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Articoli filtrati per data: Dicembre 2017 - Radio L'Aquila 1

L'AQUILA: - Dopo il successo degli anni scorsi torna un tradizionale appuntamento per la città dell'Aquila; Il Concerto di Capodanno con l'Orchestra da Camera Aquilana diretta dal maestro Carmine Gaudieri, sempre all’auditorium del parco del castello per festeggiare con il pubblico aquilano l'arrivo del 2018.

Il concerto promosso dal Comune dell'Aquila, fortemente voluto e finanziato dall'assessorato alla cultura e dall'assessore Sabrina Di Cosimo e realizzato dall'Associazione Musicale Athena, nell'ambito del cartellone natalizio avrà luogo domani, 1° gennaio alle ore 11,30.

L'Orchestra eseguirà oltre a brani conosciuti di Brahms, Tchaikoski, Bizet, soprattutto musiche di J.Strauss (i valzer più celebri e le polke più famose).

Il concerto quest'anno verrà presentato dalla giornalista Alessia Di Giovacchino.

Lo spettacolo verrà replicato sempre domani alle ore 18 a Barisciano presso l'Auditorium Ana.

Ingresso libero.

Pubblicato in Musica e Spettacolo
Domenica, 31 Dicembre 2017 17:15

Giù le mani dal Liceo Classico

L'AQUILA: - La demenziale riforma del Liceo in 4 anni -  voluta dal ministro alla Pubblica (d)istruzione Fedeli - dimostra tutta l'attualità e la valenza dei temi trattati dal pamphlet "Giù le mani dal Liceo Classico" di Miska Ruggeri (Book Time - con prefazione di Massimo Fini).

Il volume è stato recentemente presentato nel Capoluogo abruzzese da "L'Aquila che rinasce" ed "Eolo" - presso il coworking "Strange Office".

Con l'autore ne hanno discusso: Salvatore Santangelo, Andrea Taurino, Riccardo Cicerone, Alessandro Maccarone, Gianlorenzo Aloisio e Alessandro Rico.

Pur nella diversità di vedute, tutti gli interventi hanno sottolineato come all'orizzonte si stia delineando una guerra ideologica fra tecno-scienza - un sistema in cui scienza e tecnologia sono fuse insieme - e umanesimo, uno spazio in cui l'espressione simbolica umana (filosofia, letteratura, arte) ha un ruolo centrale.

E il confronto si giocherà tutto nell'ambito della formazione - scolastica o universitaria che sia. 

Perché imparare il latino, quando è la programmazione il linguaggio dominante del mondo contemporaneo? Perché conoscere la filosofia quando sono gli algoritmi che guidano la società odierna?

La risposta è semplice: perché la programmazione senza latino è routine, gli algoritmi senza filosofia guidano macchine stupide con effetti inattesi e perciò pericolosi.

Lungi dall'essere una difesa d'ufficio della discipline umanistiche, questo tema è ormai diventato centrale nel dibattito culturale.

Alla fine dell'appassionante discussione, alla domanda: servono ancora le conoscenze umanistiche in un'epoca di informatica onnipresente?

La risposta, praticamente unanime è stata che non solo servono, ma sono diventate indispensabili.

Quindi: giù le mani dal Liceo Classico!

La manifestazione è stata sostenuta dalla Fondazione Carispaq e inserita nel calendario di Onda d'innovazione 2017.

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L'AQUILA: - Approvato venerdì scorso il decreto interministeriale che prevede un aumento del 12,89% del pedaggio autostradale per A24 e A25. L’ultimo regalo agli abruzzesi da parte del governo Gentiloni arriva dopo un intricato pasticcio burocratico e giudiziario che ha visto contrapporsi governo e Strada dei Parchi, la concessionaria vincitrice del bando del 2001, all’interno del quale gli aumenti erano espressamente previsti per finanziare le opere di manutenzione stradale.

“Ci siamo sempre chiesti - commenta Simone Laurenzi, responsabile abruzzese di CasaPound Italia - come sia possibile che una rete autostradale così importante, unica vera via di collegamento tra Roma e la costa adriatica, che ha consentito peraltro ai soccorsi nazionali di arrivare celermente nei luoghi colpiti dai recenti terremoti e di salvare migliaia di cittadini, sia gestita da un privato e sia tra le più care d’Italia. Se un’infrastruttura è così fondamentale, in particolare per le sorti dell’Abruzzo interno, dovrebbe essere accessibile gratuitamente ma ci rendiamo conto che questa è un’utopia. Adesso però si sta esagerando: i lavori di manutenzione sono stati completamente assenti per quasi dieci anni e ora, grazie a un ricorso al Tar vinto dalla famiglia Toto, i cittadini dovranno invece far fronte a un rincaro che incorporerà anche i mancati aumenti degli anni precedenti. Si tratta di una gestione scandalosa, frutto di politiche di privatizzazione scellerate imposte dall’Europa e attuate negli anni passati da governi di destra e di sinistra, che hanno così favorito pochi privilegiati a danno della generalità dei cittadini”.

“Questo regalo di fine anno - prosegue l’esponente della tartaruga frecciata - è l’ennesima prova del totale disinteresse della politica nazionale e regionale, prona ai diktat finanziari di Bruxelles, per l’Abruzzo e in particolare per le sue aree interne: si vedano anche i tagli alla sanità che mettono a rischio l’istituzione di un Dea di secondo livello nel Capoluogo di Regione e persino il punto nascite di Sulmona, la prevista e solo rinviata chiusura dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, le gravi crisi occupazionali che investono l’intero territorio, come dimostra da ultimo il licenziamento in tronco durante le feste natalizie dei 65 lavoratori della Intecs, ultima drammatica puntata della vicenda del polo elettronico aquilano consumatasi nel silenzio delle istituzioni”.

“CasaPound Italia - conclude Laurenzi - non può accettare che i cittadini abruzzesi, in particolare quelli delle aree interne, siano abbandonati e mortificati in questo modo: ci batteremo affinché, nel caso delle tariffe di A24 e A25 come in ogni altra situazione, lo Stato torni a curare l’interesse pubblico e non quello di privati irresponsabili. Come sempre, saremo scudo e spada d’Italia”.

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AVEZZANO (AQ): - Emergenza siccità in estate, acqua preziosa che si perde in inverno: il Consorzio di Bonifica costretto ad aprire il sistema di deflusso dei canali fucensi per evitare gli allagamenti dei terreni, con conseguente perdita di milioni di metri cubi di acqua, che potrebbero essere raccolti per evitare le emergenze siccità estive, rilancia “gli invasi. L'acqua passata non macina più grano”, commenta sconsolato il Presidente, Gino di Berardino, “solo nella giornata del 28 dicembre, dopo circa 16 mesi di siccità, in 10 ore sono stati scaricati nel fiume Liri oltre 1 milione di metri cubi di acqua (105.480 MC/ora). Purtroppo un mare di preziosissimo liquido sprecato, che andrebbe accumulato e conservato come prescrivono tutte le direttive Europee”.

L'acqua scaricata in grande quantità nel fiume Liri riporta alla mente l'emergenza idrica dell’estate scorsa con i canali a secco, i pesci morti, gli immensi danni alle colture, i costi energetici sostenuti dal Consorzio di Bonifica, ora compensati dalla Regione Abruzzo con un contributo straordinario. “Questi eventi”, sottolinea Di Berardino, -che nella fase più calda delle precipitazioni insieme ai tecnici del Consorzio, l'ingegner Contestabile e i geometri Zaurrini e Marcellitti, ha monitorato i canali e l'imbocco della galleria Torlonia- “ci insegnano che non conservare quest'acqua è pura follia. Vanno realizzate subito le vasche di accumulo: con un impianto irriguo razionale il comparto agricolo del Fucino consumerebbe in un anno tra i 12 e i 14 milioni di metri cubi di acqua, con l'attuale irrazionale sistema ne consuma 24 milioni di MC. Non è pensabile andare avanti così”.

Per migliorare il sistema il Consiglio del consorzio ha approvato un progetto di 7 milioni di euro, già presentato, per lo spurgo completo del canale collettore centrale e per il rifacimento delle sponde. “La realizzazione di questa importante opera”, spiega il Direttore del Consorzio, Mauro Contestabile, “consentirà di accumulare oltre un milione di MC di acqua, ritarderà le eventuali piene sul fiume Liri di circa 12 ore consentendo eventuali azioni di protezione civile, e avrà una grande valenza ambientale e turistica poiché prevede la realizzazione di piste ciclabili e percorsi pedonali e la piantumazione di alberi con finalità di ricarica artificiale della falda con la innovativa tecnica delle A.F.I. (Aree Forestali di Infiltrazione), dette anche boschi di ricarica”.

In quest'ottica il Consorzio di Bonifica invita operatori pubblici, associazioni e cittadini a collaborare per portare avanti tutte le iniziative messe in cantiere mirate a migliorare la gestione delle opere di bonifica e a salvaguardare l'ambiente e l'ecosistema del Fucino e, di conseguenza, del Fiume Liri.

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L'AQUILA: - Dopo le strepitoso successo della prima data, mercoledì 3 gennaio alle ore 17.30, al Teatro dei 99, in Via Rocco Carrabba, il "Succo delle favole", le narrazioni di Marco Valeri, accompagnate dalle musiche di Diego Sebastiani, guideranno i piccoli e non, spettatori in un'incantevole viaggio tra le più belle e "succose" favole di tutti i tempi.

Per info e prenotazioni contattare i numeri 3280822365 e 3475130442.

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Sabato, 30 Dicembre 2017 17:23

A24-A25, D'Alfonso: "Rivedere concessioni"

PESCARA: - "C'è bisogno di un intervento normativo e amministrativo che riveda i termini della concessione e fissi a non oltre il 2% il tetto degli aumenti annuali". Così il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, all'emittente televisiva abruzzese Rete8 sulla vicenda dell'aumento, pari al 12,89%, dei pedaggi di A24 e A25, le due autostrade che collegano l'Abruzzo con il Lazio.

"Noi dobbiamo lavorare per fare in modo che l'indice di aumento annuale, che serve a coprire le spese del personale, degli investimenti e del canone di concessione, trovi una rivisitazione attraverso un intervento che sia anche normativo, soprattutto a favore dei pendolari" ha concluso il Governatore.

 

Ansa

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L'AQUILA: - "In occasione della seduta del Consiglio Comunale di ieri, in risposta ad una interrogazione con la quale si chiedevano spiegazioni sulle modalità seguite dall’Ente per determinare la quota variabile della Tassa sui Rifiuti relativamente alle pertinenze dell’abitazione, ho provveduto a chiarire che la metodologia di calcolo utilizzata risulta in linea con le indicazioni fornite nel tempo dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), e che la stessa non ha determinato alcun aggravio di oneri per i contribuenti, che invece hanno conseguito un risparmio minimo per ciascuna posizione". Lo rende noto Annalisa Di Stefano, assessore comunale dell'Aquila alle politiche economiche, finanziarie e di bilancio.

"Infatti - spiega -, le specifiche previsioni riportate nei Regolamenti adottati negli anni dal Comune dell’Aquila, con riferimento all’applicazione della Tassa sui Rifiuti alle cosiddette pertinenze, sono state mutuate direttamente dal prototipo di regolamento per l’istituzione e l’applicazione della Tares, appositamente reso disponibile dal dipartimento delle finanze presso il Mef. Nello specifico, il Comune dell’Aquila ha stabilito come utenze non domestiche i locali destinati a cantine, autorimesse o ad altri simili luoghi di deposito e dunque alla categoria n. 3 delle stesse utenze non domestiche. Ciò ovviamente nelle sole ipotesi in cui il contribuente abbia correttamente indicato nell’apposita dichiarazione annuale le distinte superfici destinate ai due diversi utilizzi, ovvero abitazione e pertinenze".

"In tal modo - termina l'assessore - la quantificazione della quota variabile della Tassa riferita a detti spazi, non risentendo del peso tariffario legato alla consistenza del nucleo familiare, che incide conseguentemente soltanto sulle superfici destinate ad abitazione, ha permesso ai contribuenti di conseguire un risparmio nella Tari dovuta, anche se di ammontare non rilevante".

 

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AVEZZANO: - L’ostetricia di Avezzano a un vagito dal parto numero mille, a dispetto del netto calo di nascite in tutta Italia. Questa mattina è venuto alla luce, attorno alle 8.30, il 999esimo bebé: è un maschietto che pesa 3 chili e 700 grammi, partorito da una donna marocchina. Tra oggi e domani verrà sicuramente centrata e superata la soglia dei 1.000 parti, dal momento che altre donne sono in fase di travaglio.

L’ormai imminente sbarco dei ‘mille’, al reparto di ostetricia di Avezzano, per il 2017, costituisce una ottima performance considerando che, negli ultimi anni, le cifre delle nascite negli ospedali (abruzzesi e non) sono in drammatico calo. Oltre alla soddisfazione di aver mantenuto uno score di tutto rispetto in tempi grami per la procreazione nazionale, il reparto diretto dal dottor Giuseppe Ruggeri, nel 2017 si è distinto per una delle performance-guida adottate dal ministero della Salute per valutare il grado di efficienza delle ostetricie in Italia: riuscire a tenere bassa la percentuale dei parti cesarei. In questo senso, nel corso dell’anno corrente, il reparto del capoluogo marsicano si è attestato al 18,1%, di gran lunga inferiore alla media nazionale del 25%. Un dato (che tradotto in cifre equivale a 178 cesarei) che dà all’ospedale di Avezzano un ruolo di primissimo piano in Abruzzo.

“Un ottimo risultato”, dichiara il Manager della Asl, Rinaldo Tordera, “in un periodo in cui c’è ovunque un forte decremento delle nascite. L’ospedale di Avezzano si conferma quindi un punto di riferimento per un ampio territorio grazie alla qualità delle sue prestazioni”.

Dei 999 nati una quota del 20% è stata generata da coppie straniere e un altro 5% da coppie miste (uno dei genitori italiano). Le più prolifiche, tra le varie etnie, restano le coppie del Marocco anche se, negli ultimi anni, si è registrato un generale calo nel numero di figli procreati anche tra gli immigrati. Le donne, soprattutto per motivi economici, fanno figli in età sempre più avanzata e ciò porta, nelle ‘voci’ contenute nei registri dell’ostetricia, a un progressivo aumento delle interruzioni di gravidanza che nell’anno corrente sono state 628 e che hanno riguardato non solo donne italiane ma, sia pure in misura minore, anche straniere. Nel dato complessivo delle interruzioni di gravidanza sono comprese sia la metodica chirurgica sia quella farmacologica. I parti gemellari, in ampia misura prodotti anch’essi dall’aumento dell’età in cui la donna partorisce, sono stati 13.

Tra le curiosità, relative alle nuove etnie che fanno capolino nelle culle di Avezzano ci sono le coppie cinesi che quest’ano hanno generato 5 bimbi (nell’anno precedente i dati parlano di appena 2).

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L'AQUILA: - E’ arrivata poco prima di Natale la missiva che le guardie mediche abruzzesi non avrebbero mai voluto ricevere. Una beffa che si unisce ad un danno notevole. Infatti, come già denunciato dal M5S a settembre 2017, la Regione ha sospeso l’indennità di rischio stipulata da un accordo con il governo regionale del 2006 per i medici di continuità di 4 euro aggiuntive l’ora e, cosa più grave, hanno ricevuto la richiesta di recupero delle somme percepite dalla Regione Abruzzo, estesa anche agli eredi. In sostanza la Regione non solo ha bloccato l’indennità che essa stessa aveva stabilito ma ha richiesto ai medici di guardia circa 70 mila euro cadauno per le somme percepite dal 2006 ad oggi. "Un provvedimento ingiusto" denunciò Domenico Pettinari già a settembre che ha portato il caso anche in Consiglio regionale attraverso un’interrogazione all’assessore Paolucci.

Il motivo di questo taglio incondizionato è una semplice richiesta di spiegazione su questa indennità dalla Corte dei Conti. L’indennità, ritenuta utile nel 2006 dall’allora giunta Pd, avrebbe dovuto colmare tutte le carenze relative alla sicurezza sul posto di lavoro. Una semplice richiesta di delucidazioni da parte della Corte dei Conti non può giustificare un provvedimento così invasivo.

Si tratta di circa 400 unità in tutta la regione, sono medici di continuità assistenziale, ovvero quel personale che lavora nelle guardie mediche che sono aperte tutta la notte e nei giorni festivi. In Abruzzo rappresentano un valore aggiunto irrinunciabile, soprattutto in quelle aree interne che sono poco servite dagli ospedali maggiori e che risultano ancor più isolate dalle politiche di depotenziamento e chiusura che ha investito i grandi ospedali d’Abruzzo.

“E’ un provvedimento ingiusto” spiega Domenico Pettinari vice presidente della commissione sanità di Regione Abruzzo “noi dovremmo valorizzare questi medici che ricordiamolo non sono i 'ricchi' del settore. Stiamo parlano di personale che lavora in condizioni a volte estreme, in orari impossibili e che percepisce stipendi assolutamente normali". "Il provvedimento che ha assegnato i 4 euro in più l’ora risale allo scorso governo Pd" incalza Pettinari "dunque il Presidente prima di chiedere un risarcimento retro attivo ai lavoratori che sono attori passivi in queste scelte, dovrebbe eventualmente richiedere le somme percepite dai medici di guardia a chi le ha autorizzate e quindi alla dirigenza di quegli anni e all’organo politico dell’epoca, del quale alcuni sono attivi decisori in questo frangente".

"Il Governo, autore di tagli sulla sanità senza precedenti, dovrebbe piuttosto valorizzare queste professionalità che rappresentano l’ultimo avamposto per il diritto alla salute.

Anche in altre regioni è stato chiesto un accertamento su queste spese e al massimo si è interrotta l’erogazione, ma assolutamente senza una formula retroattiva, addirittura estesa agli eredi, che rischia di mettere in ginocchio intere famiglie. Il presidente D’Alfonso ha dato seguito a una semplice richiesta di chiarimento della Corte dei Conti con un provvedimento così radicale, ma lo hanno lasciato del tutto indifferente le diffide al suo governo, molto più pesanti, della stessa Corte relative alla mancata approvazione dei rendiconti di Regione Abruzzo che ha messo in ginocchio i conti della Regione.

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L'AQUILA: - “I precari del Comune dell’Aquila hanno finalmente ottenuto una proroga triennale dei loro contratti, un risultato da ascriversi indiscutibilmente al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi". A dichiararlo è il portavoce comunale di Fratelli d'Italia, Michele Malafoglia che aggiunge “Con il comma 712 dell’articolo 1 della legge di stabilità per il 2018, infatti, è stato messo riparo all’errore contenuto nel decreto fiscale che lasciava fuori, a partire dal 31 dicembre del prossimo anno, tutta la platea dei potenziali beneficiari”.

"Una clamorosa svista - sottolinea il portavoce Fdi - che riguardava decine di dipendenti che svolgono funzioni essenziali negli uffici dell'Ente, impegnati nella ricostruzione sociale ed economica, oltre che materiale, della città". "Il sindaco Biondi si è immediatamente attivato, scrivendo al Governo e tutte le Istituzioni interessate, per chiedere di sanare questa lacuna" aggiunge il portavoce di Fdi.

"Anche in questo caso - conclude Malafoglia- si è trattato di un risultato ottenuto con il lavoro e in silenzio, senza preventivi trionfalismi che in passato avevano portato a problemi e proteste (basti ricordare i rinnovi saltati nel milleproroghe dello scorso anno), suscitando problemi negli uffici e malessere diffuso tra dipendenti fondamentali per il buon funzionamento del Comune. L'Amministrazione Biondi è quella dei fatti e degli obiettivi da annunciare una volta raggiunti. L'epoca degli annunci è andata in soffitta a giugno".

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