, e ridicola retorica su un passato aureo inesistente.
 
Un'assemblea per riprendere a lottare, per noi, per vivere dignitosamente e poter essere felici anche nella nostra città e nel nostro territorio, perché ci fanno la guerra ogni giorno e non possiamo continuare a restar fermi e muti, ora che a L'Aquila, in questi "ultimi" anni post sisma, in questi tempi difficili fatti di odio, paura e ritorno del fascismo, si decide il nostro futuro.

Dopo l'incontro seguirà un aperitivo cena di autofinanziamento. Mercoledì 31 ottobre, infine, ci sarà il terzo e ultimo appuntamento di "Buon compleanno CaseMatte" con la "tradizionale" festa di compleanno dello spazio. Alle 18:30 proiezione di "Zombie" di George Romero (a 50 anni dall'uscita del celebre film), e in serata live di I Migliori (punk rock), Disko (elettro/dance/pop) e dj set di Borracha.
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L'AQUILA - "Troviamo le parole di Guido Bertolaso sul memoriale del sisma, pronunciate in occasione della visita ieri all'Aquila nel corso di un evento intitolato proprio "Il rispetto e la memoria" presuntuose, vili e offensive per la città intera. Un incontro a cui era presente anche il Sindaco che non ci risulta si sia dissociato dalle dichiarazioni dell'ex capo della Protezione Civile" lo scrive in una nota il gruppo di opposizione in consiglio comunale Coalizione Sociale.

 
Che la memoria riguardi solo le vittime e le loro famiglie, secondo gli esponenti di minoranza, è quanto di più riduttivo e meschino si possa insinuare per una popolazione che ha sofferto insieme alle famiglie delle vittime la morte e lo spaesamento e che nell'elaborazione di quanto è accaduto può e deve trovare motivo di costruire un futuro migliore per le figlie e i figli di questo territorio.
 
Il memoriale del sisma non è un "monumento" alle vittime, ma un luogo in cui chiunque, aquilano ma anche visitatore, possa esercitare il diritto-dovere alla memoria che ha lo scopo di generare dubbi, interrogativi e riflessioni su cosa è stato il prima, il durante e il dopo il 6 aprile 2009 per far crescere cittadine e cittadini migliori, più consapevoli della fragilità del nostro territorio e della possibilità di conviverci, sottolinea nella nota Coalizione Sociale..
 
Spesso si è detto che dalla nostra tragedia può e deve nascere l'opportunità per il nostro territorio di ricostruire scuole e case migliori, più sicure e confortevoli. Ma, per Coalizione Sociale, non potremo mai pensare che sia un'opportunità se non servirà a fare in modo che simili tragedie non accadano mai più né qui né altrove. Questo è il senso più alto della memoria di tutte le tragedie che possono essere evitate: delle alluvioni, dei terremoti come delle guerre.
 
"Contrapporre, dopo 10 anni, la realizzazione del memoriale alla ricostruzione degli edifici per ridimensionarne la priorità è vigliacco, irrispettoso e culturalmente inaccettabile" sostiene Coalizione Sociale. Vuol dire non aver capito che il memoriale è Casa della città in quanto luogo identitario, è Scuola in quanto occasione di riflessione anche per chi non c'era, è Futuro in quanto monito a fare in modo che non accada mai più, conclude la nota.
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L'AQUILA - "La decisione del Ministero della Salute di respingere la nostra richiesta di mantenere il punto nascita a Sulmona è inconcepibile, e contiene tra l'altro motivazioni assolutamente slegate dalla realtà. Come si fa a sostenere che Sulmona non rientra nelle aree disagiate? Non conoscono il territorio". Così in una nota stampa il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, presidente della Commissione permanente Territorio, Ambiente, Infrastrutture.

"Con un tratto di penna - aggiunge - vengono cancellati anni di battaglie sul territorio. Io stesso non esitai ad alzare barricate, convinto che una battaglia per il punto nascita di Sulmona, una battaglia per i diritti delle aree interne, valesse più della ragione politica e di quella che inizialmente era la posizione della mia maggioranza. Ne pagai anche le conseguenze".

"Ora - termina - mi aspetto che i rappresentanti del territorio, consiglieri regionali e parlamentari, soprattutto dei partiti che governano, Lega e Movimento Cinque Stelle, facciano altrettanto, inducendo i loro riferimenti nazionali a invertire la rotta, e a confermare la nostra scelta. Facciano scelte di campo. Dimostrino attaccamento all'Abruzzo interno. E’ questa l’occasione per dimostrare coerenza e attaccamento alla propria terra come ho fatto io in questi anni andando spesso contro scelte dei governi amici o di appartenenza".

 

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L'AQUILA - di Francesco Baldarelli - A chi giova questa polemica? Accord Phoenix è una delle poche Aziende che nella Regione ha assunto, per il momento, 53 lavoratori e lavoratrici a tempo indeterminato ed in forma diretta; gestisce un investimento interamente eseguito di oltre 47 milioni di euro; opera con una propria tecnologia, di primordine; ha le basi per crescere secondo gli impegni assunti nel contratto di sviluppo sottoscritto con la Regione Abruzzo e la città dell’Aquila.

Capisco le tensioni sociali presenti in una realtà industriale come quella aquilana, fortemente desertificata con colpi dati al mondo del lavoro in maniera significativa (una per tutte la vicenda Intecs).

Accord Phoenix è, per fortuna, un’altra cosa! Nel nostro impianto si pianifica e si gestisce un’economia circolare d’avanguardia. Tutto questo è un’opportunità reale che va sostenuta, rappresentando fisicamente un’idea seria di futuro.

Un’attività attraverso la quale cambia il paradigma produttivo del territorio e alla quale, forse, non tutti sono ancora preparati, soprattutto coloro, per fortuna pochi, che praticano ancora vecchie culture, anacronistiche.

Produrre materie prime seconde da rifiuti elettronici, non è una passeggiata; il mercato nazionale ed internazionale ha le sue regole (vedi dazi Trump contro la Cina) e Accord Phoenix è già calata in uno schema competitivo e ci sta riuscendo con la qualità della tecnologia e con il valore della sua forza lavoro!

A me preme, per ragioni ideali e per mia formazione, avere un sindacato forte e rappresentativo. Non ho mai cercato né mai pensato di voler scavalcare le rappresentanze locali né quelle aziendali!

Il modello industriale di Accord Phoenix e la partnership internazionale possono essere anche scomodi a tanti operatori che mantengono nel settore dei rifiuti vecchie tipologie di lavoro o a coloro che pensano che al nostro progetto industriale si possano sostituire profitti immobiliari o vecchie culture assistenzialiste, passando magari per la messa in discussione dell’azienda al fine di gestire rendite di potere e di speculazione edilizia.

Troppi attacchi e troppe mistificazioni ha subito questa giovane Azienda! Francamente se si continua così inizio a perdere il senso dei motivi.

Forse perché ci stiamo muovendo nella logica dell’economia del futuro?

Da parte mia non c’è nessuna presunzione ma al contrario impegno e fatica per realizzare in questo territorio un polo di economia circolare che tragga spunto da questo primo nucleo produttivo che cresce sulle proprie gambe, garantendo lavoro e sviluppo duraturo.

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Venerdì, 26 Ottobre 2018 16:22

Di Nicola su incontro fusione Ama-Tua

L'AQUILA - Nella giornata di ieri, presso Palazzo Silone, a L’Aquila, si è tenuto l’incontro con l’amministrazione comunale dell’Aquila, i vertici delle aziende di trasporto Tua spa e Ama spa ed i rappresentanti delle sigle sindacali di categoria per analizzare i dati contenuti nella perizia asseverata di valutazione della società Ama in relazione al progetto di fusione con Tua.

"Il dibattito che ne è seguito - riferisce il consigliere regionale Maurizio Di Nicola - ha fatto emergere, in maniera abbastanza chiara, il come un’azienda di trasporto pubblico regionale, concentrata nel garantire i servizi in modo organico ed unitario, sia da preferirsi in una visione di prospettiva della programmazione trasportistica anche all’interno dei confini dei singoli comuni. In questa direzione nelle scorse settimane sono stato sollecitato dall’amministrazione comunale di Sulmona, che mi ha interessato delle questioni relative al sistema di trasporto urbano della città, con il fine di migliorare i servizi di mobilità urbana che attualmente eroga".

"Considerato ciò, al fine di trattare in maniera armonica il tema, nei prossimi venti giorni - annuncia infine Di Nicola - avvierò dei contatti anche con l’amministrazione comunale di Avezzano per fotografare la situazione complessiva dei trasporti urbani nelle città della provincia dell’Aquila, al fine di allargare il tavolo del confronto sin dalla prossima riunione, prevista per la fine del mese di novembre, nella quale verrà valutata la possibile fusione di Ama spa in Tua spa.

 

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